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«Rifiuti, il nuovo piano non chiude il ciclo: tempi stretti, più costi e restano le discariche»

Il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, è intervenuta all’incontro promosso dall’assessorato regionale all’Ambiente sul disegno di legge Umbria Circolare

Data :

10 maggio 2026

Categorie:
Ambiente
«Rifiuti, il nuovo piano non chiude il ciclo: tempi stretti, più costi e restano le discariche»
Municipium

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ORVIETO - «Ringraziamo l’assessore De Luca per l’opportunità di approfondimento e di confronto ma i dubbi e le perplessità sul nuovo piano regionale dei rifiuti restano». 

Lo ha detto il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, partecipando all’incontro promosso dall’assessorato regionale all’Ambiente, venerdì 8 maggio alla Sala Digipass, per illustrare i contenuti del disegno di legge Umbria Circolare e l'aggiornamento del piano rifiuti.

«Legittimamente - ha spiegato il sindaco - il nuovo governo regionale ha deciso di smontare il piano approvato nel 2023 dalla precedente Giunta superando una pianificazione che prevedeva la chiusura del ciclo dei rifiuti attraverso la termovalorizzazione. Oggi siamo di fronte a un cambio radicale di strategia che avviene però senza che esista una vera alternativa strutturale, credibile e autosufficiente che rischia di riportare l'Umbria dentro una stagione di incertezza. Il nuovo piano punta su riduzione dei rifiuti alla fonte, più raccolta differenziata, più riciclo, potenziamento degli impianti Tmb, end of waste, ma alla fine non dice come chiudere il ciclo. Perché anche con livelli di differenziata altissima, a cui non corrisponde altrettanta qualità, resterà una quota di residuo che dovrà essere necessariamente smaltita e trattata». 

«Oltretutto - ha aggiunto il sindaco - gli obiettivi annunciati su cui si basa tutto il piano meritano grande prudenza e creano una forte dipendenza del sistema dal raggiungimento di certi target: 75% di differenziata entro il 2028, 80% entro il 2030, 90% entro il 2035. Sia chiaro, tutti obiettivi condivisibili e sfidanti come li ha definiti l’assessore, ma che presuppongono una raccolta domiciliare estesa, costosissima per Comuni e quindi per cittadini, nuove tecnologie, impianti Tmb evoluti, centri di raccolta potenziati, sistemi digitali. Misure che presuppongono in tempi brevissimi investimenti enormi, oltre all'adesione totale dei cittadini ai nuovi dettami. Tutto difficile da raggiungere velocemente. La strategia punta molto sul potenziamento del Tmb, ma gli impianti Tmb non eliminano il rifiuto. Lo trattano, lo selezionano, ne recuperano una parte ma producono comunque una quota che va in discarica o deve essere smaltita fuori regione con il rischio concreto di un ulteriore aumento dei costi». 

«In questa incertezza intanto - ha proseguito - le discariche continuano a riempirsi, i costi aumentano e così le tariffe. Pur essendo pronti a fare la nostra parte come amministrazione e come città, riteniamo che costruire un sistema regionale di gestione dei rifiuti su presupposti eccessivamente ottimistici, in una situazione che peraltro vedrà la nostra discarica esaurirsi nel giro di meno di 4 anni, appare quantomeno azzardato. E le perplessità non sono solo le nostre, sono condivise dalle associazioni e sono anche quelle dell’Auri che nella delibera per la redazione del Piano d’ambito per il servizio di gestione integrata dei rifiuti, sulla quale personalmente ho votato contro nel direttivo, si leggono una serie di criticità sia sul cronoprogramma che sulle modalità. Il documento parla apertamente di “un cambio di scenario di notevole impatto” e i tempi assegnati ai procedimenti di competenza dell’Auri vengono definiti “oltremodo compressi”. Il cronoprogramma prevede infatti approvazione del Piano d’Ambito entro il 31 dicembre 2026, gare nel 2027, nuova gestione già dal 2028. Tempistiche che non dipendono direttamente dalle attività di Auri per cui anche la procedura voluta dalla Regione viene definita “anomala” visto che le direttive impongono ad Auri di avviare la redazione del Piano di Ambito regionale su linee di indirizzo e con il vecchio piano regionale ancora vigente. Una vera assurdità». 

«Il tema della gestione dei rifiuti - conclude il sindaco - è cruciale per la regione e centrale per la nostra città e pertanto ci impegneremo e vigileremo affinché l’Umbria abbia una pianificazione credibile e sostenibile, con tempi certi, che non scarichi tutti i sacrifici sui cittadini e scongiuri ogni possibile nuovo ampliamento della discarica di Orvieto».

Ultimo aggiornamento: 10 maggio 2026, 09:17

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