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ORVIETO - “L’assessore De Luca spieghi agli orvietani perché la Regione non si è costituita in giudizio sin dall’inizio del procedimento di fronte al Tar malgrado la Giunta stessa avesse deliberato di farlo già nella fase cautelare come si evince dalla delibera dell’esecutivo”.
Lo ha affermato l’assessore all’Ambiente, Andrea Sacripanti, intervenendo questa mattina a margine della conferenza stampa di bilancio della giunta comunale di Orvieto e replicando alle dichiarazioni dell’assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca sulla vicenda Phobos.
“L'assessore De Luca – ha detto - con un video ha ribadito il fatto di essersi costituito nella fase di merito del giudizio pendente dinanzi al Tar. Non c'è bisogno di una laurea in Giurisprudenza per capire che non è avvenuta né la costituzione all'udienza del 13 gennaio, che riguardava il procedimento nella sua fase cautelare, né tantomeno può essersi costituito nell'udienza di merito che ancora deve essere fissata. Quindi, posto che la costituzione in giudizio avviene attraverso degli atti formali e tecnici, ovvero quello che ha fatto il Comune di Orvieto, a nulla vale l'averlo stabilito in sede di giunta regionale. Anche noi abbiamo deciso in giunta comunale di volerci costituire all'udienza del 13 gennaio, poi abbiamo dato seguito a questa volontà affidando l’incarico al nostro avvocato di costituirsi tecnicamente e formalmente con il deposito delle memorie difensive. Questo prevedono le norme di procedura e l'assessore De Luca con le sue parole ci stupisce, così come i suoi accoliti che ancora sostengono che sia stato sufficiente un atto di Giunta per essersi costituiti nel giudizio”.
“Quello che farà la Regione non lo sappiamo – ha aggiunto - certo è che tutto lascia un po' perplessi perché se è vero che fino adesso, in senso amministrativo, ci è stata fortemente di supporto con il diniego della conferenza dei servizi, grazie al contributo fornito dal Comune di Orvieto così come del Comune di Castel Giorgio e di altri soggetti anche privati che sono intervenuti, non c'è stato ancora spiegato il perché non sia intervenuta all'udienza del 13 gennaio che era di fondamentale importanza. Questo filone giudiziario infatti entra nel cuore del problema, perché mentre il Consiglio di Stato ha chiuso una querelle tecnica, formale e procedurale, il Tar che si deve pronunciare sull'opposizione promossa da Rwe rispetto al diniego delle conferenze dei servizi, entra nel merito della questione. L’assessore De Luca ci deve spiegare il motivo per cui, come ha dichiarato l'avvocatura regionale, ha ritenuto superfluo l'intervento attivo in quella fase procedimentale. Questo è quello che ci preoccupa. Deve rispondere politicamente non tanto all'assessore Sacripanti, ma agli orvietani. Noi siamo strafelici del fatto che lui abbia ribadito il sostegno della Regione rispondendo al nostro comunicato che non era accusatorio ma riferiva semplicemente del fatto che l'unico Ente che si era costituito fosse il Comune di Orvieto. Grazie a questa costituzione il giudice si è riservato di proseguire la procedura fissando l'udienza nel merito, altrimenti chissà come si sarebbe chiusa se non fosse stata presa in considerazione la nostra istanza”.
“E’ ovvio – ha spiegato l’assessore - che sullo sfondo c'è anche la sentenza del Consiglio di Stato che è molto preoccupante rispetto a quanto potrebbe decidere il Tar. Quindi il fatto che il procedimento al Tar prosegua è un'ottima notizia e questo lo si deve soprattutto all'intervento del Comune di Orvieto in udienza. Quanto sarebbe stato utile e fondamentale che la Regione fosse intervenuta per difendere ciò che la stessa Regione attraverso i suoi uffici aveva sottolineato ed evidenziato nell'ambito della conferenza dei servizi? La risposta dell’assessore al nostro comunicato ha dei toni sorprendenti anche perché non solo si è sostenuto il fatto di essersi costituiti, contraddicendo la stessa avvocatura, ma poi si è affermato che il progetto Phobos si farà, e questo lo si legge anche nel comunicato delle opposizioni cittadine, perché il Governo Meloni ha impugnato la legge regionale numero 7 del 2025 sulle aree idonee e non idonee per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili. L'impugnazione del Governo Meloni è irrilevante rispetto al progetto Phobos. Il 24 marzo 2025 il Comune di Orvieto ha inviato le proprie proposte alla Regione che ci aveva coinvolto nella redazione del piano regionale per le aree idonee e non idonee seguendo le disposizioni del decreto ministeriale del 21 giugno 2024. Nel nostro piano territoriale abbiamo inserito dei vincoli ulteriori rispetto agli atti che fino ad allora governavano il territorio. Abbiamo esteso a 7 chilometri dalla Rupe l'area non idonea per gli impianti eolici e fino a 4,5 chilometri il vincolo per gli impianti fotovoltaici. Abbiamo inoltre introdotto delle misure per tutelare i centri storici non sottoposti a vincolo che sono disseminati nel nostro territorio. Tutto questo non è stato minimamente recepito nella legge regionale 7 del 2025 che nell'area di riferimento, cioè quello dell'Alfina, nella parte di competenza del territorio del Comune di Orvieto, non introduce queste nuove tutele dell'ambiente ma riporta i criteri già esistenti in precedenza. Quindi sostanzialmente quando Rwe ha presentato il progetto Phobos esistevano vincoli che sono rimasti tali e quali nella legge regionale. E il fatto che la stessa legge sia stata impugnata dal Governo Menoni potrà interessare eventualmente altre zone, non di nostra pertinenza e competenza, ma certamente è irrilevante rispetto al fatto che il progetto Phobos possa vedere la luce sull’altopiano dell'Alfina”.
“Non siamo più disposti ad accettare queste panzane – ha concluso - perché qui rischiamo uno scempio vero e proprio del nostro territorio e tutte le parti in causa dovrebbero andare nella stessa direzione. Andare a cercare delle responsabilità senza assumersi le proprie è un giochetto a cui non siamo più disposti a sottostare. Ribadisco: abbiamo una sentenza del Consiglio di Stato che chiude una parte tecnico-formale procedimentale, ma il fatto che il Tar attualmente abbia deciso di procrastinare l’iter stesso, entrando nel merito della discussione, fa sì che non tutto è perduto. Si potrebbe anche arrivare a un conflitto di giudicati. Fatto sta che il Comune di Orvieto è stato presente fin dai primi ricorsi, è stato promotore del ricorso al Consiglio di Stato ed è stato adesso resistente nell’ultimo giudizio di fronte a Tar. Abbiamo sempre seguito la vicenda dall'inizio alla fine e continueremo a portare avanti questa battaglia. All'assessore Luca chiediamo di risponderci sul fatto e sul perché la Regione non si sia costituita all'udienza del 13 gennaio come da mandato. Perché le dichiarazioni hanno un senso, i fatti un altro”.
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Ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2026, 18:58