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Comunicati Stampa 2004  
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Modificato il Regolamento comunale di edilizia residenziale pubblica.


Ampio dibattito ed approvazione da parte del Consiglio Comunale.
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COMUNICATO STAMPA n. 269/07 C.C. del 10.05.07

Modifiche al regolamento comunale di edilizia residenziale pubblica.

Nella seduta del 9 maggio u.s., il Consiglio Comunale dopo ampio dibattito ha approvato (11 favorevoli, 1 contrario: Olimpieri, 3 astenuti: Imbastoni, Cortoni, Conticelli) le modifiche al regolamento comunale di edilizia residenziale pubblica già approvato nell’aprile 2005.
Sull’argomento, il Consiglio Comunale ha respinto, inoltre, tre emendamenti proposti dal Cons. Giancarlo Imbastoni (Sinistra Critica) relativi agli articoli 4 e 7 del regolamento stesso tendenti ad inserire il concetto della residenzialità ininterrotta nel Comune di Orvieto da più di tre anni in luogo di quella prevista di più di dieci anni e la riscrittura dell’art. 7 (commi 9 e 10) con assegnazione degli alloggi secondo le percentuali di: 60% ai nuclei familiari con cittadinanza italiana o di Stato membro dell’UE; il 20% ai nuclei familiari extracomunitari e il 20% ai nuclei appartenenti alle categorie speciali (il 1° emendamento è respinto con 13 voti contrari, 3 favorevoli: Imbastoni, Conticelli, Cortoni; il 2° e 3° emendamento sono stati respinti con 12 voti contrari, 1 favorevole: Imbastoni e 2 astenuti: Conticelli, Cortoni).

Nel concreto, il regolamento, costituito da 30 articoli suddivisi in tre titoli è stato illustrato dall’Assessore all’Urbanistica, Nazareno Desideri il quale ha ricordato che il nuovo strumento recepisce le interpretazioni fornite dalla Regione Umbria rispetto alla legge regionale 33/2003 con particolare riferimento ai limiti percentuali massimi di alloggi da assegnare alle tre categorie previste, e nel contempo contiene alcune lievi modifiche volte ad una maggiore trasparenza, ad una migliore applicazione della norma e per ad un uso più razionale del patrimonio pubblico allo scopo di soddisfare maggiormente le richieste dei cittadini con più gravi connotazioni di bisogno.

Le principali modifiche del regolamento riguardano l’art. 4 in cui sono state meglio specificare le tre graduatorie da approvare, provvisoria, definitiva e di assegnazione, sono stati inseriti ulteriori criteri per la determinazione della giusta posizione nella graduatoria per i soggetti e parità di punteggio e di reddito. Criteri che tengono più conto del fabbisogno delle famiglie richiedenti e solo in ultima ipotesi si ricorre alla casualità mediante sorteggio.
Sono stati modificati, inoltre, i punteggi relativi ai criteri di competenza comunale ed in particolare i punti riferiti alla situazione di persona solo di età compresa tra i 31 e 64 anni; anche se il regolamento Regionale attribuisce alla categoria degli anziani particolare attenzione, è stata introdotta una nuova voce riferita alla situazione di persona sola con età superiore a 65 anni per una maggiore tutela delle persone anziane e sole.
Sono stati diminuiti anche i punti per la partecipazione a precedenti bandi emanati con la vecchia legge regionale del 1996 ed è stata introdotta una nuova voce per coloro che hanno presentato o presenteranno domande di partecipazione a bandi emanati ai sensi della nuova legge regionale, modifica con la quale si è voluto valorizzare la partecipazione ai bandi della nuova legge regionale rispetto alla precedente perché l’emergenza abitativa è più attuale ed urgente. Mutato anche il punteggio relativo ad un provvedimento di sfratto nei sei mesi precedenti la data del bando, in considerazione del fatto che nel bando 2005 nessun partecipante al concorso ha richiesto tale punteggio rappresentando quindi una condizione di scarsa rilevanza nella realtà orvietana.
Nel regolamento è stata invece introdotta una nuova casistica relativa alla residenza ininterrotta del richiedente, o almeno di un familiare, nel Comune di Orvieto da almeno 10 anni e lo stesso punteggio  è stato attribuito anche ai nuclei familiari con figli tra gli undici anni (anziché diciotto) ed i ventisei anni, in considerazione che il regolamento regionale attribuisce dei punti fino ai bambini di dieci anni, ovvero vengono salvaguardate anche le famiglie con bambini di età compresa tra gli undici ed i diciotto anni. E’ stata specificata meglio, infine, la procedura di formazione della graduatoria provvisoria e definitiva le cui procedure di formazione delle graduatorie e di assegnazione, faranno riferimento al software predisposto dalla Regione dell’Umbria.
L’art. 7 ha subito le modifiche più consistenti sia come quantità, sia come sostanza. E’ stato inserito il concetto della scelta dell’alloggio cercando di soddisfare al massimo le esigenze degli assegnatari, per un utilizzo il più razionale possibile del patrimonio pubblico ed al fine di non creare situazioni di promiscuità abitativa. Sono stati modificati, infatti, gli standard abitativi introducendo anche il concetto di coppia poiché con i precedenti parametri, si potevano creare situazioni di promiscuità abitativa nel caso di assegnazione a nuclei familiari costituiti da un genitore e da figli, da fratello e da una sorella, da nonni e da nipoti, ecc.
E’ stato anche eliminato lo standard di sei vani convenzionali perché non essendo presenti (se non in minima parte) alloggi di tali dimensioni, potevano essere penalizzati i nuclei familiari di sei persone che non avrebbero mai avuto in assegnazione un alloggio. E’stato definito che cosa si intende per coppia ed è stato introdotto il concetto di assegnazione in deroga agli standard per un maggiore soddisfacimento delle domande con più grave connotazione di bisogno. E’ stato specificato che lo standard abitativo deve essere individuato con i familiari presenti al momento dell’assegnazione e tenendo conto di una persona in più qualora sia presenti una donna in stato di gravidanza.  Viene garantito il 10% delle assegnazioni ai nuclei familiari aventi cittadinanza di Stato non appartenente alla Comunità Europea, un ulteriore 10% ai nuclei familiari appartenenti alle categorie speciali e la restante parte ai nuclei familiari aventi cittadinanza Italiana o di Stato membro dell’Unione Europea, percentuali che si applicano agli alloggi che si renderanno disponibili (alloggi di risulta) ed alle nuove assegnazioni costituiti da complessi residenziali o fabbricati con numero di alloggi pari o inferiore a dieci.
Nella nuova versione del regolamento viene maggiormente precisato che cosa si intende per categorie speciali, specificando che per la categoria degli ultrasessantacinquenni si intende solo nuclei i familiari costituiti esclusivamente da persone superiore a quella età anziché con la presenza di un ultrasessantacinquenne.

Il dibattito che ha preceduto l’approvazione è stato ampio, tecnico e a tratti animato.  Nello specifico il Cons. Gambetta (DS per l’Ulivo) ha parlato dell’esigenza di “fare una discussione seria a livello nazionale sulla politica della casa e lavorare per mettere a disposizione case popolari. Il governo sta mostrando sensibilità a questa urgenza che il Paese attraversa. La nuova formulazione del Regolamento va senz’altro appoggiata. Le presenza nelle graduatorie e la residenzialità sul territorio da almeno dieci anni non è un fatto discriminante, ma è un valore aggiunto. La definizione di coppia è un altro elemento qualificante contro la promiscuità familiare nella direzione delle giuste risposte a precise esigenze.”.
Il Cons. Giancarlo Imbastoni (Sinistra Critica): “ringrazio l’Ufficio Casa per la disponibilità e la competenza, tuttavia mi preme sottolineare quelle che sono le scelte politiche e non tecniche. L’adeguamento alla legge regionale non è un automatismo per cui i comuni recepiscono le indicazioni della Regione, ma ai comuni è demandata la definizione del minimo-massimo delle percentuali,parametri all’interno dei quali la Giunta modula. All’art. 4 comma 6 (1° emendamento) si inserisce un punto che premia chi vive da almeno dieci anni nel Comune, perciò è un articolo incostituzionale.  Percentuali, con una certa disinvoltura si è tornati ad una interpretazione minima 10%-10%-80%. Io ho proposto il 20%-20%-60% ed invito la maggioranza a visionare l’emendamento che nel 2005 propose il Cons. Morcella, la decisione odierna della maggioranza diventa ancora più restrittiva, significa che stiamo andando controcorrente rispetto ad una decisione assunta appena due anni fa”.
Il Cons. Gianpietro Piccini (PDCI): “io ho un altro modo di leggere l’art. 9 del regolamento. Si sta parlando di garanzia minima che persegue l’obiettivo di garantire tutte le categorie. Gli emendamenti di Imbastoni stravolgono tutta l’impostazione del regolamento, le cui modifiche proposte dalla Giunta sono eque. La questione della casa è il vero problema. Ci sono moltissime famiglie che si trovano in difficoltà per trovare la casa e per pagare i mutui. In  questa situazione ci sono anche i pensionati. Il regolamento, da questo punto di vista, è equo e da risposte che però non sono quelle di una autentica politica della casa che dovrebbe venire dallo Stato e dalla Regione in termine di politiche sociali. Come Amministrazione possiamo solo impegnarci per attivare percorsi di Edilizia Economica e Popolare anche nel centro storico. Il regolamento introduce novità importanti come l’attenzione per le persone sole anziane, sopra i 65 anni. Confermo il sostegno e la fiducia per come l’Amministrazione e gli uffici hanno lavorato, il regolamento ha cercato di prevedere tutte le possibilità, noi piuttosto cerchiamo di trovare fondi per realizzare alloggi”.
Cons. Franco Raimondo Barbabella (SDI): “è stato già detto che gli aspetti più significativi del regolamento siano sull’art. 4 e 7 e la discussione si è mossa in relazione agli emendamenti di Imbastoni. Sulla politica della casa mi limito a dire che, da quello che si vede e che sperimentiamo, non c’è una seria politica della casa, non c’è in Italia, in Umbria e non può esserci qui. Speriamo che il governo si decida anche perché è questo uno dei problemi fondamentali per la sicurezza dei cittadini. In una parte della sinistra c’è un’idea sbagliata sulla politica della casa. Noi non pensiamo che chi ha una casa non va colpito. Pensavo che non ci dovessero essere dubbi sul senso delle modifiche apportate visto che si tratta di garanzie minime; ma che non si debba nemmeno considerare il criterio della stabilizzazione della propria vita sul territorio, mi sembra illogico; chi sta qui e lavora, entra in un percorso che lo può portare ad avere la casa. Avere la cittadinanza italiana o di un altro paese europeo, non deve essere un problema di per se. Siamo favorevoli alle modifiche proposte dalla Giunta e non agli emendamenti”.
Cons. Fabrizio Cortoni (Altra Città): “do atto del lavoro fatto e della ricerca di un criterio di equità e giustizia sociale nell’assegnazione di alloggi di edilizia popolare, tema complesso che ha reso necessarie delle correzioni. Faccio una osservazione all’emendamento di Imbastoni, nel senso che il criterio della residenza che duri da almeno dieci anni non sia di grande equità sociale, ma che debba essere superato da altri parametri. Approveremo il 1° emendamento e ci asterremo sul 2°”.
Cons. Marco Frizza (DS per l’Ulivo): “è un tema difficile quello della casa che va trattato nella dovuta maniera. Le modifiche proposte vanno nella direzione auspicata e tengono ben presenti le tre categorie, senza discriminazione. Le modifiche proposte rispondono puntualmente e correggono le necessità emerse dalla prima applicazione del regolamento, senza apportare altre modifiche. Auspico che l’Amministrazione sappia mettere in campo iniziative di edilizia agevolata e convenzionata sul territorio, oltre che quella popolare”.
Cons. Stefano Olimpieri (AN): “devo rilevare che regna molta confusione nel centro-sinistra perché due anni fa quando approvammo il regolamento, la maggioranza di fronte a un emendamento di Morcella che prevedeva la modifica delle quote lo bocciò, oggi però  presenta una modifica del regolamento che prevede quote addirittura più basse. Non c’è quindi una linea comune che la maggioranza può portare avanti sulla politica della casa. D’altra parte vanno anche tutelati i soggetti privati che hanno fatto investimenti e sacrifici per una casa modesta. L’ICI e l’abbattimento delle aliquote sulla casa, in tal senso, è un problema concorrente come lo è quello della sicurezza. Non è giusto oggi ragionare sulle quote, se uno è ben integrato al 100% deve avere i diritti di tutti, non si può ragionare come nelle riserve indiane. Va rivisto l’intero meccanismo dell’assegnazione delle case popolari”.
Cons.Maurizo Conticelli (Altra Città): “a me preme parlare del metodo. Il primo problema è quello che riguarda il metodo del lavoro delle commissioni consiliari e della condivisione ampia delle scelte, nel senso che se giungiamo ad esaminare rapidamente il regolamento a due giorni dal Consiglio, evidentemente c’è una carenza conoscitiva.  Invito l’Amministrazione ad agire coerentemente ai principi che enuncia, altrimenti si va allo scollamento tra amministrazione, Assemblea elettiva e comunità. La materia si prestava ad elaborare emendamenti o risoluzioni che potevano toccare ad esempio l’inserimento del consigliere comunale straniero aggiunto, dando priorità alla consulta degli stranieri, o l’occasione per elaborare un documento politico sul problema prioritario della casa, di cui anche la maggioranza sottolinea la carenza. Già nel 1998 all’atto dell’approvazione del nuovo PRG era evidente come lo strumento di pianificazione oltre agli sconquassi urbanistici che ha prodotto, era carente proprio nella politica della casa  per rivivificare il tessuto sociale cittadino; in realtà sono state perse occasioni incredibili. Imbastoni ha parlato di un articolo ‘leghista’  che è effettivamente è un po’ conservativo e che, anche a mio parere, andrebbe cancellato, perché alla lunga andrebbe a beneficio di tutti e che in altre realtà viene interpretato con altri riconoscimenti di punteggi. Alcuni limiti minimi inseriti nel regolamento rispondono al dettato normativo regionale, peraltro all’avanguardia su questo tema. Un regolamento che non è chiuso all’esterno, che contiene forti elementi di integrazione sociale, ciò nonostante la modifica del regolamento dopo due anni dall’adozione è indicativa. Pertanto, assumiamo una posizione equidistante sia dalla maggioranza che da altri soggetti, nel senso che si poteva fare meglio e lavorare in seno alle commissioni”. 
In sede di replica, l’Assessore Desideri ha dichiarato “un buon dibattito che la variazione al regolamento meritava per i suoi contenuti positivi rispetto al documento approvato due anni fa, anni che non sono pochi per la rivisitazione e che rappresentano elemento di democrazia. L’Amministrazione cerca di essere propositiva nell’attuazione delle leggi che deve applicare. Non discriminiamo, ma mettiamo in atto le basi della Legge Regionale che pone i Comuni nella condizione di ottimizzare. Con questo regolamento si da maggiore  equità e giustizia sociale”.

Per dichiarazioni di voto:
Cons. Gambetta: “un dibattito interessante ma quando ci occupiamo di questi temi c’è sempre chi travalica pensando di avere una sensibilità superiore. Plauso all’Ufficio Casa che in queste settimane ha consegnato venti alloggi in località ‘le Conce’, alloggi all’altezza di questa definizione Perché allora far emergere diversità di sensibilità? Le case vengono assegnate in base ad una commissione di esperti, di legali ed uffici. Nel regolamento ci sono concetti importanti come quello di non creare più promiscuità familiare, o quello sui minori. L’Umbria non è ultima a nessuno su questa materia, il fatto che si investa sugli alloggi è la risposta migliore e più concreta”.
Cons. Imbastoni: “la Commissione sull’argomento è iniziata tardi e si è conclusa tardi. Da parte mia non voglio attentare alla casa di nessuno, ma voglio solo ricordare che due anni fa non passò un emendamento che oggi addirittura è peggiorativo”.
Cons. Piccini: “è vero, la commissione non si è svolta nel migliore dei modi, ma è anche scorretto che alcuni consiglieri vengano in commissione facendo poi mancare il numero legale, personalmente sono restato a presiedere la commissione. Approvo il regolamento”.
Cons. Conticelli: “Piccini ha motivato l’incertezza dei lavori della commissione, rimane il fatto della questione di metodo. Apprezziamo il lavoro fatto dall’Amministrazione, è un regolamento sicuramente avanzato e possiamo farne motivo di orgoglio, restiamo comunque con degli interrogativi. Rinnovo le valutazioni sulle previsioni del PRG e la mancata politica abitativa dell’Amministrazione”.
Cons. Barbabella: “siamo favorevoli all’atto e contrari agli emendamenti per le ragioni già dette. Sulle case di Corbara, trovo incomprensibile che ci siano ritardi, spero che la questione sia risolta quanto prima. Sul concetto di residenza  ripeto che si premia la stabilizzazione della popolazione del territorio, non già una scelta tendente all’esclusione, piuttosto all’inclusione. Dobbiamo poi essere più attenti agli interventi possibili sul centro storico e sono d’accordo che si deve stare attenti ad una politica della casa che favorisca i ceti meno abbienti. Penso che provvederemo e che non siamo affatto insensibili; penso inoltre che la politica della casa si fa con il PRG ma soprattutto con politiche complessive del governo e della regione. L’atto che votiamo non risolve nessuno dei grandi problemi che ci sono, da solo un quadro più equilibrato e rispettoso delle norme regionali, complessivamente una proposta equilibrata”. 
Cons. Olimpieri: “il problema della casa c’è ed è reale e va affrontato con strategie organiche in raccordo con le politiche sull’immigrazione, con le norme sui diritti e doveri, e in linea con il tema della sicurezza per gli italiani e gli stranieri. La vera integrazione si fa abbattendo queste quote, le case vanno date a chi è regolare, lavora e paga le tasse ed è pienamente integrato. L’emendamento bocciato due anni fa era molto più aperto di quello che oggi la maggioranza propone. In realtà al centro-sinistra la questione casa interessa poco, altrimenti avrebbe fatto interventi come quello di Corbara. Voto contro l’atto e contro gli emendamenti di Imbastoni.

  










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