Crocefisso del Tufo

Necropoli etrusca di Crocifisso del Tufo.

 Il sito, l’unica area archeologica visitabile ad Orvieto, necessita di interventi per rendere migliore l’esperienza del visitatore e per la salvaguardia del sito medesimo: sono necessari restauri ad alcune tombe delle aree periferiche del complesso; in alcune di quelle già restaurate oramai i gradini sono fatiscenti e quindi non idonei all’accesso del pubblico. E’ necessario un forte intervento di ripulitura della vegetazione spontanea che è cresciuta a monte, nascondendo i gradoni dell’antica cava di materiale lapideo, ed a est della necropoli dove una tettoia in onduline è crollata; la vista dall’alto (Anello della Rupe) è fortemente ostacolata da alberi ad alto fusto (essenze non native, peraltro), mentre il percorso che si snoda nel settore della necropoli scavato nell’Ottocento ha bisogno di interventi di riqualificazione (ripristino delle rusticane, rimodulazione dei sentieri di accesso, ripulitura delle tombe dai licheni che ne obliterano anche le iscrizioni)

 Descrizione: lungo le pendici settentrionali della rupe di Orvieto sono stati individuati e scavati, in maniera estensiva già a partire XIX secolo, numerosi edifici funerari pertinenti alla necropoli detta del Crocifisso del Tufo. La necropoli, caratterizzata da un impianto “urbanistico” estremamente regolare, è composta da monumenti costruiti con conci in tufo posti in opera a secco, che racchiudono una o due camere funerarie con banchine depositorie e copertura a falsa volta realizzata in conci progressivamente aggettanti. L’aspetto esterno del singolo monumento è caratterizzato da copertura piatta e da movimenti delle superfici piane costituiti da cornici a becco di civetta o toro, al disopra delle quali erano collocati i segnacoli in pietra basaltica. Nel complesso tessuto urbanistico della necropoli sono state anche individuate alcune deposizioni con diverse modalità di impianto quali tombe a fossa, a cassetta, munite di cippo iscritto in tufo, ad incinerazione. Attualmente la necropoli è ancora suddivisa in due distinte aree, una pertinente agli scavi ottocenteschi, con copertura erroneamente realizzata a tumulo, ed una originata dall’attività di scavo iniziata negli anni ’60 e tuttora in corso. Il materiale recuperato nelle varie epoche è confluito in numerose collezioni italiane e estere; ad Orvieto il nucleo principale è quello della Fondazione per il Museo C. Faina e quello esposto nel Museo Archeologico Nazionale.

  Spesa prevista: € 80.000,00 

 

 Tipologia: necropoli

  Cronologia: VII - IV sec. a.C.

 

Bibliografia: per gli scavi ottocenteschi Klakowicz 1972; per gli scavi moderni: Bizzarri 1963 e 1966; Bizzarri 1968; Torelli - Samonà 1992, p. 64ss.


COME ADERIRE AL PROGETTO