Data: 27/02/2019

Al Teatro Mancinelli va in scena il dramma “Regina Madre”

Il 3 marzo alle ore 17

COMUNICATO STAMPA n. 125/19 G.M. del 27.02.19 
Al Teatro Mancinelli il dramma “REGINA MADRE” con FAUSTO RUSSO ALESI e IMMA VILLA.  Domenica 3 marzo alle ore 17
(ON/AF) – ORVIETO – Nell’ambito del cartellone del Teatro Mancinelli, a oltre trent’anni dal debutto, domenica 3 marzo alle ore 17 va in scena il dramma “REGINA MADRE” di Manlio Santanelli per la regia di Carlo Cerciello. Tradotto in 19 lingue, la rappresentazione vede sul palco due tra i migliori attori del teatro italiano contemporaneo: FAUSTO RUSSO ALESI e IMMA VILLA
Caposaldo della drammaturgia italiana del Novecento, Regina Madre, definita al suo debutto nel 1984 “extraordinaire” perfino da Eugène Ionesco, è una pièce rappresentata in tutto il mondo ed apprezzata ovunque poiché improntata ad una delle tematiche costantemente presenti nel nostro quotidiano: il rapporto tra madre e figlio.
Un dramma profondamente ambiguo, in cui prende vita un vero e proprio duello - combattuto con quell’arma micidiale e fantastica che è la parola -  tra una Madre anziana e mitomane e un Figlio cinquantenne che ha fallito nel matrimonio e nella professione, schiacciato dall’ingombrante modello del padre defunto. Il continuo ricorrere dei personaggi alla bugia, il ripetuto oscillare tra verità e finzione, sono segni inconfondibili del testo sviluppati nella messinscena per dichiarare da un lato il fascino dell’esercizio del potere e, dall’altro, l’incapacità di crescere, di diventare adulti e di liberarsi definitivamente della figura materna.
“In Regina madre – afferma il regista Carlo Cerciello - si ha subito l’impressione che il personaggio della Madre sia in realtà lo specchio, o meglio, la proiezione della sofferenza che attanaglia il Figlio, condizionandone profondamente l’esistenza; Santanelli accomuna al medesimo destino fallimentare Alfredo e la sorella Lisa, assente nell’opera, ma continuamente citata. Questo gioco al massacro, dunque, infantilmente agito e subìto, mi ha suggerito di mettere in scena il testo, dando concretezza al rituale onirico e psicologico di due fratelli alle prese con il fantasma della Madre”.