Venerdì 25 Marzo, la giuria di specialisti dell'enogastronomia sceglierà e premierà le migliori pizze in gara nell'ambito delle sezioni "professionali" e "amatori".
COMUNICATO STAMPA n. 141/05 G.M. del 22.03.05La 3° Rassegna delle Pizze Pasquali dell’Orvietano dal 25 al 30 Marzo 2005 al Palazzo del Gusto.
· Venerdì 25 Marzo davanti alle telecamere di RAI SAT - una giuria composta da specialisti dell’enogastronomia umbra si riunirà in seduta pubblica per esaminare le pizze in gara e premiare le migliori e più attinenti alla tradizione;
· Due le Sezioni del concorso gastronomico: “professionali”, con la partecipazione di pasticceri e panificatori dell’Orvietano, e “amatori”, dedicata a tutte le famiglie della pizza, per sé, per gli amici e parenti.
· Orvieto compare alla pagina 804 di Televideo Rai - rubrica “Vicino e Lontano”: in onda fino al prossimo Mercoledì sono 4 pagine dedicate ad “Orvieto città slow di arte e di vino”, da Domenica prossima, sempre su Televideo, andranno in onda pagine sulle Pizze di Pasqua.
Pizze e torte di Pasqua in gara al Palazzo del Gusto di Orvieto. Due le Sezioni del concorso gastronomico: “professionali”, con la partecipazione di pasticceri e panificatori dell’Orvietano, e “amatori”, dedicata a tutte le famiglie e ad Orvieto sono moltissime che si cimentano ancora oggi con la complessa tradizione, quasi un rito, della confezione casalinga della pizza, per sé, per gli amici e parenti.
La partecipazione al concorso è libera, occorre solo consegnare due pizze o torte di Pasqua con allegata la ricetta utilizzata per confezionarle, entro le ore 11.00 di Giovedì 24 Marzo 2005 presso il Palazzo del Gusto di Orvieto (Convento di San Giovanni - accesso con ascensore da Parcheggio ex Campo Fiera).
Davanti alle telecamere di RAI SAT, la Giuria si riunirà in seduta pubblica nella mattina di Venerdì 25 Marzo
La Giuria è composta da:
- Rita Boini, giornalista ed enogastronomia (coordinatrice)
- Antonio Andreani, cuoco ed esperto di pasticceria ed enogastronomia, Collazzone
- Iva Barbabella, decana delle enogastronome orvietane, Unitre
- Nicoletta De Angelis, direttore artistico Corteo Storico di Orvieto
- Antonio Metastasio, Slow Food di Terni
- Pier Giorgio Oliveti, direttore de Il Palazzo del Gusto
- Maurizio Pescari, giornalista ed enogastronomo
- Claudia Tanturli, scrittrice ed enogastronoma, Monterubiaglio
Il banco di degustazione delle Pizze provenienti da tutto l’Orvietano (entrata e degustazione libera) è presso il Palazzo del Gusto fino a Mercoledì 30 dalle ore 10,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 18,30; gli assaggi saranno abbinati ai vini della Strada dei Vini Etrusco Romana in Provincia di Terni.
Tutti sono invitati a partecipare.
In questi giorni Orvieto compare alla pagina 804 di Televideo Rai nella rubrica “Vicino e Lontano”; in onda fino al prossimo Mercoledì vi sono 4 pagine dedicate ad “Orvieto città slow di arte e di vino”, da Domenica prossima, sempre su Televideo, andranno poi in onda pagine sulle Pizze di Pasqua.
Nella cultura tradizionale di Orvieto e dell’Orvietano, il momento pasquale detiene un posto di primissimo piano, essendo collegato al momento del rinnovo vegetativo e alla fine della Quaresima penitenziale. Le pizze o torte di Pasqua, dolci o al formaggio, rappresentano quindi il “cibo della festa” per definizione, il ritorno dell’abbondanza dopo l’astinenza.
Per questo ad esse era collegato un vero e proprio ciclo rituale che coinvolgeva le fasi della cerca degli ingredienti (prima di tutto le uova, elemento simbolico pasquale per eccellenza), la preparazione e la stessa somministrazione ai membri della famiglia e alla cerchia di amici come scambio bene augurante. Le pizze pasquali sono quindi ancora oggi oggetto di grande attenzione a livello familiare, e costituiscono un vero e proprio relitto vivente di una tradizione che ancora è tramandata e resa attuale in molta parte dell’Umbria.
La prima colazione pasquale iniziava verso le 11 e andava avanti per ore, non vi era una successione particolare nei cibi, era una specie di grande brunch. La tavola rimaneva apparecchiata per tutto il giorno, per accogliere parenti e vicini che venivano in visita. Sulla tavola non mancavano mai il vino e il vino santo. Tutto era stato rigorosamente benedetto il Sabato santo e perciò gli avanzi (briciole, gusci d'uovo) non venivano buttati via ma gettati nel focolare.
Proprio per diffondere alle nuove generazioni e mettere in valore i significati di questo cibo tradizionale, il Palazzo del Gusto da tre anni rimette al centro dell’attenzione le pizze come cibo simbolico e reale della Pasqua, promuovendo questa Rassegna giunta alla terza edizione, che premia di fatto la “migliore pizza di Pasqua dell’Orvietano”, portata in concorso dagli artigiani del pane e del dolce del territorio e anche dalle famiglie che ancora rinnovano quella tradizione.