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Velzna sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell’Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. Purtroppo il "Fanum Voltumnae", il centro della religiosità etrusca, non è mai stato individuato, anzi si discute ancora sulla sua possibile locazione, anche se appare assai verosimile che si trovasse nei dintorni dell'antica Volsinii, l'odierna Orvieto. Un'accurata ricognizione di superficie, ma anche e soprattutto solidi studi sulle fonti e sui reperti, ha indirizzato gli archeologi dell'Università di Macerata, verso la spianata alle pendici del masso tufaceo orvietano, lungo la strada e sulle tracce, appunto, del Fanum Voltumnae. Una fase ancora aperta ed in pieno svolgimento. ...FANUM, un "mito" etrusco che resiste nel tempo. Citato direttamente dallo storico Zonara, indirettamente da altri grandi raccontatori del passato, eppure ancora avvolto nella nebbia dei tempi quanto a struttura architettonica e a composizione sostanziale. Un luogo d'incontro certamente vasto, ambito religioso e insieme politico, una sorta di Parlamento Europeo ante litteram, la coesione di tante città diverse eppure unite strettamente dal comune sentire etrusco e, perchè no, da comuni nemici, in primis i romani che poi giunsero con tutta la loro potenza militare e decretarono con il sangue la parola fine. Se ne andarono con duemila statue di bronzo e le bocche sigillate su un segreto. Il Fanum, appunto... Tito Livio Altre informazioni relative al Fanum ci provengono dallo storico Tito Livio (Padova 59 a.C. - 17 d.C.) che indica Volsinii quale luogo dove era situato il santuario. Per lo storico romano, il Fanum ospitava le feste e i giochi panetruschi, occasioni in cui venivano prese decisioni di carattere politico. La divinità è nominata come Voltumna solo da Livio, essendo maggiormente nota come Vertumnus o Vortumnus, che Varrone definisce "dio principe dell'Etruria". Il nome, che non risulta nella documentazione del pantheon etrusco, è da ritenersi un appellativo riferito a un dio, che, a quanto ci dice Varrone, non può essere che Tinia: il caso di nomi doppi era molto frequente in Etruria, sia in riferimento ai numi minori che a quelli maggiori. Scavi recenti e in corso L'indagine archeologica, ad oggi, conferma l'ipotesi che Orvieto è l'etrusca Velzna, chiamata dai romani Volsinii.. Lavori di scavo presso l'area in cui si ritiene fosse edificato il Fanum hanno visto affiorare i resti della chiesa di San Pietro in Vetere, conosciuta finora solo attraverso i documenti del XIII e XIV secolo. Il ritrovamento è molto interessante, anche perché il nome fa riferimento a insediamenti preesistenti (in vetere) che dovevano avere però la stessa destinazione al culto, rappresentano infatti una costante le chiese cristiane erette su templi pagani, riutilizzandone i materiali e gli elementi architettonici portanti.
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