Le prospettive sono nel segno della stabilità.
COMUNICATO STAMPA n. 355/05 G.M. del 25.06.05Standard & Poor’s Rating Services conferma il rating a lungo termine “BBB+” del Comune di Orvieto con prospettive stabili.
Il 13 Giugno u.s. Standard & Poor’s Rating Services, ha confermato il rating di lungo termine “BBB+” con prospettive stabili del Comune di Orvieto.
L’ambito traguardo della “tripla B” è stato raggiunto grazie all’interessamento e all’impegno della Banca Nazionale del Lavoro di Roma che ha dato la propria disponibilità a costituirsi “Advisor” nei confronti di Standard & Poor’s.
Il lavoro di supporto a Standard & Poor’s, che ha esaminato la contabilità del Comune di Orvieto dal 1999 ad oggi nonché la proiezione fino al 2007, è stato effettuato dalla Dott.ssa Franca Macchia della BNL, di concerto con il Settore Finanza del Comune di Orvieto, mentre l’attività di analisi è stata condotta dalla Dott.ssa Vittoria Ferraris di Milano.
Secondo Standard & Poor’s:“il rating del Comune di Orvieto riflette un tessuto economico fiorente caratterizzato dalla prevalenza del terziario, la flessibilità relativamente elevata della spesa ed una riserva di valore rilevante insita nel patrimonio comunale. Sul rating pesano, per contro, la flessibilità tributaria contenuta e, il livello di debito residuo elevato rispetto ad altri enti assimilabili al Comune di Orvieto”.
Sempre secondo Standard & Poor’s: “i margini di manovra tributari del Comune di Orvieto sono relativamente contenuti, ancorché in linea con la media nazionale, situandosi approssimativamente al 6% delle entrate correnti 2004. In compenso, il Comune beneficia di un’elevata componente di spesa corrente flessibile (20%) nell’ambito dei servizi culturali e sociali, suscettibile di riduzione in caso di necessità. La flessibilità della spesa corrente è messa in luce dal mantenimento d’un margine corrente stabile al 5% nel 2004, nonostante il calo delle entrate correnti rispetto l’anno precedente. La flessibilità della spesa trova conferma sul fronte degli investimenti: nel 2004 si registra un rientro del disavanzo calcolato dopo gli investimenti con un anno d’anticipo rispetto alle previsioni. Il disavanzo si attesta al 9% delle entrate complessive nel 2004, in calo rispetto, al 20% registrato nel 2003”.
Standard and Poor’s ritiene inoltre che “il Comune possa confermare la tendenza alla riduzione del disavanzo nel 2005, poiché la spesa in conto capitale non dovrebbe superare il 15-20% della spesa complessiva. Nonostante l’incremento del debito residuo nel 2004 sia inferiore alle previsioni, lo stock di debito residuo si attesta a € 32 milioni, ovvero 160% delle entrate correnti del 2004, rispetto al 140% dell’anno precedente, un livello considerevole rispetto ad enti paragonabili al Comune di Orvieto”.
Secondo le previsioni di Standard & Poor’s “il rapporto tra debito residuo ed entrate correnti dovrebbe avere raggiunto un picco nel 2004, destinato a ridimensionarsi negli anni successivi in virtù dell’impegno dell’amministrazione nel contenimento dell’indebitamento. E’ altresì ragionevole supporre che l’eventuale messa a reddito del patrimonio comunale, in particolare dell’area ex Caserma Piave, non possa che migliorare la capacità d’auto finanziamento del Comune. L’economia locale è primariamente orientata al settore terziario che rappresenta circa il 70% del valore aggiunto locale. A prescindere dal settore turistico - principale elemento trainante della crescita locale la Città di Orvieto sta promovendo lo sviluppo di iniziative imprenditoriali nel settore dell’alta tecnologia. Le tensioni sulla liquidità del Comune di Orvieto emerse nel 2004 hanno reso necessario il ricorso ad anticipazioni di tesoreria, seppur a condizioni contrattuali vantaggiose. Il rischio derivante da tensioni sulla cassa risulta tuttavia mitigato dal meccanismo della delegazione di pagamento”.
Prospettive stabili
Le conclusioni sono: “Le prospettive stabili riflettono le aspettative di Standard and Poor’s in merito alla capacità del Comune di Orvieto di contenere, a partire dal 2005, la spesa in conto capitale nel limite di 15-20% della spesa, per mantenere il disavanzo dopo gli investimenti inferiore 10% delle entrate complessive. Standard and Poor’s ritiene che Il Comune possa migliorare la propria capacità d’auto-finanziamento in modo tale da alleviare la tensione su uno stock di debito residuo già elevato, che, peraltro, l’Amministrazione prevede di poter stabilizzare al livello attuale”.
L’Assessore al Bilancio, Massimo Frellicca commenta così la conferma dell’ambito traguardo della “tripla B+” (adeguata capacità di rimborso del debito): “Apprendo con soddisfazione da Standard & Poor’s che è stato confermato al bilancio del Comune di Orvieto il rating di lungo termine BBB+’ con prospettive di stabilità. In particolar modo è importante evidenziare come gli analizzatori hanno ritenuto che il terziario’ rappresenta l’elemento prevalente e fortemente positivo del nostro sviluppo economico, che l’elevata flessibilità della spesa corrente, quantificata in un 20%, ci permette di far fronte alle difficoltà e che il patrimonio comunale rappresenta una riserva di valore rilevante”.
“Mentre i margini di manovra tributari sono in linea con la media nazionale, 6% delle entrate correnti nel 2004 aggiunge l’Assessore - Standard & Poor’s evidenzia come per la parte investimenti nel 2004 si registra un rientro del disavanzo calcolato con un anno d’anticipo rispetto alle previsioni. Ricordo che il disavanzo nel 2004 si è attestato al 9% mentre nel 2003 era del 20% e che nel 2005 ci sarà un’ulteriore diminuzione in quanto la spesa in conto capitale non sarà superiore al 15 20% della spesa complessiva. Ritengo determinante che le aspettative di Standard & Poor’s, in riferimento al contenimento della spesa in Conto Capitale, siano state concretizzate a tal punto di indicare per il nostro bilancio prospettive stabili’”.
“La conferma del rating continua Frellicca - ci pone all’attenzione internazionale e nazionale visto che i comuni delle nostre dimensioni che hanno un rating di controparte sono pochissimi. La stessa Standar & Poors, evidenziando le novità della finanza pubblica in Italia cita il Comune di Orvieto, quello di Jesi, quello di Roseto degli Abruzzi e quello di Sesto Fiorentino. Per la verità il rating del Comune di Orvieto non trova termini di paragone in altre realtà della stessa dimensione in quanto siamo il più piccolo Comune d’Italia ad avere tale credibilità internazionale. Inoltre la valutazione BBB+’ con prospettive stabili ci colloca al disopra di Comuni come quello di Jesi (39000 abitanti), al pari di città della portata di Napoli e leggermente al disotto delle città più importanti d’Italia come Roma, Firenze, Venezia, Torino che hanno un rating di AA-“.
“Il trasferimento delle funzioni dallo Stato alle Regioni, Province e soprattutto ai Comuni, peraltro ancora incompiuto - conclude l’Assessore Frellicca - rende necessaria una maggiore visibilità e partecipazione alla gestione finanziaria degli Enti Locali. Alla maggiore autonomia dei Comuni deve corrispondere una maggiore trasparenza nei confronti del cittadino e di tutte le parti sociali sulle decisioni assunte dagli amministratori sia sul fronte delle entrate che su quello delle spese, insomma quel bilancio sociale che da anni stiamo cercando di ottenere. In questa ottica il rating rappresenta un importante certificato di garanzia e trasparenza. Utilizzeremo il rating per negoziare in modo più favorevole mutui bancari e prestiti obbligazionari senza dimenticare che non si può escludere a priori la possibilità di emettere da parte del Comune di Orvieto i BOC. In conclusione, ricordo come il rating sia un valido strumento autodiagnostico e di confronto con altre realtà ma soprattutto indicatore utilizzabile a fini di marketing territoriale per attrarre investimenti pubblici e privati: l’analisi di Standard & Poor’s include, infatti, la valutazione del grado di affidabilità dell’economia del territorio e dei relativi potenziali infrastrutturali”.