Gli indicatori di presenze e l'analisi della fruizione dei beni culturali cittadini nell'ultimo ponte d'aprile, confermano la validità del connubio: cultura, turismo, enogastronomia.
COMUNICATO STAMPA n. 249/07 G.M. del 07.05.07 Ulteriore conferma alla validità del connubio fra le direttrici: cultura, turismo, enogastronomia.
· Anche la seconda edizione 2007 delle “Domenicheslow” chiude con un bilancio soddisfacente.
· I dati del Pozzo di San Patrizio, Cappella di San Brizio, Museo dell’Opera del Duomo e di “Orvieto Carta Unica” in occasione dell’ultimo weekend “slow” del 29/30 aprile e 1° maggio.
La scommessa dello sviluppo del territorio orvietano che si muove sulle direttrici della cultura, dell’industria turistica e dell’enogastronomia trova nuova conferma anche dalla recente positiva conclusione della seconda edizione delle “Domenicheslow 2007”.
In questi giorni gli uffici preposti al monitoraggio dei flussi turistici stanno completando la ricognizione dei vari indicatori di presenze e l’analisi della fruizione dei beni culturali inseriti nelle proposte della stagione turistica da poco avviata.
Ne emergono dei risultati apprezzabili e significativi, ad esempio: al Pozzo di San Patrizio dove in una domenica qualsiasi come quella del 22 aprile sono stati venduti 988 biglietti, nella sola giornata di domenica 29 aprile ne sono stati venduti 2.324, 1.689 nel “ponte” del 30 aprile e ancora 2.312 nel giorno del 1° maggio, praticamente le giornate coincidenti con l’ultimo appuntamento annuale con le “Domenicheslow” nel quale i turisti e i residenti hanno potuto beneficiare della pedonalizzazione della città e quindi della piacevolezza del vivere slow.
La Cappella San Brizio in Duomo e il Museo dell’Opera del Duomo non sono stati da meno in quanto dal 29 al 1° maggio sono stati venduti complessivamente 2.144 biglietti e ancora, la Carta Orvieto Unica comprensiva di tutti i monumenti cittadini e dei servizi di mobilità, dal 29 aprile al 1° maggio ha venduto 350 biglietti anche in questo caso molti di più rispetto ad un qualsiasi altro fine settimana.
Una riconferma, dunque, che l’Orvieto “Città Narrante” che si racconta attraverso la sua storia secolare ma anche attraverso la modernità e la capacità di poter dare risposte ai tempi correnti, come città dimensionata al buon vivere, è un messaggio che trova riscontri oggettivi.