Data: 14/10/2017

Presentata la 1^ edizione del Festival “Orvieto in Philosophia: per la città della sapienza”

Tre giorni di conferenze e dibattiti sul tema "Che cos'è il tempo?", il 29 e 30 novembre e 1° dicembre presso l’Auditorium della Fondazione CRO ed il Palazzo del Capitano del Popolo. Ospiterà importanti filosofi e scienziati fra i quali il Prof. Massimo Cacciari

COMUNICATO STAMPA n. 779/17 G.M. del 14.10.17 
Festival “Orvieto in Philosophia: per la città della sapienza”. Festival di filosofia in dialogo e della Decade kantiana.  Orvieto, 29 / 30 novembre e 1° dicembre presso l’Auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto ed il Palazzo del Capitano del Popolo
• Tre giorni di conferenze sul tema: “Indaghiamo il tempo” con alcuni dei maggiori esponenti del dibattito filosofico contemporaneo in Italia, e poi dibattiti e spettacoli serali di parole e musica  
(ON/AF) – ORVIETO – Sotto il titolo “Orvieto in Philosophia: per la città della sapienza”, tra il 29 e 30 novembre e il 1° dicembre prossimi si terranno ad Orvieto, presso l’Auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio e il Palazzo del Capitano del Popolo / Centro Congressi, due  iniziative tra loro coordinate e con gli stessi obiettivi: il 1° Festival di filosofia in dialogo “Orvieto a due voci” e la 3^ edizione della Dekade kantiana. 


Appuntamento pensato per le scuole superiori e organizzato dalla Fondazione Centro per il Studi “Città di Orvieto” in collaborazione con UNITRE Orvieto, con il sostegno ed il patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e del Comune, ed il patrocinio della Società Filosofica Italiana e dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria – MIUR. Festival, di rilevanza culturale ed educativa, a cui aderiscono gli Istituti d’Istruzione Superiore orvietani e dei licei di Terni e dei territori limitrofi di Umbria, Lazio e Toscana.
La “Decade kantiana”, sul modello della tedesca “Kant Decade”, intende proporre all’attenzione degli studenti degli ultimi due anni delle scuole secondarie di secondo grado temi kantiani che abbiano un impatto rilevante nella cultura contemporanea, in vista del trecentesimo anniversario della nascita del grande filosofo che cadrà nel 2024. 
Il festival “Orvieto a due voci” prevede, invece, dibattiti pomeridiani di importanti filosofi e scienziati e spettacoli serali di parole e musica sullo stesso tema che sarà oggetto dell’incontro con gli studenti nella mattinata dedicata alla Decade che conclude il ciclo.
Il tema di quest’anno è “Indaghiamo il tempo”. La lectio magistralis della Decade sarà tenuta dal Prof. Massimo Cacciari proprio sull’argomento “Che cos’è il tempo?”. Nelle due giornate del festival i dibattiti e gli spettacoli saranno tenuti e animati da personaggi di primo piano del mondo filosofico e scientifico italiano. Quest’anno intervengono: Edoardo Boncinelli, fisico, biologo e genetista, filosofo della scienza, già docente presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e la Facoltà di Filosofia, Università Vita – Salute San Raffaele, Milano, già direttore della SISSA, Scuola Internazionale di Studi Superiori, Trieste; Massimo Cacciari, fondatore della Facoltà di Filosofia e Professore Ordinario presso l’Università Vita – Salute San Raffaele, Milano, di cui è stato Prorettore vicario; presidente della Fondazione Gianni Pellicani; Massimo Donà, Professore Ordinario di Metafisica ed Ontologia presso la Facoltà di Filosofia, Università Vita – Salute San Raffaele, Milano; Luciano Dottarelli, docente di Filosofia nei Licei, è stato docente a contratto di Filosofia della Scienza, Filosofia Morale e Bioetica presso le Università degli Studi della Tuscia – Viterbo, Macerata e Firenze; Lucrezia Ercoli, Dottore di Ricerca in Filosofia e Teoria delle Scienze Umane, Università degli Studi di Roma Tre; docente presso le Accademie di Belle Arti dell’Aquila e di Macerata; direttrice artistica di “POPSOPHIA”, festival internazionale di filosofia del contemporaneo; Giulio Giorello, Professore Ordinario di Filosofia della Scienza presso l’Università degli Studi di Milano; Andrea Tagliapietra, Professore Ordinario di Storia della Filosofia, Università Vita – Salute San Raffaele, Milano.
 
L’iniziativa, in generale, vuole contrastare la tendenza contemporanea a fuggire le visioni di largo respiro poggiate su analisi ragionate e documentate. In particolare, intende fornire ai giovani occasioni di riflessione e di orientamento, dimensionandosi su quanto afferma lo stesso MIUR a proposito della potenza formativa delle pratiche di ragionamento critico: “Il potenziamento delle competenze logiche e argomentative permette l’esercizio di pratiche di ragionamento volte alla risoluzione dei problemi e in quanto tale è aspetto formativo strategico. Ne possono derivare significativi risultati metodologici quali l’impegno al dialogo e al lavoro di gruppo, la consuetudine con le procedure di verifica empirica di un’ipotesi, il controllo ragionato dei fattori che influenzano le soluzioni, la critica degli automatismi, in una parola, l’esercizio del pensiero critico”.
Gli studenti, assistiti dai loro docenti, sono in effetti i veri protagonisti di queste giornate. Attraverso un lavoro preparatorio nei primi mesi di scuola, le classi (o gruppi trasversali) degli istituti che aderiscono approfondiscono il tema secondo modalità liberamente scelte e partecipano poi alle diverse iniziative presentando i risultati di tale lavoro con relazioni, domande, interventi. I materiali prodotti, gli interventi e le relazioni, saranno poi raccolti e diffusi con le modalità più appropriate.
L’ambizione è di fare di questa iniziativa un appuntamento annuale permanente di dialogo sui grandi temi della filosofia contemporanea che partono da Kant e arrivano alla più stringente attualità. 
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Il Festival è stato presentato questa mattina, in anteprima, presso il Comune di Orvieto nel corso della conferenza stampa coordinata da Tiziana Tafani, componente del CdA della fondazione CSCO, dal Sindaco, Giuseppe Germani, dal Presidente della Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto”, Matteo Tonelli, dal Presidente di UNITRE Orvieto, Riccardo Cambri, dal Prof. Franco Raimondo Barbabella, coordinatore delle attività d’ideazione e realizzazione, dal Prof. Luciano Dottarelli, relatore e dai docenti Orietta Moretti dell’IISST e Umberto Cantone  dell’IISACP delegati dai dirigenti scolastici.

“L’iniziativa che presentiamo – ha detto Tiziana Tafani - riprende il progetto della ‘Decade Kantiana’ ed è una proposta rivolta a tutti coloro che amano la cultura. Il CSCO ha inteso promuovere questo Festival pensando ai giovani delle Scuole Superiori, ad esso aderisce tutta la compagine culturale di Orvieto, dall’UNITRE alla Fondazione CRO. Il tema del festival è fondamentale: il tempo, che ultimamente è diventato più importante del denaro. Ebbene, per tre giorni - il 29 e 30 novembre e il 1° dicembre - saranno ad Orvieto personalità di rilievo altissimo. Chiuderemo con Massimo Cacciari, inventore della geofilosofia politica dell’Europa. Il CSCO è stato tra i primi a lanciare l’idea di creare sinergie. Per non perdere traccia di questa esperienza sarebbe interessante farne una pubblicazione o un video”. 

Nel ringraziare tutti i soggetti che a vario titolo hanno interagito intorno all’idea e all’organizzazione del Festival di filosofia in dialogo e della Decade kantiana, il Sindaco, Giuseppe Germani ha sottolineato:“la metodologia più adeguata è che intorno ad un’idea lavorino tutti i presidi culturali della città. Si sta ricreando quella rete di cui Orvieto ha necessità. Abbiamo passato un periodo in cui alcune istituzioni culturali erano in difficoltà, oggi vedere come queste stesse istituzioni lavorano insieme ed hanno un futuro, è un bel risultato. C’è la professionalità e la cultura, e ci sono pezzi di storia recente come dimostrano l’ex Sindaco di Orvieto, Barbabella e l’ex Sindaco di Bolsena, Dottarelli. Siamo curiosi di ascoltare cosa il Prof. Massimo Cacciari ci si dirà sulla situazione attuale dell’Europa e sui nuovi scenari della storia nazionale e mondiale. Il Festival è quindi una bella occasione per fermarci a ragionare sul presente e sul futuro. E’ un progetto bellissimo e come Amministrazione Comunale farò il possibile perché diventi un appuntamento fisso”. 

 “Questo evento nasce come l’evoluzione di un progetto voluto dall’UNITRE, un’esperienza positiva che ha cercato di coinvolgere altri soggetti – ha detto Matteo Tonelli – oggi siamo qui a presentare un progetto importante, ma anche la nuova volontà di condivisione e di fare sistema che è la strategia vincente”. 

“L’Unitre di Orvieto è una piccola ma orgogliosa associazione – ha dichiarato Riccardo Cambried oggi siamo orgogliosi di essere qui a testimoniare il progresso di un’idea. Si arrivò alla decade kantiana grazie alle 55 persone che il primo anno seguivano le lezioni di filosofia del Prof. Franco Raimondo Barbabella; in quel contesto avanzammo l’idea di fare qualcosa di preparatorio al 2020, in un crescendo di partecipazione. Una volta raggiunta una certa dimensionalità di iscritti e di interesse, come Unitre abbiamo deciso di veicolare il progetto in compartecipazione con il Centro Studi Città di Orvieto. Lo scorso anno abbiamo raggiunto 320 iscritti, quest’anno ce ne sono già oltre 400, quindi il germe dell’Unitre in questi tre anni ha portato il suo contributo. Oltre alla filosofia interagiscono altre forme espressive come la musica. Ringrazio il Sindaco che ha favoriti la o volontà di mettere insieme i vari partners culturali e formativi”.

“Attualmente in giro ci sono tanti festival della filosofia – ha affermato Franco Raimondo Barbabella - ma l’esperienza che sta nascendo a Orvieto vuole distinguersi almeno per due motivi: il rapporto diretto con la filosofia kantiana e il diretto coinvolgimento – da protagonisti - degli studenti delle scuole superiori di un ampio territorio. Dopo il ciclo di approfondimenti della ‘Decade Kantiana’, abbiamo ragionato a lungo sul fatto di dare uno sbocco ed uno sviluppo ulteriore a questa idea, che ci sembrava avventurosa. Ma eccoci qua a presentare un progetto culturale che ha stimolato la partecipazione ed uno straordinario coordinamento di soggetti – ha aderito il 30% delle scuole superiori invitate, da Terni a Viterbo – c’è quindi soddisfazione per questo piccolo miracolo. Parlare di Kant è parlare di tutto, il festival invita però a riflettere sul tempo che è uno dei misteri dell’universo così come affascina il funzionamento della mente. Il festival è il pretesto didattico più interessante per mettere gli studenti di fronte a problemi che richiedono una riflessione: nel nostro tempo, schiacciato sul presente, non si ragiona in termini progettuali, sfuggono le argomentazioni, ma questo modo di fare sta uccidendo quella prospettiva che vorremmo. Occorre invertire rotta. Il festival è quindi una sfida difficile ma affascinante. Da Orvieto parte dunque un modo di coinvolgere i giovani rendendoli sempre più ragazzi protagonisti, e c’è un ragionamento sulla città e sul suo territorio a vocazione fortemente culturale”.

“È un minifestival, la partenza di un percorso destinato a crescere negli anni – ha concluso - siamo grati alla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto senza il contributo della quale non saremmo stati in grado di avviare il progetto. Siamo anche grati al Comune che ci sostiene e che ha capito le potenzialità della cosa, rivolgo perciò un appello al Sindaco affinché questa iniziativa divenga un appuntamento culturale ricorrente negli anni”.  

“Kant era amante della convivialità quindi ringrazio per questa ospitalità e per aver costruito una tavola molta kantiana” ha chiosato Luciano Dottarelli che ha aggiunto: “c’è un legame forte tra Bolsena e Orvieto, unica città italiana ad organizzare una decade nel nome di Kant, così come avviene in Germania.  L’intuizione di Franco Raimondo Barbabella è stata quella di coinvolgere le scuole. Kant diceva che si può insegnare a filosofare. E quando, ee non in età giovane quando si inizia a pensare con la propria testa in maniera coerente con la propria vita, cercando di mettersi nella testa di un altro pensatore? In un tempo di fanatismi e polifonie delle fedi, il dialogo è l’unico mezzo che consente il confronto fra i vari punti di vista. E’ fondamentale, dunque, nello spirito di Kant, superare la dicotomia tra pensiero umanistico e pensiero scientifico per fare sì che cultura sia completa”.

“Gli studenti hanno accolto bene la proposta, sono abituati ad accogliere le sfide, ad uscire dalle aule scolastiche per fare esperienza di crescita e formazione – ha dichiarato l’insegnante Orietta Moretti essi discuteranno al livello pluridisciplinare nella prospettiva di una cittadinanza attiva, esercitando il pensiero critico e autonomo, da esprimere liberamente. Non è solo un esercizio razionale, ma anche il tirare fuori emozioni, coniugando ragione e passione”. 

“Le scuole sono le prime a ringraziare per questa opportunità che passa da una didattica per contenuti a una didattica per competenze – ha soggiunto il docente Umberto Cantone ovvero, a una didattica integrata fatta dalla commistione di saperi, che consente di riflettere e ragionare in autonomia, dando gli strumenti e la capacità di leggere e di interpretare la realtà attuale”.