La settimana prossima a Roma, il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella incontra il Sindaco di Orvieto.
L'odierno vertice in Comune fra il Sindaco e il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati.
COMUNICATO STAMPA n. 378/06 G.M. del 11.07.06Mobilitazione interistituzionale per scongiurare la soppressione del Tribunale di Orvieto nell’ambito dell’ipotesi di riorganizzazione dei cosiddetti “Tribunali minori”.
· Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella ha accordato in queste ore al Sindaco di Orvieto, Stefano Mocio, un incontro per la settimana prossima a Roma. Lo scopo dell’incontro è quello di conoscere l’orientamento del Governo e quindi decidere le iniziative da intraprendere.
· L’annuncio è stato dato nel corso della Conferenza Stampa che è seguita all’odierna riunione congiunta fra il Sindaco e il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del Foro di Orvieto.
· L’Amministrazione Comunale, intanto, si sta attivando per ricercare il coinvolgimento diretto della Regione dell’Umbria, della Provincia di Terni, dei Parlamentari eletti in Umbria e di tutti i Sindaci dei Comuni dell’Orvietano e del bacino di riferimento del Tribunale di Orvieto.
· Per l’Ordine degli Avvocati “il disegno di riorganizzazione del Ministro è in parte condivisibile, ma è sbagliato farlo sopprimendo i Tribunali più piccoli che in Italia riescono ad assicurare la giustizia e i servizi ai cittadini in tempo reale’; quello che serve, semmai, è un riequilibrio del lavoro fra i grandi Tribunali oberati di carichi di lavoro e le strutture più piccole”.
· Una minaccia che in 35 anni è stata “sventata” almeno sette volte. In tutta Italia interessa 68 Tribunali di altrettante città con meno di 14 magistrati in organico e che proprio oggi si sono mobilitati a livello nazionale con le rispettive Istituzioni Civiche.
· L’appello alla mobilitazione riguarda tutti i cittadini, gli ordini professionali e le rappresentanze dello Stato sul territorio.
In contemporanea nelle 68 città sedi di piccoli Tribunali (i cosiddetti tribunali minori), oggi si sono svolte assemblee congiunte promosse dagli Ordini Forensi e dalle Istituzioni Civiche. All’ordine del giorno, la minaccia di soppressione di questi Tribunali così come verrebbe nuovamente riproposta (in 35 anni sono stati “sventati” almeno sette tentativi in tal senso) dal Governo, nell’ottica di procedere alla riorganizzazione del sistema della Giustizia secondo standard di snellimento, efficienza e rapidità della macchina della giustizia.
Il ridimensionamento, ovvero la soppressione di 38 tribunali minori tra i 165 tribunali italiani, si baserebbe sul fatto che il ministero individua in 14 unità, l’organico minimo di un tribunale (sezioni Civile e Penale). Così il tribunale di Orvieto è praticamente a rischio contando attualmente su 5 magistrati mentre per settembre è annunciato il nuovo Presidente del Tribunale, cioè il sesto.
Un tema che per l’Ordine degli Avvocati e le istituzioni è in parte condivisibile, ma dicono “è sbagliato farlo sopprimendo i Tribunali più piccoli che in Italia riescono ad assicurare la giustizia e i servizi ai cittadini in tempo reale” (da un recente studio effettuato dall’organismo che sovrintende ai Tribunali minori, risulta che il Tribunale di Orvieto mostra un dato di celerità nel disbrigo delle procedure molto al di sopra degli standard generali). “Quello che serve, invece concordano Ordini Forensi e Istituzioni - è un riequilibrio del lavoro fra i grandi Tribunali oberati di carichi di lavoro e le strutture più piccole, nel caso del Tribunale di Orvieto una soluzione potrebbe essere ad esempio quella di estenderne le competenze nell’ambito del bacino provinciale di Terni”.
Il Sindaco di Orvieto, Stefano Mocio ha accolto l’appello del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, mettendosi subito a disposizione e riconoscendo che “si tratterebbe di una soluzione estremamente negativa e pericolosa che comporterebbe un grave impoverimento per tutta la Città di Orvieto non solo per i diretti operatori della giustizia locale. La perdita sarebbe innanzitutto in termini di servizi attualmente resi ai cittadini che vedrebbero allungati i tempi della giustizia, ma poi perché verrebbero depotenziati se non soppressi altri servizi. Sicuramente c’è da rivedere l’organizzazione della giustizia, ma probabilmente va ripensato il modello organizzativo sulla base di una ridistribuzione territoriale che sgravi la mole di lavoro per quei Tribunali che già oggi sono in grande difficoltà a favore dei Tribunali più piccoli”.
“Ho chiesto oggi stesso un incontro urgente al Guardasigilli, On. Clemente Mastella ha aggiunto il Sindaco che altrettanto rapidamente in queste ore mi ha accordato un incontro per la prossima settimana a Roma. Lo scopo dell’incontro è quello di conoscere l’orientamento del Governo, ovviamente rappresenterò al Ministro la tipologia della realtà del Tribunale di Orvieto e delle presenze delle rappresentanze dello Stato nel nostro territorio. L’incontro sarà utile anche per decidere le future iniziative da intraprendere. Sin da ora, sottolineo il fatto che l’Amministrazione Comunale di Orvieto sarà accanto all’Ordine degli Avvocati e agli operatoti della giustizia per scongiurare questo provvedimento. Da parte nostra ci stiamo attivando per ricercare il coinvolgimento diretto della Presidente della Regione dell’Umbria, Maria Rita Lorenzetti, del Presidente della Provincia di Terni, Andrea Cavicchioli, dei Parlamentari eletti in Umbria e di tutti i Sindaci dei Comuni dell’Orvietano e del bacino di riferimento del Tribunale di Orvieto; naturalmente un peso importante sarà quello esercitato dall’opinione pubblica e dalle pressioni che anche gli altri ordini professionali riusciranno a far giungere ai vertici del Governo. E’ nostro impegno sensibilizzare e tenere costantemente informati i cittadini affinché siano soggetti consapevoli e parte attiva nella difesa dei servizi giudiziari sul nostro territorio”.
“L’adesione spontanea del Sindaco di Orvieto alla nostra iniziativa è lodevole e propositiva e l’incontro di oggi è stato particolarmente positivo ha spiegato il Presidente dell’Ordine degli Avvocati, Sergio Finetti. Abbiamo avuto notizia del provvedimento che è allo studio da parte del Ministro soltanto dalla stampa, per questo siamo grati alle Istituzioni per il ruolo fondamentale che svolgono nell’interpretare le esigenze della collettività e ricercare le soluzioni istituzionali più adeguate a scongiurare soluzioni drastiche. Il rapporto con i cittadini e le rappresentanze istituzionali è fondamentale perché solo così è possibile condividere la consapevolezza che l’amministrazione della giustizia deve organizzarsi mettendo al centro i bisogni reali dei cittadini, delle comunità e non allontanarsi da essi. I cosiddetti Tribunali minori’, di minore hanno soltanto il bacino di utenza, ma in realtà svolgono in maniera più celere e con la stessa qualità dei Tribunali più grandi, i servizi a cui sono chiamati. Un problema come questo riguarda perciò non solo gli avvocati e i magistrati anch’essi impegnati nella difesa del tribunale orvietano, oppure i dipendenti del presidio che rischiano oggettivamente il trasferimento in altre sedi di lavoro con tutti i problemi che ne possono derivare, ma tutta la comunità ai vari livelli. Non va dimenticato che nella nostra città la soppressione del Tribunale sarebbe il primo segnale di uno sgretolamento di altre presenze dello Stato sul territorio, il riferimento è al Carcere, al Commissariato di Polizia, alle Tenenze dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, alla Polizia Giudiziaria i cui organici verrebbero inevitabilmente ridimensionati”.
“L’auspicio è che il progetto del Ministro resti solo un disegno e che tutti si rendano conto della gravità di questa minaccia le cui conseguenze potrebbero impoverire seriamente il ruolo ed il peso specifico della nostra realtà territoriale ha aggiunto l’Avv. Francesco Cinti, Decano degli Avvocati di Orvieto. Apprezziamo la partecipazione convinta del Sindaco a questa azione di lotta in difesa della Città Giudiziaria di Orvieto, da parte nostra così come in tutte le 68 circoscrizioni italiane sedi di Tribunali ci attiveremo in modo preciso, fermo e deciso coinvolgendo tutti i cittadini i quali saranno i primi ad essere penalizzati nei servizi più essenziali connessi all’amministrazione della giustizia, qualora dovesse essere attuata una simile riorganizzazione”.