Fa capo al progetto LIFE-COEX della Comunità Europea e punta alla riduzione dei conflitti e dei costi sostenuti per il risarcimento dei danni subiti dall'agricoltura.

COMUNICATO STAMPA n. 398/05 G.M. del 19.07.05 IL LUPO: Interessa anche le campagne del Comprensorio Orvietano la diffusione - a cura dell’Istituto di Ecologia Applicata di Roma - del questionario sulle opinioni ed il livello d’informazione della popolazione residente nei confronti del lupo, ricerca cofinanziata dalla Comunità Europea, a cui collaborano la Regione dell’Umbria, le Province di Perugia e Terni e gli Enti territoriali. · L’Europa e l’Italia centrale impegnate a migliorare la coesistenza tra grandi carnivori e l’agricoltura. Si sta completando, in queste settimane di luglio nelle campagne dell’Orvietano, l’indagine conoscitiva realizzata dall’Istituto di Ecologia Applicata di Roma, finalizzata a verificare il livello di informazione delle popolazioni residenti nei confronti del lupo, secondo gli obiettivi del progetto LIFE-COEX avviato a metà del 2004, e cofinanziato dalla Comunità Europea per circa 3 milioni di Euro, Il progetto gestito dall’Istituto di Ecologia Applicata di Roma titolare del programma, è articolato in tre azioni principali all’interno delle quali sono sviluppate attività di ricerca, gestione e sensibilizzazione ed interessa il Portogallo, la Spagna, la Francia, L’Italia, la Grecia e la Croazia e, relativamente all’Italia una particolare rilievo assume per quelle aree di intervento definite in prevalenza montuose e caratterizzate da allevamenti estensivi di pecore: i parchi nazionali del Gran Sasso, dei Monti della Laga, d’Abruzzo, Lazio Molise e della Majella, nonché l’ampio corridoio naturale lungo l’Italia Centrale, importante centro vitale per i grandi carnivori, fra cui l’Umbria area in cui negli ultimi anni si è assistito ad una espansione degli esemplari di lupo e dove, negli ultimi anni, gli allevatori avevano abbandonato qualsiasi tecnica di protezione degli animali allevati.Responsabile del Progetto per l’Istituto di Ecologia Applicata è la Dott.ssa Annette Mertens e la ricerca viene condotta attraverso un approccio partecipatorio al fine di migliorare le condizioni giuridiche e socio-economiche indispensabili per uno sviluppo agricolo che si armonizzi con l’esigenza di conservazione dei grandi carnivori nelle principali aree geografiche dell’Europa del Sud. L’attività di somministrazione dei questionari, che ha avuto inizio alla fine di aprile è svolta sul campo da Francesca della Rocca e Fabiana Panchetti, biologhe coordinate dal Dott. Simone Ricci, zoologo, studioso del lupo e ricercatore dell’Istituto di Ecologia Applicata. I questionari, articolati in 5 sezioni (indagine sul livello di conoscenza del lupo, sulla opinione relativa alla presenza del lupo in Umbria, sul rilievo/danno economico che la presenza del lupo causa agli allevatori e sull’efficacia degli strumenti attuali per risolvere il problema, informazioni personali) sono somministrati ad una popolazione di circa 400 persone, in misura proporzionale al numero di abitanti delle due Province di Perugia e Terni e mirano a chiarire la percezione che la popolazione del territorio delle Province ha sulla presenza del lupo in quelle zone e sui problemi connessi, soprattutto in relazione al rapporto tra questo canide, le altre specie e l’agricoltura. Le Province di Perugia e Terni sono partner attivi del Progetto, insieme agli enti parco interessati e agli Enti territoriali, fra cui i Comuni (l’iniziativa è partecipata dal Comune di Orvieto / Assessorato all’Ambiente). La partecipazione al progetto delle Amministrazioni Provinciali e dei Parchi Nazionali è importante anche in relazione alle attività venatorie in ambito regionale e alla definizione dei Piani provinciali di caccia, laddove il progetto LIFE-COEX contribuisce alla gestione delle risorse faunistiche finalizzata alla conservazione e gestione del patrimonio naturalistico. Il progetto è basato: - sull’applicazione e sull’uso di efficaci sistemi di prevenzione, ovvero saranno fornite agli allevatori recinzioni elettriche e cani da guardiana nonché informazioni e supporto sul loro corretto uso; queste attività saranno il risultato di un monitoraggio costante derivante dall’analisi degli strumenti di prevenzione e della cause di vulnerabilità evidenziate dalle aziende agricole; - sulla definizione ed applicazione, in collaborazione con le Autorità responsabili, di misure di risarcimento e di compensazione più efficaci rispetto a quelli attuali; - sulla rilevazione e la raccolta in uno specifico database, di dati che permettono l’elaborazione di un modello per l’individuazione delle aree con la maggiore potenzialità di conflitto. L’aspettativa finale del progetto è la riduzione dei conflitti e dei costi sostenuti per il risarcimento dei danni subiti dall’agricoltura, a fronte di una spesa modesta per l’acquisto e la gestione degli strumenti di prevenzione, la crescita della conoscenza e della preparazione degli operatori locali e delle autorità sui benefici economici e sul valore in termini socio-economici di una migliore coesistenza tra agricoltura ed animali selvatici.
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