L'appuntamento alle ore 17.30 al Palazzo dei Sette.
COMUNICATO STAMPA n. 178/05 G.M. del 15.04.05Dal 20 Aprile al 19 Giugno 2005 al Palazzo dei Sette di Orvieto mostra di pittura contemporanea di Bruce Herman dal titolo “The Body Broken Il Corpo Spezzato”.
· La mostra verrà inaugurata Mercoledì 20 Aprile p.v. alle ore 17,30 alla presenza dell’artista.
Mercoledì 20 Aprile p.v. alle ore 17.30 presso il Centro Espositivo di Palazzo dei Sette ad Orvieto verrà inaugura la mostra di Bruce Herman dal titolo: “The Body Broken. Il Corpo Spezzato”.
Il progetto e la realizzazione della mostra sono a cura dello Studio d’Arte, Fede e Storia di Gordon College (Boston), in collaborazione con il Comune di Orvieto e con il patrocinio della Regione dell’Umbria e della Provincia di Terni.
La rassegna è stata curata dal Prof. John Skillen, con il coordinamento organizzativo di Alessandro Lardani, Michelle Arnold ed Acas Services.
Oltre che all’inaugurazione della mostra, l’artista Bruce Herman sarà presente ad Orvieto da sabato 21 Maggio a venerdì 27 Maggio.
Dipingerà al pubblico nello “Studio aperto” predisposto presso l’atrio del Palazzo dei Sette, accessibile a tutti gli interessati, lavorando per l’occasione su una serie di pannelli tematici sulla vita della Vergine Maria.
La Mostra, il cui ingresso è libero ed è aperta dal Martedì alla Domenica (10.00 - 13.00; 16.00 20.00), è inserita in una programmazione di eventi culturali tra cui il convegno “Eucaristia e Escatologia: arte e teologia nel Duomo di Orvieto” che si terrà al Palazzo del Popolo dal 25 al 29 Maggio 2005 e lo spettacolo itinerante “Laude in Urbis: la Sacra Rappresentazione nel XXI° secolo” in scena per le vie della città durante la settimana del Corpus Domini.
Bruce Herman è un artista affermato nella realtà del Nord America, apprezzato da pubblici diversi ed in maniera spesso controversa. Persone di ideologia e sensibilità estetica molto differenti tra loro sentono un’attrazione comune ed un fascino particolare per le sue opere, eseguite con maestria di tecniche tradizionali e complesse, capaci di coinvolgere lo spettatore in un’esperienza visiva di oggetti e paesaggi che emergono e si ritirano, sovrapponendosi alla centralità delle figure umane.
Ogni elemento sembra alludere ad un luogo, ad un edifico, ad un’opera d’arte (ad esempio la Pietà del Beato Angelico) che Herman ama evocare con sorprendente freschezza e naturalezza ed ancora a tradizioni iconografiche (San Sebastiano trafitto dalle frecce) che all’occhio dello spettatore contemporaneo riesce a configurarsi in maniera solo parziale ed imperfetta, con un velo di mistero.
Le superfici profonde e tangibili dei dipinti di Herman funzionano come palinsesti.
Su una base di gesso lucido e bolo, foglia d’oro e foglia d’argento, l’artista costruisce strato dopo strato forme astratte, strutture architettoniche e figure umane. Poi scava negli strati sottostanti. Questi substrati appaiono evocativi e misteriosi quando vengono scoperti da fessure e varchi sovrastanti, anch’essi illuminati e penetrati dalla luce e dalla storia di ogni figura e costruzione compresente.
Il processo pittorico in sé imita i processi naturali, storici e spirituali di caducità e trasformazione, sofferenza e guarigione, sepoltura, morte e risurrezione. Questa compenetrazione di stratificazioni storiche, frammenti e vestigia crea una viva risonanza fra i dipinti di Herman e la Città di Orvieto, caratterizzata dalla sovrapposizione di livelli storici ora sepolti, ora visibili, decomposti o viventi, ora riemergenti, recuperati o riconfigurati.
Il catalogo pubblicato in occasione della mostra, contiene le riproduzioni a colori delle opere in esposizione, con un’ampia prefazione dell’artista, i testi critici di Enrico Mascelloni e John Skillen e un’esaustiva parte di apparati bio-bibliografici.