Iniziati una serie di incontri di lavoro per fare il punto sui lavori effettuati, in vista dell'incontro che si terrà ad Orvieto con i Parlamentari eletti in Umbria chiamati a sostenere la richiesta di rifinanziamento finalizzata alla manutenzione degli interventi e all'attività dell'Osservatorio permanente.
COMUNICATO STAMPA n. 395/05 G.M. del 15.07.05Al lavoro amministratori e tecnici dei Comuni di Orvieto e Todi e della Regione dell’Umbria per sostenere ed ottenere il rifinanziamento della Legge Speciale.
Il 30 giugno scorso, in occasione della presentazione dei risultati dell’attività del SIOR Sistema Informativo dell’Osservatorio Rupe, era stata anticipata dal Sindaco dei Orvieto, Stefano Mocio la necessità di giungere al rifinanziamento della Legge Speciale e, martedì scorso, si è svolto a Todi il primo di una serie di incontri di lavoro fra i Sindaci, Mocio e Marini, gli amministratori e i tecnici dei due Comuni con i tecnici del Servizio Geologico della Regione Umbria.
Il primo incontro è servito a fare il punto della situazione dei lavori effettuati e degli interventi rimasti fuori dal progetto iniziale di consolidamento e martedì prossimo, ne seguirà un altro presso gli uffici regionali, nel quale saranno definiti tutti gli interventi a verrà stilato il documento che, prossimamente, ad Orvieto, sarà sottoposto all’attenzione dei parlamentari eletti in Umbria che sono chiamati a sostenere la richiesta di rifinanziamento della Legge Speciale per Orvieto e Todi allo scopo di salvaguardare l’esperienza importante realizzata in questi anni nelle due città umbre, ma ancora destinata a dare importanti frutti.
Come noto, la legge 545/87 per il consolidamento definitivo della Rupe di Orvieto e del Colle di Todi, oltre a stanziare i fondi necessari per l’esecuzione degli interventi, chiedeva di realizzare “sistemi di costante monitoraggio e vigilanza” che la Regione Umbria ha prontamente attivato istituendo l’Osservatorio Rupe per il controllo e la manutenzione permanente della Rupe di Orvieto e del Colle di Todi.
L’Osservatorio consta di una rete di strumenti e di punti di controllo su cui vengono effettuate misure idrologiche, geotecniche e topografiche al fine di programmare e coordinare le attività di controllo e manutenzione delle opere di consolidamento e dei manufatti realizzati, ma anche di studio ed archiviazione dei dati e delle misure che provengono dalla strumentazione installata al fine di indirizzare i successivi interventi. Attraverso il SIOR Sistema Informativo dell’Osservatorio Rupe sono connesse tutte le banche dati, gli archivi informatizzati, le mappe degli interventi di consolidamento già realizzati nonché i risultati delle attività di monitoraggio del territorio per una corretta e costante manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere realizzate.
La manutenzione è l’obiettivo principale del rifinanziamento della Legge. Infatti, se l’Osservatorio è ritenuto la risposta moderna del XX secolo all’esigenza di mantenimento di un’opera della natura (la Rupe) soggetta a mutamenti e trasformazioni che vanno elevate alla conoscenza scientifica, e se l’Alta Scuola ne è una branca operativa volta a trasmettere a livello nazionale e internazionale il grande patrimonio di opere attuate a quanti sono chiamati a gestire problemi analoghi, allora tutta l’attività dell’Osservatorio va a sua volta tutelata e non può correre il rischio di essere vanificata dalla mancanza delle risorse disponibili.
Di qui l’esigenza manifestata dai governi locali e dai tecnici di dare seguito, attraverso il rifinanziamento della Legge Speciale, a questa esperienza tecnico-scientifica avanzata che ha permesso di esportare conoscenze importanti connesse alla difesa del suolo.
Amministratori e tecnici stanno sono al lavoro, dunque, per definire lo stato dell’arte di tutte le attività rese possibili dalla legge 545 e rilanciarne il rifinanziamento, consapevoli che date le difficoltà finanziarie nazionali ed internazionali del momento si tratterà di una operazione complessa ma non impossibile. Moltissimo è stato fatto, ma molto c’è ancora da fare non solo per consolidare il masso di tufo ma per consolidare un’esperienza di studi e di ricerca applicata che ha prodotto risultati che oggi fanno scuola.
Per il futuro occorre consolidare l’azione di monitoraggio e di manutenzione e occorre valorizzare ciò che è stato fatto. Anche dal punto di vista degli interventi veri e propri c’è ancora da fare non essendo esaurita la previsione globale; ad esempio, per quanto riguarda Orvieto, è significativa quella su alcuni monumenti cittadini, a partire dal Duomo (sui paramenti esterni all’abside e alle navate laterali), fino al completamento degli interventi di consolidamento e restauro della Fortezza dell’Albornoz e del Pozzo di San Patrizio.
La richiesta di rifinanziamento della Legge Speciale sarà accompagnata, dall’autunno prossimo, da un ciclo di convegni, conferenze e studi che si svolgeranno intorno al tema della ridefinizione di una nuova fase di progetto della città, un progetto di carattere, infrastrutturale, sociale, culturale e filosofico ovviamente, che possa continuare l’intenso lavoro iniziato negli anni ’80 con Orvieto i Luoghi della Cultura’, poi proseguito con il Progetto Orvieto’ e la Gestione del Sistema Orvieto’, in una logica di continuità con il passato ed innovazione verso il futuro.