Approvato all'unanimità dal Consiglio Comunale.
COMUNICATO STAMPA n. 427/06 C.C. del 29.07.06Approvato il Regolamento per la disciplina in materia di autorizzazione al funzionamento delle strutture e dei servizi sociali a ciclo residenziale e semiresidenziale per soggetti in età minore.
Il Consiglio Comunale, nella seduta del 29 luglio u.s. ha approvato - all’unanimità - il Regolamento per la disciplina in materia di autorizzazione al funzionamento delle strutture e dei servizi sociali a ciclo residenziale e semiresidenziale per soggetti in età minore ai sensi del Regolamento Regionale 8/2005, secondo cui spetta ai Comuni definire le procedure per il rilascio delle autorizzazioni nonché il controllo e la verifica. Il Regolamento che si compone di 16 articoli, è stato precedentemente approvato dall’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito Territoriale n. 12 dell’Orvietano.
L’argomento è stato illustrato dall’Assessore alle Politiche Sociali, Maria Cecilia Stopponi, la quale ha ricordato che si tratta di un atto che nella sostanza non apporta variazioni nella gestione della struttura esistente ad Orvieto (una comunità educativa per soggetti in età minore che ha partecipato, peraltro, alla stesura del regolamento regionale), ma è un atto importante che uniforma le regole strutturali e le regole gestionali su tutto il territorio regionale, obbligando all’adeguamento le strutture esistenti e fissando regole precise per le strutture di nuova apertura.
L’Assessore ha aggiunto che “è un regolamento che si riferisce specificatamente alle strutture residenziali e semiresidenziali cioè i diurni che assicurano al minore protezione, mantenimento, assistenza, partecipazione alla vita sociale e un ambiente in cui imparare a gestire la quotidianità, ovvero si rivolgono a bambini e ragazzi che vivono situazioni di particolare disagio all’interno del proprio nucleo familiare a causa di vari fattori che determinano situazioni gravi, meno gravi, temporanee o definitive. Il centro esistente ad Orvieto è un centro pubblico gestito dal Comune in collaborazione con la ASL, una struttura che interviene nel momento del disagio familiare per consentire di minori di uscire dalla situazione in cui si trovano prevenendo l’aggravamento della loro condizione. I minori escono dal loro contesto familiare per un provvedimento del giudice tutelare quando non è possibile nessuna altra soluzione o quando i servizi socio-sanitari non possono più sostenere l’intervento che viene effettuato all’interno delle famiglie di origine. Tali strutture non trattano l’istituzionalizzazione dei minori, ma sono strutture e servizi che hanno l’obiettivo di fornire ai minori un appoggio temporaneo e non un luogo stabile si residenza. Pertanto sono impegnate nella direzione del superamento della fase del disagio. Nel regolamento, che recepisce le linee di quello regionale, sono delineate con chiarezza le tipologie di intervento, le tipologie delle strutture residenziali e semiresidenziali, l’iter autorizzativo, il procedimento amministrativo dalla documentazione da presentare, ai requisiti urbanistici e igienico-sanitari, ai requisiti della gestione, alla tipologia dell’utenza, ai criteri di ammissione, di permanenza e di dimissioni; il regolamento dedica, inoltre, una particolare attenzione data la delicatezza delle strutture, ai profili professionali degli operatori. Nel regolamento è individuata la determinazione della retta giornaliera ma soprattutto il progetto educativo personalizzato che viene attuato all’interno della struttura stessa. Il regolamento introduce, infine, le funzioni di supervisione, di vigilanza e controllo sia nella fase istruttoria per la concessione dell’autorizzazione che nella fase gestionale finalizzate al mantenimento delle caratteristiche sanitarie e strutturali, tale controllo si esplicita attraverso visite ispettive ordinarie e straordinarie da cui potrebbero derivare eventuali provvedimenti di sospensione e/o revoca dell’autorizzazione stessa. Lo strumento di controllo e supervisione la cui composizione è definita all’interno del regolamento regionale è il Gruppo Tecnico, indicato relativamente ai nominativi, dall’Assemblea dei Sindaci. La regolamentazione univoca su tutto il territorio regionale di queste strutture è un atto importante che prelude ad un ulteriore lavoro altrettanto fondamentale che è quello riferito agli ambiti interregionali”.
Il gruppo tecnico dell’ambito territoriale n. 12 è composto dal promotore sociale dell’Ambito, Tonino Ciarlona, dall’assistente sociale del SIM/Infanzia dell’ASL nonché referente tecnico dell’ufficio di piano, Graziella Foschi, dai referenti del comparto sociale dei Comuni di Castelgiorgio e Ficulle Angela Sanna e Patrizia Muzi, e da Caterina Sebastiani referente del settore tecnico e urbanistico del Comune di Orvieto.