Domani sarà formalizzato il conferimento delle deleghe, che saranno riorganizzate e ridistribuite in seno alla Giunta.
Le valutazioni del Sindaco, sugli scenari politico-amministrativi per l’azione di governo fino alla fine della consiliatura.
COMUNICATO STAMPA n. 254/07 G.M. del 08.05.07 Pirkko Peltonen Rognoni, Giuseppe Maria Della Fina, Pier Paolo Vincenzi, questi i nuovi Assessori in quota DS nella Giunta del Sindaco, Stefano Mocio.
· Il Sindaco, li ha anticipati oggi alla stampa precisando che nella giornata di domani formalizzerà il conferimento delle deleghe, che saranno riorganizzate e ridistribuite in seno alla Giunta ma anche aggiornate nella denominazione rispetto a quelle originarie del 2004.
· Dice il Sindaco: “Il criterio seguito è quello di rinvigorire la Giunta, privilegiare il profilo tecnico, confermare la volontà di mantenere una presenza equilibrata di donne, uomini e giovani in seno all’Esecutivo” .
· Le valutazioni di carattere politico e gli scenari dell’azione di governo fino alla fine della consiliatura.
A metà pomeriggio di oggi, il Sindaco Stefano Mocio ha anticipato alla stampa, i nomi dei nuovi Assessori in quota DS che nella giornata di domani - una volta compiuta l’ultima verifica di consenso con i diretti interessati ed espletati tutti gli atti formali dell’attribuzione delle deleghe individuali – siederanno nella Giunta Comunale. Subito dopo l’insediamento della Giunta e nel pomeriggio la comunicazione al Consiglio Comunale già convocato.
Le deleghe subiranno necessariamente una rivisitazione complessiva, ha annunciato il Sindaco, in quanto si andrà ad una riorganizzazione e ridistribuzione delle stesse nel senso che ne verranno creare anche di nuove e saranno rideterminate quelle passate, rendendole più funzionali rispetto al 2004 e agli indirizzi emergenti in ambito generale.
“Dopo aver vagliato diverse opportunità tutte estremamente valide, e di questo ringrazio i DS che hanno fornito un’ampia rosa di soggetti, mostrando apertura nei confronti del Sindaco per ricercare le soluzioni più adeguate – ha precisato il Sindaco, Stefano Mocio – nella giornata di domani, mi appresto a convocare Pirkko Peltonen Rognoni finlandese ma da 40 anni in Italia, una personalità di spicco della cultura italiana e straniera, ormai anche cittadina orvietana, impegnata nel campo della formazione e della ricerca a cui proporrò l’Alta Formazione e l’Università per rafforzare il ruolo della Fondazione Centro Studi Città di Orvieto a livello nazionale ed internazionale, Giuseppe Maria Della Fina personaggio conosciutissimo e dalle molteplici esperienze maturate in campo culturale che insieme con Peltonen potrà dare un sicuro contributo proprio nella direzione del cultura-turismo che secondo la nuova impostazione data dall’Unione Europea costituiscono ormai un binomio inscindibile. Con la nomina ad Assessore, Giuseppe Della Fina lascia la Presidenza dell’Istituto Storico Artistico Orvietano che ha tenuto per nove anni e il Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Orvieto Carta Unica dove era presente in rappresentanza della Fondazione per il Museo ‘C. Faina’, resterà invece direttore scientifico di questa Fondazione ma lascerà le mansioni di organizzazione e coordinamento del personale. A Pier Paolo Vincenzi un giovane laureando in Ingegneria Elettronica, anche musicista, proporrò invece la delega allo Sviluppo Economico. Vi saranno degli adeguamenti nella distribuzione generale delle deleghe: in questo momento di difficoltà il Sindaco continuerà ad impegnarsi su settori che già segue direttamente, evitando che i nuovi assessori che non hanno esperienza diretta partitica e politica, possano essere investiti dalle situazioni più complesse. In questo senso il Sindaco darà una mano in prima persona rispetto al Bilancio e all’Organizzazione interna del Comune. Vi saranno poi alcune deleghe innovative per l’Assessore Tonelli insieme con lo Sport, e all’Assessore Capoccia l’incarico di Vice Sindaco, la conferma ai LL.PP. e forse altre deleghe. In conclusione, il criterio ispiratore di questa compagine di Giunta è quello di rinvigorire l’Esecutivo, evidenziare il profilo tecnico e confermare la volontà di mantenere una presenza equilibrata di donne, uomini e giovani in seno alla Giunta. In questo senso, rispetto al concetto della Pari Opportunità, le donne presenti nella Giunta potranno meglio lavorare all’auto-produzione di un progetto complessivo e concreto da inserire nel programma del Sindaco. La volontà è quella, dunque, di rafforzare un approccio liberale nella gestione della città, ci sarà un cambio di passo finalizzato alla crescita e alla maturazione della città stessa nella direzione della compiutezza della democrazia”.
“Nessuno, intellettualmente onesto – ha aggiunto il Sindaco, riflettendo sulla situazione politico amministrativa - può negare le forti difficoltà che questa prima parte della sindacatura ha dovuto superare e spesso subire perché indipendenti dalla volontà del Sindaco. Nei primi due anni ci sono stati, infatti, aspetti che hanno concorso in maniera seria a queste difficoltà. Sono innegabili le fibrillazioni della politica, soprattutto dentro il partito di maggioranza relativa che ha fatto vivere in quel contesto una fase molto difficile dettata da stravolgimenti della vita politica ma anche spesso e purtroppo da personalismi. Così come è innegabile la situazione del bilancio che l’Amministrazione Comunale si è accollata il complesso compito di rimettere in ordine, alla luce della necessità di doverlo fare principalmente a causa del venir meno di cospicue entrate meramente straordinarie che negli esercizi precedenti avevano sovradimensionato le Casse Comunali e che superavano e superano temporalmente la durata di questa consiliatura. Ci è toccato il compito di ristabilire le poste di bilancio ricollocandole al proprio posto. Non è stato semplice ma oggi abbiamo una situazione di maggior controllo del bilancio comunale. Nei tempi previsti dalla normativa abbiamo, tutte le condizioni per risanarlo e la possibilità di stabilizzarlo attuando il pacchetto di sviluppo annunciato nell’ultimo Consiglio Comunale in occasione dell’approvazione del preventivo”.
“La discussione di questi giorni all’indomani delle annunciate dimissioni di due Assessori – ha proseguito il Sindaco - non a caso non si è incentrata sui nomi dei sostituti, ma sul fatto se questa città e questa maggioranza avevano le condizioni di realizzare le scelte che erano state inserite nell’aggiornamento delle linee di indirizzo del programma di governo del Sindaco approvate tra la primavera e l’estate scorsa. A tutti i vari interlocutori, io ho sottolineato il fatto che per noi era fondamentale – prima di discutere di nomi e di soluzioni - affrontare e risolvere due questioni preliminari: 1) il tema del patrimonio (con la Regione dell’Umbria) e 2) il ciclo dei rifiuti (con la Provincia di Terni e la Regione Umbria insieme). Questo intendevo quando in una mia ultima dichiarazione in cui richiamavo tutti alla responsabilità, dissi della necessità di attivare oltre ai tavoli di confronto locale e provinciale, un Tavolo Regionale. Questo è avvenuto in questi giorni e si è concretizzato proprio venerdì scorso a Perugia dove con la Regione dell’Umbria e ASL abbiamo considerato di dare seguito all’attuazione del Palazzo della Salute nell’ex mensa Piave. Un aspetto fondamentale sul quale abbiamo insistito molto, sia perché ci permette di portare avanti la strategia della riqualificazione e del risanamento del complesso dell’ex caserma, sia perché anche il tema delle strutture sanitarie è fortemente sentito nel territorio in termini di spazi, ambulatori e di servizi adeguati. Altro tema fondamentale è il ciclo dei rifiuti. Sappiamo bene che negli ultimi 3 anni sono venuti meno 6 milioni di euro provenienti dalla Discarica. Non abbiamo chiesto ne siamo interessati ad ospitare nuove emergenze nazionali, ma siamo interessati che a questo impianto venga riconosciuto il ruolo che gli spetta nell’ambito del Piano Regionale dei Rifiuti, riconoscendo ad esso il ruolo di impianto industriale a tutti gli effetti con la possibilità di lavorare nel medio periodo per chiudere su Orvieto il ciclo dei rifiuti. Con la realizzazione, a giorni, dell’ATO Rifiuti, la Discarica sarà dell’Ambito territoriale ottimale. Non solo il riconoscimento dell’agio ambientale seppure importante per migliorare la situazione del bilancio nell’ottica della sua stabilizzazione, dunque, ma un ragionamento complessivo che torna a vedere l’Amministrazione Comunale titolare dell’autorizzazione all’esercizio della Discarica. E’ questo un altro aspetto fondamentale su cui mi sono personalmente battuto, che significa avere un controllo più democratico e diretto degli amministratori e della città, con la possibilità di verifica annuale al 31 dicembre, perché nessuno può pensare ad un utilizzo errato dell’impianto onde garantirne la giusta durata. In ambito umbro si può avere così una gestione organica, controllata e misurata alle economie di scala. Ritengo che se lavoreremo bene, con queste certezze di fondo, iniziando nel 2007 la stabilizzazione del bilancio e chiudendo nel 2008 il risanamento dello stesso - perché ci sono le condizioni per farlo - allora si potrà ragionevolmente pensare alla riduzione della tasse a partire da gennaio 2008”.
“Sulle fibrillazioni politiche funzionali alle lotte interne non voglio entrare – ha proseguito Mocio - ma in questo periodo nei confronti del Sindaco ci sono stati degli attacchi, addirittura si è arrivati a dire che, insieme a pochi soggetti, io sarei in grado di seguire l’intera Amministrazione. Io rispondo che: 1) sarebbe grave e sarebbe una emergenza democratica se al posto dei segretari di partito, il Sindaco in piena solitudine intrattenesse rapporti non con i soggetti politici legittimati dal popolo, ma con portatori di interessi specifici; 2) questo continuerà a non avvenire perché il Sindaco deve rispondere degli interessi generali dei cittadini. E’ vero, in alcuni occasioni abbiamo avuto un ‘corto circuito politico’ come da altri è stato definito, ma nel senso che le decisioni assunte dalla Giunta Comunale in alcune occasioni non sono state fatte proprie dai gruppi consiliari. In questi casi la Giunta non può arroccarsi dietro posizioni politiche che non sono accettabili all’interno di quell’organismo ma deve cercare di capire perché la Giunta stessa non riesce a rappresentare la volontà di quanti sono eletti dal popolo e che hanno un ruolo che deve essere rispettato da tutti. Ho scelto di non intervenire troppo in questi giorni, ma ho richiamato alla sensibilità istituzionale necessaria in questi momenti. Non sono intervenuto per non partecipare alla solita ridda di voci che poi alla fine travolge anche gente che non fa parte del mondo della politica, e poi perché mi è stato sempre insegnato che non si deve stare sempre dietro alle dinamiche politiche che per loro natura sono in continuo movimento. Un amministratore deve fare l’amministratore, e questo abbiamo fatto, affinando le linee di indirizzo, aggiornando e finanziando le tante cose concrete che stanno arrivando a compimento. Dopo il ‘ritiro’ che farò insieme alla nuova Giunta e ai Dirigenti presenteremo i singoli progetti, dimostrando che malgrado i tentativi di innalzare polveroni ci sono cose concrete che presenteremo alla città, parlandone con i cittadini, nelle frazioni. Diversamente, quindi, da come qualcuno pensava invocando di portare la crisi in Consiglio Comunale, come se un’Amministrazione Comunale fosse il Parlamento. Qui c’è una maggioranza. Le fibrillazioni forse non saranno finite, ma abbiamo di fronte una fase più fattiva e non per fare due-tre cose minime del programma di governo, ma per fare e portare a compimento le decine di progetti cantierati e finanziati. I problemi possono venire dalla scomposizione e ricomposizione del quadro politico, ma io auspico l’unità dell’Unione; allora la politica deve aprire un dibattito cittadino su questi temi ma fuori dal Consiglio Comunale, perché le scomposizioni e ricomposizioni politiche devono essere discusse fuori e non finire per bloccare l’attività amministrativa e l’attuazione delle linee di governo. Diversamente, sì che ci sarebbe il corto circuito istituzionale ed aumenterebbero le difficoltà! Il dibattito deve servire a rafforzare l’Unione non solo a sinistra della coalizione ma al centro, tra i moderati interessati al quadro politico che cambia. Penso e spero che finiscano le fibrillazioni politiche in virtù di maggiori equilibri in seno ai gruppi, tesi al superamento delle difficoltà”.
“Sul fronte amministrativo abbiamo aperto un confronto – ha osservato - nella seconda parte della legislatura punteremo a sviluppare il concetto di partecipazione, molto più complicato forse di fare una strada o un’opera è pubblica se partiamo da alcuni dati come quello che poco più dell’1,8% in Italia partecipa attivamente alla vita politica dei partiti, e non più del 5% scenderebbe in strada a sostegno di certe posizioni. In questo senso, abbiamo verificato alcune esperienza in Italia e altre le individueremo esplicitamente nelle deleghe assessorili. C’è poi la questione attinente ai diritti e doveri di tutti, dell’Amministrazione Comunale e dell’imprenditoria. Dico questo perché l’imprenditoria non può più permettersi di perdere tanti fondi del Docup che non sono stati intercettati. Serve cioè un ragionamento complessivo che tutti dobbiamo fare. Il turismo è una grande risorsa, accanto al volano pubblico spero che alcuni grandi eventi vengano fatti propri dal mondo dell’impresa, del commercio, dell’artigianato. Tutti insieme possiamo fare molto. Al di là delle schermaglie iniziali, il primo confronto che abbiamo effettuato il 3 maggio scorso, potrà portare a dei risultati, tant’è che abbiamo deciso di lavorare a tavoli tematici specifici. Il programma di governo non va modificato è stato aggiornato lo scorso anno, lo abbiamo solo riposizionato negli atti che lo stanno attuando. E direi che siamo molto più avanti di quello che si vorrebbe far credere. Voglio ringraziare convintamene e non formalmente Carlo Carpinelli e Teresa Manuela Urbani per il lavoro svolto in questi anni in Giunta. Le loro sono state dimissioni volontarie non volute dal Sindaco, anzi più volte ho chiesto loro di ripensare questa decisione. Con Carpinelli non c’è alcuna difficoltà di rapporto tant’è che rientrerà in Comune con un ruolo importante nella dirigenza dell’Ente e con Teresa Urbani, abbiamo lavorato bene insieme, con risultati importanti per la gestione dell’Associazione Te.Ma., come importante è stato, peraltro, il risultato di gestione della Farmacia Comunale. Ma di questi fatti positivi in questo periodo purtroppo non si è parlato”.
“Le prossime scadenze che ci attendono sono rilevanti a cominciare dalla Caserma Piave – ha concluso il Sindaco – su cui ho maturato una idea personale che appena ricostituita la Giunta sottoporrò agli altri amministratori. In sintesi, a conclusione dello studio che ho effettuato, ho approfondito e visionato casi concreti esistenti in altre parti d’Italia. Sono giunto alla personale conclusione che si debba rovesciare il ragionamento sulla caserma con un approccio molto più liberare nel senso che non possiamo porci sul mercato del cosiddetto pre-marketing dicendo al mondo dell’economia e dell’impresa cosa fare. Rovesciare significa ad esempio che, il lavoro fatto nel business plan aveva un limite sovraordinato, e che serve un approccio a livello di pre-marketing libero, da farsi in pochi mesi, con due strumenti: un gruppo critico capace di predisporre alcune idee da proporre al mercato, una sorta di gruppo di staff del Sindaco composto da esperti che - a titolo gratuito in quanto orvietani o cittadini che vivono ad Orvieto e che amano questa città - danno un contributo fattivo, ad esempio il concittadino Gianni Stella che ha già lavorato alla riconversione dei Mercati Generali di Roma e, dall’altro, RPO che proporrà la partecipazione di tutta la città partendo dagli Ordini professionali fino ad arrivare ad ogni momento organizzato o ai singoli cittadini, sull’esempio di quanto è avvenuto a Trieste, al fine fare chiarezza sul piano architettonico di quello che è il complesso della caserma Piave, un bene tutelato dalla legge, rapportato alla realtà di Orvieto e del centro storico. Questa fase di pre-marketing dovrà essere subito seguita dalla variante al PRG/Operativa che indicherà quante funzioni saranno seguite all’interno della caserma Piave riconducibili alle linee approvate per la riqualificazione del centro storico. Poi, sarà possibile fare la gara ad evidenza pubblica da parte del Comune, con un lotto unico o più lotti a seconda di quello che sarà emerso dal mercato e che garantirà una visione unitaria dell’intervento senza frammentazioni. Ci sono tempi certi sulla variante al PRG/Operativo e ci sono le condizioni per fare l’operazione entro questa legislatura. Dall’analisi che ho potuto effettuare in questo periodo, ho escluso il fondo immobiliare regionale e la scelta cade sull’intervento cittadino; perché la caserma è grande per alcuni tipi di investimento ma è piccola per altri. Il fondo regionale non sarebbe possibile in questi casi, perché la città non può perdere il controllo di questo bene, ma deve partecipare in tempi certi e lo strumento della gara ad evidenza pubblica per i beni pubblici non ha procedure immensamente lunghe. E’ sbagliato, inoltre, impostare il ragionamento in termini di alienazione o non alienazione, perché è più utile ragionare in termini di approccio misto e cioè: funzioni che hanno responsabilità pubblica e funzioni di business che devono avere un approccio imprenditoriale puro. Anche per l’area direzionale, si può ragionare per una parte ristrutturata e locata, portando denaro fresco da immettere nelle partite correnti del Comune”.