La mostra "Arnolfo di Cambio. Una rinascita nell'Umbria medievale" si terrà a Perugia e ad Orvieto.
COMUNICATO STAMPA n. 372/05 G.M. del 01.07.05 In mostra dal 7 luglio 2005 all’8 gennaio 2006 a Perugia e a Orvieto “Arnolfo di Cambio. Una rinascita nell'Umbria medievale”.
· Un grande progetto espositivo articolato in due prestigiose sedi la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia e la Chiesa di Sant’Agostino in Orvieto.
L’evento è promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali / Comitato Nazionale per il VII Centenario della morte di Arnolfo di Cambio, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria e dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, per il Paesaggio e il patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico dell’Umbria in collaborazione con il Comune di Perugia, la Regione dell'Umbria, la Provincia di Perugia, la Provincia di Terni, il Comune di Orvieto, l’Opera del Duomo di Orvieto e con il contributo delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Perugia e di Orvieto.
Il progetto espositivo è curato da Vittoria Garibaldi e Bruno Toscano ed è destinato a riscoprire un momento particolarmente fecondo dell’artista e delle città di Perugia e Orvieto. Accanto alle testimonianze delle scultura arnolfiana in Umbria, la mostra, l’itinerario propone alcune opere pittoriche dei maggiori artisti del tempo, come: Cimabue, Duccio di Boninsegna e Giotto. Saranno eccezionalmente in mostra due affreschi staccati che provengono dalla Basilica di San Francesco di Assisi, l’uno riproducente un grande Angelo di Cimabue (temporaneamente rimosso dalla tribuna della chiesa superiore per una verifica conservativa) l’altro una Figura allegorica di Giotto , che proviene dall’abside della chiesa inferiore, conservato nel Museo delle Belle Arti di Budapest.
A Perugia, nella sala Podiani della Galleria Nazionale, la mostra proposte un’intera sezione dedicata alla ricostruzione del contesto storico e politico tra XIII e XIV secolo, caratterizzato da profonde trasformazioni culturali, sociali e urbanistiche, legate alla presenza delle residenze papali nelle due città; saranno esposti preziosi ornamenti sacri, oreficerie, codici miniati e documenti riferito al soggiorno e all’attività dei pontefici, che permettono di percepire la complessità e il fervore artistico che animava le “città ei Papi” tra il Duecento e il Trecento.
Assai rilevante dal punto di vista scientifico ed espositivo risulta la ricomposizione della fonte del “Grifo e del Leone” detta “degli Assetati”, l’opera monumentale che Arnoldo di Cambio eseguì all’inizio del 1282 per il Comune di Perugia, inizialmente collocata nel lato della piazza grande opposto alla fontana Maggiore. I cinque marmi superstiti che raffigurano personaggi di intensa espressività, saranno inseriti in una dimensione architettonica che riproporrà la monumentalità della fonte con l’accostamento delle grandi statue in bronzo del Grifo e del Leone. Altra suggestiva ambientazione permetterà poi di rivivere lo spazio urbano del centro antico di Perugia, tra la perduta fontana di Arnolfo, il primo nucleo di Palazzo dei Priori, l’antica cattedrale e la fondata di Nicola Pisano (di quest’ultima saranno esposte alcune parti originali mentre il monumento sarà direttamente visibile dalla sala Podiani)
La sezione orvietana della mostra allestita nella Chiesa di sant’Agostino, è principalmente dedicata alle trasformazioni urbanistiche e culturali che culminano nel primo ventennio del Trecento nel cantiere del nuovo Duomo.
La presenza di Arnolfo di Cambio con il monumento De Braye è rappresentativa delle novità legate alla corte pontificia presente ad Orvieto con continuità dalla seconda metà del Duecento.
Le opere esposte, oltre ad alcuni capolavori provenienti forse dallo stesso monumento funebre al Cardinal De Braye, richiamano l’ambiente cosmopolita del primo cantiere del Duomo, il cantiere pontificio, fino all’arrivo in Orvieto del “Maestro sottile” il “secondo maestro del Duomo”.
A Perugia e ad Orvieto la mostra è arricchita con la visita ai due importanti monumenti ancora presenti nelle chiese dedicate a San Domenico: il cenotafio di Benedetto XI a Perugia (attribuito a seguaci di Arnolfo) e il monumento funebre al Cardinal De Braye realizzato intorno al 1282 dallo stesso Arnolfo di Cambio ad Orvieto.
Sempre ad Orvieto l’itinerario medievale proposto dalla mostra toccherà anche le Chiese di San Francesco e di San Giovenale. Sarà l’occasione per il turista di andare alla scoperta di Orvieto più segreta.
Non solo, ma nell’ambito della mostra, un’attenzione originale sarà alla ricostruzione dell’”assenza” ovvero dell’entità del patrimonio, in rapporto a quanto si è conservato e perduto. In questo ambito sarà possibile visitare la collezione di frammenti lapidei del Museo della Cattedrale, provenienti da perduti monumenti un tempo esistenti in Cattedrale, nella quale tra il 1216 e il 1305 si svolsero ben cinque conclavi.
L’iniziativa si inserisce in un contesto territoriale denso di testimonianze del Duecento e del Trecento. La mostra costituisce, dunque, una opportunità straordinaria per scoprire, attraverso un suggestivo itinerario che collega le due città e più precisamente le due chiese domenicane, le testimonianze artistiche ed architettoniche di una cosiddetta Umbria “minore”, testimone eccellente dell’unicità che caratterizza il suo patrimonio storico e il suo ambiente naturale.
Lasciando le strade di grande percorrenza, si può rivivere la suggestione di un antico passato costeggiando chiese, abbazie e castelli attraverso luoghi e borghi di particolare fascino, nei territori di Assisi, Spello e Bevagna, Giano dell'Umbria e Massa Martana, Todi, Titignano e Prodo.
Ad Orvieto, la mostra può essere visitata con i seguenti orari:
· dal 7 luglio al 30 ottobre tutti i giorni dalle 9,30 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 19,00
· dal 1° novembre all’8 gennaio tutti i giorni dalle 9,30 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 17,00
Il coordinamento organizzativo della mostra è affidato a Civita.
II catalogo è edito da Silvana Editoriale.
Ulteriori informazioni sul sito: www.arnolfodicambioinumbria.it