Data: 30/01/2017

Mozione su scadenza convenzione tra Comune e Associazione TeMa

Unanimità del Consiglio Comunale sulla mozione che chiede all'Amministrazione di verificare l’effettiva possibilità di procedere ad un rinnovo e/o affido diretto a Te.Ma. delle attività culturali della Città, al fine di non disperdere il know-how acquisito dall’Associazione e dai suoi dipendenti 

 
COMUNICATO STAMPA n. 072/17 C.C. del 30.01.17 
Mozione relativa alla scadenza della convenzione TeMa / Comune di Orvieto  
(ON/AF) – ORVIETO – Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità la mozione urgente relativa alla scadenza della convenzione TeMa / Comune di Orvieto presentata dai Cons.ri: Maria Flavia Timperi, Martina Mescolini, Paolo Maurizio Talanti, Andrea Taddei, Alessandro Vignoli, Andrea Sacripanti, Tiziano Rosati e dal Presidente Angelo Pettinacci con la quale si impegna il Sindaco e la Giunta a “verificare l’effettiva possibilità di procedere ad un rinnovo e/o affido diretto a Te.Ma. delle attività culturali della nostra Città, al fine di non disperdere il Know-how acquisito dall’Associazione e dai dipendenti della stessa, i cui posti di lavoro vanno assolutamente tutelati, tenuto conto che l’affido diretto consentirebbe di procedere, altresì, alla rivisitazione dei tassi di interessi dei due mutui finanziari con un risparmio di risorse economiche significative sia per le casse dell’Associazione sia per le Casse Comunali”.
E’ stata respinta, invece, la risoluzione (8 contrari: consiglieri di maggioranza e Vergaglia; 4 favorevoli: Olimpieri, Luciani, Sacripanti, Tardani) dei Consiglieri dei Gruppi Consiliari: “Identità e Territorio”, Forza Italia e “Gruppo Misto” tendente a “sollecitare l’Amministrazione Comunale a costruire un nuovo modello di gestione dei beni artistici e culturali della città e di programmazione della politica culturale, fondate su una unica ‘cabina di regia’ e sull’accorpamento di tutto il patrimonio di proprietà comunale all’interno di un’unica struttura che, nella sua autonomia operativa e finanziaria, viene controllata ed indirizzata dal Comune di Orvieto; e ad intraprendere – da subito - tutte le azioni politiche ed amministrative per addivenire alla definizione di questo nuovo modello che vede nell’Associazione Teatro Mancinelli il motore principale dello sviluppo culturale e turistico di Orvieto”.
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Le ragioni della mozione sono state illustrate dal Cons. Paolo Maurizio Talanti (PD) che ha affermato:
“La convenzione tra l’Associazione Te.Ma./Teatro Mancinelli di Orvieto e il Comune di Orvieto è stata stipulata nel 2007 per regolamentare la cessione del credito vantato dall’Associazione nei confronti del Comune, di euro 900.000,00 ceduto alla Cassa di Risparmio di Orvieto attraverso la stipula di un mutuo finanziario decennale.
Per effetto di due delibere di Consiglio Comunale sono state postergate due rate annuali e che, pertanto, il predetto mutuo sarà estinto nel 2018.
Nel corso di questi dieci anni la Te.Ma. è stata l’owner della Cultura e dei Grandi Eventi in Orvieto in nome e per conto dell’Amministrazione Comunale, formandone le risorse umane dipendenti e presenti nella struttura (n. 10 dipendenti).
Il Comune di Orvieto, in vista dell’imminente scadenza della convenzione che regola i rapporti tra lo stesso e l’Associazione, ha richiesto un parere legale sull’affido diretto delle attività culturali a Te.Ma; il parere legale espresso dallo Studio Menditto nelle premesse dichiara che nella composizione del Consiglio di Amministrazione (6 membri) non si ravvisano le caratteristiche di ‘partecipazione’ dell’Ente Comune, all’interno dello stesso, poiché il Comune esprime solo 2 nominativi. Tant’è l’articolo relativo alla composizione del CdA all’interno dello Statuto dell’Associazione. 
Ciò però non corrisponde alla reale ed attuale composizione e nomina del Consiglio di Amministrazione. Già dalla precedente sindacatura e prima ancora dell’attuale maggioranza di governo cittadino, infatti, il numero dei membri del CdA dell’associazione Te.Ma. è stato sempre di n. 5 componenti, dei quali 2 sono di nomina e delega del Sindaco, 1 è di nomina del Consiglio Comunale, essendo il Comune di Orvieto Socio Benemerito nonché proprietario del Teatro Mancinelli, 1 è di nomina dei Soci Ordinari e 1 è di nomina dei soci Amici del Teatro. Non solo. Il Sindaco esprime il Presidente dell’Associazione. Pertanto ci troviamo in una situazione di partecipazione comunale maggioritaria all’interno del Consiglio di Amministrazione della Te.Ma.
Risulta alquanto bizzarro, pertanto, proporre un bando di evidenza pubblica per l’assegnazione della gestione della Cultura e dei Grandi Eventi dove la stessa Te.Ma., ovvero la maggioranza del CdA espressione dell’attuale maggioranza di governo cittadino, dovesse trovarsi a competere con altre associazioni e/o istituzioni.
L’ipotesi di un affido diretto e/o il rinnovo eventuale della convenzione risulterebbe giuridicamente corretto qualora l’assegnazione di un eventuale contributo all’associazione fosse al di sotto o pari a euro 40.000. Tale circostanza, peraltro, già è rinvenibile nei rapporti correnti tra Comune e associazione Te.Ma., atteso che dell’attuale contributo annuale, pari a euro 178.000,00 (ridotto a questo importo con delibera di Consiglio Comunale), ben 170.000,00 vanno a coprire interamente le rate semestrali dei due mutui in essere, mentre soltanto i restanti 8.000 possono considerarsi erogati a titolo di contributo per le attività dell’associazione. Siamo dunque in presenza di un importo ben al di sotto della soglia legale (40.000 euro) per procedere all’affido diretto. Da ultimo, aggiungo che e ci sono alcuni buoni segnali come dimostrato dal fatto che recentemente la Te.Ma. ha vinto bando Regione Umbria per turismo”. 
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La risoluzione è stata illustrata dal Cons. Stefano Olimpieri (Identità e Territorio) che ha affermato:
“La città di Orvieto è ricca di patrimonio artistico e culturale ed è doveroso che gli Enti pubblici che ne hanno la proprietà e la disponibilità possano mantenerlo, qualificarlo, valorizzarlo e renderlo fruibile alla cittadinanza, oltre a farne, laddove sia possibile, anche uno strumento ed un volano di crescita e sviluppo per la nostra comunità. Una buona parte di questo grande ed inestimabile patrimonio artistico e culturale è di proprietà comunale, anche se non tutto questo patrimonio è nella piena e totale disponibilità del Comune o di Associazioni che da esso direttamente dipendono o che da esso ne sono diretta emanazione.
Di fronte ad una situazione così frastagliata ed a ‘macchia di leopardo’ il Comune di Orvieto, seppur proprietario del patrimonio, non riesce a mettere in campo una gestione univoca che permetterebbe di ottimizzare i costi ed incrementare i ricavi, così come lo stesso Comune non può programmare e progettare una politica di medio lungo termine legata alla valorizzazione dei beni culturali, artistici di cui la nostra città è ricca.
Fino ad oggi l’aver parcellizzato la gestione dei nostri beni artistici e culturali ha prodotto risultati appena sufficienti, tanto che una unica ‘cabina di regia’ che mettesse in rete tutte le realtà esistenti determinerebbe sicuramente una migliore programmazione, una più corretta e razionale gestione economica e finanziaria, una più penetrante comunicazione e pubblicizzazione degli eventi, oltre che una maggior fonte di incassi per il Comune di Orvieto.
Fare il così detto ‘spezzatino’ dei nostri beni artistici e culturali, attraverso gestioni pubbliche, private, para-pubbliche o para-private, rappresenta un modello non al passo con i tempi: ma soprattutto impedisce al Comune di Orvieto - in qualità di legittimo proprietario, oltreché Ente che rappresenta tutta la cittadinanza - di esercitare direttamente la potestà che la legge gli conferisce in materia di programmazione e di indirizzo politico-amministrativo, unitamente a tutta la politica progettuale nel settore della cultura, degli eventi e della valorizzazione dell’intero patrimonio artistico della città.
Occorre essere consapevoli che le risorse finanziarie e di personale del Comune non sono assolutamente sufficienti per gestire in maniera unitaria tutti i beni artistici e culturali di proprietà comunale: se questo limite del Comune è inconfutabile, al contrario, è altrettanto inconfutabile che la gestione unitaria e la programmazione organica di tutto il nostro patrimonio possa essere messa in campo dalla Associazione Teatro Mancinelli. La Te.Ma. è una Associazione controllata dal Comune – lo stesso Comune conferisce il Teatro, finanzia direttamente con capitoli di spesa dal proprio bilancio la stagione teatrale e l’intera attività, supporta con propri atti e con Convenzioni stipulate tra le patri i finanziamenti accesi dalla Te.Ma, oltre a nominare i tre/quinti dei membri del Consiglio di Amministrazione - ed ha delle capacità operative molto più snelle di quelle di un Ente pubblico. Inoltre la Te.Ma avrebbe un numero di dipendenti sufficiente e capacità professionali adeguate per costruire una struttura capace di gestire il patrimonio artistico e culturale comunale, di valorizzarlo e  di metterlo in maniera sinergica all’interno di un’unica ‘cabina di regia’. Inoltre, questa struttura avrebbe autonomia finanziaria (liberando molte risorse del bilancio comunale) ed avrebbe risorse adeguate per attivare una promozione della città degna di questo nome:
- una buona gestione di tutto il patrimonio sarebbe sicuramente un grande volano per tutta la città e, soprattutto, per tutte le attività imprenditoriali private che operano nel settore del turismo e non solo. La vera missione sarebbe quella di elevare il valore qualitativo della città nel suo complesso, attraverso azioni di programmazione che possano richiamare principalmente un turismo di qualità;
- avere un’unica realtà che gestisce i beni culturali ed artistici della città e che adempie agli indirizzi che il Comune impartisce nelle programmazione e nella progettazione delle politiche culturali e degli eventi sarebbe un fatto di grande importanza e darebbe allo stesso Comune la possibilità di costruire un  modello innovativo dove – finalmente – si mette al centro l’interesse generale;
- privatizzare o esternalizzare le realtà pubbliche, solo perché l’Ente Comune non ha gli stimoli, le capacità o la volontà di assumersi direttamente la gestione, sarebbe un gravissimo errore di prospettiva: chi ha responsabilità politiche ed amministrative ha l’obbligo valorizzare e qualificare il patrimonio artistico e culturale pubblico, di metterlo a reddito nel miglior modo possibile, oltre ad avere il dovere di responsabilizzare tutta la macchina burocratica: in caso contrario vi sarebbe una vera e propria resa di fronte alle proprie responsabilità;
- costruire un nuovo modello di città significa anche lanciare delle sfide e darsi degli obiettivi importanti: occorre tendere sempre al meglio ed occorre farlo, soprattutto, se si hanno responsabilità pubbliche.
Concludo dicendo che i sui bilanci passivi della TeMa esistono è vero delle criticità finanziarie ma questa realtà merita di essere valorizzata e messa al centro di un progetto di messa a sistema del patrimonio della nostra città per quel che riguarda gli asset per la cultura. Per questo sono d’accordo con la mozione perché TeMa è un valore e va tutelata e implementata anche con il consenso del Consiglio Comunale”.
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Dibattito:
Andrea Sacripanti (Gruppo Misto): “mi compiaccio per l’iniziativa della maggioranza quando in questa assise io stesso sostenni che, per effetto delle scadenze dei mutui accesi, la convenzione venisse rinnovata per almeno due anni. In quell’occasione l’Assessore Gnagnarini mi rispose che non si poteva procedere al rinnovo, poi però rettificò dicendo che con un nuovo bando anche TeMa poteva partecipare. Ci troviamo tutti un po’ d’accordo nel procedere sul percorso TeMa che conosciamo bene. Credo che però non tutti siano d’accordo, a partire dal Sindaco. Anche il PD ha allegato un altro parere legale che parla della possibilità di partecipazione della TeMa al bando per la gestione delle attività del Teatro e culturali, fatto salvo il rispetto della disciplina della concorrenza. Ecco perché delle due procedure quella che tutela il Comune e la TeMa stessa è quella che attiva il rinnovo della convenzione in luogo di un nuovo bando. La mozione è da condividere così come la risoluzione, visto che ad Orvieto abbiamo più associazioni che monumenti!”. 
Lucia Vergaglia (M5S): “la questione dei dipendenti è una sorta di cavallo di Troia per lasciare tutto com’è. Dà un senso di inevitabilità! Resto però dell’avviso che si va a definire una strada che appare inevitabile. Anche con la risoluzione che avoca al Comune ogni cosa sulla cultura oltre che apparire denigratoria, comporta una mancanza di autonomia. Quando io prospettai la collaborazione del Teatro Mancinelli con il Teatro Stabile dell’Umbria, la proposta fu accolta con una levata di scudi. Fare leva sulle esigenze ancorché sacrosante dei lavoratori, nell’imminenza della scadenza della convenzione, può dar adito a qualche sospetto sulla conclusione dell’esito. Mi astengo sulla mozione e voto contro la risoluzione”.
Claudio Di Bartolomeo (PSI): “concordo sul fatto che TeMa è una risorsa da mantenere sia sul piano culturale e artistico che delle competenze professionali ormai consolidate. Rispetto alla mozione, la risoluzione verte decisamente su un altro pianeta quello cioè dell’ampliamento delle attività che sarà possibile qualora la TeMa ottenesse l’affidamento”.
Andrea Taddei (PD): “distinguo la mozione dalla risoluzione. Nessuno vuole mettere in dubbio l’importanza della TeMa confermata in tutti questi anni. Il tentativo che abbiamo fatto è quello sia di rivendicare le legittime aspettative del personale dipendente sia di andare a nuove prospettive. La risoluzione va a sconfinare in un ambito non di pertinenza del Comune, infatti il ragionamento sugli asset della cultura è molto più ampio”.
Sindaco, Giuseppe Germani: “ringrazio della mozione che è un contributo per meglio focalizzare la questione della TeMa che ha iniziato un lavoro importante dal punto di vista del risanamento dei conti. Fermo restando questo tipo di operazioni, nell’ottica delle norme aggiornate sugli appalti era impossibile andare all’affidamento diretto. Prendo atto della mozione. Abbiamo acquisito più di un parere legale e sentiremo i pareri legali interni alla struttura comunale. Desidero sottolineare che non c’è una volontà politica del Sindaco ma il rispetto delle norme tecnico-amministrative. Se i pareri tecnici che arrivano in Giunta saranno positivi ci sarà anche la firma del Sindaco. Sulla risoluzione che affiderebbe alla TeMa ogni espressione della cultura locale occorre conoscere e valutare quale è l’entità generale delle attività anche nell’ottica di Area Interna. Prendo atto della mozione. Mi adeguo ed attiverò gli uffici, ma la firma sarà subordinata al giudizio dei responsabili dell’affidamento di servizi”.
Alessandro Vignoli (Per andare avanti): “giusto che l’Amministrazione valuti il rinnovo della convenzione o l’affidamento della gestione diretta. Prendo atto che l’Amministrazione si è già mossa attraverso l’acquisizione di diverse verifiche di esperti. Al termine dell’analisi mi rimetterò alle valutazioni dell’Amministrazione. La risoluzione non mi trova d’accordo anche per la tempistica, visto che ad oggi non sappiamo ancora se la TeMa avrà il rinnovo della convenzione o l’affidamento diretto della gestione. Vi ritrovo anche qualche contraddizione rispetto alla questione delle esternalizzazioni”.
Replica Talanti: “le premesse della mozione vanno sicuramente contro il parere del legale. Fare chiarezza sul ruolo giuridico della TeMa è importante, cioè se è una partecipata o meno”.
Replica Sacripanti: “in parte concordo con l’intervento del Sindaco. D’altra parte la scadenza della convenzione è nota da sette anni e negli ultimi mesi e settimane si sono infittiti gli approfondimenti, resto però sorpreso che ancora adesso il Sindaco ci dica ‘se è possibile farlo, lo farò’. Questo mi lascia perplesso intanto il tempo stringe. Se vogliamo gestire ‘in house’ la cultura, nulla vieta trasformare la TeMa in partecipata del Comune, ente strumentale per la gestione ‘in house’, cosa che sul piano giuridico non è un tabù! C’è un’altra contraddizione in quanto affermato dal Sindaco il quale dice che la TeMa potrebbe sconfinare per le competenze di Area Vasta, allora perché non concorda con la nostra risoluzione? Almeno prenderla in considerazione! Voto a favore della mozione e della risoluzione”.
Replica Olimpieri: “denoto una certa schizofrenia in alcuni interventi e a fronte di altre esternalizzazioni noto che ancora esistono riserve sul fatto di stabilizzare la TeMa (che chiude i bilanci in passivo) come braccio operativo del Comune per la cultura. La risoluzione lanciava un’idea e una prospettiva di lavoro, per questo è strettamente legata alla mozione. Per me è inaccettabile che, chiunque, venga dall’esterno a gestire il nostro patrimonio culturale! Serve una inversione di marcia e la riflessione sulla gestione del comparto cultura in questa città. Alla maggioranza che presenta la mozione, piuttosto che banalizzare la risoluzione io chiedo: al di là dei proclami come intende salvare la TeMa dal punto di vista finanziario? Favorevole alla mozione e alla risoluzione”.