Appuntamento alle ore 16.00 alla Sala dei Quattrocento del Palazzo del Popolo.
Tavola Rotonda sul tema: "Global news: l'informazione e i nuovi protagonisti del mondo".
COMUNICATO STAMPA n. 192/05 G.M. del 22.04.05
Sabato 30 aprile p.v. presso la Sala dei Quattrocento del Centro Congressi / Palazzo del Popolo di Orvieto avrà luogo la 16^ edizione del Premio Giornalistico “Luigi Barzini all’Inviato Speciale”;
· La premiazione sarà preceduta, alle ore 16.30 dalla tavola rotonda coordinata da Stefano Rolando sul tema: “Global news: l’informazione e i nuovi protagonisti del mondo”.
La 16^ edizione del Premio Giornalistico “Luigi Barzini all’inviato speciale”, si svolgerà Sabato 30 Aprile p.v. ad Orvieto nella stupenda cornice della Sala dei Quattrocento del Palazzo del Popolo / Centro Congressi a partire dalle ore 16,30.La cerimonia della premiazione che avrà luogo alle ore 19.00, sarà preceduta alle ore 16.00 dalla “Orazione Civile” di Monica Maggioni vincitrice della precedente edizione del Premio Barzini, e alle ore 16.30 dalla tavola rotonda sul tema: “Global news: l’informazione e i nuovi protagonisti del mondo” coordinata da Stefano Rolando nella quale si confronteranno: Antonio Di Bella, Arrigo Levi, Monica Maggioni, Pierluigi Magnaschi, Andrea Margelletti, Federico Rampini, Dennis Redmont.
L’incontro si propone di riflettere su quale sia la nuova carta geo-politica che si profila all’orizzonte. Quale scenario dell’economia e della politica ci aspetta e in che modo l’informazione racconta questo mutamento.
Si parla sempre più di Cina e di India, di Brasile e di Malaysia; e, all’improvviso sembra profilarsi il tramonto di un panorama basato sul confronto tra Occidente e Islam, centrato sulla super-potenza degli stati Uniti, su una diveniente Europa e un’indecifrabile Russia. Anche la Storia, nell’epoca della comunicazione globale e in tempo reale, sembra accelerare i suoi ritmi e si dimostra ansiosa di scoprire nuovi attori sulla scena internazionale.
Cosa c’è dietro questa retorica del nuovo? In che modo i mezzi di comunicazione stanno ridisegnando il loro perimetro di attenzione? Cosa sta succedendo e come si può raccontare questo straordinario spostamento prospettico?
Una tavola rotonda, dunque, per provare ad interrogare i segni del presente per definire qualche identikit del futuro e per capire come il flusso della comunicazione accompagna questo passaggio.
Il Premio Barzini, uno dei riconoscimenti più ambiti e prestigiosi nel panorama nazionale, è un appuntamento che richiama nella città di Orvieto le firme più prestigiose del giornalismo italiano, puntando l’attenzione su una professionalità storica la cui attualità viene con forza riproposta dall’accavallarsi di grandi eventi che stanno segnando il mondo e che, dallo scorso anno ha ottenuto il riconoscimento della Targa d’Argento del Presidente della Repubblica.
Il premio Giornalistico “Luigi Barzini” all’inviato speciale
Il premio Giornalistico “Luigi Barzini” all’inviato speciale è organizzato dal Comune di Orvieto e dal Corriere della Sera, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Consiglio Regionale dell’Umbria e della Provincia di Terni, con la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto ed il coordinamento di Ludina Barzini e Guido Barlozzetti.
La Giuria del Premio Barzini è presieduta da Gaetano Afeltra ed è composta da: Erik Amfitheatrof, Giulio Anselmi, Enzo Biagi, Rodolfo Brancoli, Mimmo Càndito, Paolo Granzotto, Alberto La Volpe, Arrigo Levi, Miriam Mafai, Monica Maggioni, Stefano Malatesta, Igor Man, Ettore Mo, Piero Ostellino, Alberto Ronchey, Paolo Rumiz, Barbara Spinelli, Gian Antonio Stella, Bernardo Valli, Demetrio Volcic.
Il Premio è l’occasione per ricordare una delle figure più affascinanti e “avventurose” del giornalismo italiano, ripercorrendo episodi ed eventi passati alla storia, attraversando il racconto di una famiglia e della sua vocazione al giornalismo.
Luigi Barzini, nato ad Orvieto nel 1874, lasciò la sua città nel 1898 e poco dopo cominciò a raccontare i piccoli e grandi fatti del mondo. “Alcuni suoi reportages, come quello sul terremoto di Messina, sul raid automobilistico Pechino-Parigi e sulla guerra russo-giapponese, sono dei classici del giornalismo viaggiante, anzi del giornalismo senza qualifiche” - scrive Ugo Stille - esemplari di una professionalità assai brillante. Di se stesso era solito dire che era diventato giornalista per caso e in modo strano e inaspettato. Lui che “era nato il più grande giornalista viaggiante” e che per primo applicò l’arte letteraria ai grandi avvenimenti del mondo.