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I Giovani e l'Alcol: i risultati di un'indagine tra gli studenti di due Scuole.



COMUNICATO STAMPA n. 300/2003 G.M. del 18.07.2003

I Giovani e l'Alcol: I risultati di un importante momento di formazione realizzato in due scuole orvietane riguardo alla conoscenza e l'uso delle sostanze alcoliche da parte dei giovani.

La conoscenza e l'uso delle sostanze alcoliche da parte dei giovani sono stati al centro di un importante momento di formazione realizzato dal Coordinamento per gli Interventi di Promozione per la Salute del Distretto n.3 di Orvieto, sul tema "ALCOOL E GIOVANI", di cui ora l'Ufficio della Cittadinanza rende noti i risultati.
L'intervento è stato attuato in due scuole superiori orvietane secondo le indicazioni delle linee strategiche dettate dall'O.M.S per la riduzione dell'abuso di alcool tra i giovani.
Il progetto è stato realizzato dall'Ufficio di Promozione alla Salute del Distretto n. 3 in collaborazione con il SERT, le Scuole e il Comando della Compagnia dei Carabinieri di Orvieto; ha visto coinvolti 266 studenti dell'ultimo triennio delle due scuole superiori individuate e nella fase iniziale ci si è avvalsi della somministrazione di un questionario strutturato anonimo atto a valutare la percezione del fenomeno di abuso di sostanze alcoliche e la loro diffusione tra gli studenti di questa fascia di età. Successivamente i dati elaborati sono stati oggetto di discussione con gli studenti medesimi affrontando inoltre le tematiche delle patologie alcool-correlate del "bere come rischio" e degli effetti dell'alcool sulla guida con la problematica della incidentistica stradale.
Le domande formulate sono state finalizzate a comprendere quale concezione i giovani hanno dell'uso moderato e dell'abuso delle sostanze alcoliche: si nota subito che maschi e femmine hanno un idea diversa "sull'uso moderato" tanto che per i maschi questo coincide con il ½ bicchiere di vino solo ai pasti mentre per le femmine fa riferimento all'uso dei superalcolici; per quanto riguarda la percezione della diffusione del fenomeno alcool fra i coetanei, maschi e femmine hanno risposto analogamente con risultati molto alti.
Alla domanda "quale bevanda alcolica viene consumata maggiormente fra i tuoi coetanei" omogeneamente i due sessi hanno risposto che si consuma in modo preponderante birra fino ai 18 anni seguita dai superalcolici e che il bere eccessivo avviene in situazioni di gruppo e mai in solitudine o nel contesto familiare quasi ad esprimere che l'essere in gruppo rafforza il desiderio e la possibilità di trasgressione; ultimo ed interessante dato è quello riguardante la conoscenza di propri familiari con problemi di alcool: maschi e femmine affermano con decisione di non essere a conoscenza di fenomeni familiari mentre cambiano decisamente atteggiamento riguardo ai conoscenti dove la percentuale di conoscenza del fenomeno si aggira oltre il 54%.
Le conclusioni a cui sono giunti gli esperti sulla base di quanto è emerso dagli incontri con gli alunni e che: per quanto riguarda le cause che generano l'alcolismo sono veramente molte e che risulta impossibile stabilire con certezza quali fattori siano più predisponenti di altri, l'alcool può essere considerato come il mezzo per sostituire o prolungare una situazione carente, può essere lo strumento per sentirsi disinibiti, euforici o tranquilli, per non sentire dolore, per socializzare meglio o perché è un uso comune; i motivi che inducono una persona a bere sono diversi e contrastanti ma dipendenti esclusivamente dalla propria personalità. Unica condizione costante è che l'uso continuato di alcool induce una diminuzione delle capacità mentali e razionali di una persona sfociando nel tempo in una vera e propria modificazione dell'IO.

L'indagine muove dal fatto che il consumo di bevande alcoliche, da sempre è strettamente connesso alla cultura che dell'uso dell'alcol si ha in un determinato territorio e in una determinata popolazione; da studi recenti emerge, infatti, che la popolazione italiana presenta una grande maggioranza di bevitori asintomatici, che non presentano cioè nessun problema alcol-correlato; risulta inoltre che gli italiani educano i propri figli all'uso moderato dell'alcol incoraggiandoli a bere durante i pasti ed in famiglia, condannando e colpevolizzando invece l'ubriachezza.
Questa è una delle differenze che caratterizza il nostro paese da quelli anglosassoni dove i genitori tendono a dissuadere i figli adolescenti dal bere per apprezzare poi la capacità dei maschi di sopportare bene grosse quantità di alcol. Oltre a questi modelli culturali va tenuto in considerazione, inoltre, il valore che viene dato all'alcool: in Italia per esempio l'alcool viene considerato come una bevanda dissetante e nutriente, in altre culture invece ha un potere prettamente euforizzante.
Questa ambivalenza determina profonde differenze in termini di controllo sull'uso della sostanza: infatti, se si beve per dissetarsi il consumo della bevanda alcolica cessa quando è stata soddisfatta l'esigenza della sete, ma, se invece si beve per raggiungere uno stato di euforia il problema diventa il costante abuso della sostanza che produce effetti tossici. Grossa rilevanza sta acquisendo poi la pubblicità, soprattutto quella rivolta ai giovani e alle donne, che induce al consumo di alcool proponendo nuovi valori e nuovi modelli di comportamento associando simbolicamente alcool e ricchezza, alcool e sesso, alcool e salute. Questi messaggi producono un'azione forte soprattutto sui soggetti deboli che hanno bisogno di un esempio col quale rapportarsi e a cui ispirarsi facendoli diventare così potenziali alcolisti. L'ultima nota riguarda la facilità con cui le bevande alcoliche sono reperibili sul mercato e il loro costo relativamente contenuto: anche questi sono fattori che incentivano il consumo di tali sostanze.
Il primo aspetto pericoloso che deve far riflettere - sostengono gli esperti - è dato dal fatto che il consumo di alcol viene percepito come meno insidioso rispetto ad altre sostanze e ne vengono sottostimati gli effetti negativi connessi all'utilizzo della sostanza in situazioni rischiose come la guida o l'ambiente di lavoro o in particolari momenti quali la gravidanza e l'allattamento o l'assunzione contemporanea di farmaci; in particolar modo i giovani rappresentano la fascia che più ne paga le conseguenze in quanto l'uso continuativo di bevande alcoliche è associato a comportamenti antisociali e di identificazione in gruppi caratterizzati dal rifiuto delle regole agendo, inoltre, da "ponte" e rappresentando una possibile modalità di approccio alle sostanze illegali.
Attualmente la riduzione dei danni sanitari e sociali causati dall'uso di sostanze alcoliche è uno degli obiettivi di salute pubblica più importanti che gran parte degli stati mondiali persegue per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini in quanto è stato ampiamente dimostrato che chi abusa di sostanze alcoliche risulta più frequentemente incline a comportamenti ad alto rischio per sé e per gli altri.













 
 

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