Descrizione
ORVIETO - Questa mattina la Nuova Biblioteca pubblica "Luigi Fumi" di Orvieto ha ospitato l'iniziativa "La salute della donna e del bambino - I primi 1000 giorni di parole e suoni" organizzata dall'Usl Umbria 2, dal Centro Unico di Formazione e dalla Regione Umbria nell'ambito della Settimana nazionale "Nati per leggere" e in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle bambine e dei bambini che si celebra il 20 novembre.
A chiudere l'iniziativa, alla Sala Digipass, è stata la tavola rotonda "Il ruolo delle Zone sociali nella promozione della salute nella fascia 0-6 anni", moderata da Alesia Longhi, a cui ha preso parte il sindaco di Orvieto, capofila della Zona sociale n.12, Roberta Tardani, l'assessore ai Servizi sociali e Scuola del Comune di Amelia, Antonella Sensini, Franca Nesta, responsabile della Bct di Terni, e Olimpia Bartolucci, responsabile della Sezione Biblioteche e archivi storici, editoria e patti per la lettura, welfare culturale della Regione Umbria.
"Un'importante opportunità - ha detto il sindaco Roberta Tardani - per condividere insieme ai rappresentanti delle altre zone sociali dell'Umbria una riflessione su un tema che sta a cuore a tutti noi, ovvero il benessere dei bambini e dei ragazzi, e discutere su cosa si sta facendo per rafforzare il coordinamento tra servizi sanitari, servizi sociali e biblioteche. In questo senso la Zona sociale n.12 è molto attiva e dinamica - ha spiegato - e la città di Orvieto ha già costituito una rete virtuosa tra istituzioni, azienda sanitaria, scuole, Terzo settore che ci consente di co-progettare e mettere in campo azioni volte al benessere dei nostri ragazzi. Esperienze come 'Nati per leggere', progetto nazionale al quale proprio la biblioteca di Orvieto fu la prima ad aderire in Umbria, sono la testimonianza di una sensibilità che è propria di questo territorio. Ma oggi stiamo intraprendendo una ulteriore strada rappresentata dalla Comunità Educante che sta portando avanti l'assessore alle Politiche sociali, Alda Coppola, e che è stata costruita a partire da una visione comune e condivisa con tutti i partner che hanno aderito. Il benessere dei minori non è solo salute fisica o sostegno sociale, né solo educazione scolastica o accesso alla cultura ma è tutto questo insieme. Con la Comunità Educante vogliamo integrare in modo stabile servizi sanitari, sociali, Zone sociali e biblioteche, superando la logica dei compartimenti e costruendo percorsi comuni di prevenzione, educazione, sostegno psicologico e inclusione. Le biblioteche e gli spazi culturali diventano presìdi educativi aperti e accessibili, luoghi dove servizi, famiglie e bambini possono incontrarsi e partecipare. Attraverso i Patti Educativi di Comunità e gli strumenti di amministrazione condivisa vogliamo consolidare questa rete e rispondere in modo più efficace ai bisogni dei cittadini a partire da quelli più piccoli. Rafforzare il coordinamento non è solo quindi un obiettivo tecnico, ma una scelta culturale. Riconoscere che l’educazione è una responsabilità condivisa significa capire che nessun servizio, da solo, può garantire il benessere dei bambini. In questo senso la Comunità Educante ci offre l'opportunità di avere uno sguardo comune, una rete di relazioni e strumenti concreti per mettere al centro la crescita dei più giovani".
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Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2025, 18:39