Data: 19/06/2020

Ospedale di Orvieto: report Usl Umbria 2 sull'attività dei servizi ospedalieri dopo emergenza Covid-19

Le misure e le disposizioni anticontagio adottate

COMUNICATO STAMPA n. 424/20 G.M. del 19.06.20 
Ospedale di Orvieto: Report Usl Umbria 2 sui dati delle attività nella fase di ripartenza dei servizi ospedalieri dopo emergenza Covid-19    
(ON/AF) - ORVIETO – L’Usl Umbria 2 rende noto il report sui dati delle attività nella fase di ripartenza dei servizi ospedalieri del presidio “Santa Maria della Stalla” di Orvieto dopo emergenza Covid-19 che “per l’intero periodo dell’emergenza sanitaria l’ospedale è stato impegnato a fronteggiare l’evento pandemico e a gestire casi complessi di soggetti affetti da coronavirus, continuando a garantire una risposta assistenziale di qualità ai pazienti non Covid con un’attenzione particolare alle fasce più deboli della popolazione: pazienti oncologici, con patologie severe, gravi e gravissime disabilità. Le attività di ostetricia, ginecologia e punto nascita sono state sempre assicurate, anche nella fase più critica, alla popolazione. Analogo discorso per le prestazioni ambulatoriali più urgenti di categoria U (da erogare entro tre giorni) e di categoria B (da erogare entro 10 giorni)”. 
L’Usl Umbria 2 sottolinea che “grazie alla professionalità e allo sforzo straordinario messo in campo dagli operatori, l’ospedale di Orvieto ha gestito in modo brillante il periodo più difficile dell’emergenza sanitaria e il trend è positivo anche nella nuova fase di ripartenza e di ritorno alla normalità, che è progressivo e in sicurezza nel rigoroso rispetto delle norme anticontagio. Andamento che è confermato da dati di attività soddisfacenti: 
- dal 18 maggio al 14 giugno sono state eseguite 128 prestazioni di endoscopia digestiva (gastroscopie e colonscopie); 873 radiografie, 543 Tac, 166 risonanze magnetiche, 361 ecografie, 14 isteroscopie, 50 ecografie ginecologiche, 3 amniocentesi, 64 monitoraggi cardiologici fetali. 
- gli accessi in Pronto Soccorso nei mesi marzo ed aprile sono stati 869, dal primo maggio ben 1468. Sempre dal primo maggio sono state eseguite sei interruzioni volontarie di gravidanza, sono nati 42 bambini (32 con parto naturale, 10 con parto cesareo) e sono stati eseguiti 400 ricoveri di varia tipologia con 190 interventi chirurgici (comprese le prestazioni in urgenza)”. 

“La ripresa delle attività ambulatoriali ed ospedaliere – precisa la USL - è stata favorita anche dalle numerose donazioni pervenute da associazioni, imprese e singoli cittadini cui va il ringraziamento della direzione aziendale ed ospedaliera.
Ora, la sfida si concentra sul governo delle liste di attesa considerato che, come avvenuto in tutte le strutture sanitarie del Paese, le attività ambulatoriali hanno subito un brusco rallentamento, per circa tre mesi, nella fase critica di circolazione massiva dell’infezione virale, accentuando il problema delle liste di attesa già avvertito in precedenza dalla popolazione e determinato da un progressivo aumento di richieste legate alla grande quantità di pazienti affetti da patologie croniche, da aspetti riconducibili alla medicina difensiva, alla inappropriatezza prescrittiva e alla carenza di specialisti. L’emergenza sanitaria ha aggravato il problema perché alla fase di ripartenza dovrà necessariamente affiancarsi il pieno rispetto delle misure di sicurezza, assolutamente necessarie per evitare o ridurre il rischio, purtroppo concreto viste le notizie preoccupanti che giungono in questi giorni da altri Paesi, di riesplosione dell’ondata epidemica”. 

La nota della direzione aziendale ed ospedaliera si sofferma poi sull’importanza delle disposizioni anticontagio, fondamentali nella sanità che, per definizione, è rivolta ad utenti più fragili.  Azioni, decisive per non vanificare gli sforzi sin qui compiuti e sconfiggere definitivamente il virus, consistono nell’evitare gli assembramenti.
Al riguardo, in queste settimane la direzione ospedaliera di Orvieto ha predisposto ed organizzato percorsi ed accessi differenziati per diversa tipologia di pazienti e di prestazione nonché interventi di igienizzazione e sanificazione di arredi, strumenti e locali che spesso non hanno finestre, ma sono dotati di sistemi di ventilazione forzata. 
“Ciò significa – conclude l’Usl Umbria 2 - ridefinire tutte le agende: orari delle visite per garantire i tempi di esecuzione della prestazione, quelli di igienizzazione e quelli necessari al ricambio di aria. Tale tempistica, inoltre, è diversa a seconda del tipo di prestazione erogata che sia una semplice visita, piuttosto che un esame strumentale o un esame che determini la generazione di aerosol. Tutti, operatori ed utenti, la cui sicurezza è prioritaria, dovranno indossare gli appropriati e necessari dispositivi di protezione. La sanità regionale e l’Azienda Usl Umbria 2 sono preparate a raccogliere questa sfida garantendo massima attenzione e impegno per assicurare con misure adeguate risposte appropriate e di qualità ai bisogni di salute della popolazione, anche in questo difficile contesto”.