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Comunicati Stampa 2004  
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Frana dell'Amerina: oggi summit da parte di esperti dei vari Enti interessati al problema.


Il parere dei tecnici e i possibili interventi da realizzare. Le richieste avanzate da Regione, Provincia e Comuni alla Protezione Civile Nazionale.
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COMUNICATO STAMPA n. 205/05 G.M. del 27.04.05

Gli esiti dell’odierno sopralluogo dei tecnici sull’area in frana in località ex SS Amerina – km 47+600. 
· La situazione dal punto di vista tecnici, i possibili interventi da realizzare, le richieste avanzate dagli Enti alla Protezione Civile Nazionale.

A seguito dei movimenti franosi di diversa tipologia che si sono verificati nei giorni 18 e 21 aprile u.s. provocando il rovesciamento di un’ingente quantità di materiale sulla ex strada statale 205 – Amerina - al Km 47+600, tale da indurre alla immediata chiusura del traffico stradale con grave disagio per la circolazione stradale di collegamento fra i comuni della provincia di Perugia, Terni e Viterbo; in data odierna, convocato dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, si è svolto il sopralluogo congiunto dell’area in questione, a cui ha fatto seguito, presso il Comune di Orvieto, la riunione dei seguenti soggetti: Giuseppe Germani – Assessore ai LL.PP. del Comune di Orvieto, Giuliano Santelli – Responsabile Protezione Civile del Comune di Orvieto, Prof. Nicola Casagli – Consulente del Dipartimento della Protezione Civile, Geol. Andrea Duro - Dipartimento della Protezione Civile, Ing. Andrea Veschi - Dipartimento della Protezione Civile, Dott.ri Arnaldo Boscherini, Ettore Lamincia, Franco Giampaoli e Adriano Cattani della Regione Umbria, Simonetta Mignozzetti – Ufficio Territoriale del Governo di Terni, Rosa Massa dell’Ufficio Territoriale del Governo di Terni, Loriana Stella – Vice Presidente della Provincia di Terni,  Ing.ri Giovanni Medori  e Marcello Boccio della Provincia di Terni, Isauro Grasselli – Sindaco del Comune di Baschi, Ing. Andrea Pratesi – Rete Ferroviaria Italiana, Ing. Luciano Grillini – Comando Prov.le VV.F. Terni, Ing. Paolo Mariantoni – Comando Prov.le VV.F. Terni, Ing. Amleto Pasquini – Compartimento per l’Umbria ANAS.

Il fenomeno
Secondo il Prof. Nicola Casagli della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile, il versante oggetto del dissesto (che ha uno sviluppo nel senso longitudinale del tratto stradale di circa 1000 metri), presenta una struttura litologica costituita da una successione di limi argillosi e sabbiosi marini pliocenici, sormontati da formazioni litoidi composte da travertini e piroclastiti, per uno sviluppo verticale che raggiunge anche i 110 metri.
Pertanto, in ragione delle diverse tipologie morfologiche del versante e dei diversi elementi presenti, l’area interessata dal fenomeno di dissesto può essere suddivisa in tre parti distinte. 
La Zona A dove, al momento non si ravviserebbero evidenze significative di instabilità (l’area è comunque da tenere sotto controllo a causa della notevole acclività del pendio a monte del muro di controripa e a valle della strada; la Zona B: dove il versante raggiunge le quote maggiori, che è stata interessata da fenomeni di crollo e di colamento del materiale argilloso-limoso e dei detriti prodotti da precedenti fenomeni di crollo; qui, la sede stradale è parzialmente protetta da muri di contenimento dotati di reti sommitali in alcuni tratti, la cui  efficacia è attualmente compromessa dall’accumulo di materiale detritico e, infine, la Zona C: dove il versante, di pendenza elevata, è molto prossimo al muro di sostegno a monte della sede stradale. I fenomeni di frana hanno provocato il riempimento dell’area d’espansione a monte del muro di contenimento e ne hanno quindi inficiato la funzionalità.

Elementi a rischio
Il fenomeno franoso in atto e la sua potenziale evoluzione interessa la sede della SS 205 in corrispondenza del km 47+600. A valle della strada è presente la linea ferroviaria lenta Roma-Firenze. Ad oggi, non si ravviserebbe la possibilità di interessamento di tale linea e delle infrastrutture connesse, anche in considerazione dell’installazione da parte della Rete Ferroviaria Italiana R.F.I., di una barriera di protezione passiva posta a valle dell’asse stradale in questione.  Anche i  corsi d’acqua Paglia e Tevere, non sembrano al momento essere interessati dal materiale prodotto dai fenomeni franosi.
 
Interventi di emergenza e strutturali.
Dall’analisi tecnica del fenomeno, gli interventi urgenti per la messa in sicurezza del versante, all’esecuzione dei quali dovrà essere subordinata la riapertura della strada, sono distinti per le tre aree individuate.
Zona A: risulta opportuno installare un sistema di monitoraggio delle deformazioni superficiali per verificare quantitativamente le condizioni di stabilità del pendio a monte della strada. In seguito ad indagini più approfondite da effettuarsi, sul luogo, potrebbe ravvisarsi la necessità di sopraelevare le reti sommitali di protezione installate sul muro di controripa;
Zona B: è altresì necessario procedere tempestivamente allo svuotamento delle aree di espansione a monte dei muri di contenimento e alla realizzazione di muri ed adeguate barriere nei tratti di discontinuità delle opere di protezione esistenti. Inoltre, occorre procedere a ridefinire il profio della parte alta del pendio con conseguente distacco delle masse instabili e a svuotare gli impluvi ripristinando le linee di drenaggio esistenti. Un rilievo idrogeologico ed idrologico di dettaglio dovrebbe permettere di verificare la possibilità di interventi di regimazione delle acque superficiali sui terreni agricoli sovrastanti la scarpata, finalizzati alla riduzione delle infiltrazioni in profondità.
Zona C: gli esperti, ritengono necessario effettuare un intervento generalizzato di riprofilatura mirato alla eliminazione delle masse instabili e alla riduzione dell’acclività del pendio a monte della strada. Anche in questa area è indispensabile provvedere alla rimozione del detrito accumulato a monte del muro di protezione.
 
Nel corso dell’incontro, i vari rappresentanti hanno formulato alcune valutazioni: i rappresentanti della Regione Umbria hanno concordato sulla suddivisione del tratto di strada interessato dai dissesti in n. 3 zone di rischio in zona A – rischio nullo o molto basso (zona direzione Orvieto); zona B – rischio medio basso (zona centrale) e zona C – rischio elevato (zona direzione Baschi).
In merito alla successione degli interventi, i rappresentanti della Regione, hanno proposto la suddivisione in due priorità: le opere provvisionali e di somma urgenza finalizzate a garantire un accettabile grado di sicurezza a breve termine, che consistono nel completamento dei muri di contenimento in cemento armato, la riprofilatura dei materiali con pendenze meno acclivi nella zona C); la riprofilatura della parete a monte della zona B) a partire dal ciglio delle scarpate, previo distacco dei materiali lapidei instabili; la  sistemazione idraulica del versante e l’eventuale captazione delle acque sorgive e, infine, eventuale realizzazione di opere di consolidamento al di sotto dell’ infrastruttura stradale.
Tale fase dovrebbe essere preceduta da un rilievo geologico, geomorfologico e geotecnico di dettaglio che metta in evidenza la natura e la geometria dei litotipi presenti, la tipologia delle frane in questione, l’esistenza di falde acquifere sospese e di sorgente, nonché le connessioni tra gli elementi suddetti e le frane. I lavori dovranno essere eseguiti con una successione temporale che possa garantire la sicurezza delle maestranze. I rappresentanti della Regione Umbria, nel chiedere alla Dipartimento Nazionale della Protezione Civile di attivare le proprie possibilità amministrative e finanziarie per affrontare i suddetti problemi, hanno insistito sulla necessità di procedere con la massima sollecitudine ad attuare quanto di competenza dei vari soggetti ed Enti coinvolti, al fine di pervenire il prima possibile alla riapertura della strada che rappresenta una infrastruttura indispensabile per il collegamento delle aree del perugino – tuderte con Orvieto, nodo importantissimo sia dal punto di vista ferroviario che stradale.

Su questo aspetto il Sindaco del Comune di Baschi, Sauro Grasselli ha espresso forte  preoccupazione per l’ennesima chiusura della strada Amerina in località Fori di Baschi. Interruzioni che tagliano a metà un territorio che ha bisogno di comunicare per motivi sociali, economici, di viabilità con l’asse autostradale. 
Il Sindaco ha ringraziato la Protezione Civile e il Dott. Bertolaso per il sopralluogo effettuato ma ha insistito sul fatto che le Amministrazioni, i Sindaci, i cittadini di questo territorio hanno necessità di risposte rapide ed immediate in termini di: riapertura della viabilità; un sistema di viabilità più sicuro e non legato a stagioni più o meno piovose; progettare e realizzare una viabilità alternativa e sicura che permetta di sviluppare con serenità lo sviluppo del territorio che non può restare diviso ed isolato per tre – cinque mesi. In questo senso, il Sindaco di Baschi, si è detto convinto che la Protezione Civile possa supportare economicamente l’intervento immediato, che possa permettere la pronta riapertura della viabilità, con il dovuto supporto della provincia di Terni e della Regione Umbria.

La Vicepresidente della Provincia di Terni ed Assessore ai LL.PP., Loriana Stella, ha ribadito la serietà della situazione che è sempre meno sostenibile per gli utenti (cittadini, imprese, automobilisti, 118, VV.F.), affermando che la soluzione va trovata in tempi rapidi a cominciare dalla riapertura, il prima possibile, della viabilità in sicurezza. Attualmente, a causa dell’evidente pericolo, sono sospesi i lavori di somma urgenza commissionati dall’Amministrazione Provinciale il 19 aprile scorso. Il primo intervento da mettere in programmazione è la riprofilatura della frana. Per fare presto e bene è necessaria un’apposita ordinanza del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile da affiancare al Decreto di dichiarazione di Stato di Emergenza, già emanato per questo territorio, ma chiaramente coperto da apposito finanziamento aggiuntivo.
 
Il responsabile dell’unità territoriale FI SUD – Direzione Compartimentale Infrastruttura - RFI Spa, Andrea Pratesi, ha ricordato che la frana ha parzialmente invaso la sede stradale per cui è stata immediatamente disposta la vigilanza continuata del tratto ferroviario in grado di procedere al fermo immediato dei treni in caso di necessità; inoltre, è stata realizzata una barriera paramassi analoga a quella già realizzata circa 20 anni fa su un tratto di circa 80 metri (per completare la protezione sull’intero tratto tra le gallerie, è prevista una barriera di circa 200 metri). L’intervento è finalizzato a proteggere la sede ferroviaria dalla caduta di massi e materiale sciolto che dovessero superare le barriere in calcestruzzo e le zone di raccolta e invaso a monte della strada. la vigilanza continua della ferrovia sarà tolta una volta completata la realizzazione della barriera.
Per eliminare il pericolo di ulteriori crolli, è ritiene però prioritario l’alleggerimento della parte alta della pendice in frana; inoltre, appare importante valutare e correggere la situazione di assorbimento delle acque meteoriche da parte della superficie a monte e a lato della pendice in frana.

Da parte del Servizio Comunale di Protezione Civile del Comune di Orvieto è stata richiamata l’informativa fornita alla Commissione Grandi Rischi.
I rappresentanti del Comune di Orvieto hanno insistito sul fatto che la S.S. Amerina rappresenta l’unico asse viario alternativo nel collegamento da nord-a sud alla A1, in caso di chiusura dell’autostrada ed allo stesso tempo, è il collegamento diretto dall’orvietano verso Perugia.
La chiusura della S.P. 205 determinata dalle frane succedutesi in data 18/20/21 aprile, di fatto ha causato una vera e propria emergenza, in primo luogo sotto il profilo della sicurezza delle persone e delle cose a causa dell’aumentato tempo di percorrenza dei mezzi di soccorso. A tutto ciò si aggiunge l’impossibilità di percorrere la Strada comunale di Corbara, alternativa all’Amerina, anch’essa chiusa per frana. Il territorio dell’Ovietano e la stessa Baschi sono raggiungibili oggi solo attraverso le S.P. 46 e 98 di Tordimonte, Baschi-Sermugnano, strade del tutto inadeguate al grande traffico pesante esistente nella zona.
Infatti, si registrano aggravi di percorrenza da parte dei mezzi di soccorso 118, Vigili del Fuoco e Polizia da Orvieto Baschi-Montecchio-Guardea, e viceversa, nell’ordine dei 20/40 minuti a seconda della destinazione e con i risultati ben immaginabili. L’area di Baschi è interessata, inoltre, da insediamenti industriali che vedono la chiusura dell’Amerina come un elemento fortemente penalizzante. L’aspetto della sicurezza è quindi centrale, ed è necessario che attraverso interventi urgenti con la messa in sicurezza dell’attuale tracciato si riapra al più presto il tracciato della 205.
A tale scopo, dai rappresentanti del Comune di Orvieto è stata avanza al Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, la proposta di inserire nell’ordinanza relativa allo stato di emergenza per le forti precipitazioni del dicembre 2004 recentemente emanata, anche la frana della S.P. “Amerina” prevedendo risorse aggiuntive agli interventi necessari sia per l’immediato ripristino, sia  per un progetto esecutivo e definitivo alla soluzione del problema.
Altra richiesta è quella di mantenere il tavolo tecnico insediato in data odierna e di procedere ad una quantificazione delle risorse utili al complesso degli interventi che si rendono necessari, ovvero: un progetto esecutivo definitivo che veda finalmente operare per una soluzione di stabile e che assicuri il collegamento tra le Regioni Umbria, Lazio e bassa Toscana.


 










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