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Ordine del giorno del Consiglio Comunale sulla "Devolution" di Bossi.
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COMUNICATO STAMPA n. 306/2003 C.C. del 24.07.2003
Approvato ordine del giorno contrario alla "devolution" di Bossi.
Nella seduta del 23 luglio u.s., il Consiglio Comunale ha approvato a maggioranza (n. 8 favorevoli, n. 4 contrari: Olimpieri, Fella, Ermini, Turreni) l'ordine del giorno proposto dal gruppo dei DS relativo alla "devolution" del Ministro Bossi, ritenuta "strumento che impoverisce le regioni e offende la Costituzione". I gruppi di maggioranza hanno evidenziato che "il disegno governativo sulla devoluzione 'modifiche all'art. 117 della Costituzione' a firma Bossi e Berlusconi, con il quale si assegna la competenza legislativa alle Regioni in materia di: assistenza ed organizzazione sanitaria, organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione e Polizia Locale, è in contrasto con l'art. 117 che assegna allo Stato la 'legislazione esecutiva' in materia di ordine pubblico e sicurezza, con esclusione della polizia amministrativa locale che è altra cosa della Polizia Regionale voluta da Bossi; così come i malati si troverebbero ancora più soli in un modello socio-sanitario incapace a garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini, e come l'autonomia normativa regionale in materia di programmi scolastici significherebbe spezzare il tessuto culturale comune del paese riducendo l'autonomia scolastica ad un neo centralismo regionale". Il documento approvato dalla maggioranza ed inviato al Governo Nazionale, dice "No a questo modello di devoluzione che, rispetto al federalismo significa meno sussidiarietà, più pratiche burocratiche, inefficienze, duplicazioni e più sperequazioni che frammentano il Paese, ed è favorevole ad un federalismo solidaristico che lo unisce nell'efficienza". Nel corso del dibattito ampio e, a tratti, particolarmente vivace, sono stati stigmatizzati da parte della maggioranza, i comportamenti e le affermazioni offensive di Bossi su Roma Capitale, sul Tricolore e la Costituzione della Repubblica Italiana conquistata a caro prezzo da generazioni di italiani, richiamando da parte di un Ministro della Repubblica, il senso dello Stato e del rispetto del sentimento di tutti gli italiani. Da parte della minoranza è stato evidenziato, viceversa, che a Bossi, seppure personaggio dalle coloriture originali, è dovuto rispetto per il ruolo di Ministro del Governo in carica legittimato dal voto popolare, e che la discussione pur necessaria sul decentramento, l'autonomia e la modernizzazione degli Enti soprattutto nella prospettiva europea e dentro una cornice di unità nazionale, doveva essere affrontata con maggiore serenità e senza strumentalizzazioni.
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