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Comunicati Stampa 2004  
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Approvato il progetto della 4^ fase della Mobilità Alternativa.


Il dibattito in Consiglio Comunale.
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COMUNICATO STAMPA n. 423/06 C.C. del 29.07.06

Approvato il progetto per la realizzazione di uno studio sulla 4^ Fase della Mobilità Alternativa. 
· Il dibattito in Consiglio Comunale.

L’approvazione del progetto per la realizzazione della 4^ fase della Mobilità Alternativa da parte del Consiglio Comunale, è stata preceduta da un lungo dibattito che ha fatto seguito alla illustrazione del documento da parte del Sindaco, dibattito di cui riportano ampi stralci.

Sintesi del ibattito:
Il Cons. Maurizio Conticelli (Altra Città) che ha fornito un contributo di immagini relative alle criticità del traffico nel centro storico ha affermato che: “quello sulla mobilità è un tema che  appassiona, un tema che ha qualificato la nostra città a partire dagli interventi attuati con la legge speciale. Ormai sono circa venti anni che si dibatte e si attuano scelte importanti sulla mobilità ed oggi con la 4^ fase, si introduce un argomento che in qualche modo costringe a rileggere la storia del passato, le scelte fatte, quelle non fatte e le prospettive future. Nel mese di marzo per iniziativa dell’Amministrazione si è svolto un primo incontro con il Prof. Filippi che ha illustrato i contenuti principali del documento che oggi discutiamo; già allora noi ponemmo degli interrogativi sul concetti della mobilità alternativa, ovvero, emersero le diverse posizioni tra chi voleva assumere una posizione fin troppo prudente e chi avrebbe desiderato accentuare questo tema con soluzioni coerenti rispetto a quello che andiamo dicendo da anni. Riguardo alla gradualità va detto che provvedimenti importanti come il blocco del traffico in determinate fasce orarie previsto dai precedenti piani non sono stati attuati, per cui, secondo noi vi sarebbe la necessità di svolgere azioni più incisive. Filippi ha sintetizzato perfettamente quel dibattito dicendo che il problema è culturale: la città tutta deve ritrovarsi intorno ad un progetto innovativo. Nelle immagini che proponiamo diciamo che si deve partire dalle scuole che sono assediate in varie forme dalle auto, proponiamo anche un camminamento protetto in Via Angelo da Orvieto, una via strategica che collega il corso con la zona di Via Roma. Siamo per prevedere un’unica stanza che è la Rupe in luogo delle due stanze indicate nel documento in approvazione, vanno bene i varchi elettronici su Corso Cavour, ma vanno previsti anche esternamente, uno nella zona dietro la caserma e uno nella zona di Porta Romana al fine di effettuare il blocco del traffico in determinati momenti. Basta con l’anularità della circolazione sulla Rupe che fa emergere come centrale la questione della pedonalizzazione di piazza del Duomo ormai questione obbligatoria. Il Sindaco ha fatto elle aperture rispetto alle istanze del nostro gruppo, io dico però che il documento è troppo timido e che il Sindaco deve essere più coraggioso su questi argomenti”. 
Cons. Franco Raimondo Barbabella (SDI): “bisogna avere una visione di lungo periodo in queste cose; non tanto perché il passato è importante per capire la logica nella quale si inseriscono le scelte che si fanno per il presente, quanto perché questo ci serve per gettare lo sguardo oltre il presente. Tutti sappiamo che sono circa trenta anni che questa città ragiona su come modernizzarsi, su come adottare sistemi di mobilità che ci consentano di affrontare i problemi di uno sviluppo moderno e di una capacità di stare nella competizione che via via si è allargata. Il Vice Ministro Rutelli in questi giorni a proposito del turismo, delinea una prospettiva che ho sempre ritenuto necessaria e cioè: le città italiane si debbono dotare di sistemi complessivi di attrattività che riguardano sia gli italiani che gli stranieri. In venti anni come Paese abbiamo perso circa il  50%  di turismo straniero. Avevamo il 10% oggi abbiamo il 5%. Allora i sistemi di mobilità vanno visti come parti fondamentali di un processo più generale che è quello di come le città e i territori, stanno dentro i processi di modernità, offrono servizi migliori ai cittadini, sono più vivibili e quindi sono più capaci di attrattività. A ragionare sulla mobilità iniziò la variante Satolli-Benevolo e, a metà degli anni ’70,  ipotizzò dei sistemi meccanizzati. Poi venne il problema della Rupe e a seguito di questo il Progetto Orvieto nell’ambito del quale, all’inizio degli anni ’80, si sviluppò il progetto di Mobilità Alternativa con le sue varie fasi, oggi siamo alla 4^. Questa storia va tenuta presente perché allora furono gettate le basi fondamentali perché si potessero poi adottare tutta una serie di provvedimenti che andavano nella direzione. Quale? Da tempo si discute se in queste cose è meglio essere radicali o prudenti. In queste cose bisogna essere coraggiosi, avere una lucidità progettuale e su alcune cose si deve essere assolutamente determinati mentre più elastici su altre. Non scendo nei dettagli. La questione non va radicalizzata in un modo semplicistico, va articolata in un modo intelligente: alcune scelte non potevano non essere fatte per la sicurezza fisica della città, altre scelte non potevano non essere fatte per la vivibilità della città, altre non potevano non essere fatte per l’economia della città. Oggi, dopo decenni in cui si discute di come organizzare una città storica come Orvieto, nel contesto territoriale alcuni punti importanti li abbiamo segnati. Abbiamo capito, ad esempio, che non è andare con la macchina davanti a un negozio che questo funziona! Abbiamo capito che se le città sono dotate del potenziale come ha Orvieto, possono giocare la loro partita se sono vivibili, si presentano bene e se sono bene organizzate, sono gradevoli e hanno servizi che funzionano. In quel caso sono competitive, altrimenti no!  La 4^ fase della Mobilità Alternativa appartiene a questa logica complessiva. Ha fatto bene il Sindaco a richiamarci a vedere le cose in quest’ottica. Noi siamo semplicemente in cammino, non risolveremo tutti i problemi con la 4^ fase, perché dovremo fare molte altre cose, ad esempio dovremo lavorare intensamente per la riorganizzazione della viabilità  di collegamento del territorio. Ma comunque, da trent’anni a questa parte abbiamo agito con una certa idea di città, non solo di centro storico, ma di città e centro storico nella città. Per esempio abbiamo allargato il concetto di città includendovi gli agglomerati una volta definiti suburbani. Quindi non possiamo ragionare di mobilità nel centro se non richiamiamo questi aspetti. Come si fa oggi a ragionare di sistema, di mobilità e di sosta senza prendere in considerazione la funzione fondamentale che ha Orvieto Scalo e che ha il parcheggio della Funicolare? Lì, se non pensiamo ad un parcheggio pluripiano non risolveremo mai nessun problema della città! Altro che risolvere i problemi per la sosta, dentro la caserma Piave! Questa sarebbe una idiozia vera e propria. Ragioniamo allora in termini di sistema e cominciamo a pensare al fatto che dopo questo piano ci saranno altre cose da studiare, da strutturare, da organizzare. Nella proposta, per il centro storico ci sono degli aspetti coraggiosi e maturi per essere attuati come il controllo attraverso sistemi telematici che ormai è sperimentato ovunque - purtroppo noi pensiamo le cose per primi, poi però le realizziamo con troppo ritardo! Un po’ di coraggio, dunque, è necessario. Il problema vero è farle le cose nel centro storico! Se non siamo in grado di farle meglio non dirle. Rispetto alla sicurezza esterna ci sono altre zone che vanno prese in considerazione, ad esempio, quella dell’Arcone.Spero che sia stata considerata perché è molto pericolosa. Ci sono delle priorità assolute rispetto alla sicurezza delle persone, fra queste anche la zona scolastica di Ciconia. La pedonalizzazione di Piazza Duomo e quella di Corso Cavour è un’altra delle priorità incontrovertibili”.
Cons. Massimo Morcella (F.I.): “si è presa coscienza che ormai questo problema del traffico è prioritario: fenomeni selvaggi legati al traffico in tutto il centro storico stanno rendendo questa città assolutamente inadeguata a candidarsi come città d’arte e come città turistica. I punti maggiori di criticità sono Corso Cavour, da Piazza Cahen e Piazza della Repubblica, dove la situazione è ai limiti del dramma, ma le problematiche sono anche al di fuori di questa direttrice principale e coinvolgono tutte le vie secondarie e i vicoli. Ormai non c’è più un metro quadrato di Rupe che sia libera dalla macchine, è una situazione assolutamente invivibile. Ben venga, dunque, lo studio e il documento, come pure l’iniziativa della Giunta di affrontare il problema; questo è segno di consapevolezza che dimostra una presa di posizione forte da parte della Giunta nel voler fare una scelta coraggiosa, essendo misure che all’inizio probabilmente verranno digerite con qualche difficoltà, soprattutto da parte degli operatori economici. Rendendosi conto di queste difficoltà e andando avanti su questa direttrice, bisognerà però spingersi oltre negli interventi che questo documento prevede. Il documento dovrà essere il punto di partenza, poi con maggior coraggio ci si dovrà spingere su misure come la pedonalizzazione di Piazza Duomo, ma anche della parte alta di piazza del Popolo, quella prospiciente il palazzo e alla previsione di varchi elettronici ulteriori a quelli previsti nel piano, mi riferisco alla zona di piazza XXIX Marzo. Bisogna poi interrompere la circolarità della Rupe. Serve una rigorosa scelta delle categorie che saranno autorizzate a superare i varchi elettronici, bisognerà restringere al massimo la tolleranza per le ore di carico / scarico merci, questione che richiede rigore, inoltre si dovrà fare l’impossibile per organizzare il centro di stoccaggio merci fuori del centro storico ipotizzando la distribuzione delle merci stesse tramite mezzi ecologici. Ci sarebbero, si dice, grandi difficoltà ad attuarlo, però proviamoci! Infine, data la fase di riorganizzazione generale del centro storico, mettiamo mano una volta per tutte anche alla toponomastica della nostra città di sapore risorgimentale. Oltre che banale, poiché simile ad ogni altra città ,risulta anche poco adeguata alle radici storiche di Orvieto e della nostra cultura. Sono molto tentato di votare a favore del documento. Nella sostanza apprezzo l’iniziativa e il coraggio dell’Amministrazione, auspico che dal documento si vada ai fatti in modo coraggioso”.
Cons. Massimo Gambetta (DS):“ il Consiglio Comunale odierno è un appuntamento importante per il futuro della città, che non si può svilire portando a pretesto problematiche che tutti conosciamo.  Giudico il documento coraggioso così come lo è  il Sindaco e l’Amministrazione tutta che stanno portando a termine un lavoro importante. Stiamo parlando di una cosa che forse travalica la politica: stiamo parlando della salute fisica dei cittadini. Il documento non è astratto, recepisce le tre fasi precedenti e porta a compimento un lavoro di oltre venti anni fa, quando si fecero scelte già allora importanti. I criteri adottati per la redazione dei piani di dettaglio toccano dei punti importanti come: il miglioramento della mobilità pedonale, la riorganizzazione dei movimenti dei veicoli motorizzati privati, la riorganizzazione della sosta delle autovetture; interventi che il documento evidenzia e che porteranno a soluzione i temi sollecitati da Conticelli. Apprezzo l’intervento di Morcella, perché ha travalicato gli schieramenti ideologici. Dobbiamo riflettere su una cosa importante: abbiamo un flusso veicolare nel centro storico di circa 60.000 autovetture alla settimana. Voler bene a questa città e rispettarla, significa portare a compimento il piano urbano del traffico con delle scelte coraggiose. Queste cifre sono un motivo più che valido per compiere scelte chiare. Con la riorganizzazione delle stanze dobbiamo rivedere anche la questione dei permessi. Le scelte dell’Amministrazione dell’ultimo periodo vanno in un’unica direzione: il sistema viario deve essere adeguato alle scelte che abbiamo fatto. Riguardo alla circolazione esterna stiamo per realizzare la Complanare, ci siamo espressi relativamente alle varianti all’interno delle frazioni,  e poi abbiamo approvato l’ampliamento della zona industriale di Bardano anch’essa legata a un sistema viario adeguato. Per questo non è in antitesi con la Complanare, il casello Orvieto nord che potrebbe dare risposte molto importanti. Quello che oggi stiamo affrontando con questa discussione non è un proclama ma un progetto preciso, il fatti è che dobbiamo passare dalle parole ai fatti. Il documento non è vuoto ma mette al centro della discussione amministrativa delle scelte prioritarie ed è, soprattutto, un documento aperto alle osservazioni migliorative”.
Cons. Giancarlo Imbastoni (RC): “vorrei ampliare la relazione del Sindaco rispetto alle situazioni critiche nelle frazioni come Osarella, Morrano, Colonnetta di Prodo e Torre San Severo, oltre a quelle di Canale e Sugano, dove devono essere presi dei provvedimenti anche minimi per le aree di attraversamento pedonale o per le aree destinate alle fermate degli scuolabus che devono essere adeguatamente protette. Questo per sottolineare che il documento si rivolge alla sicurezza di tutto il territorio comunale. E’ un documento importante che dopo un iter di studi e approfondimenti oggi vede finalmente la luce in Consiglio Comunale. Voglio soffermarmi sul capitolo dei permessi che è una pregiudiziale a qualsiasi tipo di piano di Mobilità Alternativa, ovvero: si può fare lo studio più approfondito, si possono prendere tutti gli accorgimenti, ma se ciò non viene accompagnato ad una credibile politica di rilascio dei permessi, qualsiasi opera diventa vana. Oggi abbiamo oltre 6.000 permessi rilasciati ed è chiaro che la nuova politica dovrà essere impostata su un discorso di equità, di reale esigenza e di condivisione degli spazi esistenti. Credo che oltre a garantire un accesso per autovettura a famiglia, altro non si possa garantire, proprio nell’interesse della credibilità del piano. A Morcella chiedo, oltre alla condivisione del voto, soprattutto la condivisione futura dell’attuazione del piano, chiedo soprattutto che nessuno, all’interno di questa assise, faccia da sponda a richieste di deroghe da parte dei cittadini e/o delle categorie, altrimenti sarebbe una perdita complessiva di credibilità di tutti non solo della maggioranza, sarebbe anche la lentissima erosione di un buon progetto. E’ necessaria la fase di rodaggio in cui deve prevalere la capacità dialettica dell’Amministrazione con i vari soggetti cittadinanza, esercenti, operatori del carico scarico merci ma, una volta definito il termine temporale adeguato, si deve dare attuazione concreta al piano. Insomma, serve una fase di rodaggio che abbia un inizio e una fine! Il problema del traffico è difficile da governare e spesso sfugge a qualsiasi tipo di controllo. Al Sindaco va riconosciuta la capacità e la serietà di affrontare questo tipo di problema. Sappiamo che chi vince la battaglia del traffico regna non governa, nel senso che  pone un punto di svolta irreversibile. Di fronte abbiamo una grande sfida alla quale tutti siamo chiamati sia nelle critiche che nei suggerimenti. Mi associo alle richieste quasi unanimi riguardanti la pedonalizzazione di piazza Duomo all’interno di un percorso tutelato. Inoltre, evidenzio che anche il perimetro intorno al Comune in via Garibaldi e piazza della Repubblica  merita la tutela pedonale”.
Cons. Gianpietro Piccini (PDCI): “Il Sindaco ha parlato di luci ed ombre e dice più luci ed ombre.   Lo studio analizza complessivamente le necessità del nostro territorio, affronta la questione del traffico ed il suo snellimento, ma anche la sicurezza e l’arredo urbano. Gli obiettivi principali che si pone sono: i sistemi informatici di controllo per l’accesso al centro storico, il carico / scarico delle merci nelle zone ZTL, le zone residenziali e le relative problematiche legate al traffico, l’arredo urbano, la segnaletica e la pubblicità. Per arrivare alla proposta sono stati raccolti dati, sono state effettuate interviste e colloqui con la popolazione, sono stati prodotti questionari, sono state compite verifiche dei nuclei familiari e del parco veicolare, l’analisi dei flussi nel centro storico e nel territorio, c’è stata la partecipazione. Mi soffermo sul miglioramento della funzionalità di alcune situazioni come la rotatoria di Orvieto Scalo rispetto alla quale ho qualche dubbio che possa dare risultati auspicati, ma essendo stata oggetto di studio e valutazioni, i miei timori potrebbero essere fugati. Ci sono poi situazioni che andranno risolte con i Piani di dettaglio, mi riferisco all’allargamento dell’Amerina e a quanto può essere migliorativo del tratto di Via Angelo Costanzi. La viabilità extraurbana è probabilmente l’elemento principale della Mobilità Alternativa, mi riferisco alla variante dell’Arcone quella che dovrebbe essere l’aggiramento di Case Maggi, alla bretella di Sferracavallo e il miglioramento complessivo della viabilità extraurbana di competenza provinciale e regionale. Non credo, infatti, che il Consiglio Comunale non possa chiedere alla Provincia e alla Regione di verificare la possibilità di fare dei miglioramenti lungo le strade che gestiscono. Ad esempio la strada che va alla zona industriale è assolutamente inadeguata al flusso che sopporta, c’è poi la questione della sosta selvaggia che non riguarda solo il centro storico basta vedere ciò che accade a ad Orvieto Scalo. La questione della sicurezza stradale è sicuramente uno dei problemi più importanti della Mobilità Alternativa: tra il 2000/2003 rispetto agli incidenti stradali mentre la media provinciale è del 7,6% sia per gli autoveicoli che per le autovetture, noi siamo al 12%. E’ evidente che nel momento in cui il piano di mobilità alternativa analizza questi fatti e pone la problematica individuando delle soluzioni, è certamente un piano che va apprezzato perché stiano parlando della vita delle persone. Ma la questione della sicurezza non si esaurisce solo sugli incidenti, è anche un problema di vivibilità, è un problema di inquinamento da ossido di carbonio, da rumore, di qui l’importanza di un piano di mobilità alternativa che porta a conoscenza le problematiche per migliorare la qualità della vita. Da parte nostra esprimiamo un sì convinto al piano”.
Cons. Luca Giardini (AN): “il poco tempo avuto a disposizione per esaminare lo studio, mi porta a considerazioni generali sui presupposti e sulle conclusioni. Leggo che sono state fatte delle indagini sui commercianti e sui distributori per analizzare il funzionamento del sistema e le esigenze dei distributori, a questo riguardo ritengo che sarebbe stato utile fare interviste anche ai cittadini utenti che subiscono gli effetti dell’attuale organizzazione. La metodologia dello studio parte dalle considerazioni sul modello di sviluppo proposto di questa città che è il presupposto per giungere ad una organizzazione nuova. Ritengo seria la questione dei presupposti: si dice che Orvieto ha un modello proposto sostenibile che è dato dall’ammodernamento infrastrutturale cioè la Complanare, il recupero e la riqualificazione dell’ambiente urbano attraverso strumenti quali il sistema culturale potenziato con il PAAO ed altre iniziative. Tutto ciò è finalizzato a potenziare ulteriormente l’offerta di vivibilità della città. Però di quello che viene citato non è stato fatto quasi niente, quindi se il presupposto del modello di sviluppo è preso come ideale e astratto va bene, ma se ci si riferisce a qualcosa di concreto per trarre le conclusioni sulla viabilità, mi pare che ci sia un difetto notevole: le realizzazioni concrete ve ne sono poche. Per il centro storico si parla dell’uso di piazzale Roma sia per parcheggio interrato che per attività sportive e ricreative, anche questa è un’altra idea bella, ma puramente teorica. Manca del tutto la concretezza su cui lavorare. Personalmente non so a cosa possa servire recuperare una vecchia cisterna da conservare quando sono state demolite ben altre cose di archeologia industriale. La porta di Orvieto è nelle aspettative ma non c’è nulla di concreto. Infine, il documento contiene dati statistici impropri se non errati come quelle sul calcolo degli abitanti”.
Cons. Fausto Vergari (DS): “condivido quanto contenuto nel documento e quanto affermato dal Sindaco, per certi aspetti condivido anche i problemi presentati da Conticelli nel senso che sono situazioni reali che ben conosciamo; è altrettanto vero il breve excursus storico proposto da Gambetta che dimostra come questa città non è all’anno zero nella lotta al traffico. Il fatto è che la lotta contro l’auto è difficile, direi impari. Una città libera dalle auto è sicuramente più vivibile per i cittadini, più vantaggiosa per i commercianti, più attraente per i turisti, perciò andiamo avanti in questa direzione con rigore e decisione, ma anche con equilibrio, gradualità, soprattutto con partecipazione e con la condivisione da parte della gente. Negli anni non è stato trascurato nulla neppure nelle frazioni, l’Amministrazione Comunale sta guardando a tutto il territorio e gradualmente si sta tentando di risolvere tutti i problemi”.
Cons. Franco Picchialepri (La Margherita): “il documento in discussione rappresenta un passaggio importantissimo per la crescita della nostra città, si tratta di scelte che ne cambieranno il volto globale, dal centro storico alle frazioni. Il documento traccia le linee di indirizzo ed ha avuto una partecipazione importante con le associazioni di categoria e con i cittadini. Un documento che, individuando le criticità esistenti da anche delle risposte, è prevista una riorganizzazione delle stanze passando dalle 12 attuali a 2, sono previsti varchi elettronici che serviranno a tutelare degli spazi definiti ‘zone ‘verdi’ che vanno da Piazza Cahen a Piazza della Repubblica e da Piazza del Popolo a Piazza Duomo per la quale l’indicazione che viene data dal documento, è quella di una maggiore tutela rispetto al traffico. E’ prevista una regolamentazione non punitiva per il    carico/scarico merci. Il documento è focalizzato proprio sui punti evidenziati da Conticelli, ossia il concetto principale è quello del cambiamento finalizzato al miglioramento della sicurezza stradale a partire dai luoghi in prossimità delle scuole. Auspichiamo che vi sia convergenza su questo documento e che questo si manifesti anche in fase di attuazione delle misure previste”.

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