Se ne è parlato in Consiglio Comunale.
COMUNICATO STAMPA n. 396/06 C.C. del 20.07.06Interrogazione relativa all’indebitamento della Te.Ma.
Nella seduta del 19 luglio, il Consiglio Comunale ha esaminato la questione dell’indebitamento dell’Associazione Te.Ma. sollevata dall’interrogazione dei Consiglieri Maurizio Conticelli e Fabrizio Cortoni (Altra Città).
L’interrogazione è stata illustrata dal Cons. Maurizio Conticelli il quale ha sostenuto che “recentemente gli organi di informazione hanno dato particolare risalto alla sensibile riduzione del disavanzo della Te.Ma che, secondo l’Amministrazione Comunale, sarebbe sceso da 1.000.000 di Euro a 250.000 Euro. Ironizzando sulla notizia abbiamo immaginato che gli amministratori abbiano poteri taumaturgici o che il Sindaco avesse dimenticato il numero 1 che sta di fronte a 250.000 ovvero 1.250.000 Euro, o che si sia trattato di un refuso di stampa. La vicenda della Te.Ma per il dibattito che ha suscitato in passato e anche recentemente richiama, peraltro, l’opportunità di attivare l’apposita commissione consiliare di garanzia e controllo, tuttavia sarebbe opportuno conoscere sin da subito la verità sulla situazione debitoria. Nel frattempo abbiamo preso atto che da parte dell’Assessore Urbani in qualità di Presidente della Te.M.a, sono state fornite alcune precisazioni, sulle cifre che sono circolate vorremmo però anche una rassicurazione da parte del Sindaco”.
Il Sindaco, Stefano Mocio ha replicato “mi guardo bene dal dire che sono stato frainteso dai giornalisti. La materia è estremamente tecnica, per cui talvolta può accadere che su deficit patrimoniale e deficit di gestione ci sia la possibilità di confusione da parte di tutti. Pertanto, è utile in questa sede ricapitolare la situazione degli ultimi due bilanci e schematizzo:
Bilancio 2004
986.000 Euro di perdita di esercizio del 2004 composto da circa 666.000 Euro di debiti derivanti da precedenti esercizi e di circa 320.000 euro di debiti derivanti dalla gestione dell’anno (stagione, personale etc..), la quota relativa al costo di gestione è in parte coperta per circa 72.000 Euro dalle quote sociali, che sono andate a ridurla a circa 248.000 euro, pertanto la perdita dell’esercizio 2004 è di circa 914.000 euro (sul bilancio è riportata la cifra di € 986.000 sono compresi circa € 80.000 che appartengono all’iniziativa Umbria Jazz Winter 2003/2004 e dovrebbero essere spostati correttamente sul bilancio 2003)
Bilancio 2005
Il lavoro di risanamento iniziato dal Consiglio d’Amministrazione (revisione e razionalizzazione dei costi della stagione e del personale) si può apprezzare solo parzialmente nel corso del 2005, poiché il contratto non più rinnovato dell’ufficio stampa ha visto la sua naturale risoluzione all’inizio del 2006, altri costi sono in fase di contrattazione, perciò i benefici si avranno tra il 2006 e il 2007. Inoltre, anche la nuova impostazione della stagione teatrale si apprezzerà per intero nell’anno 2006 in quanto il primo semestre 2005 ha risentito della programmazione del 2004.
L’esercizio del 2005 termina con un deficit 263.000 Euro (costo di gestione) di cui circa 72.000 euro sostenute sempre dalle quote sociali, per cui resta un deficit di gestione di circa 191.000 euro; quindi riduzione del costo di gestione da 248.000 a 191.000 euro con un risparmio 57.000 euro, oltre al deficit di gestione resta ovviamente il deficit di 666.000 euro degli esercizi precedenti.
Bilancio 2006
Il costo di gestione dovrebbe ulteriormente scendere per effetto delle azioni suddette intorno a 172.000 Euro a cui devono essere sottratti circa 72.000 Euro derivanti dalle quote dei Soci per cui resta un deficit di struttura di circa 100.000 euro con un risparmio rispetto l’anno 2004 di 148.000 Euro; quindi (248.000 - 100.000) a cui vanno sommati ovviamente i 666.000 Euro del deficit degli esercizi precedenti.
Debito verso i creditori
Il deficit è di circa 1.105.000 Euro (914.000 euro anno 2004 + 191.000 euro anno 2005) si riflette nel debito complessivo verso fornitori, banche, enti previdenziali fino all’esercizio 2005.
Il debito pregresso potrà essere in parte risolto tramite mutuo con il quale sarà possibile dare una risposta ai numerosi creditori.
Azioni future indispensabili
Resta inteso che il deficit di fine anno 100.000 euro dovrà essere immediatamente ripianato da soci o tramite maggiori entrate derivanti delle attività di servizio della Te.Ma. per conto terzi, altrimenti si andrà ad accumulare un nuovo debito verso i fornitori e un aumento del deficit patrimoniale. L’obiettivo è arrivare ad un pareggio e garantire la sostenibilità economico-finanziaria delle rate del mutuo. Resta ovviamente il deficit patrimoniale.
Riepilogando la situazione
· Il deficit di gestione si è notevolmente ridotto dal 2004 per effetto della nuova impostazione data dal Consiglio d’Amministrazione da 248.000 Euro a 100.000 Euro circa previsti a fine bilancio 2006
· Resta per intero il deficit patrimoniale che dovrebbe essere coperto da mutuo
· Il debito di gestione di ogni singolo anno, che eventualmente si produrrà, dovrà essere immediatamente sostenuto tramite contributi specifici dei soci o tramite maggiori introiti da parte della Te.Ma.”.
“Questi dati che sono sostanzialmente precisi ha aggiunto il Sindaco denotano che sugli esercizi 2005-2006 c’è stato un lavoro importante che ha ridotto i costi di gestione facendo delle scelte estremamente coraggiose e frutto di un lavoro corale che va dall’ufficio stampa alla ricontrattazione dei contratti del personale, delle figure apicali, del costo della stagione teatrale. Si è messo mano al bilancio e c’è stato un lavoro di razionalizzare di tutte le spese. Tant’è che nel 2006 avremo un deficit di struttura di circa 100.000 euro, estremamente più basso di quello degli anni precedenti, fermo restando ovviamente il debito patrimoniale accumulato negli anni precedenti. Dunque, un lavoro serio di risanamento per razionalizzare la spesa. 100.000 euro di deficit di struttura credo che sia un risultato importante anche perché è difficile pensare a un teatro comunale come a una impresa che può stare in pareggio. La cultura e il sociale, del resto, sono materie su cui si deve intervenire per la politica della distribuzione del reddito. Cultura e sociale devono essere aiutate per poter esistere rispetto ad altri settori che sono più produttivi e che devono essere non solo in pareggio ma in attivo. Questa è la situazione della TeMa, un lavoro puntuale voce per voce che, peraltro, si sta facendo per tutte le partecipate. Si è fatto per la TeMa e per la Farmacia che, nel 2006 presenterà risultati più importanti di quelli precedenti; già dal 2004/2005 c’è l’abbattimento secco delle perdite. Credo che la strada imboccata sia quella giusta. Ciò non esclude che a tre anni dall’attuazione della cosiddetta esternalizzazione’ e societarizzazione’ di alcuni servizi, non si possa tornare a fare una riflessione più complessiva se la struttura immaginata sia la più idonea, oppure possa essere utilmente rivista e razionalizzata. La Farmacia ha fortemente ridotto il deficit già a partire dal 2004 e i dati di quest’anno saranno ancora migliori e più confortanti, resta però un problema di fondo, quello che la Farmacia non ha le superfici sufficienti per fare l’esposizione dei prodotti da banco che, oggi, sappiamo essere l’unica fonte di reddito reale per le farmacie le quali non si tengono in piedi con le ricette, ma con l’acquisto dei prodotti da banco. Entro la fine di questo anno quando si andrà a discutere la pianta organica delle farmacie, quando capiremo quali saranno gli effetti del decreto Bersani che sostanzialmente è semi-operativo, credo che su questo problema al Consiglio Comunale competa una riflessione seria a cui ovviamente la Giunta non si sottrarrà. Ringrazio i Consiglieri per aver proposto questa interrogazione che è particolarmente stimolante.”.
Il Cons. Maurizio Conticelli dichiarandosi soddisfatto ha replicato “il Sindaco ha fornito dei dati importanti nel senso che abbiamo puntualizzato la situazione debitoria della TeMa e chiarito l’equivoco nato dalle interviste. Al di là della riduzione dei costi di gestione su base annua, resta il problema pesantissimo della perdita rilevante del passato, che si pensa di colmare con un apposito mutuo, a cui aggiungeremmo anche l’opportunità che l’Amministrazione stessa si faccia carico di promuovere la ricontrattazione ad esempio con i fornitori. Resta il fatto che questa macchina è apparsa un po’ troppo grande rispetto all’attività che vi si svolge; è per questo che noi abbiamo sempre sostenuto che la Te.Ma andava rilanciata, promuovendo anche una campagne estiva di manifestazioni che non sono quelle attuali ancora troppo modeste. Indubbiamente è un motore eccezionale che purtroppo non ha ancora adeguato spazio di lavoro. Le informazioni fornite dal Sindaco sono utili ma riaprono un interrogativo sulle vicende del passato, di cui credo sia importante capire i livelli di responsabilità che hanno fatto maturare questa situazione”.