Ripresa l'attività produttiva per le maestranze dell'ex Mabro. Nell’Orvietano, importanti prospettive di sviluppo del polo tessile abbigliamento di qualità.
COMUNICATO STAMPA n. 303/07 G.M. del 22.05.07 Le lavoratrici dell’ex Mabro sono tornate al lavoro con il nuovo gruppo societario “GR.INT.A” s.r.l. specializzato nella produzione di abbigliamento maschile di alta qualità.
· Presentate alla stampa le prospettive di sviluppo del polo tessile abbigliamento di qualità nell’Orvietano.
Presso lo stabilimento ex Mabro di Fontanelle di Bardano, si è presentato alla stampa, il gruppo societario “GR.INT.A” s.r.l. che ha rilevato l’ex stabilimento manifatturiero all’indomani della chiusura.
Da diverse settimane, gran parte delle lavoratrici (una sessantina delle ottantadue precedentemente impiegate) sono rientrate in fabbrica per la produzione sartoriale di giacche da uomo di altissima qualità dei grandi marchi internazionali, e le prospettive di crescita del settore tessile manifatturiero di Orvieto sembrano più rassicuranti.
La Società “GR.INT.A. Srl” di Alessandro Caluggi, toscano di origine ma parigino di adozione, con all’attivo 30 anni di esperienza nel settore e base logistica a Parigi dove ha un’attività multipla di importatore, distributore del marchio Guy La Roche sotto varie etichette in Europa e nel mondo e produzioni per marchi francesi al top nel mondo della moda, nonché quattro punti vendita tra Parigi, Lille, Bordeaux, Strasburgo e, prestissimo, anche a Milano, attualmente ha in affitto la sede dello stabilimento orvietano che fortunatamente pare sia già troppo stretto per gli obiettivi del gruppo.
Dopo un primo investimento di circa 600.000 Euro, per i prossimi giorni si sta approntando un ulteriore investimento di 200.000 Euro per assestare la fase di start up dell’azienda il cui obiettivo è l’acquisto dello stabile ed il relativo ampliamento, raddoppiando su un’area attigua di circa 2.500 metri allo scopo di poter creare le collezioni e realizzare lo show room; non solo ma altro obiettivo immediato sono gli investimenti nei macchinari per le lavorazioni un po’ troppo obsoleti, e poi la grande partita dell’indotto con la creazione di pantalonificio. E ancora, un’idea di marchio legato ad Orvieto nel segno dell’alta qualità che dovrà contraddistinguere l’azienda nello specifico e, in generale, tutta la rinascita del tessile manifatturiero orvietano.
Soddisfazione, voglia di fare, idee che in maniera sobria e senza enfasi ma con il giusto realismo sono stati tratteggiati nella conferenza stampa svoltasi questa mattina presso la sede dello stabilimento a Fontanelle di Bardano dal Sindaco, Stefano Mocio, da Alessandro Caluggi, proprietario della Società “GR.INT.A. Srl”, Fabio Betti, Amministrato Delegato, da Fausto Galanello Presidente del Consorzio Crescendo, Luca Scorsolini, Direttore di Sviluppumbria e Mauro Meucci dell’Associazione Industriali Orvieto.
“La visita ai laboratori e la verifica della ripresa della produzione nonché le dichiarazioni di volontà della proprietà – ha dichiarato il Sindaco, Stefano Mocio – sono un momento importante. Ricordo perfettamente la Sala del Consiglio Comunale piena di lavoratrici preoccupate per il rischio del proprio posto di lavoro a fronte di molte esperienze in Italia quando, all’indomani della crisi di una azienda tessile, nel 90% dei casi seguiva la chiusura delle attività produttive ma soprattutto l’impossibilità di altri sbocchi occupazionali per la manodopera femminile. Ricordo lavoratrici determinate a lottare difendere il posto di lavoro, ma anche lavoratrici rassegnate a mettere fine alla propria esperienza lavorativa perché coscienti di quello che avveniva in Italia”.
“Ad Orvieto siamo stati più fortunati – ha aggiunto – perché da un lato abbiamo trovato imprenditori che hanno scelto di investire nella nostra città, e dall’altro, abbiamo avuto il merito di aver costruito in questi anni le condizioni per investire grazie ad un settore pubblico collegato al Consorzio CrescEndo, a Sviluppumbria, con un ruolo attivo dell’Associazione Industriali e soprattutto con il know how di tante lavoratrici, ma anche con un Sindacato che ha operato stando vicino ai lavoratori e ascoltando le aziende. Tutti questi ingredienti hanno fatto sì che si raggiungessero risultati come questo. La disponibilità e l’apertura di credito manifestata anche da questa azienda verso l’azione di promozione territoriale pubblica che si è messa in atto, è un ulteriore elemento da sottolineare. Spesso si sente attaccare il Consorzio CreScendo, ma quello che conta sono le cifre ed i risultati in termini di investimenti ed attività che hanno meritato un posto nel programma di governo dell’Amministrazione Comunale. C’è soddisfazione, quindi, per aver trovato un mondo imprenditoriale e sindacale ed una finanza pubblica sensibile che hanno permesso di dare all’ex Mabro ed all’ex MCO non solo la possibilità del salvataggio ma l’opportunità di un rilancio vero e proprio del comparto tessile”.
“La produzione di GR.INT.A – ha continuato il Sindaco – è di alta qualità e sicuramente non incontrerà la concorrenza di realtà del mondo asiatico in corso per lo sviluppo, proprio perché fa solo produzioni di altissima qualità. Non siamo interessati alla competizione quantitativa bensì qualitativa. L’esperienza di GR.INT.A potrà certamente concorrere a creare presto, come è stato per il broadcasting e le TLC, un polo di eccellenza del tessile ad Orvieto. Le esigenze di avere in zona un pantalonificio dimostra l’intraprendenza e la voglia imprenditoriale di questo gruppo e ritengo che possa essere la scommessa vincente per continuare a puntare sull’eccellenza. Cerchiamo di fare il massimo perché il bene dell’impresa coincida con il bene della città”.
“Concordo e sono sensibile alle affermazioni del Sindaco – ha affermato Alessandro Caluggi, titolare della Società GR.INT.A. Srl – ringrazio il Comune e tutte le organizzazioni regionali che ci hanno aiutato a riaprire questo stabilimento che stava morendo e con esso rischiava di andare perso il know how delle lavoratrici. Come azienda stiamo facendo progetti di ampliamento. Siamo riconoscenti a questa città e contiamo ancora nel sostegno di tutti per realizzare ad Orvieto, d’ora in avanti, progetti che avranno risultati interessanti per tutti. Tra i progetti che abbiamo c’è lo studio di un marchio associato all’Orvietano. Devo dire che in Italia c’è troppo pessimismo intorno al settore tessile perché, al di là dei marchi spariti o di aziende chiuse, l’alta qualità italiana è una realtà ben presente nel mondo. Nella rivoluzione della mondializzazione la qualità esce sempre premiata perché associata alla creatività e ad una concezione della qualità della vita. E’ su questa strada che ci muoveremo”.
“Fa particolarmente piacere presentare una azienda che, al di là delle inaugurazioni formali, ha preferito mettersi subito al lavoro, segno di concretezza e volontà di fare – ha affermato Fausto Galanello, Presidente del Consorzio CreScendo. Tra gli ultimi atti da me compiuti dopo quindici anni di attività sindacale, ricordo quando attaccavo gli striscioni ai cancelli della fabbrica ex Mabro durante la lotta e il presidio delle lavoratrici per scongiurarne la chiusura; oggi devo dire che, raramente, i lavoratori a rischio di occupazione, sono tornati a lavorare nella stessa azienda. Oggi occorre prendere atto con soddisfazione del fatto che le molte ragioni che abbiamo evidenziato nell’ultimo decennio, riguardo al forte radicamento del comparto manifatturiero nel territorio, erano fondate e per questo si poteva ambire ad un manifatturiero di alta qualità. Lo conferma questo primo esempio, a cui seguiranno sicuramente degli altri nella direzione della ricostituzione di un polo tessile orvietano dove si va man mano ricollocando occupazione femminile. Le richieste che stanno pervenendo alle aziende, al consorzio, ai sindacati provengono anche dall’ex corso di moda dell’Istituto Professionale il che significa che occorre rilanciare sul settore della formazione. Inoltre, si sta delineando la nuova fase dei bandi regionali comunitari e le richieste di finanziamento per l’orvietano dovranno caratterizzarsi per il tessile, l’Information Comunication Tecnology e l’agroalimentare. Da parte del pubblico c’è poi l’impegno per l’ampliamento dell’area industriale”.