Data: 19/11/2015

Spese amministratori

Spese degli Amministratori. Intervento dell'Assessore al Bilancio, Gnagnarini

COMUNICATO STAMPA n. 871/15 G.M. del 19.11.15 

Le Spese degli Amministratori

(ON/AF) – ORVIETO –  Ad ulteriore integrazione di quanto emerso nel Consiglio Comunale del 16 novembre u.s. e ai fini di una maggiore chiarezza sulle spese degli amministratori, l’Assessore al Bilancio, Massimo Gnagnarini fa sapere che:

“Le spese che il Comune sostiene ogni anno  per gli Amministratori si compongono di:

a)     Indennità di carica;

b)     Rimborso spese forzose;

c)     Rimborso delle assenze dal lavoro direttamente liquidate ai rispettivi datori.

La tabella che segue riepiloga le indennità di carica mensili percepite dagli attuali amministratori del Comune di Orvieto con un risparmio di 7000 Eu annui raffrontate con quelle percepite dagli amministratori precedenti. 

*) Hanno rinunciato volontariamente a percepire l’indennità

La Tabella che segue riepiloga la previsione delle spese forzose da rimborsare agli amministratori e relative principalmente agli spostamenti con mezzi propri e con altri titoli di viaggio per attività specificatamente e strettamente istituzionali.

La Tabella che segue riepiloga la previsione della spesa per rimborsi  per le assenze degli amministratori lavoratori dipendenti dai rispettivi luoghi di lavoro e liquidate direttamente alle Aziende datrici. 


 “La maggiore spesa – aggiunge Gnagnarini - è conseguente al differente status di lavoratori dei componenti l’Amministrazione che attualmente conta 4 membri lavoratori dipendenti da aziende private , mentre precedentemente ne contava soltanto uno.

Il numero massimo di assenze dal lavoro da rimborsare per gli amministratori dei Comuni di classe pari a quella di Orvieto sono in correlazione alle sedute di Giunta e a un massimo di 24 ore mensili per il disbrigo delle attività connesse.

In aggiunta la legge consente ulteriori 24 ore mensili di permesso dal lavoro non rimborsabili e a completo carico economico del lavoratore.

Ne consegue che per avere ulteriori risparmi, se non si vogliono selezionare a priori gli amministratori esclusivamente tra i pensionati, disoccupati e lavoratori autonomi, si potrebbe ricorrere alla prevista, per legge, aspettativa dal lavoro senza alcuna retribuzione. E’ ovvio che tale soluzione, vista l’entità delle indennità di carica, è del tutto impraticabile e insostenibile per una famiglia normale che dipenda unicamente dal reddito da lavoro”.

“E’ utile ricordare, infine – conclude - che il numero di sedute che una Giunta stabilisce di tenere, nonché gli orari nei quali si prolunga, è strettamente connesso al metodo di lavoro che l’Organo si è dato liberamente nelle sue normali prerogative ed esigenze. In particolare si sottolinea che l’indennità di carica non dipende dal numero delle sedute effettuate, ovvero non corrisponde a un cosiddetto gettone di presenza, ma è fissa, la stessa misura sia che si svolgano otto sedute in un mese oppure una o nessuna.

La Giunta, inoltre, non è il luogo dove ci si limita ad alzare la mano per votare più o meno sbrigativamente, bensì è il luogo dove si svolgono i processi  formativi delle volontà decisionali in un perpetuo confronto politico e tecnico con la burocrazia comunale e le istanze dei cittadini.

Il lavoro di una amministrazione, infatti, non si giudica con il cronometro ma dai fatti che essa produce”.