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Comunicati Stampa 2004  
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Presentato il Sistema Informativo dell'Osservatorio Rupe per il monitoraggio della rupe.


La manutenzione della Rupe è il tema centrale. L'iniziativa delle istituzioni per il rifinanziamento della Legge Speciale.
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COMUNICATO STAMPA n. 367/05 G.M. del 30.06.05

Presentato ad Orvieto il SIOR – Sistema Informativo dell’Osservatorio Rupe, che connette tutte le banche dati, gli archivi informatizzati, la mappature degli interventi di consolidamento già realizzati con le attività di monitoraggio del territorio per una corretta e costante manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere.
· Un’esperienza unica, di alto valore scientifico e tecnologico che rischia di essere vanificata se non si pensa al rifinanziamento della Legge Speciale.
· Da Orvieto, parte l’appello degli amministratori e dei tecnici esperti che, in passato, hanno lavorato alla realizzazione delle varie fasi degli interventi di salvaguardia della Rupe e alla nascita dell’Osservatorio e dell’Alta Scuola.
· Il Sindaco, Stefano Mocio: “E’ necessario giungere al rifinanziamento della Legge Speciale. Per realizzate questo obiettivo stiamo già lavorando con il Comune di Todi e la Regione dell’Umbria. Già nei prossimi giorni ci attiveremo con tutti i Parlamentari eletti in Umbria affinché sostengano questa iniziativa che vuole salvaguardare un’esperienza importante destinata a dare altri frutti”.

Per iniziativa del Comune di Orvieto e dell’Osservatorio Rupe, questa mattina presso la sala consiliare, è stato presentato ai rappresentanti istituzionali e ai funzionari e dirigenti della Regione Umbria, della Provincia di Terni, della Scuola di Alta Specializzazione, del Centro Studi e del Consiglio Scientifico, il SIOR – Sistema Informativo dell’Osservatorio Rupe, che connette tutte le banche dati, gli archivi informatizzati, le mappe degli interventi di consolidamento già realizzati nonché i risultati delle attività di monitoraggio del territorio per una corretta e costante manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere realizzate.

Come noto, la legge 545/87 per  il consolidamento definitivo della Rupe di Orvieto e del Colle di Todi, oltre a stanziare i fondi necessari per l’esecuzione degli interventi, chiedeva di realizzare “sistemi di costante monitoraggio e vigilanza”. 
Ai sensi della Legge Speciale, la Regione Umbria ha istituto l’Osservatorio Rupe per il controllo e la manutenzione permanente della Rupe di Orvieto e del Colle di Todi; unarete di strumenti e di punti di controllo su cui vengono effettuate misure ideologiche, geotecniche e topografiche con il compito di programmare e coordinare le attività di controllo delle opere di consolidamento e dei manufatti interessati, di manutenzione delle opere di consolidamento, di studio e archiviazione dei dati e delle misure provenienti dalla strumentazione installata e di indirizzo per i successivi interventi.
 
 
La manutenzione è il tema centrale. Lo hanno affermato i vari soggetti che si sono avvicendati nel dibattito.  Il Dirigente del Settore Lavori Pubblici del Comune, Ing. Mario Angelo Mazzi, che ha parlato dell’esperienza dell’Osservatorio Rupe nel Comune di Orvieto ed ha ricordato che la migliore definizione di manutenzione programmata della Rupe, ad Orvieto è già contenuta nella bolla emanata da Papa Urbano VIII nel 1628 quando, si diceva “…tutti li muratori di Orvieto sono obbligati, una volta ogni due anni, a pulire la Rupe e i muri dalli sterpi, ficune e ogni sorta d’erba e arbusti…”; e ancora: la commissione prefettizia del 22 novembre 1897 incaricata di studiare le condizioni di sicurezza della Rupe tufacea sostenne: “…continuare a tenere sotto osservazione il tratto più compromesso della Rupe e le parti adiacenti all’abitato, in modo da essere in grado di registrare i movimenti progressivi della massa tufacea e della sottostante scarpata, riassumendo poi le osservazioni fatte in un rapporto annuale…presentando in tale occasione le proposte che potranno essere apportate nell’interesse delle persone e dell’abitato…”.
L’Osservatorio è la risposta moderna del XX secolo all’esigenza di mantenimento di un’opera  soggetta a mutamenti e trasformazioni che vanno portate a conoscenza.  L’Alta Scuola è oggi, una branca dell’Osservatorio con il compito di trasmettere all’esterno, a livello nazionale e internazionale a tutti coloro che si trovano in situazioni analoghe, il grande patrimonio di opere attuate. La prima attività dell’Alta Scuola è stata proficua con studi e progetti stimolanti.
Gli Ingegneri Fulvio Maria e Filippo Maria Soccodato (Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio srl di Roma), hanno illustrato, invece, il sistema informativo dell’Osservatorio Rupe e i risultati dell’attività di manutenzione e monitoraggio del territorio, ovvero lo studio del territorio attraverso l’analisi del comportamento delle apparecchiature di controllo distribuite sulla Rupe:  i piezometri, gli inclinometri, gli estensimetri, la rete geodetica a prismi ottici, mire ottiche, caposaldi GPS, fino alla stazione metereologica completa. L’obiettivo della manutenzione è la conservazione nel tempo delle opere realizzare, attraverso interventi periodici e straordinari sulle strade del pianoro, le pendici, le pareti.
La funzione della strumentazione di monitoraggio su cui si basa l’attività dell’Osservatorio sin dall’inizio è significativa; la rete di strumenti forse unica come esperienza di impianto di controllo del territorio, sicuramente da esportare è basata sulla volontà di trasmettere, di arricchire le conoscenze sul piano tecnologico.
A questo proposito il Direttore del Servizio Geologico Regione Umbria, Endro Martini  ha ricordato quando, nel 1984 venne avviato il programma-progetto di supporto alla legge 545  ed ha espresso “soddisfazione nel constatare che i tecnici e i politici di un Comune comprendono l’importanza dell’osservazione dei fenomeni per una corretta e adeguata gestione del territorio. Orvieto è una città singolare per sua natura e per la capacità di conservazione della rupe dimostrata anche in termini di investimento. Sarebbe un suicidio immaginare che la manutenzione e il monitoraggio dovessero fermarsi soltanto se questo polo comunale di eccellenza, che è l’attività dell’Osservatorio della Rupe dovesse subire il fermo forzato.  Per primi in Italia, come Regione Umbria abbiamo lanciato il concetto della manutenzione delle opere dopo averle realizzate. Spero si possa fare qualcosa di analogo anche a Todi”.

Il sistema di comunicazione e trasmissione dati della rete di monitoraggio della rupe e delle pendici di Orvieto, progettato nel 1992 e realizzato del periodo 93/94, prevedeva la connessione diretta tramite una linea telefonica privata tra le centraline periferiche e la centrale di controllo e gestione.
Nell’ambito dell’attività di gestione della rete di monitoraggio, tra il 2003 e il 2004, l’Osservatorio ha avviato una pluralità di azioni volte a ricostruire lo stato di consistenza e di conservazione L’acquisizione dei dati della strumentazione e l’interrogazione delle centraline periferiche viene eseguita manualmente in loco dal personale preposto, ma con l’avvento delle nuove tecnologie, è stato ottimizzato il sistema di comunicazione e trasmissione dati, sostituendo l’attuale rete via cavo con una rete dotata di un sistema di comunicazione wireless a tecnologia digitale GSM.
Il Sistema Informativo dell’Osservatorio Rupe è diventato un contenitore unico di molteplici attività che ha palesato difficoltà con i tempi e le risorse finanziarie dato dall’inusuale approccio evolutivo ed innovativo del sistema. 
Ma ora l’attività dell’Osservatorio corre il rischio di essere vanificata per mancanza delle risorse disponibili. E’ necessario dare seguito a questa iniziativa attraverso il rifinanziamento della Legge Speciale.

Ed ecco in questo senso l’appello degli amministratori e dei tecnici esperti che, in passato, hanno lavorato alla realizzazione delle varie fasi degli interventi di salvaguardia della Rupe oltre che alla nascita dell’Osservatorio e dell’Alta Scuola.
Per il Presidente del Consiglio Comunale, Evasio Gialletti, “la legge 545 per il consolidamento della rupe ha reso possibile istituzione dell’Osservatorio come strumento di prevenzione dei rischi, ma questa esperienza rischia a sua volta di essere vanificata se non si pensa al rifinanziamento della legge speciale. Per il futuro gli interventi dovranno continuare e riguardare la sistemazione delle pendici della Rupe attraverso il monitoraggio costante. Ad oggi, alla rete di monitoraggio non stata affiancata una fase conoscitiva e di partecipazione, che invece è necessario rilanciare. La presentazione oggi del Sistema Informativo dell’Osservatorio Rupe è un valido contributo per sensibilizzare le istituzioni con le quali sono già in atto i contatti  per andare verso l’obiettivo del rifinanziamento della Legge Speciale”.

Per l’Assessore ai Lavori Pubblici, Giuseppe Germani, “L’Osservatorio Rupe è uno dei gioielli di famiglia, un’esperienza che contribuisce a fare grande questa città. Gli obiettivi futuri non possono che essere legati al rifinanziamento della legge speciale entro la fine di questa legislatura.     Come Amministrazione Comunale ci stiamo lavorando. Negli anni ’80 venne espresso, trasversalmente, un alto senso della politica per ottenere il risultato sperato. Oggi torniamo a sollecitare gli organi competenti per far sì che l’esperienza dell’Osservatorio Rupe e dell’Alta Scuola venga portata avanti e venga messa a sistema, come un’esperienza all’avanguardia nel mondo. Tenere sotto controllo questi pendii anche dal punto di vista delle emergenze di protezione civile, è più che necessario. Faremo tutto il necessario perché questo lavoro venga divulgato come merita”.

“In questi anni – ha concluso il Sindaco, Stefano Mocio - non abbiamo tagliato nastri nei lavori di consolidamento della Rupe che pure sono stati tanti ed hanno interessato il masso tufaceo, il sistema fognante, gli edifici storici, attraverso una legge che, in continuazione, è stata sotto la lente di ingrandimento dimostrando però che le cose fatte sono state fatte bene, che i soldi dello Stato sono stati spesi bene. Spesso, in una mentalità diffusa, i lavori terminano con la realizzazione di opere anche importanti  e poi non si da il giusto peso alla loro manutenzione ordinaria e straordinaria. Ad Orvieto e Todi intorno alle tematiche della salvaguardia e della tutela è stato realizzato qualcosa che è semplicemente all’avanguardia e può essere esportato dall’Umbria. E’ una prova questa, che il patrimonio genetico della città viene utilizzato al meglio”.
“Quanto all’esigenza di dare continuità rilanciando questa esperienza positiva – ha aggiunto il Sindaco, Mocio - per il futuro ci stiamo già muovendo a livello nazionale per sensibilizzare le istituzioni pubbliche affinché questo patrimonio mondiale possa essere tutelato nei prossimi decenni. Lo stiamo facendo in varie forme: dalla richiesta rivolta l’UNESCO affinché riconosca il masso tufaceo di Orvieto come patrimonio dell’umanità fino a ripresentare la nostra candidatura per il rifinanziamento della Legge Speciale al Parlamento italiano”.
“La prossima settimana – ha annunciato il Sindaco di Orvieto - incontrerò il Sindaco di Todi e con i dirigenti della Regione Umbria proprio per mettere in grado tutti i  parlamentari umbri, non solo quelli di collegio, di disporre degli elementi necessari per poter spingere affinché queste nostre peculiarità possano essere preservate per il futuro con un finanziamento serio della Legge Speciale. Operazione certo complessa, vista la difficoltà finanziaria nazionale ed internazionale del  momento, ma non impossibile! Orvieto ha già dimostrato che su grandi progettazioni è riuscita a veicolare l’interesse di tante persone e di farsi amare. Questa   richiesta sarà accompagnata da un ciclo di  convegni, conferme e studi che, a partire dall’autunno si svolgeranno intorno al tema della ridefinizione di un nuovo progetto della città (di carattere, infrastrutturale, sociale, culturale e filosofico ovviamente) che possa continuare l’intenso lavoro con il realizzato con il Progetto Orvieto ed il Sistema Orvieto, in una logica di  continuità ed innovazione”.

 
 

 

 










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