Al Premio per i Diritti Umani "Città di Orvieto", Edizione 2007.
COMUNICATO STAMPA n. 272/07 G.M. del 10.05.07 Umberto Eco. Premio Internazionale per i Diritti Umani “Città di Orvieto” 2007.
Il Premio Internazionale per i Diritti Umani “Città di Orvieto” è istituito ed organizzato dal Comune di Orvieto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e viene attributo, ogni anno, a soggetti ed organizzazioni che si sono distinti nella difesa dei diritti umani e per il quale il Premio sia di supporto alla prosecuzione dell’opera. Il vincitore, al momento della consegna del premio che consiste nella somma di 10.000,00 Euro, è tenuto ad indicare l’Organizzazione non governativa cui ritiene di destinare il fondo, specificandone l’utilizzo.
La finalità del Premio è, dunque, quella di intensificare l’impegno, volto a salvaguardare i diritti umani, nell’ambito del quale un ruolo indispensabile deve essere svolto anche dalle comunità locali, non solo dalle autorità politiche nazionali ed internazionali.
La Giuria del Premio è presieduta dal Prof. Giovanni Conso, Presidente Emerito della Corte Costituzionale e attuale Presidente dell’Accademia dei Lincei ed è composta da: Gaetano Silvestri - docente di Diritto costituzionale all’Università di Messina, Clelia Piperno - docente all’Università di Teramo, Clara Sereni - scrittrice, Staffan de Mistura - Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’O.N.U. per il Sud del Libano, Stefano Mocio - Sindaco di Orvieto, Stefano Cimicchi - Presidente Centro Studi Città di Orvieto.
Umberto Eco: lo scrittore italiano vivente in assoluto più noto nel mondo
Critico, saggista, scrittore e semiologo di fama internazionale, Umberto Eco è nato ad Alessandria il 5 gennaio 1932. Nel 1954 si è laureato, all’età di 22 anni, all’Università di Torino, con una tesi sul pensiero estetico di Tommaso d’Aquino. Dopo aver lavorato dal 1954 al 1959 come editore dei programmi culturali della Rai, negli anni Sessanta ha insegnato prima, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Milano, poi, presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze ed infine presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Inoltre, ha fatto parte del Gruppo 63, rivelandosi un teorico acuto e brillante.
Dal ‘59 al ‘75 ha lavorato, presso la casa editrice Bompiani, come senior editor. Nel 1975 è nominato professore di Semiotica all’Università di Bologna. Presso questa università, negli anni 1976/‘77 e 1980/‘83 ha diretto anche l’Istituto di Discipline della Comunicazione e dello Spettacolo.
È stato insignito di molti titoli onorifici da parte delle università di tutto il mondo, presso le quali ha tenuto diversi corsi. Dal 1989 è presidente dell’International Center for Semiotic and Cognitive Studies, e dal 1994 è presidente onorario dell’International Association for Semiotic Studies, di cui negli anni precedenti è stato segretario generale e vicepresidente. Dal 1999 è inoltre presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici, presso l’Università di Bologna.
Ha collaborato con l’Unesco, con la Triennale di Milano, con l’Expo 1967 - Montreal, con la Fondation Européenne de la Culture, e con molte altre organizzazioni, accademie, e testate editoriali nazionali e internazionali.
Numerose sono poi le sue collaborazioni, non solo a quotidiani (II Giorno, La Stampa, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Manifesto) e a settimanali (L’Espresso), ma anche a periodici artistici e intellettuali (Quindici, Il Verri, ed altri). Ha svolto indagini in molteplici direzioni: sulla storia dell’estetica, sulle poetiche d’avanguardia, sulle comunicazioni di massa, sulla cultura di consumo, ecc. Spaziando dall’estetica medievale alla semiotica ai vari codici di comunicazione artistica, la sua produzione saggistica appare, dunque, estremamente varia e vasta.
Negli anni Sessanta ha pubblicato, oltre ad uno dei testi di maggior rilievo per le poetiche della neoavanguardia, Opera aperta (1962), Diario minimo (1963), Apocalittici e integrati (1964), Le poetiche di Joyce (1965, edizione rivista della II parte di Opera aperta), La struttura assente e La definizione dell'arte (1968).
Negli anni Settanta escono: Le forme del contenuto (1971); Il segno, Il costume di casa e Beato di Liébana (1973); il Trattato di semiotica generale (1975) un punto fermo per lo sviluppo delle ricerche semiotiche; ed inoltre Il superuomo di massa (1976, II ed. accresciuta 1978). Nel 1977 ha pubblicato Dalla periferia all'impero, e Come si fa una tesi di laurea; mentre nel 1979 esce Lector in fabula, in cui si pone l’accento sul rapporto autore-lettore nell'ambito della letteratura di consumo.
Nel 1980 ha esordito nel campo della narrativa con il romanzo dal clamoroso successo internazionale Il nome della rosa, a cui segue nel 1988 un secondo romanzo Il pendolo di Foucault. Sempre negli anni Ottanta ha dato alle stampe Sette anni di desiderio (1983), Semiotica e filosofia del linguaggio (1984), Sugli specchi e altri saggi (1985), Arte e bellezza nell'estetica medioevale (1987) e Lo strano caso della Hanau 1609 (1989). È inoltre del 1983 la brillante traduzione degli Esercizi di stile di R. Queneau. Negli anni Novanta ha proseguito la sua intensa attività con I limiti dell’interpretazione (1990); Stelle e stellette e Vocali (1991), Il secondo diario minimo, Interpretation and overinterpretation (1992), e La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea (1993). Nel 1994, oltre al volume Sei passeggiate nei boschi narrativi (ciclo di conferenze tenuto alla Harvard University nel 1993), è uscito il suo terzo romanzo L’isola del giorno prima. Negli ultimi anni del secolo scorso, sono stati pubblicati Cinque scritti morali e Kant e L’ornitorinco (1997), Tra menzogna e ironia (1998), e La bustina di Minerva (1999). Tra i romanzi più recenti vi sono Baudolino (2000) e La misteriosa fiamma della regina Loana (2004).
Il 14 ottobre 2003, Umberto Eco è stato insignito dal presidente della Repubblica francese, Jacques Chirac, del titolo di ufficiale della Legion d’Honneur.