Salta al contenuto principale

«Rinnovabili, vincoli paesaggistici e programmazione per tutelare il territorio e contrastare le speculazioni»

Il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, e l'assessore all'Ambiente, Andrea Sacripanti, hanno partecipato al sit in in Piazza della Repubblica promosso dal Comitato Buon Respiro e dintorni

Data :

13 giugno 2026

Categorie:
Ambiente
«Rinnovabili, vincoli paesaggistici e programmazione per tutelare il territorio e contrastare le speculazioni»
Municipium

Descrizione

ORVIETO -  Questa mattina, in Piazza della Repubblica, il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, e l’assessore all’Ambiente, Andrea Sacripanti, hanno partecipato a nome dell’amministrazione comunale al sit in promosso dal Comitato “Buon Respiro e dintorni” per informare e sensibilizzare la cittadinanza sulle conseguenze dei progetti agrivoltaici, fotovoltaici ed eolici previsti sul territorio. 

«Come amministrazione comunale – ha detto l’assessore Andrea Sacripanti - ci siamo impegnati fin da subito attraverso la promozione di ricorsi e la resistenza in sede giurisdizionale rispetto alle iniziative presentate. Ma non ci siamo limitati all'azione giudiziaria che, purtroppo, fino a oggi ci ha visto soccombenti in relazione al progetto Phobos. Per questo abbiamo deciso, come Comune di Orvieto, d'intesa con i Comuni di Castel Giorgio e Castel Viscardo, di associarci per elaborare una proposta di vincolo paesaggistico sull’area. Entro la fine del mese contiamo di avere a disposizione uno strumento amministrativo capace di arginare queste continue incursioni speculatorie. Per noi il paesaggio rappresenta un patrimonio autentico. Il nostro ambiente non è soltanto vita per chi lo abita, non è soltanto agricoltura e valorizzazione delle nostre produzioni ma è anche una straordinaria vetrina. Lo vediamo ogni giorno: persone che si fermano, ammirano questi luoghi e ci invidiano per la bellezza che siamo riusciti a conservare. Noi vogliamo continuare a essere riconosciuti e apprezzati per ciò che possiamo offrire a chi scopre questa terra, se ne innamora e resta incantato dalle sue bellezze. Per questo andremo avanti utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione. E penso anche al progetto Phobos. Dopo aver convinto la Regione ad agire in autotutela annullando l’autorizzazione unica, insieme ai legali che ci hanno seguito finora abbiamo deciso di presentare un reclamo alla Commissione Europea. Perché riteniamo che la formazione del silenzio-assenso, trasformata in un'autorizzazione attraverso una decisione giudiziaria fondata esclusivamente sulla decorrenza di un termine, non possa compromettere l'integrità del nostro territorio. Soprattutto, non può comprimere quel principio di sussidiarietà che riconosce ai Comuni, espressione diretta della volontà dei cittadini, un ruolo fondamentale nelle decisioni che riguardano il proprio territorio. Lunedì, alle 16 alla Sala Digipass, l'assessore regionale De Luca e il sindaco Tardani hanno convocato tutti i parlamentari umbri perché su questo fronte è necessario coinvolgere anche chi rappresenta l'Umbria nelle sedi legislative nazionali. Sì al fotovoltaico – ha concluso - quando è al servizio dell'autoconsumo delle famiglie, delle imprese e degli agricoltori. No, invece, alle speculazioni che rischiano di trasformare il nostro paesaggio in una gigantesca area industriale. Ringrazio il Comitato Buon Respiro per questa iniziativa e per la mobilitazione. E in tutte le sedi in cui sarà necessario combattere questa battaglia, il Comune ci sarà, al fianco delle associazioni e dei cittadini che vorranno sostenerla».

«Questa non è una manifestazione ideologica – ha sottolineato il sindaco Tardani – ma un'iniziativa di responsabilità. Viviamo in un territorio straordinario che fa della sua bellezza e della sua identità il proprio punto di forza. Oggi, però, stiamo vivendo un momento di grande preoccupazione, perché ciò che sta accadendo rischia di trasformare profondamente la struttura e la fisionomia di questo territorio, fino a convertire un'area di pregio in un'area industriale. Noi stiamo cercando di contrastare questo scenario con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione. Non siamo contro la transizione ecologica, anzi, la sosteniamo ma credo sia assolutamente sbagliato mettere in contrapposizione la transizione ecologica e la tutela del territorio. Tra queste due esigenze deve esserci un equilibrio. Non è possibile che il territorio venga trasformato dalla semplice somma di autorizzazioni rilasciate singolarmente, perché è esattamente ciò che sta accadendo. Il rischio è che un'area che fonda la propria ricchezza sulla biodiversità, sul paesaggio e sulla sua dimensione più autentica e naturale venga progressivamente trasformata compromettendo la qualità della vita e il futuro stesso di queste comunità. C'è un problema di fondo che da tempo stiamo denunciando e che, come istituzioni, abbiamo il dovere di affrontare: la mancanza di programmazione. Molto di ciò che sta accadendo deriva proprio dall'assenza, negli anni passati, di una pianificazione adeguata. Questo rende i nostri territori una sorta di terra di conquista per chiunque decida di installare impianti di dimensioni enormi senza una visione complessiva e condivisa dello sviluppo del territorio. Per questo oggi c'è una presa di posizione forte e un rinnovato senso di responsabilità. I Comuni di Orvieto, Castel Viscardo, Castel Giorgio e molte altre realtà dell'area interna stanno lavorando insieme con grande determinazione per garantire una tutela concreta del territorio. Si tratta di vincoli pensati per proteggere la bellezza, l'identità e il futuro di questi luoghi. Siamo al fianco dei cittadini, delle associazioni e dei comitati in questa battaglia. E siamo al fianco della Regione Umbria con cui stiamo lavorando per definire una programmazione capace di individuare le aree realmente idonee all'insediamento degli impianti da fonti rinnovabili. Oggi dobbiamo rivendicare con forza il ruolo delle istituzioni e delle comunità locali perché non possiamo permettere che i nostri territori siano preservati da aggressioni al paesaggio e al nostro patrimonio naturale, storico e identitario».

Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2026, 14:37

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Valuta il Servizio

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?

1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?

1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?

2/2

Inserire massimo 200 caratteri
È necessario verificare che tu non sia un robot