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Quarta campagna di scavo in località Campo della Fiera ad Orvieto.
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COMUNICATO STAMPA n. 312/2003 G.M. del 30.07.2003
E' in pieno svolgimento, sino al 14 di agosto, la quarta campagna di scavo in località Campo della Fiera ad Orvieto, condotta dal Dipartimento di Scienze Archeologiche e Storiche dell'Antichità dell'Università di Macerata. · Il futuro Parco Archeologico Ambientale dell'Orvietano finalizzato alla promozione e valorizzazione dei beni mobili ed immobili delle aree aventi valore archeologico, storico, artistico ambientale e demo-etno-antropologico, alla valorizzazione delle risorse umane e alla promozione dell'occupazione.
E' in pieno svolgimento, sino al 14 di agosto p.v., la quarta campagna di scavo in località Campo della Fiera ad Orvieto, condotta dal Dipartimento di Scienze Archeologiche e Storiche dell'Antichità dell'Università di Macerata, sotto la direzione della Prof.ssa Simonetta Stopponi, ordinario di Etruscologia ed Archeologia Italica, coadiuvata dai Dott.ri Claudia Giontella, Claudio Bizzarri e Marco Broncoli.
"Le indagini archeologiche - spiega l'archeologo Claudio Bizzarri - si svolgono in un'area concordemente ritenuta dagli studiosi sede del santuario federale degli Etruschi e dove, già sul finire del XIX sec., erano stati effettuati importanti rinvenimenti rappresentati essenzialmente da terrecotte architettoniche a decorazione di edifici sacri, oggi conservate nei musei di Philadelphia, Copenhagen e Berlino. Precisi riscontri tra i materiali conservati in quest'ultimo museo e quelli rinvenuti nel corso delle campagne di scavo svoltesi tra il 2000 ed il 2002, confermano che le indagini attuali hanno intercettato lo scavo ottocentesco, la cui verifica diretta offrirà un preziosissimo apporto alla ricostruzione storico-archeologica dell'area, condotta finalmente con moderni criteri scientifici". "I nuovi dati - aggiunge Bizzarri - consentiranno quindi di fare nuova luce anche sulle vicende dello stesso santuario federale, il Fanum Voltumnae delle fonti letterarie. Le indagini proseguiranno in corrispondenza dei saggi impiantati nelle campagne precedenti, dai quali sono già emersi importanti elementi relativi alle frequentazioni etrusche, romane e medioevali dell'area. Si continua ad esplorare l'area della grande strada lastricata e quella del muro con tecnica a telaio, le strutture della fase romana ed i resti monumentali della chiesa di S. Pietro in Vetere, dal nome estremamente significativo".
Come ormai avviene da alcuni anni, allo scavo prendono parte studenti, laureandi e laureati dell'Università di Macerata che, insieme a studenti di altre Università italiane e straniere, fra le quali la University of Arizona e l'Università messicana di Veracruz, hanno modo di integrare e completare sul campo la propria formazione scientifica. Le campagne di scavo sono rese possibili dalla collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Archeologici dell'Umbria, del Comune di Orvieto, della Comunità Montana "Monte Peglia e Selva di Meana" e dell'Opera del Duomo, proprietaria dei terreni oggetto dell'indagine concessi in uso ventennale per l'elaborazione del più ampio progetto per il Parco Archeologico ed Ambientale dell'Orvietano di cui si sta procedendo alla progettazione, in collaborazione fra otto Comuni dell'Orvietano territorialmente interessati, il CNR, l'Opera del Duomo, la Provincia di Terni, il Parco Fluviale del Tevere e la Regione Umbria. Il futuro Parco Archeologico ed Ambientale dell'Orvietano è finalizzato alla promozione e valorizzazione dei beni mobili ed immobili delle aree aventi valore archeologico, storico, artistico ambientale e demo-etno-antropologico, alla valorizzazione delle risorse umane e alla promozione dell'occupazione tramite misure integrate che sviluppino la valenza economica ed educativa delle aree comprese nel P.A.O. Sino al 2002 le campagne di scavo sono state interamente finanziate dal Monte dei Paschi di Siena con la fattiva partecipazione dei suddetti enti, ma ora si attendono nuovi sponsors.
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