Dichiarazioni del Sindaco Stefano Mocio, del V.Presidente della Provincia di Terni, Loriana Stella, e dell'On. Katia Belillo.
COMUNICATO STAMPA 212/05 G.M. del 29.04.05Conferenza Stampa del Sindaco di Orvieto Stefano Mocio, del Presidente del Consiglio Comunale Evasio Gialletti, del vice Presidente della Provincia di Terni Loriana Stella e dell’On. Katia Belillo al termine della riunione di insediamento del Comitato Civico Permanente sull’emergenza viabilità ad Orvieto.
Dono l’insediamento del Comitato Civico Permanente si è svolta la conferenza stampa del Sindaco di Orvieto Stefano Mocio, del Presidente del Consiglio Comunale Evasio Gialletti, del vice Presidente della Provincia di Terni Loriana Stella e dell’On. Katia Belillo che ha riassunto le conclusioni dell’incontro.
Il Sindaco di Orvieto Stefano Mocio ha dichiarato: “Il fatto che il Consiglio Comunale abbia deciso di affrontare l’emergenza costituendo un apposito Comitato Civico Permanente evidenzia la gravità della situazione.Tuttavia la gravità di questi fatti ha una causa lontana nel tempo. E questa causa risiede nel fatto che negli ultimi decenni su quella strada non sono stati effettuati gli interventi necessari. Perciò il Comitato Civico non intende occuparsi soltanto dell’emergenza ripristinando la sicurezza e la viabilità ordinaria immediatamente, ma vuole affrontare il problema in una prospettiva di medio-lungo termine inserendo questa arteria nelle priorità della programmazione regionale.
L’interruzione dei collegamenti ordinari con il capoluogo perugino crea notevole sofferenza ai cittadini, alle aree produttive, in particolare all’area industriale di Baschi totalmente tagliata fuori,
ai pendolari che ogni giorno si recano a Perugina o Todi. Il disagio è particolarmente grave se si pensa alle difficoltà di movimento per servizi essenziali quali il 118 o i Vigili del Fuoco.
Perciò in primo luogo e necessario mettere in sicurezza e ripristinare la viabilità ordinaria, ma è altrettanto necessario, in seconda battuta, iniziare a ragionare in termini di progettazione,ideando una progettazione che sappia osare. E’ necessario, cioè, considerare l’inadeguatezza dei collegamenti che via Baschi e Todi raggiungono Perugia; un’inadeguatezza, che anche indipendentemente dall’emergenza attuale, provoca al tessuto economico orvietano una riduzione della velocità commerciale e dei flussi turistici. Quest’ultimo aspetto, strategico per l’economia della città, è quello che maggiormente risente dei recenti disagi: diversi tour-operator specializzati in pacchetti sull’Umbria infatti hanno lamentato l’estrema difficoltà di raggiungere la nostra città.
Per questo da oggi abbiamo attivato i contatti e iniziato le azioni necessarie per risolvere l’emergenza nella sua globalità. Oggi stesso, infatti, il Comitato Civico Permanente ha chiesto un incontro urgente con la Presidente della Giunta Regionale, Maria Rita Lorenzetti, con i vertici dell’ANAS e con il Responsabile Nazionale della Protezione Civile, Giudo Bertolaso.
Infine, poiché riteniamo che il problema viario Orvietano debba rappresentare una priorità nell’agenda regionale è nostra intenzione attivare una pressione crescente affinché la questione raccolga l’ adeguata attenzione di cui necessita. A questo proposito annuncio che il Consiglio Comunale ha dichiarata di voler convocare un Consiglio ad hoc sull’emergenza viabilità, Consiglio che molto probabilmente si terrà sul luogo stesso in cui è caduta la frana. Assicuro, inoltre, che la prima imprescindibile richiesta che faremo non appena inizieranno i lavori di messa in sicurezza della strada sarà quella di lavorare 24 ore al giorno ”.
Il Presidente della Provincia di Terni Loriana Stella ha poi spiegato che “da contatti telefonici di questa mattina con il Presidente Lorenzetti e i tecnici dell’Anas, sono maturati una serie di accordi ed azioni per intervenire in questa situazione che ormai, da alcuni anni purtroppo, non ha più il carattere della straordinarietà. Il primo passo è una lettera di sollecito firmata dall’ ANCI, UPI e dalla Conferenza Stato Regioni per chiedere al Governo un rifinanziamento della legge 1083 che preveda fondi per i grandi rischi. In secondo luogo, poiché la Regione Umbria ha tenuto l’80% delle risorse per le strade interregionali come è quella in questione, si prevede un intervento congiunto tra la Regione e l’Anas. Nel frattempo l’Anas si è fatta carico del tratto di strada interrotto dell’Amerina, sebbene la provinciale non sia ancora tornata di sua competenza cosa che dovrebbe accadere a breve. Il primo intervento immediato per la messa in sicurezza e il ripristino della viabilità che verrà effettuato congiuntamente da Anas-Regione, si svilupperà in due modi: da una parte il riconsolidamento dei muretti di contenimento che si sono dimostrati insufficienti, dall’altra la riprofilatura della frana con la costruzione di adeguati terrazzamenti che possano proteggere la strada, la ferrovia e il fiume sottostanti. Questo intervento e la successiva riapertura della strada, dovrebbe completarsi non prima dell’autunno. Per quanto riguarda il problema più generale della storica carenza di collegamenti e della lentezza della viabilità sulla Baschi-Todi, escludendo impraticabili progetti faraonici è allo studio una soluzione più misurata che potrebbe risolvere il problema. Questa soluzione, al vaglio dei tecnici, implicherebbe la costruzione di due gallerie che taglierebbero la stessa collina dalla quale,come è accaduto in questi giorni, provengono spesso pericolose frane.”
L’Onorevole Katia Belillo, che ha partecipato all’insediamento del Comitato Civico Permanente, ha sottolineato “la necessita, nell’immediato, di ripristinare la viabilità ordinaria con interventi anche parziali, come ad esempio l’apertura di una sola corsia. A breve, però, è necessario raccogliere attorno a questo problema l’attenzione delle massime autorità regionali e nazionali. E’ necessario in particolare, quindi, un intervento della Regione Umbria, Ente deputato a stabilire le priorità degli interventi infrastrutturali. In questo caso infatti non si tratta appena di gestire l’emergenza, ma di progettare un intervento radicale che, come tale, richiede come elemento politico di fondo la programmazione”.