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Il Consiglio Comunale ha approvato la Variante al PRG/ Parte Strutturale.


Lo strumento urbanistico è stato adeguato al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.
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COMUNICATO STAMPA n. 537/04 C.C. del18.12.04

Il Consiglio Comunale ha approvato definitivamente la Variante al PRG / Strutturale adeguata al P.T.C.P. provinciale, già approvata dalla Provincia di Terni.

Nella seduta del 17 dicembre u.s., il Consiglio Comunale ha approvato in via definitiva (n. 12 favorevoli, n. 3 contrari: Conticelli, Olimpieri, Zazzaretta), la Variante al PRG / Strutturale che venne adottata dal precedente Consiglio l’8 marzo scorso e che introduce nuove previsioni ed adegua lo strumento urbanistico al P.T.C.P. della Provincia di Terni (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale).  La Variante è stata approvata dalla Provincia di Terni che ha recepito le prescrizioni espresse dalla conferenza istituzionale riguardo ai vincoli paesaggistico-ambientali e alla disciplina paesistica per la conservazione delle risorse del territorio.  
L’approvazione della variante da parte del Consiglio Comunale, conclude la procedura di variante al PRG / Parte Strutturale che lo stesso Consiglio aveva avviato il 31 Luglio 2003 con l’approvazione del documento programmatico. L’attuale variante, ad oltre tre anni dall’approvazione del PRG/S, elaborato dal Prof. Bernardo Rossi Doria e definitivamente approvato a febbraio 2000, tratta diversi temi. La “forma piano”, intendendo con ciò, come il Prg, organizza le proprie previsioni progettuali, in particolare nel rapporto tra disegno e norma. Il vigente Prg, elaborato ai sensi della L.R. 31/97, utilizza lo zoning e suddivide le aree destinate a Standard (S) e le zone per attrezzature (F) in sottozone, le raggruppa in due uniche zone, ne fissa i limiti massimi (indici e altezza per ogni singola sottozona). 
In coerenza con il PTCP, la suddetta Variante, ha la finalità di attuare politiche di sviluppo urbano e territoriale efficaci ed ambientalmente sostenibili, ovvero proseguire nell’opera di razionalizzazione delle scelte urbanistiche, correggendo alcune previsioni che, come confermano le relazioni specialistiche allegate alla variante stessa, erano localizzate in ambiti a elevata sensibilità storica archeologica ed elevata fragilità geomorfologica e ambientale.

Metodologia seguita per l’adeguamento al PTCP ha richiesto:
- la consulenza tecnico-scientifica relativa alla pianificazione paesistica del territorio del comune di Orvieto si è sviluppata attraverso l’utilizzo di metodologie consolidate di analisi paesaggistica, con specifico riferimento ai parametri individuati dalla disciplina di Ecologia del Paesaggio, in relazione agli studi analitico - diagnostici del PTCP;
- il quadro conoscitivo delle risorse paesistiche al fine di costruire una base di conoscenza generale del territorio comunale e della differenziazione dei caratteri paesistici individuata dalle Schede delle Unità di Paesaggio
- l’analisi dei dati d’indagine geologica, geomorfologica ed idrogeologica, con specifico riferimento alla stabilità, alla vulnerabilità e alla permeabilità dei suoli;
- lo studio dell’analisi del patrimonio edilizio diffuso sul territorio, al fine dell’indagine a campione sull’edilizia colonica sparsa e per la conoscenza della diffusione di beni storico-archeologici; 
- le analisi paesistico-ambientali, sull’evoluzione storica dei caratteri paesaggistici e di uso del suolo (tipo di coltivazioni, presenza di aziende agricole e zootecniche, aree boscate, analisi del mosaico dei soprassuoli), effettuate sulla base dell’evoluzione documentata con cartografie storiche, foto aeree, specifiche consulenze  agronomiche e sopralluoghi di verifica.
- le analisi urbanistiche legate all’evoluzione storica degli insediamenti ed ai sistemi delle infrastrutture elaborate sulla base dell’evoluzione documentata con specifiche analisi, cartografie e sopralluoghi per la verifica dello stato attuale.

Ne un risulta un quadro conoscitivo completo delle conoscenze dei caratteri paesistici del territorio comunale, idoneo a costituire la base di riferimento per la definizione delle scelte di pianificazione, in relazione alla salvaguardia delle risorse paesistiche. Questo quadro conoscitivo, completo delle varie e specifiche discipline, ha favorito la definizione del territorio come sistema di Subunità di Paesaggio, con la suddivisione in aree omogenee per caratteri paesistici. Sono stati individuati, inoltre, i sistemi paesistici strutturali del territorio, con specifico riferimento ai beni naturalistici e storici (parchi, aree archeologiche, ecc.), ai sistemi forestali ed agroforestali, (boschi e foreste demaniali, aree di interesse agricolo, corridoi ecologici), ai corsi d’acqua, alle emergenze geologiche, alle visuali paesaggistiche, unitamente ai rapporti tra nuclei e borghi rurali, insediamenti urbani ed aree di margine col territorio agricolo.
L’analisi dei sistemi paesistici strutturali ha reso possibile l’elaborazione della Disciplina paesistica speciale per la conservazione delle risorse.
La divisione del territorio in Subunità di Paesaggio ha costituito la base di riferimento per le successive sintesi dei caratteri paesistici del territorio, delle dinamiche evolutive prevedibili e delle strategie ipotizzabili per una sua gestione compatibile con la risorsa paesaggio. Attraverso la definizione dei Tipi di Paesaggio e delle Tipologie delle Aree Agricole è stato possibile definire una suddivisione dell’Ambito Territoriale Rurale delle Macroaree e in sottozone E1,E2,E3,E4,E5 per specifiche caratterizzazioni e con dettagliate prescrizioni paesistiche, che sono confluite nella Disciplina urbanistica e paesistica per il governo dell’ambito rurale.

“Con la variante in questione – ha spiegato l’Assessore all’Urbanistica, Nazareno Desideri - si dimostra quindi una profonda attenzione per il governo dell’esistente, si vuole cioè riqualificare e modernizzare la città,  rigenerando e attrezzando il territorio nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile e con l’obiettivo principale di valorizzare le risorse storico - archeologiche e ambientali. Le nuove previsioni introdotte, riguardano in particolare: l’ampliamento della zona PEEP a Sferracavallo, per una superficie territoriale di 6.964 mq (circa 56 nuovi abitanti). Contemporaneamente vengono potenziati gli standard prevedendo una nuova superficie pari a 17.970 mq.; l’ampliamento della zona industriale a Bardano, per una superficie di 141.770 mq., e il contemporaneo cambio di destinazione di zona dell’area che in sede di variante al P.R.U.S.S.T. era stata destinata a scalo merci, a zona D, per una superficie di 96.150 mq. Ciò in quanto alcuni problemi tecnici rendevano economicamente improponibile la sua realizzazione. L’area per lo scalo merci è stata individuata, in aderenza alla Complanare, vicino il fosso Romealla ed in aderenza ad un’area industriale esistente. E’ poi previsto l’ampliamento della zona D a Ciconia di circa 11.000 mq., una zona F a Torre San Severo (50.830 mq.), per la realizzazione di un complesso sportivo e l’introduzione di alcune zone B che per un errore informatico erano presenti nel Prg.O e non nel Prg.S. Sono stati inoltre reintrodotte alcune zone B del precedente Prg, che per errore non erano state riportate e sono state ampliate alcune zone B già inserite che non arrivavano al lotto minimo (500 mq). Il tutto per una superficie di circa 9.000 mq. Previsto, inoltre, il potenziamento delle previsioni di standard, per una superficie complessiva pari a 104.442 mq così suddivisa: Bagni 1.211 mq., Morrano 510 mq., Morrano Vecchio 520 mq., Sferracavallo 17.978 mq., Ciconia (56.898 mq., è stato potenziato il verde lungo il fiume Paglia, ricompreso nell’ambito AG Parco Urbano del Paglia), Orvieto Scalo 27. 325 mq., l’ampliamento della zona F, introdotta con la variante P.R.U.S.S.T., in aderenza ai luoghi da valorizzare fino a ricomprendere anche il laghetto sportivo. La Variante contiene infine la previsione di una nuova zona F a Ciconia tra la zona D e la zona C; una diversa suddivisione e localizzazione senza aumento di superfici delle zone PEEP ed RSA a Ciconia, in località Poggente e San Giorgio, mentre una parte della zona precedentemente destinata ad RSA in località Poggente), è stata destinata a zona PEEP; a Morrano la zona PEEP è stata spostata per motivi geomorfologici e destinata a zona C di espansione, senza aumentare la superficie. Con l’introduzione della strada di collegamento territoriale denominata ‘Complanare’, su cui sia la Regione che la Provincia, si sono già espresse in sede di conferenza dei servizi. è prevista una fascia di ingombro per evitare che eventuali piccoli spostamenti, in fase di progettazione definitiva, comportino la variazione al Prg.S; da ultimo è previsto il potenziamento di tutta una serie di strade urbane”.
“Tutte le previsioni sia le nuove introdotte che quelle già vigenti – ha aggiunto l’Assessore Desideri - sono state verificate in relazione alla loro pericolosità geomorfologica. Questo, insieme a ragioni storico archeologiche ha portato allo stralcio di numerose zone B per una superficie di circa 51.500 mq.  Coerentemente con gli obiettivi di tutela e valorizzazione del territorio e dei beni storici archeologici contenuti nel PTCP, sono state stralciate le zone localizzate nel territorio intorno alla Rupe e lungo la Selciata. Ambito ad elevata qualità figurativa, in cui il variato e numeroso complesso di immagini panoramiche dovute alla combinazione – sovrapposizione delle visuali incrociate fra la vista della Rupe, la pianura del Paglia e l’intera corona delle alture circostanti, arricchito dalla presenza dei beni archeologici, è da preservare e tutelare”.
 
Le valutazioni dei vari gruppi consiliari che hanno preceduto il voto sono: Cons. Maurizio Conticelli (Altra Città) ha confermato la contrarietà a questo PRG ed ha espresso il voto contrario rinunciando ad un intervento più aprpofindito, anche il Cons. Felice Zazzaretta (AN) non è entrato nel merito del piano né della variante ed ha lamento il fatto che i tempi tecnici per l’esame di certi argomenti molto rilevanti sono troppo stretti seppure siano quelli previsti dal regolamento comunale. Il Cons. Gianpietro Piccini (PDCI) ha parlato di un PRG che è di forte tutela del territorio e di rispetto ambientale, che tutela a da garanzie ai cittadini; di analogo avviso anche Cons. Marco Frizza (DS) che ha rilevato l’importanza del lavoro e delle previsioni relative allo sviluppo della zona industriale, auspicando, altresì, il calmieramento dei prezzi dei lotti anche attraverso una azione mirata del Consorzio Cres.Endo. 
Il Cons. Franco Raimondo Barbabella (SDI) ha sottolineato che con la variante giunge a compimento l’iter complesso iniziato negli anni ’90, quando le scelte più importanti furono assunte con lo studio di Bernardo Rossi Doria ricordando l’azione svolta perché si cambiasse impostazione su alcuni aspetti caratterizzanti del piano fino a giungere all’adozione e poi approvazione nel 2004 di cartografie e norme che hanno rappresentato una vera svolta nel modo di affrontare il territorio. Barbabella ha parlato di uno strumento che rappresenta un patrimonio di conoscenze e di norme veramente importante e di un percorso molto articolato fatto di progressivi aggiustamenti ed approfondimenti, che oggi permette di disporre di uno strumento molto più raffinato e specifico nelle sue varie parti. Per Barbabella si chiude una fase importante e se ne apre un’altra delicata, quella del PRG Operativo perché è importante il coordinamento e la pianificazione degli interventi a cominciare dalla Complanare, fino alla viabilità adeguata e allo sviluppo dell’area industriale. 
Per il Cons. Massimo Gambetta (DS) la variante è uno strumento che torna sicuramente migliorato dagli studi specifici che lo accompagnano e che adegua il nostro strumento urbanistico al piano di coordinamento provinciale PTCP. Il Consigliere ha poi evidenziato la valenza sociale oltre che ambientale del PRG in quanto da un lato risponde a quelle persone che hanno bisogno di avere una abitazione dando risposte alla fasce deboli con aree di Edilizia Economica e Popolare e dall’altro al miglioramento degli standard di servizio rivolti alla popolazione anziana; mentre il Cons. Massimo Morcella (F.I.) ha dichiarato la propria astensione. Secondo il Cons. Roberto Meffi (La Margherita) il PRG è ambientalmente sostenibile e di grande sensibilità e salvaguardia; esso inserisce alcune fasce di necessità: case per tutti, ampliamento della zona industriale di Bardano con ricadute occupazionali, zone sportive, la reintroduzione di alcune zone B, la viabilità e potenziamento di alcune strade urbane, la valorizzazione della viabilità intorno alla Rupe e lungo la Selciata. 
 
Il Sindaco, Stefano Mocio dal canto suo ha affermato: “quando agli inizi degli anni ’90 si delineava in Italia e ad Orvieto una politica bipolare, nel momento in cui io scelsi il centro-sinistra mi trovai all’interno di una maggioranza che veniva da lontano con la quale non condividevo tutto rispetto al passato, quindi, ogni volta che si chiude una fase e se ne apre un’altra vi sono dei momenti di transizione che vengono vissuti come tali. Ciò è legittimato anche dalle scadenze elettorali. Detto questo, non si deve sminuire il lavoro fatto nell’ultimo decennio sulle politiche di regolamentazione del governo del territorio e, mentre tante altre realtà a noi simili, non riuscivano a realizzare una regolamentazione del governo del territorio, ad Orvieto le amministrazioni che si sono succedute vi sono riuscite. Ciò non significa che tutto va bene e tutto sia concluso: con l’approvazione di questo atto, si chiude una fase e se ne apre un’altra a cominciare dalla regolamentazione operativa. Abbiamo un passato, un presente, un futuro di fronte. Questo è un momento in cui andremo a progettare il nuovo futuro con il metodo della partecipazione collegiale e della giusta informazione che riguarderà l’assemblea dei cittadini, i Consigli di Zona e il Consiglio Comunale”.
“L’Amministrazione Comunale – ha concluso il Sindaco - non delegherà le scelte urbanistiche ma utilizzerà tutte le disposizioni di legge per dire la sua nel rispetto del programma di governo che si è data. Senza entrare nelle varie questioni contenute nel Piano, mi limito a dire che il nostro PRG è uno strumento perfettamente adeguato al piano territoriale di coordinamento provinciale e dobbiamo riconoscere che esso ha dato risposte all’altezza degli interessi della comunità, pertanto nel PRG Operativo riprenderemo la filosofia che sta alla base del fondo.  L’impegno della Giunta e del Consiglio Comunale deve essere quello di tradurre in atti concreti e operativi le cose indicate. Deve essere colto, infine, un momento importante per questa maggioranza e cioè: è stato portato  fino in fondo un percorso intrapreso”. 
 

 

 


 










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