Sostituisce il precedente regolamento del 1988.
COMUNICATO STAMPA n. 425/06 C.C. del 29.07.06 Approvazione del Regolamento Comunale per l’arredo e il decoro dell’ambiente urbano.
· I contenuti del Regolamento che definisce criteri e norme per la realizzazione e l’installazione di insegne di esercizio, targhe, vetrine e tende, con l’obiettivo di una più efficace regolamentazione.
· Il dibattito in Consiglio Comunale.
Nella seduta del 28 luglio u.s., il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità il nuovo Regolamento comunale per l’arredo e il decoro dell’ambiente urbano che sostituisce quello già approvato nel luglio del 1988.
Il Regolamento è stato redatto dal Capo Sezione Urbanistica del Comune, Arch, Caterina Sebastiani e che si compone di 69 articoli. Tale disciplina muove dal fatto che l’Amministrazione Comunale, anche attraverso gli strumenti di gestione della mobilità, ha inteso valorizzare e promuovere le imprese commerciali, creando aree vitali in cui il commercio possa rappresenta un elemento di qualificazione per la città. Al fine di garantire il conseguimento dell’unitarietà e omogeneità degli elementi e il decoro complessivo dei luoghi, si è reso necessario disciplinare con un apposito regolamento le tipologie di arredo urbano da consentire e le relative modalità di autorizzazione. L’insieme degli oggetti e delle attrezzature correlati allo svolgimento delle attività costituiscono, infatti, il complesso di elementi che concorrono a definire l’immagine della città. Attraverso il nuovo Regolamento si intende, pertanto, rimettere in valore le valenze architettoniche del centro storico adottando nuovi criteri di intervento per l’arredo commerciale nella finalità di un miglioramento della qualità formale e del decoro.
Nel concreto, il Regolamento comunale per l’arredo e il decoro dell’ambiente urbano è un atto normativo che definisce criteri e norme per la realizzazione e l’installazione di insegne di esercizio, targhe, vetrine e tende, ponendosi l’obiettivo di una più efficace regolamentazione sia delle modalità esecutive che delle qualità intrinseche di tali manufatti in rapporto all’esigenza di salvaguardare i valori architettonici ed ambientali della città.
Questo strumento è strettamente correlato agli altri strumenti di gestione della mobilità, già approvati dalla Amministrazione (compreso il nuovo studio della 4^ fase della Mobilità Alternativa approvato nella stesa seduta del 28 luglio dal Consiglio Comunale).
Il particolare, il piano di valorizzazione del centro storico è un processo che traduce in una unica regia la complessità del governo urbano e territoriale delle risorse, attivando progetti, strumenti e azioni integrate (traffico, arredo urbano, sicurezza stradale). Infatti, nel dibattito attuale sui temi dell’urbanistica si fa sempre più appello alla questione estetica come chiave fondamentale per attribuire o restituire identità ai luoghi dell’abitare. Si parla di “diritto alla bellezza” come elemento essenziale del diritto alla città. E quindi, la riscoperta dell’identità parte dal recupero dell’estetica della città, nella quale gli elementi architettonici e gli spazi urbani seguano un motivo unitario che rappresenti l’essenza stessa del territorio e della sua cultura. In pratica, gli ambiti urbani di qualità devono essere strategicamente integrati attraverso un sistema di progetti per generare un complessivo piano unitario, fondamentale per trasformare il centro storico in polo attrattivo di interessi, relazioni e investimenti.
Per svolgere il ruolo di polarità per il territorio, il centro storico deve essere riqualificato e ridiscusso nella sua organizzazione complessiva, per approdare a logiche unitarie e sistemiche, che ne fanno un bene culturale da salvaguardare, riqualificare e valorizzare secondo politiche orientate ad:
· elevare le potenzialità di fruizione.
· elevare la qualità urbana e valorizzare il patrimonio storico artistico.
· recuperare la fruizione delle strade, delle piazze e in generale degli spazi pubblici aperti.
· intervenire armonicamente sull’arredo urbano in modo da restituire un’immagine unitaria.
Le linee progettuali dovranno ispirarsi a:
· l’utilizzo di materiali nobili, durevoli e consolidati all’interno della tradizione locale.
· l’utilizzo di corpi illuminanti in armonia con il contesto in cui si inseriscono.
· l’armonizzazione delle tipologie, cromie, materiali e più in generale dei “linguaggi” formali e compositivi degli elementi di arredo.
· la riqualificazione e valorizzazione del sistema delle piazze e del verde esistente attraverso interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria e nuove progettazioni.
L’insieme degli oggetti e delle attrezzature correlati allo svolgimento delle attività urbane costituiscono il complesso di elementi che concorrono a definire l’immagine della città. La loro organizzazione deve considerare il contesto urbano di riferimento e le caratteristiche architettoniche degli edifici, adottando come principio di base il conseguimento dell’unitarietà e omogeneità degli elementi e il decoro complessivo dei luoghi.
Io regolamento stabilisce le linee progettuali per la riqualificazione delle piazze, le pavimentazioni e gli elementi dell’arredo, le strutture di supporto della segnaletica, nonché le linee progettuali alle quali attenersi nella finalità di ottenere coerenza e integrazione fra l’oggettistica per la comunicazione, preinsegne, plance, elementi di arredo, panchine, fioriere e gli interventi in materia di pavimentazioni. Qualsiasi “segno” dovrà evitare di occultare gli elementi artistici ed ambientali del luogo ed alterare la percezione dei luoghi.
Nel progetto di riordino del centro storico vengono definite, inoltre, le caratteristiche tecniche delle strutture di supporto per l’indicazione dei luoghi di interesse storico artistico e per le indicazioni delle attività commerciali. Il formato ed il colore sono uniformi; elementi di differenziazione consentono una immediata lettura dei diversi segnali della città.
Il riordino della segnaletica di informazione e di orientamento viene perseguita attraverso una riduzione dei cartelli e dei segnali attualmente posti a ridosso delle architetture e ad un riordino di quelli collocati in modo casuale lungo i percorsi cittadini. In particolare, la definizione puntuale dei luoghi dove verranno posizionate le strutture proposte, sarà oggetto di valutazione da parte della Giunta Comunale, previa istruttoria tecnica degli uffici competenti.
Sintesi del dibattito:
Desideri illustra: “molte volte dai banchi della minoranza è stato chiesto il regolamento, un atto su cui l’Amministrazione Comunale ha inteso essere presente in termini di contenuti e di qualità. Anche attraverso gli strumenti di gestione della mobilità, l’Amministrazione ha voluto valorizzare e promuovere le imprese commerciali creando aree vitali. Il Regolamento è quindi finalizzato a promuovere le necessità del nostro territorio e le necessità dell’utilizzo di materie e strutture che devono essere consone alle peculiarità locali. Ciò al fine di conseguire unitarietà ed omogeneità degli elementi, il decoro complessivo dei luoghi si rende necessario attraverso una apposita disciplina. Le tipologie del nostro arredo urbano rispecchiano la normativa di tutela del territorio. Il documento va a sostituire la precedente disciplina con la quale, dal 1988 ad oggi, l’Amministrazione ha posto attenzione all’arredo e alla segnaletica. Il regolamento abbraccia e regolamenta il centro storico e il territorio comunale nel suo complesso; andremo a rivedere gli oggetti e le attrezzature che sono posizionati nel centro storico connessi allo svolgimento delle attività, che dovranno concorrere a dare una immagine positiva della nostra città. Questo documento entra a far parte del contesto di rivisitazione del centro storico e si fonde anche con la 4^ fase di Mobilità Alternativa. La ricerca della qualità sarà individuata nelle insegne di esercizio, nelle targhe, vetrine e tende attualmente possono essere viste in un’ottica di disparità di inserimento. In futuro non sarà più così, né sarà accettabile. Il regolamento disciplina il posizionamento delle strutture e la loro tipologia. Ci sono situazioni di cui non si può non tener conto rispetto ai requisiti della qualità ambientale. L’Agenda 21 locale che recentemente abbiamo istituito, impone all’Amministrazione un’attenzione e una tutela maggiore, per questo stiamo inserendo gradualmente l’attenzione e i requisiti della qualità ambientale. Ciò significa attenzione costante e responsabile a tutto: alla manutenzione degli edifici, agli impianti pubblici e privati. Andremo ad analizzare ed imporre’ l’estetica, il decoro, la sicurezza e l’efficienza. L’Amministrazione Comunale si impegna a stabilire un riordino totale delle reti distributive, delle soluzioni di arredo urbano, cioè di ciò che è al di fuori delle strutture commerciali o di quelle viarie. Analoga attenzione sarà rivolta alla tematica delle antenne, delle parabole e alle soluzioni che proposte per terrazzi e balconi. Tutto avrà valore e attuazione nell’ambito di un contesto di città adattata ad un modello di sviluppo armonico”.
Cons. Marco Frizza (DS): “l’arredo urbano è un tema molto importante che non va messo sotto tono. L’arredo urbano per Orvieto è fondamentale, è il biglietto da visita della città, all’interno del quale c’è di tutto. Dopo la revisione della pubblicità e della cartellonistica è importante che nel centro storico ci sia una revisione delle insegne di esercizio, delle pre insegne, delle insegne di indicazione di attività, soprattutto quelle che sono poste alla base di monumenti; vanno anche riviste tutte le insegne che indicano le varie attività di ristorazione. Il caos delle indicazioni in una città turistica non deve esistere. Il decoro urbano deve essere una regola basilare. Per analogia devono essere adeguate le insegne dei monumenti e l’accesso al Parco Ambientale della Rupe e alla molteplicità dei siti da visitare. Questo piano di comunicazione deve essere fatto in modo appropriato e comprensibile. La questione riguarda anche la manutenzione dei palazzi, seppure in questi anni sono già stati fatti molti sforzi anche da parte dei soggetti privati; occorre inoltre verificare con Enel e Telecom l’eliminazione dei cavi aerei sulle facciate della abitazioni, così come sarebbe un passo in avanti quello della rivisitazione delle piazze del centro storico ed una rinnovata attenzione rispetto all’inquinamento luminoso delle insegne. Su questi aspetti dobbiamo fare formazione, bisogna attivare le associazioni di categoria perché sensibilizzino i propri associati”.
Cons. Franco Picchialepri (La Margherita): “parlare di Orvieto, significa parlare di una città a vocazione turistica prevalente, ne consegue che dobbiamo presentare questa città attraverso un insieme di elementi collegati fra loro. Siccome Orvieto è conosciuta essenzialmente per le sue caratteristiche storico- artistiche e culturali, disciplinare l’arredo e il decoro urbano significa anche tutelare e proteggere il nostro patrimonio, integrandolo con le attività commerciali presenti affinché anche queste ultime, possano concorrere a valorizzare e a promuovere la città arricchendone il contesto. All’Amministrazione e agli uffici che vi hanno lavorato, va dato atto della bontà del regolamento la cui principale finalità è quella di far sì che l’insieme degli oggetti e delle attrezzature correlate allo svolgimento delle attività, costituiscano il complesso degli elementi concorrenti a definire l’immagine della città stessa. Oltre alla conservazione del proprio patrimonio, con questo regolamento il Comune si è allineato alla legge della domanda e dell’offerta, infatti, se la città risulterà ancora più accogliente, tutti ne potranno ricavare giovamento. All’interno del regolamento si cita la qualità ambientale come requisito essenziale dell’attenzione posta da una società verso il suo habitat, si disciplina l’oggettistica funzionale, come i contenitori espositivi-informativi, si definiscono i termini per la pubblica affissione e la pubblicità esterna nell’ambito del territorio comunale. Scopo del regolamento è quello di migliorare il decoro urbano e conseguentemente di rendere maggiormente visibili e fruibili le insegne da parte dei turisti e dei cittadini. Si definiscono materiali e colori da poter utilizzare, serramenti, nonché l’occupazione del suolo pubblico da parte di alcune attività. E’ un atto che, insieme ad altri, segna una fase di cambiamento positivo importante che la città si vuole dare per il decoro e l’immagine e che avrà anche una ricaduta sull’economia della città. Quanto previsto dovrà essere attuato attraverso il confronto diretto con le associazioni di categoria e idonee forme di concertazione per pervenire a scelte condivise”.
Cons. Felice Zazzaretta (AN): “Vorrei sottolineare l’importanza dell’atto sulla struttura della città, nel senso che deve raggiungere anche le nuove zone di espansione. Nessuno può dissentire infatti dall’esigenza di migliorare l’immagine del centro storico, ma chiedo che la stessa intensità professionale ed intellettuale che si deve dare alla sistemazione del centro storico venga manifestata anche per le aree di nuova espansione che potranno subire miglioramenti apprezzabili per farle apparire meno uniformi possibili ad una qualsiasi periferia urbana. Si può intervenire con progetti mirati ed intelligenti per dare un segnale reale di diversificazione. Sicuramente dal 1988 era necessario procedere ad un aggiornamento del regolamento. Proprio per le caratteristiche peculiari che Orvieto ha, vorrei che nella fase della concertazione con le varie associazioni di categoria finalizzata alla definizione del piano per l’arredo urbano, relativamente al centro storico fossero interessate anche le professionalità del locale Istituto d’Arte nonché gli artigiani; ciò al fine di caratterizzare ancora di più le nostre specificità ed evitare soluzioni di serie simili ad altre realtà italiane. Propongo di identificare in termini di originalità anche le targhe indicative di palazzi e monumenti. Infine, si dovrà sulle società dei servizi come ENEL e Telecom poiché da queste non abbiamo particolari forme di collaborazione quando i cittadini decidono di intervenire sulle proprie facciate, ovvero sotto questo profilo non siamo tutelati”.
Cons. Maurizio Conticelli (Altra Città): “La novità del nuovo regolamento per l’arredo e il decoro, che aggiorna quello precedente, è quella di intercettare i nuovi bisogni che nascono soprattutto dalle iniziative in campo commerciale. Il problema non è quello dell’introduzione di norme innovative quanto quello di farle rispettare, con una maggiore e più attenta fase di controllo. Al riguardo è opportuno capire quali settori e funzionari della pubblica amministrazione sono preposti ai controlli e se c’è la possibilità che alcuni aspetti del controllo possano essere assegnati al Corpo dei Vigili Urbani. E’ un regolamento di settore che riguarda tutto il territorio e che, nel centro storico, va ad intercettare le evoluzioni delle attività commerciali in atto. Condividiamo il lavoro svolto dall’Arch. Sebastiani, un lavoro ben fatto e chiaro che invita all’unitarietà delle tipologie di arredo urbano e che contiene un riflessione sulle decorrenze e le modalità di applicazione. Un regolamento su cui siamo d’accordo ma che nel contempo invita tutti quanti ad intraprendere una iniziativa ferma per il suo rispetto puntuale. La città presenta oggi un’immagine molto disordinata e trascurata, squalificante, in contraddizione con la sua storia ed i propositi più volti lanciati da questo palazzo. Chiediamo una iniziativa di verifica dell’Amministrazione Comunale che si attivi in primis’ per quanto riguarda il nostro operato, mi riferisco ai gruppi consiliari, alle bacheche delle forze politiche e delle associazioni. Diamo subito l’esempio, adeguiamo la situazione al nuovo regolamento. Chiedo all’Assessore che provveda ad una rapida verifica specifica sul tratto compreso tra Torre del Moro e Piazza Repubblica e che riferisca quanto prima in Consiglio Comunale. Avremmo desiderato una ulteriore iniziativa di riorganizzazione di insegne e bacheche, specie per quel che riguarda l’informazione istituzionale e politica magari concentrandola in luoghi e spazi idonei. Questa esigenza purtroppo non fa parte di questo regolamento, dovrebbe essere contenuta in una iniziativa separata, resta comunque un obiettivo che riteniamo fattibile e non costoso. Siamo favorevoli”.
Cons. Gianpietro Piccini (PDCI): “l’attenzione per l’arredo urbano da parte del Comune non è di oggi, questo nuovo regolamento da continuità da un lato a quello dell’88 ma lo supera dimostrando grande attenzione per il nostro ambiente urbano. Si fa tesoro delle esperienze frutto della precedente regolamentazione. Una città come la nostra necessita di attenzione particolare nel rispetto della sua storia, architettura e tradizioni artistiche; il regolamento sostanzia alcune norme con una rinnovata attenzione propositiva e ne riscrive delle altre. Il totale rispetto di alcune norme potrebbe comportare però costi per il cittadino, raccomando quindi, di volta in volta durante l’applicazione, la massima attenzione da parte dell’Amministrazione Comunale sull’aspetto particolare del costo degli interventi. E’ un regolamento che impegnerà la pubblica amministrazione sia per farlo rispettare, ma anche perché essa stessa in presenza di propri beni patrimoniali, dovrà rispettare il dettato regolamentare. Il voto è favorevole”.
Cons. Franco Raimondo Barbabella (SDI): “un apprezzamento particolare ve al lavoro dell’Architetto Sebastiani, che ha prodotto un documento ben fatto dal punto di vista concettuale per la coerenza e la chiarezza con cui è costruito e scritto. Il regolamento è frutto di una ricerca, di una elaborazione. Si tratta di problemi delicati, che vanno esaminati e visti in un contesto ampio. Ragioniamo di centro storico ma, come dice Zazzaretta, non dobbiamo trascurare l’importanza dell’arredo urbano nelle nuove zone che non sono meno importanti del centro storico. Un ambiente ordinato, ben gestito aiuta a vivere meglio ed è elemento di attrattività. Ricordo il lungo periodo di gestazione del precedente regolamento a cui contribuirono i vari ordini professionali. Ogni regolamento rispecchia un’epoca storica, ma quello che conta è il modo con cui si gestisce la fase della realizzazione. Il nuovo regolamento ha una sua filosofia di gestione, è un regolamento quadro che da dei limiti, dei contorni, ma poi tutto questo deve essere riempito con delle scelte puntuali di zona, per ambiti. Sarà difficile gestirlo ed allora ci vuole determinazione. Si è scelta una zona campione: Via Maitani, Piazza Duomo, Via del Duomo, una delle zone più delicate. Ci sono indicazioni precise, ovviamente si può discutere di elementi particolari, ma non vanno traditi i criteri! Se nell’88 fummo troppo spinti in avanti e poi non è stato dato corso a quanto previsto, questa volta bisogna dare corso altrimenti dopo ogni quindici anni inseguiremmo ancora l’idea di un buon regolamento. Non dobbiamo lasciar fare oggi, ad eccessi che daranno frutti deleteri. Non attendiamo ancora. Dobbiamo cominciare subito facendo rispettare il vecchio regolamento in questo primo periodo di transizione. Si dice che i cittadini avranno delle spese, è vero, ma è anche vero che se lasciamo degradare l’ambiente, finisce che facciamo dei danni di breve e di lungo periodo all’immagine della città. Il regolamento si inserisce nel contesto generale del piano di mobilità ma anche in un contesto più ampio che è quello della cura complessiva della città e del territorio, della sua funzionalità. E’ chiaro allora che mancano alcune cose come il piano del colore, il piano dell’illuminazione pubblica interna ed esterna, il piano deve essere a sua volta collegato al piano della segnaletica stradale, dobbiamo cioè riconquistare una visione di interconnessione fra tutte le cose che facciamo. Il voto è favorevole”. Cons. Giancarlo Imbastoni (RC): “è un buon regolamento anche se ho qualche interrogativo in quanto nell’articolato non viene fatta menzione rispetto alle antenne della telefonia cellulare nel senso che siano rispettose dei monumenti. Sulla scelta di incentivare il rispetto della legge, capisco che non si possa imporre da un giorno all’altro ad un condominio di spendere somme notevoli, ma che siano eventualmente previsti degli incentivi sottoforma di abbattimento percentuale della tassa del suolo pubblico riferita alla categoria degli esercenti, francamente non ne vedo il senso. La ricaduta commerciale di questi investimenti sta nella fruibilità e nella scelta di vivere in un posto con delle connotazioni storiche forti, ovvero la ricaduta c’è sul costo degli articoli o sul costo degli immobili quando vengono messi in vendita. Non vedo perché l’Amministrazione debba intervenire in tal senso, allora dovrebbe intervenire anche ad altri livelli. Per il resto concordo con le valutazioni favorevoli fatte da altri consiglieri”.
Desideri per replica: “Sono soddisfatto della discussione e dell’approfondimento che dimostra come tutti abbiamo interesse a che il regolamento venga applicato e rispettato. Le questioni dell’inquinamento luminoso delle insegne ed altri aspetti dell’arredo, sono già presenti nel regolamento, ciò comporterà una valutazione precisa sia da parte di chi chiede l’apposizione di nuovi strumenti di arredo che da parte dell’ufficio. Rassicuro che nei piani attuativi dell’arredo delle nuove zone di espansione sono già contenute indicazioni e tavole di riferimento che danno indirizzi per l’arredo delle zone stesse, inoltre nella fase attuativa l’Amministrazione si farà carico delle verificare. Il regolamento vale per tutto il territorio del Comune. Certamente verranno coinvolti gli artigiani orvietani quando ci saranno le condizioni e le necessità. Sull’ipotesi di rivedere la possibilità di eliminare dalle facciate la presenza dei cavi delle reti di servizio, dal momento in cui si attuerà il regolamento, chi interverrà sulle facciate dovrà presentare le soluzioni di inserimento dei servizi a rete. Inoltre, l’Amministrazione Comunale avrà una attenzione particolare nei confronti delle aziende dei servizi che effettuano le reti facendo pressione al fine di utilizzare i cosiddetti cunicoli intelligenti’ realizzati già in occasione degli interventi sulla Rupe. Gli incentivi, infine, sono previsti per chi mostrerà attenzione al territorio e attuerà l’articolato del regolamento, sono già previsti da una ordinanza che prevedeva l’abbattimento dell’ICI per chi proponeva il rifacimento delle facciate, da una agevolazione sui tassi bancari su prestiti specifici e nell’ambito delle attuazioni riferite al suolo pubblico”.
Per dichiarazione di voto, Zazzaretta: “mi associo a quanto è stato detto sui contenuti e la professionalità espressa nel regolamento, resta il fatto che i piani attuativi di questa natura non verranno più in Consiglio Comunale per cui noi vedremo gli interventi già fatti. Quanto alle aziende dei servizi come Enel e Telecom intendo sensibilizzare l’Amministrazione a richiamare le stesse ad effettuare la normale manutenzione delle loro reti, data la presenza di cavi pendolanti in diverse parti della città”. Conticelli: “rispetto alla integrazione di questo regolamento con altri piani ritengo utile sottolineare la questione del controllo di cui, una particolare forma spetta anche a noi consiglieri affinché determinati programmi, inseriti come strategici nel piano delle opere pubbliche vengano attuati, mi riferisco all’illuminazione artistica della Rupe che da alcuni anni annualmente sosteniamo, ma che ancora non si attua”. Barbabella: “è vero c’è una nostra forma di compartecipazione alle scelte, maggiore per chi sta in maggioranza. Da parte nostra continueremo ad impegnarci perché il tema dell’illuminazione pubblica interna ed esterna sia una delle priorità senza nasconderci però i limiti del bilancio. Si tratterà innanzitutto di sviluppare un progetto complessivo e vedere poi come attuarlo, anche con forze esterne all’Amministrazione o attingendo finanziamenti in contesti diversi”.