Il dibattito in Consiglio Comunale.
COMUNICATO STAMPA n. 404/06 C.C. del 20.07.06Adottata la Variante al PRG/Operativo per l’attuazione dell’area industriale di Bardano.
Nella seduta del 19 luglio u.s. il Consiglio Comunale dopo ampio dibattito ha approvato (13 favorevoli, 1 astenuto: Conticelli) l’adozione della Variante al PRG/Operativo per l’attuazione dell’area industriale di Bardano ai sensi dell’art. 18 L.R. 11/05, ovvero, la variante, si propone di attuare il comparto 1, quello in prosecuzione all’area industriale esistente, ad attuazione pubblica, tramite la predisposizione ed approvazione di un piano attuativo di iniziativa pubblica e di destinare il comparto n° 2 ad attuazione differita. Nella volontà dell’Amministrazione Comunale, l’attuazione pubblica del comparto 1 servirà anche per calmierare il prezzo delle aree industriali.
Le Norme Tecniche di Attuazione / Operative vigenti, prevedono l’attuazione immediata per l’ampliamento della zona industriale di Bardano, a condizione della predisposizione di uno studio unitario ai sensi dell’art. 58 delle NTA.S. con l’obiettivo di pervenire all’adozione di un codice di “buone pratiche” di “comportamenti compatibili” da porre a base della trasformazione. Lo studio unitario redatto dal Responsabile dell’Ufficio del PRG arch. Rocco Olivadese, ha affrontato i temi della qualità ambientale e dell’ecoefficenza delle trasformazioni urbane, definendo le linee guida e di metodo per una progettazione sostenibile dell’insediamento, fornendo indicazioni relativamente alle tipologie, alle prestazioni richieste ai materiali, al risparmio energetico, fornisce infine, suggerimenti circa i caratteri tipologici, morfologici e tecnico costruttivi, al fine di determinare uno spazio sostenibile. In sostanza, lo studio unitario per l’attuazione del PTG parco tecnologico in località Bardano / Ponte Giulio opera in direzione della qualità della forma urbana, nell’ottica di una globale sostenibilità ambientale, punta a valorizzare le risorse naturali e a costruire una rete ecologica.
Lo studio, ha valore di piano attuativo di iniziativa pubblica che stabilisce le modalità di attuazione dei vari comparti. L’approvazione del piano attuativo di iniziativa pubblica equivale a dichiarazione di pubblica utilità delle opere previste.
L’Assessore all’Urbanistica, Nazareno Desideri: illustrando l’argomento ha spiegato che “le NTA del PRG/Operativo prevedono che sulla zona di Bardano vi sia un’attuazione immediata delle previsioni di piano a condizione che ci sia uno studio unitario del comparto che ha valore di piano attuativo di iniziativa pubblica. Avendo eseguito uno studio unitario del settore si ha la possibilità di variare il PRG/Operativo che prevede circa 30 ettari di nuove zone D dislocate sul nostro territorio e in particolare localizzate a Ciconia (1 ettaro), Ponte Giulio (15 ettari), ex Aeroporto (14 ettari). La volontà dell’Amministrazione Comunale è quella di predisporre ed attuare a Bardano un esproprio pubblico per circa metà dell’area tenendo conto di quelli che sono stati gli studi del Bollettino Osservatorio sulla Situazione Economica e Sociale dell’Area Orvietana che dimostra l’andamento di alcuni indicatori economici nel 2005, in cui si individua l’effettivo movimento di imprese industriali nell’area orvietana che sono in consistente seppur moderato aumento, mentre cala il numero delle imprese non classificate. Questo ci permette di attuare in prospettiva l’utilità pubblica di quel territorio ed espropriare, affinché vi sia la immediata possibilità di intervento su quel comparto. Prevediamo di destinare il comparto n. 1 (che è nell’immediata prosecuzione dell’attuale zona industriale) ad attuazione pubblica tramite la predisposizione ed approvazione di un piano attuativo di iniziativa pubblica, e di destinare il comparto n. 2 ad attuazione differita. Ciò al fine di calmierare il prezzo delle aree industriali”.
Cons. Marco Frizza (DS): “si tratta di un atto fondamentale perché oggi è difficile trovare un lotto di terra per fare un capannone, se non qualcosa di residuale a Ponte Giulio oppure alla zona dell’ex Aeroporto che, peraltro, può dare risposta ad attività connesse alla presenza delle fornaci in quella zona. La domanda che c’è ad Orvieto è ben altra cosa e la risposta deve essere adeguata. Fare marketing d’area ad Orvieto fino ad oggi ha significato poco non avendo un’area dove poter fare insediamenti produttivi. Qusta variante da una risposta in tal senso. Sappiamo bene che Bardano da troppo tempo è carente di infrastrutture materiali e immateriali e che sulle infrastrutture immateriali il consorzio Cresce.Endo ha elaborato un progetto per portare la connettività a banda larga su tutta la zona tramite il cablaggio ed usufruendo della tecnologia WI-FI, progetto che si lega con le linee programmatiche della Regione dell’Umbria che sta portando avanti il progetto di cablaggio dell’intera regione tramite il consorzio CentralCom che avrà un ruolo importante anche ad Orvieto. Le condizioni di sviluppo di un’area industriale sono la possibilità di offrire il terreno a un prezzo di mercato competitivo, di offrire infrastrutture materiali e immateriali intendendo con questo, le arterie viarie. Su questo aspetto è necessario un ruolo forte e importante sia della Regione dell’Umbria che deve condividere l’obiettivo di realizzare un’area per insediamenti produttivi d’eccellenza nel nostro territorio, sia del consorzio Cresce.Endo relativamente al marketing attrattivo d’area. Tutto ciò richiede però tempi brevi per creare pacchetti da mettere sul mercato a condizioni interessanti. E’ un atto, dunque, che ci qualifica e ci qualificherà solo se metteremo in pratica tutte le potenzialità che abbiamo, comprese le istituzioni scolastiche riguardo agli aspetti della formazione”. Cons. Maurizio Conticelli (Altra Città): “l’attuazione della zona industriale ci creò perplessità allorché venne decisa con la variante al PRG adottato nel marzo 2004; i nostri interrogativi riguardavano innanzitutto l’impatto sul territorio, sulla permeabilità dei suoli, ma anche sul modello di sviluppo. Oggi che i poli manifatturieri vanno scomparendo o si delocalizzano nei paesi stranieri, diventa ancora più difficile capire; d’altra parte però, la situazione economica occupazionale del nostro territorio è quella che è, quindi si è andati avanti per non trovarsi impreparati a livello di strumenti di pianificazione urbanistica e di infrastrutture. Del resto anche nel nostro territorio ogni comune si è esibito nella realizzazione di aree industriali e su questo tema generale il dibattito è ancora aperto; magari sarebbe stato auspicabile il raccordo fra comuni piuttosto che la gemmazione di aree industriali un po’ ovunque. Il nostro principale problema dell’area industriale al di là dell’individuazione sulla carta, è costituito da due elementi: i problemi di viabilità infrastrutturale e poi il problema dei costi per l’acquisizione delle aree. Il segnale politico del Comune di Orvieto è quello che l’iniziativa di parte pubblica interviene a calmierare il mercato. Attuiamo un pezzo importante di parte pubblica, ma allora chiedo, dietro c’è un piano industriale, ci sono prospettive concrete? E’ un piano che riguarda insediamenti industriali, o riguarderà insediamenti artigianali, o l’uno e l’altro? La spinta che serve a Orvieto è nella direzione dello sviluppo, i piani, allora, sono stati concordati con le associazioni di categoria, gli industriali o con il consorzio Cresc.Endo? Rispetto alle iniziative di parte pubblica, chi paga? Il nostro è un atteggiamento di attesa, nei prossimi giorni verificheremo! Vorremmo capire meglio il ruolo delle associazioni come la CNA, o il Consorzio Cresc.Endo”. Cons. Giancarlo Imbastoni (R.C.): “questo atto è un altro punto sostanziale del programma del Sindaco per le risposte che l’Amministrazione deve dare alle attività produttive e allo sviluppo economico, individuando e mettendo in attuazione una parte consistente della zona industriale di Bardano. Che sia fatto attraverso lo strumento dell’attuazione pubblica con successivo esproprio e co-finanziamento regionale è un altro punto a favore di una democrazia di impresa che permette la calmierazione dei prezzi. Questo aspetto probabilmente risentirà della concorrenzialità di altre zone industriali in comuni limitrofi dove si è assistito ad una crescita non coordinata; ma questo non è un limite perché lo scopo di questa attuazione è quello di indirizzare le attività su un distretto di qualità che è ciò che vogliamo perché è nostro auspicio indirizzare le produzioni del terziario avanzato verso obiettivi di pregio. E’ un atto importante che da una risposta concreta su tre comparti rispondenti ad attività produttive che, ritengo, aprono la rincorsa verso una produzione diversa”.
Cons. Roberto Meffi (La Margherita): “e’ un atto importantissimo per Orvieto e per il territorio più in generale. Finalmente il Comune di Orvieto avrà l’opportunità di disporre di una zona industriale attrezzata il che significa sviluppo, occupazione, benessere per tutti. Un’amministrazione che si rispetti ha l’obbligo di lavorare nella direzione dello sviluppo reale e sostenibile. Da parte nostra c’è piena condivisione del documento che evidenzia: 1) l’attuazione pubblica per la calmierazione dei prezzi, 2) questo è un primo passaggio ma successivamente ci dovranno essere passaggi ulteriori per individuare investimenti ed investitori tenendo presente quello che è e quello che chiede il mercato”. Cons. Gianpietro Piccini (PDCI): “ritengo che sarebbe stato opportuno collegare l’area con la viabilità della Complanare. Di fatto l’aumento di questa area industriale scaricherà sull’attuale strada del piano una maggiore componente di traffico rispetto a quella che c’è attualmente, a mio parere l’ipotesi era quella di agganciare attraverso una strada a ridosso della ferrovia tutto il traffico della zona industriale per scaricarlo nella Complanare; inoltre, i due ingressi previsti sulla strada del piano escono su due punti estremamente pericolosi, andrebbe previsto quindi, un ampliamento della sede stradale per fare le corsie di canalizzazione in entrata e in uscita e verificare la possibilità di un solo innesto dal quale entrare ed uscire. Evito le valutazioni sull’importanza delle zone industriali, mi soffermo sul fatto che serve una verifica dei costi per scegliere al meglio il prezzo finale che verrà proposto all’imprenditore per essere effettivamente concorrenti rispetto ad altre realtà”.
Il Sindaco per replica: “dobbiamo partire dal concetto chiaro che ad Orvieto non c’è più area industriale disponibile; l’altra verità è quella che dobbiamo riuscire a calmierare i prezzi perché non possiamo far finta che vicino a noi non esistano altre realtà come Baschi, Castiglione in Teverina, e così via. Va richiamo il documento che aggiorna le linee di indirizzo del Sindaco che individua chiaramente la necessità di collocare il nostro territorio nell’ambito della provincia di Terni relativamente al patto per l’innovazione e lo sviluppo. Questa è l’ultima chiamata per l’attivazione dei fondi pubblici regionali necessari per fare un lavoro importante nella nostra area industriale. Questi sono i tre elementi di fondo che portando all’adozione di un documento come questo. Documento che chiarisce che noi non intendiamo fare un’area industriale qualsiasi ma un business park, perché i 23 ettari rispondono ad una scelta ambientalmente compatibile tanto da rientrare nelle previsioni del PTCP provinciale. Si apre la discussione sulla competitività della aree industriali, dobbiamo evitare sproporzioni di prezzo attuando tutte le possibilità che le norme ci danno, e dall’altro lato dobbiamo fare un’area industriale che sia compatibile con la nostra città e il nostro modello di sviluppo, quindi rispettosa dell’ambiente, del territorio, dei corridoi ambientali. Questo è il giusto mix che va ricercato nella realizzazione di un business park come quello che stiamo proponendo. Ultimo elemento è il fatto che dobbiamo fare presto nel mettere a disposizione l’area industriale per dare futuro occupazionale ai giovani. Siamo in contatto continuo con il consorzio Cresc.Endo che è parte attiva di questo progetto, del resto la Legge Regionale 11 da solo due possibilità, per un’area limitata in termini di dimensioni da solo l’attuazione pubblica o quella privata. La scelta obbligata era per noi quella pubblica, con l’esproprio si risponde alla calmierazione dei prezzi, e sono certo che se lavoreremo correttamente potremo avere, nel più breve possibile e ragionevole, un’area industriale di alta qualità per il nostro territorio”.
Per dichiarazioni di voto: Conticelli: “ribadisco l’interrogativo più rilevante: chi tira fuori i soldi per l’operazione? E’ stato detto che c’è l’opportunità di creare un distretto di qualità, con l’attuazione pubblica si possono abbattere costi rispetto a quelli attuali che sono molto elevati? Ci sono ancora troppi interrogativi. E’ apprezzabile il fatto di un distretto DOC però devo fare una provocazione: si sarebbe dovuto lavorare subito sul casello Orvieto nord connesso all’area industriale! Il problema infrastrutturale è fondamentale perché altrimenti si rischia di andare fuori mercato. Il tema della formazione è anch’esso centrale: dobbiamo fare una seria riflessione sul nostro sistema formativo nel suo complesso per pedalare tutti nella stessa direzione e con gli stessi tempi. Il voto è di benevola astensione”. Imbastoni: “mentre ha un senso compiuto l’ampliamento della viabilità principale relativamente alla strada di Bardano, agli svincoli e agli accessi, relativamente alla viabilità infrastrutturale che oggi è allo stadio 1) con il finanziamento del primo stralcio della Complanare, non si può subito passare alla fase 3) che è il casello nord, saltando la fase 2) ovvero quella legata al completamento della Complanare ovvero all’urgenza di avere in tasca il finanziamento del 2° lotto. Il voto è favorevole”. Gambetta: “c’è una necessità impellente di creare sviluppo e occupazione, risultato questo, legato anche all’ampliamento di un’area industriale. E’ importante la stretta collaborazione fra il Comune e il Consorzio Cresc.Endo così come quella con le scuole in ordine alla formazione. La nostra sfida in competitività con i comuni vicini, si dovrà basare sulle tecnologie e sulle infrastrutture che dovranno fare la differenza ed essere il nostro biglietto da visita. Siamo favorevoli”.