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Futuro del Centro Storico e delle ex Caserme: il dibattito consiliare.
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COMUNICATO STAMPA n. 298/2003 C.C. del 18.07.2003
Il futuro del Centro Storico, in una visione di ambito territoriale, regionale e nazionale. · Il dibattito del Consiglio Comunale sull'avvio della 2^ Fase per la definizione delle procedure di avvio del processo di recupero dell'ex Caserma attraverso una Spa controllata dal Comune di Orvieto, attiva nella riqualificazione urbana, nella pianificazione strategica e nella promozione del territorio; · Il ruolo della Conferenza dei Capigruppo e del Consiglio Comunale; · La rinnovata dichiarazione di disponibilità e le ampie convergenze dei gruppi consiliari nell'interesse generale della Città.
Presentando al Consiglio Comunale il documento d'apertura della seconda fase relativa al futuro del Centro Storico, in una visione di ambito territoriale, regionale e nazionale, in cui sono state indicate le procedure e le cinque linee guida del futuro sviluppo del sistema città, cioè: economia dei turismi e del tempo libero, economia della salute e dei servizi alla persona, economia dei beni culturali, economia industriale, economia della conoscenza, il Sindaco, Stefano Cimicchi, ha sottolineato che "la discussione sviluppatasi negli ultimi quattro mesi, non si è arenata nelle diatribe né su risse di piazza o presunti primati, ma è stata una discussione significativa che, all'avvio della seconda fase, si presenta con alcune questioni già chiuse ed altre aperte, come è inevitabile che sia ad esempio, per la costituzione della Spa che seguirà la gestione del processo di riqualificazione urbana, pianificazione strategica e promozione del territorio, per la quale è richiesto un supplemento di riflessione da parte di tutto il Consiglio Comunale, in merito al controllo totale del Comune o all'apertura a partner esterni. Dopo una fase di pre-marketing, seguirà lo studio di fattibilità vero e proprio rispetto alle indicazioni date". Il Sindaco ha poi insistito sul fatto che "non parliamo del futuro dell'ex Caserma, ma del futuro di tutto il Centro Storico di Orvieto nell'area vasta su scala territoriale, regionale e nazionale - la caserma è un fattore in più di tutto il Sistema Orvieto - che ambisce ad essere città sede di punti d'eccellenza basati sulle vocazioni locali come, ad esempio, del sistema universitario e dell'alta formazione. L'economia della conoscenza che abbiamo individuato in forza della dignità che il Centro Studi si sta costruendo, vede impegnata anche la Regione Umbria rispetto al tema dell'Università perugina articolata su più poli. La sfida che sale da Orvieto è rivolta, dunque, ad individuare l'economia della conoscenza e dell'immaterialità come uno degli assi di sviluppo umbro, nel quale occorre investire tanto quanto si impegna per le aree industriali e artigianali. Non un progetto autarchico ma ambizioso che ci spinge a candidare Orvieto su scenari più ampi. Delle proposte contenute nel documento, alcune recano elementi significativi di innovazione. Si tratta di avere il coraggio di scommettere su alcune delle nostre importanti filiere, facendo proposte mirate che non vanno minimizzate. In questo senso va fatta una battaglia politica per un progetto regionale. Il tema centrale non è quello economico, giacché l'accesso ai finanziamenti oggi è strettamente connesso con la tipologia di intervento e/o progetto che si intende attuare, ma è politico. La nostra è una voce ascoltata: la centralità e specificità di Orvieto nel contesto umbro, oggi è data anche dal riconoscimento a far parte dei tavoli territoriali del Patto per l'innovazione, lo sviluppo e la coesione sociale. Orvieto, inoltre, è all'attenzione delle questioni nazionali, l'appello che rinnovo a tutto il Consiglio Comunale è, dunque, quello mantenere alto il livello del dibattito e del confronto, dimostrando di saper cogliere le opportunità irripetibili che si profilano oggi e per il futuro della nostra città, guardando con attenzione a tutte le proposte, senza scartare nulla a priori". Il Cons. Pier Luigi Leoni (Capogruppo di AN) ha ricordato che da almeno quindici anni si attende la riconversione immobiliare delle ex Caserme e che egli ebbe modo di chiedere il ricorso ad un concorso internazionale di idee che però non è andato in porto; oggi si giunge al documento del Sindaco che, nella sua specificità, è il primo in assoluto. Commentando, poi, i vari obiettivi strategici contenuti nel documento, ha posto la considerazione sul fatto che "viviamo in un sistema che lascia a pancia vuota l'80% della popolazione mondiale e siamo nell'emergenza mondiale di risolvere i problemi di carattere globale, tuttavia tendiamo sempre più a ragionamenti utilitaristici in termini di profitto. L'idea della Società per Azioni non mi scandalizza, né sono pregiudizialmente contrario, ovviamente si dovranno costruire il tavolo societario e lo Statuto; l'atteggiamento dipende dalle quote societarie pubblico/private e dal pluralismo che si esprimerà, in tal senso chiedo lo svolgimento di più riunioni della Conferenza dei Capigruppo. Alla fine AN valuterà la propria posizione". Il Cons. Agostino Turreni (FI) ha affermato che "dalla lettura del documento del Sindaco, l'impressione che si ricava è di segno positivo anche se lo si vorrebbe maggiormente caratterizzato e meno magmatico. Sono apprezzabili le diverse idee-guida, la perplessità è legata al fatto che troppe idee potrebbero poi equivalere a nessuna idea. Per evitare questi rischi, F.I. ha avanzato la proposta del concorso di idee, magari anche per giungere ad un'unica idea e progetto. L'Amministrazione Comunale ha proceduto diversamente. La pluralità di opzioni tutte astrattamente condivisibili, rende le stesse talvolta incompatibili. In questo magma concettuale diventa difficile pensare al soggetto giuridico gestore. Il suggerimento è di sfrondare da tanti elementi per dare una visione unitaria di ciò che è veramente ritenuto opportuno. Forza Italia ritiene prioritario il polo universitario e poi il centro agroalimentare, quando questi due progetti saranno realizzati allora si potranno realizzare idee residuali. Altre proposte possono essere percorribili relativamente alla presenza di istituzioni internazionali di derivazione ONU o FAO. Questa ipotesi di lavoro non è stata affatto considerata, viceversa sarebbe opportuno attivarsi con il Ministro degli Esteri, Frattini, in considerazione del carattere economicistico che recentemente ha assunto quel Ministero. F.I. è disposta a collaborare nell'interesse supremo della città e propone l'istituzione di una Commissione Comunale Speciale di controllo, paritetica per verificare lo stato di attuazione dei diversi progetti e verificare che, una nuova stagione di sviluppo e di benessere per tutta la comunità non sia solo per i soliti soggetti". Il Cons. Sandro Gulino (DS) ha apprezzato gli interventi dei Cons.ri Leoni e Turreni esprimendo, tuttavia, dissenso riguardo all'istituzione di una Commissione Speciale di Controllo in quanto "il tavolo della Conferenza dei Capigruppo assolve a questo ruolo ed è sempre aperto. Il documento del Sindaco appare completo e giunge da una lunga fase partecipativa che ha coinvolto tutti i soggetti della società civile ed economica (al riguardo, ha ricordato il convegno promosso dalla Confesercenti, di cui è Presidente, nel febbraio scorso). Ora si apre la fase del marketing urbano per creare attrattive a favore del nostro Centro Storico. Il problema della procedura societaria è materia di altrettanto approfondimento da parte del Consiglio Comunale. Il giudizio sul lavoro sinora svolto è positivo ed è giusto che questo lavoro non si concluda con soluzioni-lampo. Quale rappresentante di una categoria economica e produttiva, all'atto dell'apertura di una nuova delicata fase di gestione della materia, invito tuttavia a non andare oltre un determinato e ragionevole tempo". Il Cons. Fausto Ermini, (Capogruppo FI) ha premesso che, in altre occasioni, il suo gruppo ha cercato di trovare un minimo comune denominatore ed ha sottolineato che la ristrutturazione del Ministero della Difesa in altre città non ha avuto lo stesso significato che ha avuto ad Orvieto con la dismissione della struttura della Caserma, costruita settanta anni fa per rivitalizzare l'economia cittadina, viceversa altrove, ha significato valorizzazione strategica ed investimenti. "Accogliamo l'invito ad essere critici ma non distruttivi rivolto dal Sindaco, al fine di creare opportunità di sviluppo di questa città. Le cinque funzioni non sempre appaiono omogenee e compatibili. Riproponiamo la realizzazione di alloggi per categorie disagiate ed interventi nel settore turistico. Nel rilevare la necessità di approfondite riflessioni sulle indicazioni ed utilizzazioni di spazi cittadini a fini museali, nonchè contraddittori alcuni interventi previsti, in Via Roma, la certezza che si fa strada è la società di capitali per la quale tuttavia occorre verificare la formula societaria più adatta, senza correre eccessivamente né, tuttavia, perdere tempo". Il Cons. Massimo Gambetta (DS) ha replicato al collega Ermini ricordando le tappe salienti del lavoro che l'Amministrazione Comunale ha messo in atto in questi mesi che sono seguiti al ritorno al possesso del Comune, il 28 gennaio u.s., del complesso della Caserma "Piave" da parte del Ministero della Difesa. Ha poi espresso "apprezzamento per il documento del Sindaco" aggiungendo che "gli interventi previsti tra Via Roma, Piazza Cahen e l'area dell'ex Caserma, concorrono a caratterizzare Orvieto nella direzione dello sviluppo e dell'economia, migliorandone i livelli di accoglienza e di qualità della vita". Il Cons. Gian Paolo Antoniella (Capogruppo RC) ha definito "positivo il lavoro dell'Amministrazione che procede in 'tempo reale' senza però dare le soluzioni finali che spettano al Consiglio Comunale, ma solo delle linee guida per lo sviluppo di tutto il Centro Storico. Non si deve ragionare, infatti, solo delle ex Caserme, ma di tutte le altre strutture del Centro Storico con il giusto approccio al tema del modello di sviluppo complessivo di una città che è a misura d'uomo e di cittadino. Bisogna essere d'accordo sulle linee guida dentro le quali ci sono i presupposti per una città-modello umbro, provinciale e regionale; cioè un modello di città sostenibile e compatibile. Sul concorso d'idee non eravamo d'accordo, né lo siamo ora; in questa fase non sono stati spesi soldi per consulenze esterne in quanto questa classe dirigente si è misurata direttamente sui temi posti all'attenzione. Riguardo alla Spa, il nostro atteggiamento va nella direzione della società a maggioranza pubblica, se non interamente pubblica, in questa prima fase". Il Cons. Stefano Olimpieri (AN) ha affermato che "il dibattito sviluppato nei Consigli Comunali del 12 u.s. e in quello odierno è utile per affrontare organicamente materie di così vasta importanza, malgrado il Consiglio Comunale non abbia conosciuto l'iter, lo sviluppo giorno per giorno, dei contatti che erano in corso. E' utile pertanto riprendere il confronto e il dialogo anche perché la realtà socio-economica descritta dal Sindaco è diversa, quindi non si può prescindere da essa. Diversamente è più difficile l'accoglimento da parte della minoranza. Ci chiediamo il perché sia stato recentemente deciso l'intervento sull'area che interessa la 'Piave', Via Roma e Piazza Cahen per comprendere se esista qualcosa di più circostanziato. Seppure c'è una sostanziale accondiscendenza da parte della minoranza sulla linee sinora illustrate, vogliamo tuttavia capire per superare eventuali elementi politico-amministrativi. Il documento del Sindaco in parte è condivisibile però non vorremmo che le proposte fossero fatte in maniera strumentale, di quì l'importanza di convocare in tempi brevi la Conferenza dei Capigruppo perché venga investita delle priorità economiche per la città". Il Cons. Roberto Meffi (Capogruppo Lista Civica) ha ripercorso le fasi salienti del lavoro compiuto dall'Amministrazione Comunale in questi primi mesi di gestione della tematica della rifunzionalizzazione del complesso ex caserma "Piave" in un'ottica di sviluppo di tutto il Centro Storico in cui essa è inserita, precisando che "il documento illustrato dal Sindaco tiene conto della molteplicità di incontri effettuati dall'Amministrazione Comunale con le rappresentanze sociali economiche e con le banche" ed ha quindi approfondito le cinque linee guida per lo sviluppo indicate dall'Amministrazione. Il Cons. Maurizio Conticelli (Capogruppo de I Democratici) ha affermato che "la discussione giunge alla vigilia della campagna elettorale, quindi essa va mantenuta serena e fuori dal surriscaldamento del futuro periodo. Il documento sintetico ma ricco di contenuti e spunti, è ancora interlocutorio. Lo percepisco però come una 'gabbia' per le scelte future esso, invece, deve costituire un contributo effettivo alla discussione. Il documento è condivisibile per alcuni aspetti, ma come punto di partenza e non come conclusione per avviare lo studio di fattibilità. C'è necessità di dare un valore alto, di imprimere in maniera più marcata la dimensione internazionale della nostra proposta. C'è la necessità che vi sia un chiaro richiamo alla dimensione europea attraverso connotazioni più incisive, anche in considerazione del ruolo recentemente assunto dall'Italia alla presidenza del semestre europeo. Questo aspetto di collocare Orvieto nella dimensione europea ha una rilevanza politica e tattica ed il clima di unitarietà potrebbe e dovrebbe essere ricercato anche in prospettiva europea. Le proposte contenute nelle linee guida contengono elementi all'altezza della situazione, ma serve pensare anche soluzioni internazionali come la scuola di lingue estere. L'economia della conoscenza si vuole in qualche modo contrapporre all'economia assistita statale. Dobbiamo tenere conto del futuro Federalismo. In questa fase non dobbiamo scendere nei dettagli della discussione, ma discutere sulla futura società che andremo a costituire. In questo senso il modello della società di trasformazione urbana - STU, appare opportuno". Il V.Presidente del Consiglio Comunale, Cons. Fausto Vergari (DS) ha evidenziato "il carattere positivo del dibattito odierno per la serietà e civiltà attraverso che lo stanno caratterizzando, senza strumentalizzazioni. D'altra parte il lavoro del Sindaco e della Giunta Comunale è stato chiaro e ben condotto, utile per far esprimere a tutti il proprio pensiero. Il documento che ne è scaturito e presentato dal Sindaco al termine della prima fase, è aperto al contributo di tutti. Il lavoro non è completato in quanto dovremo ancora impegnarci tutti per giungere alle soluzioni definitive". Il Cons. Stanislao Fella (AN) ha ricordato che "negli anni '30, quando l'allora Podestà di Orvieto decidendo l'edificazione della Caserma destinata allo sviluppo della città, fece esclusivamente l'interesse pubblico di Orvieto; oggi, di fronte alla costituzione della Spa ho delle preoccupazioni nel senso che, essa vorrà tenere alto l'interesse pubblico della città intera oppure il perseguimento di interessi privati? In tal senso non abbandonerei la ricerca di soluzioni paracadute per il futuro sviluppo della città, magari connesse alla destinazione originaria dell'immobile, nell'ottica però dell'EUROFOR, ovvero per favorire la presenza di truppe specializzate della futura sicurezza europea. Il documento appare pindarico per la quantità di proposte che contiene quantunque siamo ancora alla fase preliminare, cioè alla ricerca di un'idea principe: mi allarma l'eccessiva pluralità di idee, come pure mi preoccupa l'unanimismo che crea una melassa da cui non si sfugge. Esprimo contrarietà alla costituzione della Spa a capitale misto, per ora è preferibile conservare il capitale pubblico". Il Cons. Franco Raimondo Barbabella (Capogruppo SDI) ha dichiarato che "i rilievi di Fella non intaccano il livello di positività dimostrato dal Consiglio Comunale. Siamo di fronte ad un'Assemblea Civica che, a differenza di altre occasioni, dimostra l'importanza di decidere con un confronto reale e con apporti soggettivi utili. In altri momenti abbiamo discusso della Caserma, del ruolo che essa ha avuto per Orvieto e dei militari in questa città. E' sbagliato porre il tema come se qualcuno avesse voluto cacciare i militari da Orvieto. Sappiamo che non è così, oggi il tema è un altro. Questo documento è un'ottima base di discussione perché contiene temi chiari, che non attengono solo alle cinque linee guida del futuro sviluppo della città, ma che sono: 1) la necessità di ricollocare Orvieto nel contesto generale che è profondamente mutato, alla luce della regionalizzazione e della globalizzazione, si tratta cioè di definire l'identità di Orvieto e stabilire come lavoriamo tutti perché questa idea vada avanti; 2) si evidenzia la questione dell'assunzione di responsabilità da parte dei diversi livelli di governo (il Patto per lo sviluppo dell'Umbria è un tema di cui si sta discutendo da venti anni, ma ora ci sono le condizioni per formalizzare concretamente queste idee). Per la prima volta Orvieto sta dentro questo processo ma non con strumenti eccezionali come le leggi speciali, ma con strumenti di programmazione e finanziari. Oggi, dunque, c'è uno scenario diverso del Progetto Orvieto. Ma l'Umbria non ha ancora sciolto nodi fondamentali come, ad esempio, quello relativo al modo di rapportarsi sul polo della conoscenza. E' fondamentale quindi trovare un altro livello di raccordo tra Istituzioni. Il tema della Società non è quello evidenziato dal Cons. Fella: il problema dell'interesse pubblico non è la proprietà della Caserma, ma essa è un elemento dello scenario in cui stare e gli obiettivi che si debbono avere. Il controllo di tutto il processo è dato da chi è eletto dal popolo, dalle Assemblee elettive. Il tema della discussione non è, dunque, la privatizzazione di Orvieto. Quando si discuterà della costituzione della Spa, della tipologia, del ruolo di tutti gli organi istituzionali, non servirà ragionare in termini di imposizione di numeri poiché la questione coinvolge tutti i livelli istituzionali. Le forme di gestione le vedremo in seguito, il documento del Sindaco pone elementi che sono benvenuti in questa città, come ad esempio la questione di Via Roma. C'è, dunque, la necessità storica di misurarci con certe questioni ed è sbagliato evitare di discutere". Il Cons. Bruno Materazzo (Capogruppo DS) ha sottolineato "lo spirito di discussione concreto che ha caratterizzato il dibattito del Consiglio Comunale. Il documento del Sindaco sgombera il campo dalle estemporaneità e traccia lo schema del lavoro del prossimo periodo. Delle questioni in esso contenute, vorrei sottolineare che tutte hanno - come comune denominatore - il fatto di valorizzare questa occasione storica per declinare lo sviluppo della nostra città nel futuro, con progetti ciascuno finalizzato al miglioramento del ruolo di questa comunità in ambiti diversi e al miglioramento della qualità della vita. Come gestire il patrimonio immobiliare? L'interesse è ovviamente pubblico. Il ruolo del Consiglio Comunale in questa fase è fondamentale. D'altra parte gli orvietani sono ben attenti e presenti su questo tema. Serviranno risorse finanziarie - probabilmente non pubbliche alla luce degli orientamenti del DPEF del 2004 - mentre alcuni progetti si autofinanzieranno. La discussione pacata, il grande senso di responsabilità dei Consiglieri Comunali sono importanti alla luce del ruolo centrale dell'Assise Civica, che sarà determinante per decidere il futuro della 'Piave' e del Centro Storico". Il Presidente del Consiglio Comunale, Evasio Gialletti ha evidenziato che "il documento del Sindaco smentisce gli scettici della città. Si tratta di un documento concreto che da indirizzi chiari e forti. Dal mese di marzo ad oggi, il Consiglio Comunale sta discutendo di questioni di grande spessore, per cui il ruolo degli organi istituzionali, tutti, taglia di per sé le polemiche. La Conferenza dei Capigruppo ha funzionato, si è riunita affrontando concretamente le questioni all'esame, così come avverrà nei prossimi giorni intorno al complesso delle questioni poste all'odierno dibattito consiliare". Il Sindaco, Stefano Cimicchi in sede di conclusioni ha ringraziato i Consiglieri per il dibattito sviluppato. "Tutte le discussioni - ha osservato - anche quando si tenta di volare alto, rischiano di diventare banali. In realtà le questioni emergenti sono: 1) le politiche del lavoro per i giovani, 2) lo svecchiamento della popolazione, 3) la ridensificazione del Centro Storico, 4) la politica dello sviluppo in un territorio qualitativamente importante. I cittadini del mondo, dove Orvieto è conosciuta ed apprezzata, ci chiedono le stesse cose. Orvieto si presta ad essere una città degli studi per stranieri perché conserva quella genuinità, quel significato di storia e di cultura di cui ci si chiede di capirne il senso. Secondo alcuni avremmo potuto mostrare i muscoli attraverso un concorso di idee, ma preferiamo far bene l'ordinario, ingegnerizzando il nostro lavoro quotidiano convinti del fatto che, se non lo facciamo noi il discorso sulla qualità dello sviluppo della nostra città, chi altro può farlo al posto nostro, e come? La tutela del nostro patrimonio parte innanzitutto dalla difesa del patrimonio stesso e dell'identità della nostra città che ha una sua specifica originalità. Ringrazio il Consiglio Comunale per il bel dibattito che ha sviluppato. Riguardo alla metodologia non ce n'è un'altra alternativa: la verità è la semplicità, è umano avere paura ma non dobbiamo spaventarci! Le ipotesi statalistiche non esistono, lo scenario dei prossimi mesi è critico. Serve consapevolezza dell'entità del problema. Il nostro lavoro è costantemente sottoposto all'analisi critica di una serie di personaggi: ad appena quattro mesi dall'inizio di questa esperienza, siamo già in grado di dare vita ad un soggetto/strumento necessario, portando all'esterno alcune soluzioni che vanno lette come una sfida grande. Apprezzo il tono e il taglio degli interventi, segno di disponibilità che va presa come alto senso civico. L'Italia Minore funziona perché si riescono a separare le cose di interesse generale da quelle politiche. Non servono atteggiamenti dilatori ma fiducia nella classe dirigente espressa dal popolo che deve dimostrarsi matura e all'altezza, senza pensare al successo individuale".
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