Data: 08/03/2016

Interrogazione "Mercati orvietani / direttiva Bolkestein"

In Consiglio interrogazione in merito a "mercati orvietani e direttiva Bolkestein"

 
COMUNICATO STAMPA n. 156/16 C.C. del 08.03.16
Interrogazione su “Mercati orvietani e direttiva Bolkestein”
(ON/AF) – ORVIETO – Il Consiglio Comunale ha trattato la questione relativa ai mercati tradizionali che si svolgono nella città sulla scorta dell’interrogazione della Cons. Lucia Vergaglia (M5S) la quale ha chiesto “se è stato già discusso in seno all’Amministrazione di richiedere una moratoria della direttiva Bolkestein o dei suoi effetti al governo centrale; quali sono le iniziative in ordine al nuovo scenario commerciale che l’Amministrazione intende assumere e se il commercio attraverso i mercati rionali ed i mercatini tematici sono reputati parte del sistema commerciale e turistico dell'orvietano; infine, se sono già stati fatti dei passi per riservare il commercio al dettaglio su aree pubbliche alle sole imprese individuali e società di persone”.
L’interrogante ha fatto presente che “Orvieto è una città d’arte e turismo e che l’accoglienza e la fruizione della cittadina, dei monumenti e dei luoghi d’arrivo e partenza dei visitatori sono valori richiamati sia nelle linee d’indirizzo dell’azione amministrativa che da numerosi interventi pubblici del Sindaco e dei componenti della Giunta di governo della città. I mercatini tradizionali, le fiere, il mercato settimanale sono una bellissima tradizione che ha tenuto duro anche negli anni peggiori della crisi restando una realtà che coinvolge decine di famiglie che, nella legalità e con regolare licenza, hanno  investito nel  lavoro e che, anche loro, sono piccolissime imprese italiane”.
“Nella città di Orvieto – ha sottolineato - questi mercati tradizionali sono parte dell’offerta commerciale e dell’immagine turistica cittadina. Tutto questo tessuto economico che fa parte integrante del nostro territorio rischia di essere travolto o finire distrutto dal momento che, unica in Europa insieme alla Spagna, l’Italia ha deciso di recepire la direttiva Bolkestein anche per il commercio ambulante, motivo per il quale le ‘licenze’ per i commercianti in questione saranno rimesse a gara nel 2017, ed alle gare potranno partecipare anche le multinazionali e le grandi imprese anche straniere col serio rischio che i mercati italiani saranno invasi dalle solite multinazionali con i soliti marchi da centro commerciale, mentre gli attuali ambulanti in regola, vedranno vanificati i sacrifici di una vita”.
Il Sindaco, Giuseppe Germani in sostituzione dell’Assessore al Commercio, Vincenzina Anna Maria Martino (assente giustificata) ha risposto: “per agevolare i tempi di attesa della risposta, consegno all’interrogante e a tutti i consiglieri la risposta scritta predisposta dall’Assessore. Sicuramente la materia è all’attenzione dell’Amministrazione Comunale, vorremmo creare le condizioni perché si arrivi alla conclusione che viene suggerita. Vorrei ricordare anche il noto progetto del centro storico come centro commerciale naturale diffuso. In questi giorni, nel corso di una riunione svoltasi con diverse decine di operatori del centro storico è iniziato un dialogo. Siamo pronti a confrontarci”. 
La Cons. Lucia Vergaglia Cons. Lucia Vergaglia si è dichiarata: “moderatamente soddisfatta perché questa modalità, che contesto, non mi sembra incoraggiante. Infatti, avrei fatto una interrogazione a risposta scritta. Mi auguro che non si continui con queste modalità anomale e irrispettose”.
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Di seguito il testo della risposta dell’Assessore al Commercio, Vincenzina Anna Maria Martino: 

“Le norme comunitarie derivanti dalla Direttiva 2006/123/CE riguardante i servizi del mercato interno (comunemente nota come "Direttiva Servizi" o “Direttiva Bolkestein”), recepita dallo Stato Italiano con Decreto Legislativo 26 marzo 2010 n. 59, hanno  profondamente innovato la materia del commercio al dettaglio su area pubblica, soprattutto per quanto concerne l'accesso all'attività e il regime di concessione dei posteggi.
La Direttiva prevede che, in caso di limitata disponibilità di risorse naturali (come il suolo pubblico adibito a posteggio) le procedure di selezione non possono accordare rinnovi automatici delle concessioni o stabilire vantaggi al prestatore uscente. 
In tal senso buona parte del sistema previgente per il commercio su aree pubbliche – fondato su criteri di rinnovo automatico delle concessioni e regolato da una serie di priorità connesse all'anzianità di esercizio dell'impresa e di posteggio – verrebbe a confliggere con le nuove disposizioni e ciò ha fatto sorgere comprensibili preoccupazioni tra gli operatori del settore, che temevano di non poter conservare la propria concessione di posteggio, tanto faticosamente conquistata con anni di duro lavoro.
Tanto più che la Direttiva comunitaria, in ossequio al principio generale di non porre ostacoli alla concorrenza, vieta agli Stati membri di introdurre procedure di selezione basate sulla cittadinanza, sulla residenza e sulla forma giuridica delle imprese (prima riservata soltanto alle ditte individuali), dando inizialmente motivo di paventare una corsa all’accaparramento degli spazi da parte di società di capitali o di gruppi di investitori.
A siffatte preoccupazioni è stata offerta una risposta concreta ed adeguata in sede di Conferenza Unificata Stato Regioni,  che in data 5 luglio 2012 ha sancito una Intesa, avente forza di legge ed immediatamente vigente, sui criteri da applicare nelle procedure di selezione per l'assegnazione dei posteggi del commercio su aree pubbliche, nonché sulle norme transitorie da applicarsi per le concessioni attive al momento dell'entrata in vigore del Decreto. 
In particolare, l’Intesa (mettendo al bando criteri di selezione meramente “economici”) ha previsto che l’anzianità acquisita nell'esercizio dell'attività di impresa sarà il criterio prioritario in tutte le procedure di selezione per il rinnovo delle licenze (con peso fino al 40% del punteggio totale), garantendo così agli operatori equità e rispetto dei diritti acquisiti. Tanto più che il soggetto che partecipa, come impresa attiva, alla procedura di selezione può cumulare la sua anzianità di posteggio con quella di eventuali subingressi effettuati nel corso del tempo precedente.
Ulteriore elemento di garanzia contro l’affermarsi di posizioni di oligopolio è dato dal fatto che allo stesso soggetto giuridico (ditta individuale o società), nell'ambito del medesimo settore merceologico (alimentare o non alimentare), non potranno essere assegnati più di due concessioni  sui mercati delle dimensioni di quello di Orvieto.
Resta, indubbiamente, il fatto che le concessioni non avranno più durata illimitata e (una volta raggiunta la dead line del 8 maggio - 5 luglio 2017) non potrà esservi alcun ulteriore rinnovo automatico o tacito, dunque l’Amministrazione Comunale, dovrà “mettere a bando” i posteggi dei vari mercati, sia pure con le ampie garanzie che sono state sopra illustrate. 
Di fronte a questa prospettiva, non intendiamo rimanere inerti.
Questa Amministrazione Comunale, infatti, guarda al Commercio su area pubblica non solo come ad un elemento fondamentale dell’economia locale, ma anche come un potenziale punto di eccellenza territoriale per la valorizzazione i prodotti  agroalimentari locali e per la rivitalizzazione del tessuto sociale e urbano.
Per questo motivo è stato intrapreso un lavoro congiunto con le principali associazioni di categoria per la riqualificazione del mercato di Piazza del Popolo, che non trascura i nuovi principi introdotti dalla disciplina comunitaria, quali l'impegno a rispettare le compatibilità connesse con i centri storici e le aree aventi valore storico, archeologico, artistico e ambientale nonché l’adozione di particolari condizioni in materia di tipologia merceologica e caratteristiche delle strutture di vendita, senza escludere la reintroduzione del DURC quale requisito obbligatorio.
Per lo stesso motivo, l’Amministrazione Comunale è pronta a valutare e supportare tutte le ulteriori iniziative volte a tutelare i commercianti su suolo pubblico che si rendessero necessarie ed a questo proposito mantiene stretti contatti con le associazioni di categoria.
La prospettiva, invece, di una ulteriore moratoria sull’applicazione della direttiva Bolkestein o dell’introduzione di un criterio discriminatorio basato sulla forma giuridica delle imprese, peraltro in totale contrasto con i principi della direttiva stessa, appare (oltre che di dubbia legittimità) sicuramente al di fuori delle competenze istituzionali dell’Amministrazione Comunale, atteso che l’art. 70, comma 5, del citato D.Lgs. n. 59/2010 attribuisce espressamente tali competenze alla Conferenza Unificata Stato Regioni.
Resta comunque la piena disponibilità, da parte dell’Amministrazione, al dialogo senza preclusioni ideologiche con tutte le forze politiche per individuare eventuali forme di  supporto agli operatori locali o di ‘moral suasion’ nei confronti del governo regionale o nazionale”.