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Rifunzionalizzazione dell'ex Caserma "Piave".


Il dibattito svolto dai vari gruppi consiliari in occasione della seduta "aperta" del Consiglio Comunale tematico sul futuro della Caserma e per lo sviluppo del territorio.
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COMUNICATO STAMPA n. 353/05 C.C. del 23.06.05

Maurizio Conticelli (Altra Città):  “sarebbe stato opportuno, forse, rinviare il punto in discussione e tirare la sintesi dei  ragionamenti a conclusione di un’ampia fase di partecipazione. La nostra valutazione è stata, peraltro, riscontrata in diversi interventi giunti da rappresentanti della società verso i quali il nostro gruppo si è preoccupato di diffondere i carteggi relativi al business plan proprio per favorire una compiuta e attenta valutazione nel momento della partecipazione. Oggi abbiamo riscontrato un notevole interesse di persone che per molte ragioni sono legate ad Orvieto reclamano la necessità di un progetto di valorizzazione di questa realtà attraverso il riuso della caserma Piave. Mi riallaccio a quanto detto da Cortoni: non abbiamo cominciato bene allorché nel confronto istituzionale in Consiglio, malgrado le disponibilità rappresentate dalle minoranze, ai fini della modifica statutaria per attribuire dei ruol oinnovati ai consiglieri all’interno della SpA e nonostante le rassicurazioni fornite circa la opportunità e la necessità che le compagini consiliari tutte fossero rappresentate dentro RPO o almeno potessero esprimere una loro rappresentanza esperta, poi c’è stato il ‘grande tradimento’ che ha fatto si che prevalessero logiche spartitorie di potere. Ciò non ci ha impedito, comunque, ad esercitare senza indugio il ruolo che ci compete e quindi concorrere a migliorare la proposta, ipotizzando un ruolo ancor più importante per RPO spingendoci a proporne un ruolo ulteriore per ciò che concerne anche ad altre strutture presenti in città, a cominciare dall’area di Via Roma, all’ex Ospedale, fino alla Complanare. Vi invitavamo cioè a gestire RPO con la massima efficacia e razionalità ed economicità anche per ammortizzarne i costi di funzionamento. Ciò detto accogliendo anche gli auspici del Sen. Angius giriamo pagina con la proposta, ma francamente credo che ci debba essere riconosciuto lo sforzo compiuto. Questa proposta viene avanti oggi in un contesto politico ed economico un po’ particolare: a livello politico c’è un nervosismo che appartiene a dibattiti più generali talora assestati su un livello nazionale, talora di impronta tutta locale. Credo che sia evidente la spinta propulsiva che è emersa anche in molto interventi che esterni al Consiglio Comunale che oggi abbiamo ascoltato. Ravvisiamo anche noi l’esigenza di dare sei segnali di cambiamento, di novità, una spinta forte allo sviluppo ed invito il Sindaco a riflettere sul suo sloga elettorale ‘innovazione e continuità’: vediamo molto continuità e poca innovazione. Le difficoltà del Paese sono state ampiamente illustrare, c’è anche la difficoltà del bilancio comunale e del tessuto socio, economico e occupazionale, mentre avanza uno scenario sempre più di tipo federalista che ci metterà sempre più a dura prova. Non abbiamo più risorse.  Alla luce delle sfide epocali sulla sanità e il sociale che si profilano a livello regionale, e alle sfide tutte locali   per dare sostegno all’università, agli eventi e della cultura, riteniamo necessario l’aggiornamento dell’agenda politica e la ridefinizione delle priorità”. 
Fausto Vergari (DS): “Ribadisco l’apprezzamento per il lavoro fatto dal CdA di RPO e dagli esperti, lo ritengo una validissima base di partenza per sviluppare il ragionamento, da qui deve partire un grande lavoro di partecipazione che possa portare questo progetto ad essere condiviso dalla città, dal comprensorio, dalle istituzioni, provinciali, regionali e nazionali. Solo in questo modo il progetto potrà decollare e gradualmente prendere forma e concretezza; non entro nel merito del progetto che propone idee condivisibili ma certo oggi non c’è la certezza che verranno realizzate al cento per cento. Sarà l’azione di marketing a dire cosa di questo progetto potrà essere effettivamente realizzato nel giro di alcuni anni. Mi auguro che esso possa portare ad Orvieto un nuovo sviluppo sotto forma di posti di lavoro reali. Chiudo sottolineando che è positivo il lavoro portato avanti da decenni dalla forza di governo a cui appartengo ed è buono il modello attuato nella nostra città, tale da essere stato studiato da altre realtà. Oggi sentiamo dire che alla RPO dovrebbe essere affidata anche la gestione di altre infrastrutture della città, io ricordo quando abbiamo approvato lo statuto di RPO in Consiglio Comunale, le battaglie della minoranza che sosteneva che, affidando la gestione della caserma ad RPO, si andava ad espropriare il Consiglio Comunale della competenza su questo importante bene. Mi sembra che, tra quello che veniva detto allora e quello che viene detto oggi, vi sia una forte contraddizione.  E ancora, si rivendica il fatto che nel CdA non c’è un rappresentante della minoranza; ricordo che, in sede di Consiglio Comunale, il Sindaco Cimicchi propose alla minoranza di nominare un proprio membro nel CdA e ci fu un rifiuto. Quando si parla di lottizzazione, io credo che le persone che fanno parte del CdA sono persone assolutamente competenti, che poi si riconoscano politicamente nell’area della maggioranza, mi sembra come minimo normale”.
Franco Raimondo Barbabella (SDI): “io mio è un intervento politico in veste di capogruppo SDI, però, nella duplice veste, mi sia consentito di ribadire il gran lavoro serio e professionale che dell’intiero CdA di RPO ha prodotto. Quando partimmo poco più di un anno fa, molti erano quelli che pensavano che avremmo fallito fin dal primo stadio del lavoro. RPO ha smentito con i fatti quelle previsioni e tutte le discussione fatte. La ragione fondamentale per la quale venne costituita RPO era una fondamentalmente: evitare il pericolo che altre realtà non hanno evitato, quello di affidare ad altri il governo sulla città. Intendo dire la città etero diretta. Per tutto questo vanno anche ringraziati i tecnici non solo per la loro professionalità ma soprattutto per la loro disponibilità al confronto. Alla luce delle notizie di oggi e ciò che sta partendo la grande vendita del patrimonio della Difesa, circa 1200 milioni di euro, dobbiamo dire che: se Orvieto è brava batte tutti sui tempi. Intendo dire che caserme, poligoni e anche un faro vengono messe sul mercato e diventano concorrenza! Noi non siamo gli unici ad avere questo patrimonio! I grandi investitori, nazionali ed internazionali intervengono se c’è una ragione rispetto ad altri siti. Il progetto, dunque, è coerente ed appetibile. RPO crea le condizioni perché la parte privata possa essere interessata ad investire. Alle parti pubbliche spetta individuare chi mette i soldi. Il progetto è fattibile, si farà se si lavorerà sul serio su questo come su altri terreni. La storia progettuale di Orvieto per alcuni ha esaurito la spinta propulsiva; inviterei a rileggere quegli atti per vedere quanto ancora c’è da realizzare; è lo spirito del progetto Orvieto che non è esaurito! Va vista la sua capacità si smuovere una capacità progettuale, per questo non è morto! Ha avuto una sua fase. Oggi non è il tempo di  rivendicare ma di ricollocare la progettualità in un preciso contesto. Per concludere, RPO svolge una funzione di società per azioni, mettendo in gioco la professionalità dei suoi componenti e basta, senza logiche di partito”.
Stefano Olimpieri (AN): “un anno e mezzo fa ci venne assicurato che le minoranze sarebbero state investite in maniera quasi quotidiana, del processo di formazione delle scelte. Accettammo quella sfida. Da allora e da quelle promesse tutto è rimasto nel cassetto, tant’è che dal punto di vista partecipativo, le commissioni consiliari competenti non sono state convocate, se non ieri soltanto la  Terza Commissione. Allora se è vero che questo è un provvedimento ed un procedimento economico-finanziario, mi chiedo perché non è stata convocata la Seconda Commissione quella deputata alle tematiche economico-finanziarie. Non è neanche corretto che solo oggi i Consiglieri possano porre domande ai tecnici. Non si prenda in giro in Consiglio Comunale né le organizzazioni sociali intermedie! Grazie ad alcuni consiglieri il documento è circolato in maniera, ovviamente insufficiente rispetto alle necessità soprattutto le associazioni e i corpi sociali intermedi, ma almeno è circolato. Comune, oggi è stata una giornata positiva; noi  non abbiamo mai fatto muro nel confrontarci seriamente con la maggioranza sul futuro dell’ex caserma Piave. Abbiamo interessato un ministero che però non è mai stato interpellato né da RPO e dal Comune. Sono gli atti consiliari che parlano! La ex caserma è ormai l’ultimo strumento di crescita economica per questa città, vedo che si ragiona più in termini finanziaria che economici mentre noi dobbiamo creare occupazione, posti di lavoro, una situazione tale per cui i giovani non debbono essere obbligati a lasciare la città poter per lavorare. Non so se il Progetto Orvieto è terminato o è ancora in corso, si mettano d’accordo il Sindaco Mocio e il collega Barbabella che stanno su posizioni diverse però negli ultimi dieci anni, Orvieto ha perso terreno sotto ogni punto di vista. Su questo progetto deve essere strettamente funzionale al futuro della città in termini di sviluppo e non può essere che su di esso si giochino i destini politici di amministratori e burocrati di partito. Su questo documento ci si può ancora confrontare, ma si deve essere corretti”.  
Simone Basili ha risposto su questioni tecniche poste dai Consiglieri: “si tratta di precisazioni di carattere tecnico su considerazioni fatte dal Cons. Giardini in merito ai costi di trasformazione indicati in 53 milioni e non 60 milioni di euro, il progetto non va a brek even dopo 120 anni ma, come si può constatate dagli allegati al documento, al massimo dopo 19 anni e questo comunque è un problema che non riguarda RPO ma il promotore; inoltre, i 500 mila euro non sono definiti come la resa annua per RPO bensì è il canone di concessione d’uso che viene pagato annualmente dal promotore o dai promotori raggruppati che saranno o sarà scelto ed è quindi da considerare come margine puro nel senso che RPO non investe un euro nei costi di trasformazione perché sono tutti a carico del promotore, non solo ma nel piano abbiamo anche previsto, come si può vedere dalla documentazione, che tutti i costi sino ad oggi sostenuti da RPO per advisor, consulenti, ecc. saranno nell’ambito di una ‘una tantum’, spesati nel business plan”. 
Sindaco, Stefano Mocio: “ho già espresso precedentemente il mio pensiero. Aggiungo solo delle riflessioni. I tecnici hanno fornito ulteriori spiegazioni e allora io propongo una riflessione proprio sui 120 o 19 anni ed invito i consiglieri comunali a riguardare le carte relative alla realizzazione della Caserma ‘Piave’ e per quanti anni il Comune di Orvieto ha pagato il mutuo per realizzare quella struttura! Allora, quello è stato o no  un investimento e, dunque, un guadagno indotto per la città? Certo che sì! Perché c’è stato un guadagno indotto rispetto alla crescita della città in termini economici e non solo. La seconda riflessione e che RPO non mette un euro rispetto alle cose che fa e quindi, a parte le realizzazioni che avranno finanziamenti pubblici perché sono questioni istituzionali e pubbliche, nemmeno il Comune di Orvieto mette un euro in questa operazione!  Sulla questione prettamente politica, io credo che al di là degli accenti usati e i tentativi di mettere in evidenza fratture nella maggioranza – che, peraltro, non ci sono perché per noi parlano gli atti assunti all’unanimità in seno alla maggioranza stessa - tutti gli interventi sono stati importanti a dare un contributo al dibattito. Alla minoranza garantiamo che sia RPO che la Giunta ed il Consiglio Comunale saranno aperte ad ogni discussione, ben vengano le proposte concrete, non che chiacchiere. Perché PRO, in fondo, deve collazionare delle proposte, presentarle all’Amministrazione Comunale e non sostituirsi al Consiglio Comunale nelle scelte che si faranno. Su questi aspetti si può lavorare veramente tutti insieme. Questo Consiglio Comunale darà comunque un contributo storico perché è responsabilità nostra fare scelte su un immobile decisivo per tutta la città”.

Dichiarazioni di voto: 
Gambetta: “A chi ha parlato di scarsa partecipazione ebbene oggi il giorno meno indicato per sollevare questa critica, essendo stata una seduta consiliare ricca di interventi da parte di tecnici e di soggetti esterni della città che hanno dato contributi interessanti.  Quando fu costituita RPO venne fatta un’apertura precisa alla minoranza, che non accolse la proposta e allora si decise di andare avanti. Il senso della discussione di oggi  va nella direzione di smuovere  l’interesse da parte di tutti e realizzare la coesione necessaria per sviluppare un discorso concreto sulla prospettiva di quella struttura. Oggi RPO ha presentato un progetto che deve avere uno sviluppo e di cui noi prendiamo atto, iniziando un nuovo percorso di concretizzazione della sua fattibilità attraverso i necessari investimenti. Il nostro sarà un voto favorevole”.
Conticelli: “Voglio precisare a Vergari che abbiamo sostenuto RPO, ma la prova di fiducia che abbiamo dato viene un po’ meno. Dal punto di vista prettamente tecnico, come abbiamo già affermato in Commissione, pur riconoscendo l’estrema professionalità dei tecnici al di là delle valutazione dei contenuti del business plan, permangono delle perplessità sulla capacità reale di attrattività di questo pacchetto di investimenti e dei valori immobiliari, ecc. Sulla questione degli alberghi prendiamo atto che il business plan contiene delle indicazioni alternative sui diverse soluzioni modulari di realizzazioni di strutture alberghiere, allora vorrei evidenziare che ad Orvieto  prima ancora delle infrastrutture manca un’attenzione maggiore alla promozione turistica più accurata. Ribadisco, infine, il concetto di unitarietà che molti hanno reclamato: noi siamo d’accordo ma riteniamo che un altro concetto debba essere salvaguardato, quello della complementarietà con altri pezzi dei sistemi della città. Già nella precedente consiliatura evidenziammo le questioni dell’ubicazione della caserma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei Musei di piazza Duomo, degli archivi, del Museo Greco. Questi discorsi non li ho ritrovati, ho quasi l’impressione che si ragioni a camere stagne, tant’è che dalla città podestarile di Cimicchi stiamo rischiando di passare alla città tripartita: Centro Studi – Caserma – Comune. Su questa complementarietà diciamo che ci sono incertezze per ciò che riguarda l’utilizzo di alcuni immobili: io toglierei l’ex mensa che è una appendice posticcia che andrebbe demolita, sollevo anche interrogativi sulla soluzione dei parcheggi, il Sindaco è stato molto chiaro sulla soluzione dei parcheggi a Via Roma, noi siamo di avviso contrario e, comunque, vorremmo che venisse valutata la soluzione all’interno di piazza d’Armi. Per noi è importante come stare dentro alle linee guida fissate dal Consiglio Comunale; da questo punto di vista sottolineiamo la difficoltà del progetto di business plan presentato da RPO ad aggredire i problemi della realtà orvietano. Siamo piuttosto delusi per i contenuti del progetto e diamo un giudizio sostanzialmente negativo della proposta. Saremo, comunque, disponibili a dare i nostri contributi”.
Olimpieri: “dichiaro il voto contrario dal punto di vista della scelta politica fatta da un anno e mezzo a questa parte a partire dalla costituzione di RPO: il vero elemento che sostanzia questo progetto è lo ‘spezzatino’ che non rigenera la città. Non vediamo linee guida che vadano verso un vero sviluppo. Riguardo all’impresa, voglio aggiungere che va fatta coesione con l’impresa e con gli imprenditori soprattutto non con alcuni blocchi economici finanziari che per troppo tempo hanno gestito questa città assieme alla politica. Se una indicazione positiva viene data da questo Consiglio Comunale è che i gruppi consiliari da oggi possono rimettersi in cammino per parlare in maniera organica e diretta con la società, cosa che fino a adesso non è stata fatta. Per tali motivazioni il nostro voto sarà contrario, sperando che in seguito possano essere coinvolte non solo le rappresentanze del Consiglio Comunale ma le associazioni e i corpi sociali intermedi, per questo auspico che da oggi in poi si intensifichi il dibattito intorno al futuro dell’ex Caserma ‘Piave’”.
Barbabella: “tasso di rendimento interno troppo basso, Conticelli? La abbiamo già spigato in Commissione, in realtà si tratta di un tasso che scaturisce da valutazioni molto prudenziali e noi affidiamo molto agli imprenditori privati la capacità di alzare in modo molto significativo il tasso di rendimento interno, e ci sono spazi rilevanti per farlo. Egualmente sulla funzione del ‘Teatro di Vigna Grande’, l’ipotesi di 600 posti è un parametro ipotetico da sviluppare, e anche questo lo abbiamo spiegato a Conticelli in Commissione Consiliare. E’ un progetto organico che ha sua unitarietà ed è pensato per dialogare con la città, non è uno ‘spezzatino’: deve prevedere funzioni che possano rappresentare lo scatto per settori trainanti dell’economia, della società, della cultura di Orvieto. Unitarietà ma anche fattibilità e complementarietà certamente Consigliere Conticelli, ma la complementarietà di cui lui parla ha dei paletti fissi che lui ha messo e che ritiene siano i soli da tenere in considerazioni! La soluzione sui parcheggi deve essere complessiva e non da ricercare in questo o in quel posto, ecco allora le necessità di una visione ampia, di una interconnessione, di una pianificazione che tenga conto di tutti gli elementi in gioco. Credo che il dibattito di oggi dimostri che la città è ricca di capacità di riflessione; naturalmente sono giunte proposte interessanti ed è evidente che si tratta di un passo importante ma si tratta di andate, da oggi verso la ricerca della fattibilità concreta di tutte le previsioni. Questo passaggio del pronunciamento del Consiglio Comunale era fondamentale senza questo non si poteva passare alle fase ulteriori, perchè il tema è anche quello di verificare la coerenza del lavoro fatto da RPO rispetto al compito affidatole. ”.
Imbastoni: “il nostro gruppo ritiene il piano economico finanziario conforme agli indirizzi dati. Valutiamo positivo il bilancio della discussione prodotta in sede consiliare. Il Consiglio Comunale ‘aperto’ è uno strumento da praticare con grande interesse. Sul rischio dell’eterodirezione, raccomandiamo ad RPO di vigilare sempre e comunque sull’interesse pubblico. Votiamo a favore”.


 


 










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