Sarà recuperata a scopi didattici quale Centro di Documentazione per le Energie alternative nell'ambito del PAAO / Parco Archeologico Ambientale dell'Orvietano.
COMUNICATO STAMPA n. 136/05 G.M. del 17.03.05Formalizzato l’acquisto da parte del Comune di Orvieto, del complesso immobiliare dell’ex impianto idroelettrico “Netti” di proprietà delle Società ENEL S.p.a. e Dalmazia Trieste s.r.l., situato nella frazione di Sugano e destinato a Centro di Documentazione per le Energie alternative.
In questi giorni, mediante atto di compravendita, è stato formalizzato da parte del Comune di Orvieto l’acquisto dell’ex impianto idroelettrico “Netti” di proprietà delle società ENEL S.p.A. e Dalmazia Trieste s.r.l., per un importo complessivo di € 33.600,00 costituito da immobili situati nella frazione di Sugano al fine di recuperarli e destinarli a Centro di Documentazione per le Energie alternative.
“L’Amministrazione Comunale afferma l’Assessore ai Lavori Pubblici, Giuseppe Germani nell’ambito del Progetto Ambiente, che è in fase di definizione, sta valutando la riqualificazione dell’intero complesso, peraltro, già inserito all’interno del PAAO / Parco Archeologico Ambientale Orvietano ai fini dell’ammissione al finanziamento regionale”.
Ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell’edificio “ex Centrale idroelettrica di Sugano” di proprietà del Comune di Orvieto
Il 3 aprile 1895 venne stipulato il contratto fra il Comune di Orvieto e l’Ing. Aldobrando Netti per la realizzazione dell’impianto per la produzione di energia idraulica, denominato “Officina Netti”. Il complesso di più edifici venne realizzato a valle delle sorgenti che sgorgano alla base del promontorio su cui sorge l’abitato di Sugano, già utilizzate quale fonte di acqua potabile per la città di Orvieto.
Lungo il Fosso del Leone, sulla destra idrografica, si scavarono delle cisterne che in parte sono realizzate direttamente nel masso basaltico, che fungevano da riserva sia per l’Officina che per l’acquedotto. La condotta forzata unisce l’opera di presa alla centrale dopo un dislivello di circa 77 metri e una distanza di 600 metri, alimentando inizialmente una turbina di una potenza di 47.000 watt.
Nel maggio 1901 con l’energia delle centrale Netti venne creato il primo impianto di illuminazione elettrica del Teatro Mancinelli, mentre sono molte le ricadute anche nel campo delle piccole attività industriali ed artigianali orvietane che trovarono nuovo impulso alla produzione con possibilità di implementare i propri macchinari. Oggi nella folta vegetazione spontanea che ricopre le sponde del Fosso del Leone, si trovano i resti sia delle vasche di raccolta dell’Officina vera e propria che conserva in parte i macchinari utilizzati sin dal 1945.
Nell’ambito del P.A.A.O., l’Amministrazione Comunale ha previsto il recupero della centrale Netti per scopi didattici, offrendo uno spaccato di archeologia industriale unico nel suo genere per l’area del Parco stesso.
L’Officina,infatti, si mostra come contenitore ideale della documentazione relativa alla sua ideazione e si inserisce pienamente nel panorama di energie rinnovabili per le quali Orvieto aspira ad avere un ruolo primario attraverso il progetto “Hydrogencities”. Contestualmente si intende ricordare la figura dell’Ing. Netti, personaggio di spicco del mondo politico ed economico sullo scorcio del XIX secolo, sino al 1925, anno della sua morte.