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L' aristocrazia etrusca affidava sempre più spesso la perpetuazione della propria memoria gentilizia a sepolcri ipogei affrescati e scavati nelle campagne. Ne sono un esempio le splendide tombe in località Settecamini (Tombe Golini I e II); e fra Orvieto e Porano (Tombe degli Hescanas).
La tomba dei Velii fu scoperta da Golini (da cui deriva il nome Tombe Golini) nel 1863 presso Orvieto nella necropoli dei Settecamini. L’originale, risalente alla seconda metà del IV sec. a.C., è scavato nella roccia e presenta una camera quadrangolare, coperta con soffitto a doppio spiovente e suddivisa in due settori da un tramezzo centrale. Le pareti erano decorate ad affresco [ nella foto - Clicca per ingrandire ] con scene dell’arrivo del defunto nell’aldilà e del banchetto allestito in suo onore, alla presenza degli dèi.
Per gli appassionati vale la pena approfondire la descrizione delle due 'tombe Golini' (metà IV secolo a.c.) che guardano Orvieto dalle colline a sud scavate nel tufo di Poggio del Roccolo, per entrare nel dettaglio circa le scene affrescate nella prima (detta 'tomba delle due bighe') e nella seconda (recentemente detta dei 'Velii') che rappresentano appunto le varie fasi del viaggio dei defunti nell' oltretomba. Ai turisti oggi si svelano le necropoli - Crocifisso del Tufo e Cannicella - altri siti etruschi - il Tempio del Belvedere e quello scoperto di recente (1987) sotto il palazzo del Popolo e buona parte dei reperti di scavo sistemati nel nuovo Museo Archeologico Nazionale (dove sono esposti tra l'altro gli affreschi staccati dalle tombe Golini) e nel rinnovato Museo Faina, che oltre alla collezione ottocentesca di famiglia (con un ricco monetiere e una serie di pregevoli vasi attici a figure rosse e nere) ospita anche i materiali orvietani del Museo Civico.
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