Il programma della manifestazione che vuole essere un'occasione di riflessione sull'infanzia oltraggiata nel mondo.
COMUNICATO STAMPA n. 170/05 G.M. del 08.04.05“Progetto Iqbal", una lente d’ingrandimento sui diritti dell’infanzia”. Ad Orvieto, dal 4 al 17 aprile presso la Sala del Carmine.
Con il patrocinio del Comune di Orvieto / Assessorati all’Istruzione Pubblica, Politiche Sociali e alla Cultura, del Laboratorio Teatro Orvieto, del Teatrino dei Fondi di San Miniato, della Fondazione AIDA in collaborazione con Amnesty International, di Mani Tese, di Ctm Altromercato, di Piano Terra e dell’Associazione per il commercio equo e solidale, dal 4 al 17 aprile ad Orvieto è in primo piano il “Progetto Iqbal” ovvero, una lente d’ingrandimento sui diritti dell’infanzia che propone vari appuntamenti di riflessione attraverso da una mostra fotografica, rappresentazioni teatrali, e dibattiti sui diritti dell’infanzia.
La manifestazione vuole essere soprattutto un’occasione per avvicinare adulti e piccini, ai grandi problemi che nel mondo affliggono proprio i più indifesi: i bambini.
In particolare: la mostra “Vidomegon La Schiavitù all’epoca della Globalizzazione”, con le fotografie di Alessandro Tosatto “Agenzia Contrasto”, a cura di Mani Tese, aperta per l’intera durata della manifestazione. Matinée a teatro per le scuole, invece, nei giorni 4, 5, 6, 7 e 16 Aprile a partire dalle ore 10.00 per assistere allo spettacolo “Iqbal prode cavaliere e tessitore di tappeti” tratto dal romanzo “La Storia di Iqbal” di Francesco D’Adamo con Andrea Brugnera e Natsuko Tomi, prodotto dal Teatrino dei Fondi di San Miniato Fondazione AIDA.
Il 16 aprile a partire dalle ore 16.30 verrà proiettato il video “Yatra dallo sfruttamento all’istruzione” di Adriano Zecca con testi a cura di Maria Rosa Cutillo e Erica Pedone prodotto da Mani Tese. Seguiranno gli incontri sul tema dello sfruttamento del lavoro minorile che vedranno la partecipazione di Piero Sanmartino - Coordinamento minori Amnesty International, Marinella Correggia - Comitato progetti Ctm / Altromercato, Maria Rosa Cutillo - Responsabile relazioni esterne internazionali Mani Tese. Il dibattito sarà coordinato da Maria Cecilia Stopponi Assessore all’Istruzione Pubblica e Politiche Sociali.
Il 17 Aprile alle ore 17.00 Teatro&Merenda, dopo lo spettacolo “Iqbal prode cavaliere e tessitore di tappeti”; la manifestazione “Progetto Iqbal” avrà, infatti, un epilogo gustoso: ai bambini sarà offerta una ricca merenda con le specialità dei prodotti del commercio equo e solidale (marmellate, miele, crema spalmabile al cacao, torte e succhi a volontà).
La mostra “Vidomegon La Schiavitù all’epoca della Globalizzazione”, con le fotografie di Alessandro Tosatto
La mostra vuole denunciare il fenomeno che, secondo i dati UNICEF (2002) coinvolge 30 milioni di bambini. Il traffico di minori è un problema che, per la provenienza e la destinazione dei piccoli schivi interessa i paesi di tutto il mondo. La mostra si sviluppa tra immagini in bianco e nero che ritraggono volti indimenticabili e situazioni drammatiche. Oltre all’infanzia, a questi bambini viene negata anche la possibilità di un futuro. Mani Tese svolge da anni un ruolo attivo nella lotto all’eliminazione del lavoro minorile, sensibilizzando e portando avanti progetti mirati al fine di debellare questa realtà cruda e oltraggiosa per l’infanzia.
Lo spettacolo “Iqbal prode cavaliere e tessitore di tappeti”
Lo spettacolo trasforma la storia vera di Iqbal Masih, il piccolo pakistano ucciso dalla mafia dei tappeti, in un racconto dove il protagonista diventa una sorta di eroe mitico, di “prode cavaliere”, con Fatima - l’amica di Iqbal che può sperare che Iqbal e tutti gli altri bambini, quelli maltrattati e uccisi, siano soltanto addormentati, in attesa di un principe azzurro, anzi di una principessa che li risvegli e li porti sulle strade del mondo.
Lo spettacolo - ispirato alla storia vera di Iqbal Masih che a cinque anni venne ceduto ad un fabbricante di tappeti in cambio di pochi dollari e che il 16 aprile 1995 venne ucciso mentre correva in bicicletta verso il suo paese di origine, diventando da allora il simbolo del dramma dei bambini lavoratori - utilizza una seria di filastrocche e di tecniche del racconto tipiche della narrazione popolare, che trova elementi comuni ad oriente come ad occidente.