Le ostetriche umbre si raccontano nel libro che ripercorre la storia dell'evoluzione di una professione unica.
COMUNICATO STAMPA n. 292/05 G.M. del 01.06.05Pubblicato il libro sul mestiere delle ostetriche in Umbria dagli anni ’40 ad oggi.
· La presentazione del volume “Il mestiere del parto. Le ostetriche umbre si raccontano” si terrà Lunedì 6 giugno p.v. alle ore 16,30 alla Sala dei Quattrocento del Palazzo del Popolo ad Orvieto;
· Le “custodi” del parto si raccontano.
Verrà presentato Lunedì 6 giugno p.v. alle ore 16,30 alla Sala dei Quattrocento del Palazzo del Popolo ad Orvieto il volume “Il mestiere del parto. Le ostetriche umbre si raccontano” edito da Blu Edizioni, appuntamento culturale patrocinato dalla Regione dell’Umbria, dalla Consigliera di Parità della Regione Umbria e dal Comune di Orvieto / Assessorato alla Cultura.
Interverranno l’Assessore alle Politiche attive del lavoro e alle Pari Opportunità della Regione Umbria, Maria Prodi, la Consigliera di Parità della Regione dell’Umbria, Marina Toschi, l’Assessore alla Cultura del Comune di Orvieto, Teresa Manuela Urbani, l’autrice Patrizia Mari, le donne protagoniste dei racconti.
Sono previsti interventi musicali della Scuola di Musica di Orvieto e letture dell’attrice Rita Vannuccini.
Voluto dalla Consigliera di Parità della Regione dell’Umbria, Marina Toschi, il libro è stato scritto dalla giornalista Patrizia Mari, che nella raccolta delle testimonianze si è avvalsa della collaborazione delle giornaliste Elena Teatini e Luigina Miccio. Il lavoro è presentato da Maria Antonietta Bianco, Presidente della Federazione Nazionale Collegi delle Ostetriche.
Il libro Il mestiere del parto. Le ostetriche dell’Umbria si raccontano vuole ripercorrere, attraverso una raccolta di testimonianze di ostetriche e ostetrici che hanno operato, ed operano nella regione Umbria, l’evoluzione di una professione unica: l’ostetrica. Il metodo adottato per la ricerca è quello dell’indagine basata prioritariamente sull’approccio autobiografico delle fonti orali. La narrazione è suddivisa in modo da consentire diversi percorsi di lettura alternativi: quello cronologico, per facilitare attraverso ciascuna esperienza personale la lettura del cambiamento socio-culturale di una professione e della società in cui ha operato e vissuto; quello informativo libero, che permette una lettura a sezioni dislocate qua e là nel testo. Attraverso il racconto di sé emergono aspetti legati agli affetti personali, il modo di vita e i cambiamenti nel tempo della società e della professione. Una ricerca pensata per raccogliere un frammento di storia che può essere uno stimolo per ulteriori sviluppi, ma che rappresenta anche un utile strumento di conoscenza della maternità.
Raccogliendo le testimonianze spontanee di una sessantina di ostetriche umbre (scelte a campione per dare una rappresentazione più completa possibile della categoria), il libro è uno strumento utile non solo per ripercorrere l’evoluzione di questa figura professionale, ma per rivivere contemporaneamente il percorso che la donna ha compiuto in Umbria nella seconda metà del Novecento, alla ricerca dell’emancipazione, del riconoscimento sociale, dell’affermazione della specificità femminile che nel parto conosce la sua più grande espressione.
Un volume arricchito da contributi di altri soggetti che si ricollegano alla figura dell’ostetrica, quali il pediatra, il ginecologo, lo psicologo, la stessa madre, e che anche per questo si rivolge ad un ampissimo pubblico. Ogni donna, ma anche ogni uomo vi possono trovare spunti di interesse, leggendo gli interventi di chi nel tempo ha assunto molteplici ruoli e funzioni. A parlare sono infatti ostetriche (ma c’è anche un ostetrico) dal carattere determinato, coraggioso, deciso, così da poter gestire circostanze che di volta in volta affidavano loro funzioni sanitarie e sociali diverse.
La prefazione del volume è stata curata da Lidia Menapace (fondatrice de “Il Manifesto” e docente universitaria). Tra gli altri, il volume contiene un contributo di Maria Antonietta Bianco (Presidente Federazione Nazionale Collegi Ostetriche) e Anna Maria Di Paolo (Presidente del Collegio delle Ostetriche di Perugia e Coordinatore didattico del Corso di Laurea in Ostetricia dell'Università degli Studi di Perugia).
“La contrazione delle nascite spiega Marina Toschi e l’aumento delle prestazioni mediche hanno ridotto oggi gli spazi per l’ostetrica. Ma non è di certo calato nelle donne il desiderio di attenzioni, ascolto, professionalità, per mantenere e realizzare lo sviluppo di una maternità nella fisiologia”.
“Abbiamo ritenuto importante presentare ad Orvieto questa iniziativa editoriale - afferma l’Assessore alla Cultura, Teresa Manuela Urbani per promuovere la cultura del parto, che nel corso dei secoli è molto cambiata elevando senza dubbio le garanzie di salute per la madre e il bambino, nell’intento di contribuire a rivalutare questo mestiere antico come il mondo, rivalutandone cioè gli aspetti emotivi ed affettivi che, forse, si sono persi di vista nella prospettiva della medicalizzazione. Ripensare la storia del parto ci è sembrato un modo per riappropriarci di una cultura degli affetti ed emozioni che va valorizzata anche in un criterio moderno di stretta collaborazione con le strutture ospedaliere ed i servizi di base”.
“In questo senso conclude l’Assessore Urbani le testimonianze di lavoro contenute nel volume saranno un utile contributo all’impegno quotidiano che si svolge nelle attuali strutture socio-sanitarie dove, sempre più - e ciò avviene anche nella nostra realtà - le competenze mediche si intrecciano con progetti socio-educativi come ad esempio i corsi di preparazione al parto o il progetto Nati per leggere’, che guardano agli aspetti psico-sociologici del nascere”.