Prevede, tra l'altro, la realizzazione del parcheggio insilato in Via Roma.
Ampio dibattito in Consiglio Comunale.
COMUNICATO STAMPA n. 424/06 C.C. del 29.07.06Approvato il piano attuativo di iniziativa pubblica per l’attuazione dell’ambito “AG ORC2 Orvieto Centro” che prevede il progetto relativo alla realizzazione del parcheggio insilato in Via Roma.
· Il dibattito.
Nella seduta del 28 luglio u.s., il Consiglio Comunale ha approvato in via definitiva (12 favorevoli, 1 contrario: Conticelli) e dopo ampia discussione, il piano attuativo di iniziativa pubblica per l’attuazione dell’ambito “AG ORC2 Orvieto Centro” che prevede il progetto relativo alla realizzazione del parcheggio insilato in Via Roma, adottato il 20 marzo scorso.
Il Piano attuativo redatto dal Responsabile dell’Ufficio del PRG, Arch. Rocco Olivadese prevede la costruzione di un parcheggio insilato di due piani con le seguenti prescrizioni: data la grande importanza archeologica della zona e della presenza di notevoli testimonianze anche di carattere monumentale, le decisioni in merito alle soluzioni progettuali tali da non apportare danni ai beni archeologici, ma anche da consentire una loro valorizzazione, verranno assunte di volta in volta in accordo fra Comune e Soprintendenza. La Soprintendenza Archeologica per l’Umbria, verrà costantemente informata in via preliminare delle varie fasi dei lavori; inoltre, il progetto relativo alla realizzazione del parcheggio di via Roma dovrà essere sottoposto al preventivo parere dell’ASL.
Il dibattito:
L’Assessore all’Urbanistica, Nazareno Desideri ha ricordato il lungo iter del piano attuativo di iniziativa pubblica già adottato dal Consiglio Comunale, che in seguito a ricorso al TAR ha subito delle variazioni di comparto, è stato poi riproposto su comparto pubblico e privato, e che fa riferimento alle zone del parcheggio di Via Roma, di Piazza Cahen e dell’Albornoz nonché alla cisterna che alimentava la funicolare ad acqua. “Nel suo iter ha evidenziato - il piano attuativo ha avuto tutte le approvazioni da parte della Provincia, dall’ASL, dal Ministero Beni Culturali e della Commissione comunale per la qualità architettonica. Il piano chiude una fase importante per il centro storico che è la realizzazione del parcheggio insilato, apre la possibilità di rimodulare e rivisitare l’assetto viario del centro storico, inoltre, ricrea e favorisce una vera e propria identità urbana. Il piano riesce ad integrare le diverse strutture presenti nell’ambito del tessuto storico, da la possibilità di incentivare le funzioni e le costruzioni che sono all’interno del centro storico, infine riesce a ridurre gli impatti e gli effetti del traffico poiché si colloca in una parte della città che permette di dare risposte all’arrivo di turisti ed ai residenti. I due parcheggi di Campo della Fiera e di via Roma completano le necessità strutturali e di parcheggi sul centro storico e danno la possibilità di liberare e dare completezza alla pedonalizzazione di alcune piazze della città. Con l’approvazione di questo atto, si da ad Orvieto la possibilità di ottimizzare le condizioni di vivibilità del centro storico. Auspico un’approvazione all’unanimità di questo piano attuativo, per la sua concretezza e per il suo valore per la città di Orvieto”.
Il Cons. Giancarlo Imbastoni (RC) ha chiesto la verifica della completezza della documentazione circa la presenza nell’atto deliberativo dell’emendamento da lui presentato in sede di adozione, riguardo al comparto C3, a sua volta il Cons. Maurizio Conticelli (Altra Città) ha chiesto la sospensione lavori in attesa dei chiarimenti; a tale richiesta mentre sono state fornite le spiegazioni tecniche da parte dell’Ufficio di Segreteria, il Presidente del Consiglio Comunale, Evasio Gialletti ha invitato a “non strumentalizzare cose che non esistono” ed ha precisato che “Imbastoni ha chiesto se gli emendamenti approvati in adozione facevano parte della delibera. Gli emendamenti sono parte integrante della delibera che va in approvazione, quindi non c’è alcun problema né giuridico né procedurale, la questione è chiusa.
Il dibattito è ripreso con l’intervento del Cons Felice Zazzaretta (AN): “non è cambiato nulla da quando il piano fu adottato a maggioranza, ci sono state delle osservazioni alle quali sono state delle risposte, alcune delle quali non le condivido. Già in fase di adozione dissi che era un progetto assegnato ai soliti noti, un progetto fotocopia rispetto ad altre realizzazioni. Mi soffermo sulla cronologia dei tempi che mi lascia molto perplesso: con molta fretta il 20 marzo 2006 venne adottato il piano, che poi ha dormito per quattro mesi in Provincia, e tre giorni fa la stessa Provincia ha dato il proprio parere. L’Amministrazione Comunale dice che è attenta al territorio, che i progetti sono ben valutati, ma allora: non c’era la possibilità di sollecitare questo parere prima di quattro mesi, considerando tutte le urgenze del caso? Quantunque io sia d’accordo per la realizzazione del parcheggio voterò contro questo progetto perché non mi piace e perché si sono create modalità e situazioni che lasciano sconcertati”.
Cons Maurizio Conticelli (Altra Città): “il Segretario ha dato una risposta non chiarificatrice. La questione è stata sollevata da un componente della maggioranza. Se avessi avuto motivo di strumentalizzare lo avrei già fatto. Sulla vicenda si è dibattuto molto ed anche dal dibattito sulla 4^ fase della mobilità alternativa è emerso con chiarezza il nostro punto di vista sulla ipotesi di realizzazione del parcheggio seminterrato di Via Roma. Vengo accusato di persistere su una posizione del passato, ma ribatto che già tentammo una prima soluzione di compromesso in occasione del primo piano attuativo, con un unico parcheggio interrato legato all’entità del finanziamento di 7 miliardi della legge speciale. Il problema è che le questioni si sono acuite per il fatto che l’Amministrazione è andata avanti con il progetto, con procedure dubbie sulle quali ho chiesto il parere legale. In sede di controdeduzioni Altra Città ha fato notare che il problema non è urbanistico. Emerge la pervicacia della maggioranza nel persistere in un progetto nonostante che: il primo ricorso al TAR azzerò tutto, offrendo la grande opportunità di ripensare la vicenda, 2) la riconsegna della caserma poteva permettere la realizzazione in quel sito, di una struttura interrata. Nonostante due diffide formali a non aggiudicare la gara, l’Amministrazione Comunale aggiudicò la gara per cui oggi l’Amministrazione stessa non difende di un progetto che molti dalla maggioranza criticano, ma difende atti compiuti che l’hanno fatta sprofondare in un vicolo cieco. Le responsabilità di questo però, non sono nostre! Noi abbiamo sempre dato la disponibilità a dialogare, oggi abbiamo fornito un contributo sulla mobilità alternativa che spiega anche le ragioni per cui, a nostro parere, non è centrale l’urgenza del parcheggio di via Roma; è strumentale dire nel piano della mobilità che il problema delle auto non si risolve perché non è ancora disponibile quella infrastruttura. Ribattiamo che, nella parte opposta della città, in cui ci sono le infrastrutture, il caos è totale. E’ quindi un problema di mancanza di volontà. Condivido totalmente le osservazioni nate dal WWF e dall’ex Sindaco Giulietti che, del significato della legge speciale e dell’intangibilità della roccia tufacea da una sua interpretazione. Condivido soprattutto quelle dell’Associazione Altra Città’ di cui faccio parte. A mio parere le contro deduzioni sono deboli, dimostrano come le osservazioni siano assolutamente pertinenti, e si prestano ad essere oggetto di nuove azioni ricorrenti. Il clima politico è stato avvelenato in epoca recente dal fatto che la maggioranza ha deciso di chiudere le storie del passato, chiuse però nel peggiore dei modi, avallando tutto quello che era stato pianificato, vedi Despina e Poggente. Non accettiamo questa linea politica che ci riporta al passato. Dapprima il nostro attacco fu preso come questione personale, poi alla fine della passata legislatura sembrava che vi fossero margini per ricomporre, se non che La Margherita’ ha preferito rimanere piccola per governare da sola una cosa grande. Altre formazioni politiche come i socialisti, lavorarono intensamente perché non ci fosse una ricomposizione delle componenti della Margherita, che dopo avrebbe potuto creare problemi politici di equilibri all’interno della maggioranza. Sono piccole letture politiche che oggi tornano attuali. Le ultime vicende urbanistiche denotano lo stesso approccio di allora: forze politiche che vogliono impedire che ci siano segnali di novità, non è un problema di rispetto di programmi e di elettorato. Anziché la ricomposizione su basi nuove è stata scelta un’altra strada: chiudere il passato con azioni massicce di lottizzazioni e vicende urbanistiche che denotano lo stesso approccio di allora. L’Amministrazione poteva farlo subito ad inizio legislatura anziché, invece di consumare due anni in questo clima di grande incertezza. Ribadiamo la natura e il contenuto metodologico delle osservazioni presentate, non accettiamo le controdeduzioni. Constatiamo che il Comune, per motivi non riguardanti la questione progettuale, oggi insiste con questa soluzione; da parte nostra di fronte a quest’opera di regime potremmo sfidere l’Amministrazione alla realizzazione di un’opera diversa magari nell’area FF.SS. L’ultimo affondo lo rivolgo al Cons. Piccini che prima di questa fase amministrativa era cittadino libero e ha contrastato pesantemente il Via Roma, ma ora con una inversione di tendenza, approva il progetto identico a prima. E’ una questione di credibilità”.
Il Cons. Giancarlo Imbastoni (RC) è intervenuto per fornire “una doverosa precisazione vista la piega che ha preso una mia richiesta di chiarimento. Prima, ho chiesto chiarimenti ma bastava aggiungere che riadattando la delibera del 20 marzo si riadattavano anche le osservazioni, l’ho fatto non per sviare la discussione su un punto in cui le posizioni sono note da tempo, ma perché, visto che si parla dell’esproprio di un bene dell’illustre concittadino Pier Giorgio Maoloni cioè un sito vincolato a una destinazione precisa, la trascrizione di questo su un atto, era un fatto necessario. L’opposizione dice che il progetto è la fotocopia di altri parcheggi ma se lo spirito era quello migliorativo, allora non si capisce quali sarebbero le alternative strategiche della Mobilità Alternativa anche in una visione futura della chiusura totale del centro storico. Facile dire lo facciamo allo scalo; chi lo dice sa benissimo che quel parcheggio a due piani dovrà assorbire gli 80-90 posti di piazza Cahen che vengono utilizzati per fare verde pubblico, rotatoria ed altro. A fronte all’esigenza di parcheggi per i residenti sappiamo benissimo che non è sufficiente Via Roma e che comunque, al di là del destino della Piave e dell’indirizzo futuro della città, sarà necessario anche un parcheggio allo scalo. Non capiscono invece, una volta collocato un parcheggio pluriapiano alla Piave che cosa ci si possa fare poi in quel complesso. Come si fa a presentare osservazioni che mettono in guardia sull’esistenza di voragini per via Roma e poi prevede un parcheggio pluriapiano all’interno della Piave? L’obbligo dell’obiezione articolata evidentemente porta ad abbassare il livello della qualità del confronto e della proposta. E’ innegabile che in questa situazione non ci possiamo permettere il lusso di negare altri 300 posti macchina a Via Roma, è un lusso che nessuna amministrazione che dovesse governare la città si potrebbe permettere. Il parcheggio va fatto, rapidamente, nel rispetto delle prescrizioni. Il piano in questione qualifica quella parte della città e tiene aperte le possibilità molteplici all’utilizzo dello spazio delle ex caserme, così come quello dell’intero comparto di Piazza Cahen, Albornoz”.
Cons. Franco Raimondo Barbabella (SDI): “siamo di fronte alla fase conclusiva di uno psicodramma collettivo chiamato parcheggio di via Roma. Conticelli oggi è stato praticamente tranquillo senza punte polemiche se non la caduta di stile verso Piccini che, da consigliere, mi sento di dire è stata decisamente inopportuna e sopra le righe. Conticelli ha detto anche delle cose interessanti: stiamo difendendo solo atti compiuti dalla precedente amministrazione? No. Sta semplicemente succedendo che abbiamo visioni diverse, lo abbiamo sempre detto ed è legittimo! Il problema di Via Roma non va visto come problema a se stante ma in un contesto molto più ampio. Poi le strade divergono quando si trasforma il progetto del parcheggio di via Roma da struttura di servizio a ciò che non si deve comunque fare, per cui tutte le altre soluzioni sono buone, vedi il caso della Piave che, secondo questa ottica, diventerebbe il ricettacolo di tutti i problemi che esistono in città. Purchè non si faccia in Via Roma, secondo Altra Città’ il parcheggio si può fare ovunque! Se si ragiona così certamente non possiamo essere d’accordo perché è evidente che la logica va rovesciata, che prima si dovrà stabilire che cosa si farà alla Piave, quali sono le destinazioni, bisognerà poi studiare se è possibile fare un parcheggio interrato, bisognerà cioè studiare le varie interrelazioni con la ristrutturazione della caserma. Al contrario è chiaro invece, che sin dall’inizio il parcheggio di via Roma è stato pensato come una struttura di servizio. La domanda allora doveva essere questa: serve o no quella struttura di servizio? Non è più possibile ragionare in termini minimalisti. Quale è il livello sotto il quale non si può scendere pena l’inutilità dell’opera? E’ questo il punto vero! Il fatto che siano due piani è già indicativo del fatto che, o si fa a certe dimensioni o non serve a nulla e quindi non vale la pena farlo. Bisognava trovare allora un’altra soluzione e dire che lì non si deve fare il parcheggio, ma non presentare l’idea del mezzo parcheggio! La risposta che la maggioranza ha dato sull’utilità di quel parcheggio è che: serve, in ogni caso, qualunque sia la destinazione della Piave, anche perché secondo il business plan a suo tempo presentato, noi avremmo bisogno di almeno 800 posti auto se vogliamo far funzionare la caserma al livello di struttura dello sviluppo di Orvieto, non come ricettacolo delle esigenze non risolte. Se vogliamo fare questo è necessario pensare sì anche a posti auto all’interno della caserma nella massima misura possibile, ma dico anche compatibile con l’operazione, dal punto di vista finanziario, e oggi non lo sappiamo! In ogni caso, qualunque sarà il livello di soluzione di questi problemi nella caserma Piave servirà non solo il parcheggio di Via Roma, ma servirà un parcheggio pluripiano a Orvieto Scalo. E’ questa la differenza di fondo sulla quale non possiamo tornare indietro. Invece possiamo discutere sulla realizzazione del parcheggio; ad esempio, personalmente ritengo che sarebbe una scelta intelligente quella di non pregiudicare l’uso della superficie perché ci sarà una fase transitoria nella quale avremo bisogno di posti auto provvisori nel centro storico e, in secondo luogo, non è escluso che in una visione più generale di progettazione comporti anche l’uso della superficie per scopi diversi da quelli oggi ipotizzati. A scanso di ogni equivoco, io non ho detto che su quella superficie vada realizzato un parcheggio, ma che ci sarà una fase transitoria in cui potremmo avere bisogno di quella superficie. E allora sarebbe bene che la realizzazione non pregiudicasse questo eventuale uso, il che non pregiudicherebbe anche altri usi futuri. Questa discussione è più che legittima e riguarda le ipotesi, mentre si deve chiudere oggi la battaglia sulla costruzione del parcheggio, inteso come infrastruttura che sostiene le potenzialità della città da sfruttare e sviluppare con intelligenza. Conticelli ha avuto l’onestà intellettuale di farci capire oggi, finalmente e con grande chiarezza, che questo era ed è un problema politico, e ha detto che il problema politico consisteva nel fatto che c’era un’ipotesi di ricomposizione all’interno della Margherita rispetto alla quale la transazione consisteva nella non accettazione da parte della maggioranza di tre cose: il parcheggio di Via Roma, il Poggente e la Despina. Conticelli ha rimproverato alla maggiorana di aver scelto la strada di mantenere questi tre puniti e quindi di non aver potuto trovare un accordo con lui, imputa anche allo SDI un ruolo di chi ha lavorato perché saltasse questa possibilità. Farebbe piacere vedere che alla fine un dibattito aspro in città venisse superato positivamente. Il punto è che quel tipo di ricomposizione, apparteneva ad una logica politica di accordi trasversali che tendevano a far saltare non tre cose ma questo tipo di maggioranza. E’ bene allora che le cose abbiano preso una strada diversa senza condizionamenti rispetto alle scelte vitali della città. Se queste sono le visioni differenti è bene che emergano”.
Il Cons. Marco Frizza (DS): “con questo atto si chiude un iter che è stato sin troppo lungo che ha portato via troppo tempo alla discussione su altri problemi altrettanto importanti. Sentendo dire che oggi noi stiamo per compiere una ferita alla Rupe, francamente penso che chi lo dice deve necessariamente ristudiare la storia di Orvieto, che nel 1290 demolì tre chiese per realizzare il Duomo e che nel 500 ha realizzato il Pozzo di San Patrizio; questo significa che in passato c’è stata gente coraggiosa che si è assunta delle responsabilità ed ha realizzato delle opere che oggi rendono Orvieto famosa nel mondo. Quella che per alcuni è una ferita, in realtà è un intervento per sanare un male. Non capisco allora perché ancora oggi si debba fare la caccia alle streghe di cui alcuni consiglieri sono stati partecipi e promotori. Questa maggioranza si è fatta carico di portare avanti atti importanti ed ogni volta non dobbiamo camminare avanti con la testa rivolta indietro. Noi ci assumiamo le responsabilità, i consiglieri della maggioranza si fanno carico di votare le pratiche nella convinzione che si fa qualcosa per migliorare questa città, in piena buona fede e cercando di dare un contributo. Il comparto che va da Piazza Cahen, l’Albornoz, il parcheggio di Via Roma, vede la riqualificazione di una parte importante della città, quella parte che storicamente era la campagna di Orvieto, la Vigna Grande. Con questa azione oggi si da impulso a quella parte di città che è una porta di ingresso al centro storico, non è un caso che una parte della mobilità alternativa si sviluppi in quella zona e che in questi giorni si stia realizzando un punto di informazioni per i turisti; né è un caso che si predispone un progetto per realizzare un teatro all’aperto all’interno della Fortezza dell’Albornoz per iniziative in estate e che, nell’ambito di questo comparto, esista un manufatto come l’ex cisterna della Funicolare di proprietà di un privato su cui l’Amministrazione da un indirizzo per l’utilizzo. Non c’è nulla di scandaloso dunque, ma solo una grande riqualificazione; questo progetto che già poteva essere una realtà, è stato ostacolato per due anni provocando un danno alla città. La parte superiore del parcheggio prevede una sistemazione di massima, ma la sua sistemazione definitiva andrà discussa con i cittadini. Oggi è importante non condizionare le eventuali scelte per la superficie esterna. Il progetto della caserma Piave deve camminare separatamente pur connettendosi con la struttura di Via Roma. Evitiamo dunque la confusione verso i nostri concittadini”.
Il Cons. Gianpietro Piccini (PDCI): “Conticelli dice che ho contestato il progetto di Via Roma che oggi lo approvo tale e quale a come era originariamente e, pertanto, non sarei credibile verso la città. La domanda che mi pongo è: Conticelli si sente appagato di questa affermazione anche se c’è una maggioranza ampia che approva il progetto? Conticelli sa bene che le mie posizioni non erano contro il parcheggio in quanto tale, ma contro il fatto che la costruzione del parcheggio in quel momento, così come era stato pensato, avrebbe cancellato per sempre l’ipotesi di ricostruire spazi sportivi e ricreativi a servizio del centro storico nel sito dove da sempre aveva trovato posto quel poco di attività sportiva che si praticava ad Orvieto. Ci sono atti che parlano. Io sono entrato in maggioranza dopo che il mio congresso di sezione mi ha autorizzato ad entrare se venivano accettati cinque punti che sono stati accettati e rispettati. Tra questi c’era la ricostruzione degli impianti sportivi sopra il parcheggio di Via Roma. Io sono stato il promotore, talvolta in modo grintoso all’interno della maggioranza, del fatto che se questo progetto andava avanti solo come parcheggio, probabilmente non lo avrei votato. Nel momento in cui avrebbe ospitato parcheggio ed impianti sportivi, mi sono detto se era da persone intelligenti non votare una soluzione che risolveva in una volta sola le due esigente importanti del centro storico. Dunque, io sono pienamente in linea con quanto affermavo nel passato e la città me ne sarà grata nel momento che saprà con certezza che sono il maggior proponente dell’impiantistica sportiva sopra il parcheggio. Ho ottenuto il raggiungimento dell’obiettivo che mi prefissavo per cui non ho ostacoli ad approvare il piano attuativo. Il progetto prevede che saranno ricostruiti gli spazi sportivi sul piano fuori terra, secondo le modalità che il Consiglio Comunale valuterà e deciderà dopo la partecipazione con i cittadini e le associazioni sportive. Conticelli pensa veramente che la città possa essere governata con l’immobilismo che lui propone ad ogni piè sospinto? Veramente con un appalto in corso, si era nella condizione di non dare seguito il progetto? Conticelli dice di sì, io invece penso di no, e che si deve tener fede al fatto che c’era stato un appalto! Oggi però non siamo di fronte alla scelta come Conticelli continua a dare ad intendere, siamo di fronte alle controdeduzioni e alle osservazioni che sono state presentate: alcune osservazioni sono state accolte, altre sono state respinte. Ma dovevano essere necessariamente accolte tutte? Veramente l’ufficio aveva sbagliato tutto? Vogliamo riconoscere all’ufficio che ha competenza sui fatti urbanistici, il suo ruolo? Ritengo di aver chiarito qualsiasi possibile sospetto di ambiguità sulle mie posizioni, ma una volta per tutte dico a Conticelli: pensa veramente che il Consiglio Comunale sia la sede giusta per continuare ad aggredire le persone dal punto di vista della loro moralità? Pertanto lo invito a fare i suoi interventi, a dire il suo pensiero ma ad evitare affermazioni ed apprezzamenti sulle persone perché questo lo porta a scadere in basso, cosa che non merita perché sta facendo il suo ruolo di opposizione. L’acredine che mostra lo porta fuori luogo. Questo è sbagliato perché la città ha bisogno di apposizione, di confronto anche aspro se serve, ma non di preconcetti”.
Cons. Fausto Vergari (DS): “ribadisco il parere favorevole per questa importante opera che mi auguro venga realizzata quanto prima. L’unico rammarico che ho, è che avrebbe dovuto essere realizzata già nel 2000, mi auguro che dopo sei anni, ne discutiamo per l’ultima volta. Condivido quanto detto da Barbabella e Frizza rispetto al significato del parcheggio fuori della caserma Piave piuttosto che al suo interno; aggiungo che se ad Orvieto Scalo servirà di ampliare l’attuale parcheggio facciamolo pure, ma questo eventuale ampliamento, comunque, non può e avrebbe potuto sostituire il parcheggio di Via Roma. Peraltro, i parcheggi vanno fatti nella posizione più centrale possibile. Nel momento della progettazione strutturale mi auguro che non vengano pregiudicati usi futuri della superficie del parcheggio, sia nella direzione di utilizzo per esigenze di emergenze, sia per la realizzazione di altre opere che in futuro potrebbero essere determinanti per lo sviluppo di questa città. Credo che in politica sia determinante la chiarezza: chi fa una scelta di campo all’inizio di un percorso, è bene che la mantenga coerentemente; d’altra parte, chi vuole operare in maniera costruttiva per l’amministrazione di una città lo può fare tranquillamente anche dai banchi della minoranza. Lo stesso Conticelli e il suo gruppo in alcune circostante lo hanno fatto in maniera efficace”.
Cons Franco Picchialepri (La Margherita): “il progetto di Via Roma che va avanti ormai da alcuni anni, si colloca in un quadro di riqualificazione generale della città e di riorganizzazione del traffico; come è noto, il progetto ha superato tutte le fasi a cui è stato sottoposto, sono state accolte varie osservazioni. Il via Roma darà una risposta fondamentale ai bisogni della città e si legherà al progetto della ex caserma Piave; inoltre, il progetto sarà in grado di sostenere nell’area di superficie anche la struttura di un palazzetto dello sport di cui sappiamo che c’è l’esigenza nella città. Mi corre l’obbligo di replicare alle affermazioni contro ogni logica fatte dal Cons. Conticelli al quale preciso che il partito della Margherita era ed è assolutamente compatto, le scelte che sono state fatte sono frutto dell’espressione degli organi, è stato svolto un congresso con esiti plebiscitari. A Conticelli, che talvolta si erge a difensore di causa perse, dico che nessuno ha il diritto di far riferimento al nostro partito mischiando le questioni politiche-partitiche con quelle amministrative che riguardano i cittadini, indistintamente dal loro credo politico”.
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