Assoluzione "perchè il fatto non sussiste". L'accusa era quella di corruzione in un procedimento giudiziario riferito al Comune di Bresso (Milano) risalente al 1998.
COMUNICATO STAMPA n. 298/05 G.M. del 06.06.05La Corte d’Appello di Milano ha assolto “perché il fatto non sussiste” Ezio Lopes attuale Direttore Generale del Comune di Orvieto dall’accusa di corruzione in un procedimento giudiziario risalente al 1998 e riferito alla municipalità di Bresso.
Il 31 maggio scorso, la seconda sezione penale della Corte d’Appello di Milano Presidente Marta Malacarne ha assolto “perché il fatto non sussiste” Ezio Lopes attuale Direttore Generale del Comune di Orvieto dall’accusa di corruzione in un procedimento giudiziario che vedeva coinvolte anche altre persone, risalente al 1998 a seguito dell’approvazione di un piano integrato d’intervento (compreso nell’accordo di programma intercorso tra Regione Lombardia, Comune di Bresso e soggetti privati), nel Comune di Bresso dove il dirigente precedentemente esercitava le sue funzioni.
La sentenza della Corte d’Appello di Milano riforma la precedente sentenza di condanna ad un anno e quattro mesi che, altresì, non prescriveva la menzione nel casellario giudiziario e l’interruzione dalle pubbliche funzioni, emessa il 18 luglio del 2002 dal Tribunale di Milano.
Nel darne notizia lo stesso Direttore Generale, Ezio Lopes afferma: “Ho sempre avuto fiducia nella Giustizia che alla fine riesce ad emergere. Certo, sono stati sette lunghi anni di attesa vissuti, come è facile capire, nella costante altalena di accertamenti, indagini, pressioni psicologiche ma nella piena serenità di avere la coscienza morale e professionale a posto. L’attività amministrativa espone facilmente amministratori e funzionari ad incidenti giudiziari’, lo sappiamo bene; purtroppo l’accertamento della colpa presunta ha i suoi tempi durante i quali l’indagato viene comunque considerato colpevole
Che dire, è successo anche a me ad Orvieto, che dal 2000 è la mia nuova sede di lavoro, allorquando nel 2002, venne diffusa la notizia della mia condanna nel primo grado di giudizio e sulla vicenda venne costruita una campagna di stampa notevole, alimentata da componenti politiche e, forse, finalizzata a colpire, attraverso di me, la classe dirigente di Orvieto. Meglio non ripensare a quel periodo. Sono invece grato alla mia famiglia per il sostegno morale che mi ha dato, all’Amministrazione Comunale di allora, al Sindaco Stefano Cimicchi che mi scelse dandomi fiducia e alla sua Giunta Comunale e sono grado al Sindaco di oggi, Stefano Mocio che ha riconfermato la stessa fiducia nei miei confronti. Tra le tante persone che hanno saputo essere fuori dal coro degli accusatori, voglio ringraziare il collega Pier Luigi Leoni, allora Consigliere Comunale di minoranza, che non si lasciò trascinare dalle strumentalizzazioni politiche. Ringrazio i miei legali gli Avvocati Raffaele Della Valle e Maurizio Boifava del Foro di Monza che con le loro argute arringhe hanno indotto la Corte a studiare’ le carte processuali e stabilire la mia totale estraneità ai fatti e l’infondatezza delle accuse che mi erano state mosse, sia in fase istruttoria che nel processo di primo grado; ringrazio anche l’Avvocato Sergio Finetti di Orvieto che, conoscendo le varie fasi processuali, mi ha sempre incoraggiato ad avere fiducia. Ringrazio infine i tanti cittadini di Orvieto che in questi anni mi hanno dimostrato stima e amicizia. Io ho vissuto questa vicenda come una persona che all’improvviso è colta da malore e che come qualsiasi altro va da un medico specialista non certo dal veterinario; il medico prescrive la cura e il paziente cerca il farmacista coscienzioso e professionalmente corretto tanto da incoraggiarlo a trasmettergli fiducia in una pronta guarigione piuttosto che considerarlo come già morto!”.
Dal canto suo il Sindaco, Stefano Mocio commenta: “Sono sinceramente soddisfatto dell’esito positivo della vicenda giudiziaria che ha riguardato il Dottor Ezio Lopes. Lo sono innanzitutto per lui e per la sua famiglia, sul piano umano e personale e lo sono sul piano istituzionale, da amministratore, in quanto ero già presente nella precedente Amministrazione Comunale, ed oggi da Sindaco avendo rinnovato la nostra fiducia alla massima figura apicale del Direttore Generale. Spero che anche questa vicenda aiuti, per certi aspetti, ad avvicinare la Pubblica Amministrazione e i cittadini ed ad evitare in futuro tentativi di strumentalizzazione”.
L’ex Sindaco, Stefano Cimicchi dice: “Conobbi Lopes nel novembre del ’99 quando lo convocai per il colloquio per la copertura del posto vacante di Segretario Generale e sin dal primo incontro egli mi informò dettagliatamente della sua vicenda giudiziaria di cui, a mia volta e in piena trasparenza, informai la Giunta. Una vicenda maturata in un determinato contesto politico dell’Ente presso cui Lopes prestava servizio; ovvero: un atto amministrativo si può condividere o meno facendo ricorso alla giustizia naturale che è quella amministrativa, ma allora la questione venne posta all’attenzione della giustizia ordinaria. Forse l’obiettivo era quello di colpire anche quella Regione? Dico questo perché, evidentemente, in ogni latitudine e longitudine e contesto politico-amministrativo ad esempio, all’epoca dei fatti a Bresso il quadro di governo della città vedeva maggioranza e minoranza all’opposto rispetto alla nostra realtà locale - la pratica politica del ricorso alla magistratura è frequente quanto impropria. Sono contento che la vicenda si sia conclusa positivamente per Lopes a cui confermo la stima e per tutti i cittadini che devono avere fiducia nella giustizia”.