Presentato ad Orvieto l'omonimo libro di Patrizia Mari.
COMUNICATO STAMPA n. 309/05 G.M.del 09.06.05Ha suscitato interesse il volume “Il mestiere del parto” presentato ad Orvieto.
· La ricerca umbra - unica in Italia - restituisce alla professione dell’ostetrica il meritato valore socio-sanitario.
E’ piaciuta l’idea della Consigliera di parità della Regione dell’Umbria, Marina Toschi, di indagare il multiforme mondo delle ostetriche, dedicando loro una pubblicazione unica in Italia. E’ quanto è emerso lunedì pomeriggio ad Orvieto alla prima presentazione del volume “Il mestiere del parto. Le ostetriche dell’Umbria si raccontano” curato dalla giornalista Patrizia Mari, (edito da Blu Edizioni),
Maria Antonietta Bianco, Presidente della Federazione Nazionale Collegi delle Ostetriche, intervenendo all’iniziativa patrocinata dalla Regione dell’Umbria, dalla Consigliera di Parità della Regione Umbria e dal Comune di Orvieto / Assessorato alla Cultura, ha dichiarato di accogliere con grande soddisfazione la comparsa sulla scena editoriale di un libro che per la prima volta dà voce ad una categoria con alle spalle secoli e secoli di storia. “Una professione ha sostenuto in primo luogo intellettuale, in quanto all’abilità manuale affianca ormai un grande bagaglio di conoscenze e di sapere”. Per Bianco la pubblicazione rappresenta un momento importante di riconoscimento del lavoro delle ostetriche, tanto da auspicare che ad essa seguano altre ricerche simili in tutte le regioni italiane.
“L’idea ha spiegato Marina Toschi è nata dalla volontà di attribuire alla categoria il giusto valore e restituirle lo spazio e l’importanza che riveste nel cammino della donna durante la maternità. Il quadro che emerge, non esaustivo della storia delle ostetriche in Umbria, consente anche di avere una visione della cultura della maternità nella nostra regione, sia sotto il profilo storico che sociale. Un’occasione di confronto tra i professionisti del settore e di riflessione sull’approccio alla maternità e al parto, che, a partire dalle strutture ospedaliere, sono sempre più vissuti secondo metodi fisiologici (ovvero nel modo più naturale possibile”.
Da oltre sessanta incontri con ostetriche di ieri e di oggi, che hanno prestato servizio prevalentemente in Umbria, in condotta prima e all’interno di strutture sanitarie poi, è nato dunque il libro “Il mestiere del parto”, scritto da Patrizia Mari, con la collaborazione di Elena Teatini e Luigina Miccio.
Attraverso le testimonianze dirette delle professioniste, dense di particolari, curiosità e aneddoti, viene ricostruita la storia della professione in Umbria, dal Secondo Dopoguerra ad oggi.
Ogni racconto è il tassello di un percorso lungo 60 anni, che ha visto le ostetriche passare dal servizio a domicilio, a quello ospedaliero e consultoriale; le ha poste di fronte alla drammatica scelta delle obiezione o non obiezione in occasione dell’ingresso della Legge 194 sull’aborto; le ha viste, a fianco delle donne, combattere per l’affermazione della pari dignità dei sessi e delle specificità della maternità. Ma la raccolta delle testimonianze umbre, affrontata da Patrizia Mari, non vuole essere uno sterile contenitore di storie già vissute, ma uno strumento di stimolo e sollecitazione sempre attuale che ogni lettore può interpretare e leggere con spirito e intenzioni del tutto personali.
Apprezzamenti per il lavoro compiuto sono giunti anche dall’assessore regionale alle pari opportunità Maria Prodi e dall’assessore comunale alla cultura di Orvieto Teresa Manuela Urbani, per le quali con “Il mestiere del parto”, si rivive anche il percorso che la donna ha compiuto in Umbria dalla seconda metà del Novecento, alla ricerca dell’emancipazione, del riconoscimento sociale, dell’affermazione della specificità femminile che nel parto conosce la sua più grande espressione.
Alla presentazione di lunedì pomeriggio hanno preso parte anche il vicesindaco di Castiglione del Lago Anna Cassuoli e l’assessore comunale ai servizi sociali di Magione Lando Contini, che hanno espresso giudizi molto positivi sul libro. “Questi racconti hanno detto - narrano il vissuto delle donne e sono testimonianza di vita, oltre ad essere fotografia delle condizioni sociali e culturali del nostro territorio fino agli anni ’80”.