La cerimonia di consegna, questa sera alle ore 17,00 ad Orvieto al Palazzo del Popolo / Centro Congressi.
COMUNICATO STAMPA n. 295/07 G.M. del 19.05.07 E’ Guido Rampoldi, editorialista e inviato di politica estera per la Repubblica, il vincitore dell’edizione 2007 del Premio Luigi Barzini all’Inviato Speciale.
· Il Premio sarà consegnato Sabato 19 maggio ad Orvieto con inizio alle ore 17,00 nella prestigiosa cornice medievale del Palazzo del Popolo / Sala dei Quattrocento.
· La motivazione del riconoscimento a Guido Rampoldi.
· La consegna del premio sarà preceduta dalla lettura dell’orazione civile di Federico Rampini, vincitore dell’edizione 2006. A seguire tavola rotonda sul tema: “Gli Stati Uniti dell’informazione. I media raccontano l’immagine dell’America e il rapporto con l’Italia”.
Guido Rampoldi, editorialista e inviato di politica estera del quotidiano “La Repubblica”, è il vincitore della 18^ edizione del Premio Luigi Barzini all’Inviato Speciale, uno dei più qualificati e autorevoli premi giornalistici in Italia. Il Premio sarà consegnato nel pomeriggio di oggi, sabato 19 maggio ad Orvieto nella prestigiosa cornice medievale del Palazzo del Popolo / Sala dei Quattrocento.
La motivazione del Premio Luigi Barzini a Guido Rampolli:
Guido Rampolli coniuga esemplarmente il rigore dell’osservazione sul campo alla lucidità di un’analisi, la forza di una testimonianza diretta all’esercizio di una riflessione. Non si limita a registrare e descrivere, ma esprime per conto del lettore il bisogno di capire e di orientarsi tra gli elementi, spesso contraddittori, che si mescolano nella complessità di un evento, di una crisi o di un passaggio politico. E, quasi a riprendere il filo strutturalista dei suoi studi filosofici, sottopone a un continuo lavoro di scomposizione la realtà estrema che si trova di fronte, nella speranza mai dismessa di individuare il filo di un’interpretazione e un punto da cui leggere nel caos di una guerra o nella deriva di un integralismo. Nel solco della tradizione dell’inviato speciale e con la coscienza della complessità problematica del mondo, Guido Rampoldi varca la linea d’ombra e non cessa di esercitare un’intelligenza etica sugli uomini e le cose.
La giornata del Premio Barzini si aprirà alle ore 17,00 con l’orazione civile di Franco Venturini, vincitore dell’edizione 2006, che racconterà della Russia di Vladimir Putin. La sua orazione civile è una nota inviata da quell’Est che un tempo era blindato e invisibile oltre la Cortina di Ferro. Poi, è caduto il Muro e l’Europa si è allargata verso oriente. Come spesso capita nella storia, gli eventi che segnano un passaggio vengono caricati della responsabilità di una trasformazione. Quasi che bastasse superare quella soglia per discriminare irreversibilmente tra il Male che si lascia e il Bene che si va a schiudere. E, invece, la storia è sempre più complicata delle sue semplificazioni. Toglie, come diceva Hegel della dialettica, ma non necessariamente supera. Scandisce un “prima” e un “dopo”, ma coltiva trasversali latenze e depositi di lunga durata. Di quel nodo irrisolto l’informazione è un banco di prova e, insieme, la posta su cui si gioca un avvenire. E Venturini ha portato nel tortuoso, ambiguo, rapporto della notizia con quel consustanziale convitato di pietra rappresentato dal potere. Perché quanto accade in Russia dimostra ancora una volta che la questione dell’informazione fa tutt’uno con quella della democrazia.
Alle ore 18,00 seguirà la cerimonia della premiazione quindi alle ore 18,30 la tavola rotonda sul tema: “Gli Stati Uniti dell’informazione / I media raccontano l’immagine dell’America e il rapporto con l’Italia”, condotta da Antonio Di Bella e con Giulio Anselmi, Furio Colombo, John Hooper, Monica Maggioni, Roberto Olla, Guido Rampoldi, Dennis Redmont, Massimo Teodori, Franco Venturini.
Chi è Guido Rampoldi
55 anni, nato e residente a Roma, Guido Rampoldi ha cominciato nel 1983 su “La Stampa” per passare, dal 1992, a “La Repubblica”. Ha seguito le maggiori crisi occorse nell’ultimo ventennio, dal crollo dei socialismi reali alle guerre jugoslave, dall’avvento dei Taliban alle guerre con cui è iniziato questo nuovo secolo, scrivendo reportages, analisi e commenti dal Medio Oriente, dall’Asia, dal Sud America, dall’Europa orientale e dall’ex Jugoslavia. Negli ultimi anni ha seguito in particolare gli eventi legati all’invasione dell’Iraq, alla guerra in Afganistan e alle tensioni interne ai Paesi musulmani.
Il Premio è organizzato dal Comune di Orvieto e Corriere della Sera con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e della San Giorgio Spa.
Un appuntamento che ormai da diciotto anni richiama ad Orvieto i nomi più prestigiosi del giornalismo, puntando l’attenzione su una professionalità storica la cui attualità viene fortemente riproposta dalle trasformazioni in corso nel sistema dell’informazione, e soprattutto da un accavallarsi drammatico e convulso di grandi eventi che stanno segnando il mondo.
Il Premio, intitolato al grande inviato speciale del Corriere della Sera, tra i più famosi giornalisti italiani dell’inizio del secolo scorso, approfondisce in particolare il tema della professione dell’inviato speciale e dei cambiamenti ai quali è andata incontro questa figura.
E’ l’occasione per ricordare una delle figure più affascinanti e “avventurose” del giornalismo italiano, ripercorrendo episodi ed eventi passati alla storia, attraversando il racconto di una famiglia e della sua vocazione al giornalismo.
La Giuria del Premio è composta da: Erik Amfitheatrof, Giulio Anselmi, Enzo Biagi, Rodolfo Brancoli, Mimmo Càndito, Paolo Granzotto, Alberto La Volpe, Arrigo Levi, Miriam Mafai, Monica Maggioni, Stefano Malatesta, Igor Man, Ettore Mo, Piero Ostellino, Alberto Ronchey, Paolo Rumiz, Barbara Spinelli, Gian Antonio Stella, Bernardo Valli, Demetrio Volcic.
Le precedenti edizioni del Premio Barzini furono vinte da: Enzo Biagi, Mimmo Càndito, Arrigo Levi, Monica Maggioni, Stefano Malatesta, Igor Man, Ettore Mo, Indro Montanelli, Federico Rampini, Alberto Ronchey, Paolo Rumiz, Barbara Spinelli, Gian Antonio Stella, Tiziano Terzani, Bernardo Valli, Demetrio Volcic.
Luigi Barzini, nato ad Orvieto nel 1874, lasciò la sua città nel 1898 e poco dopo cominciò a raccontare i piccoli e grandi fatti del mondo. “Alcuni suoi reportages, come quello sul terremoto di Messina, sul raid automobilistico Pechino-Parigi e sulla guerra russo-giapponese, sono dei classici del giornalismo viaggiante, anzi del giornalismo senza qualifiche - scrive Ugo Stille - esemplari di una professionalità assai brillante”. Di se stesso era solito dire che era diventato giornalista per caso e in modo strano e inaspettato. Lui che “era nato il più grande giornalista viaggiante” e che per primo applicò l’arte letteraria ai grandi avvenimenti del mondo.
“Luigi Barzini era un avventuroso viaggiatore che, contrariamente a molti altri uomini d’azione, scriveva in modo mirabile. Aveva visto tutti i paesi del mondo, dove era diventato amico intimo di grandi personaggi, testimone oculare dei principali avvenimenti storici, conoscitore di gelosi segreti politici e militari, sapiente scrutatore nelle ombre del futuro” ricorda suo figlio, Luigi Barzini jr, anche lui grande inviato del Corriere della Sera. “I grandi viaggi, le descrizioni di battaglie, le rivoluzioni, il crollo di imperi, le avventure esotiche erano la materia che lo ispirava. (...) Alcune sue pagine sono più memorabili e durevoli di quelle di molti letterati del suo tempo.” Anche perché scriveva quando il tempo non consumava così rapidamente tutti gli eventi e il tempo stesso contava meno. “Articoli e servizi viaggiavano spesso per ferrovia e piroscafo. Non perdevano nulla del loro interesse e si leggevano con avidità anche dopo diversi giorni.”