Al fine di estendere le adesioni alla rete per il sostegno delle Comunità di Pace in Colombia.
COMUNICATO STAMPA n. 529/04 G.M. del 17.12.04L’Amministrazione Comunale ha incontrato i rappresentanti della Comunità di Pace di San Josè de Apartadò di Columbia.
Ieri, presso la Sala del Governatore di Palazzo dei Sette, il Sindaco, Stefano Mocio, i membri della Giunta, dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale e rappresentanti dei gruppi consiliari hanno incontrato il rappresentante della Comunità di Pace di San Josè de Apartadò di Columbia, Wilson David Iguita. All’incontro hanno partecipato, inoltre, il Presidente del Consiglio Provinciale di Terni, il Presidente del Consiglio Comunale e dell’Ufficio per la Pace di Narni, i rappresentanti delle Associazioni Emergency ed Etneiro.
L’incontro si collocava nell’ambito dell’allargamento delle adesioni alla Rete per il sostegno alla Comunità di Pace di San Josè de Apartadò per la Cooperazione decentrata, a cui in ambito provinciale, hanno già dato la loro adesioni la Provincia di Terni e il Comune di Narni.
Il Sindaco, Stefano Mocio, ha coordinato il dibattito evidenziando che la Colombia, da quaranta anni, vive in un clima di lotta tra gruppi militari, paramilitari ed esercito governativo per lo sfruttamento del narcotraffico, con la conseguenza drammatica del coinvolgimento principale della popolazione civile che ha pagato e paga annualmente un tributo pesante di morti, sfollati (si calcolano approssimativamente 3 milioni di sfollati forzati) e scomparsi.
Il rappresentante della Comunità di Pace di San Josè de Apartadò ha testimoniato che, in contrasto a questa dura realtà, emerge quella che alcuni studiosi hanno definito la “geografia della speranza” composta da numerose iniziative di costruzione di pace dal basso, realizzati generalmente nei settori più colpiti del conflitto; ovvero: organizzazioni di donne, indigeni, afro discendenti e contadini, sono stati protagonisti di primo ordine nella realizzazione di proposte alternative di vita, dirette a creare spazi per la difesa della vita degna ed il territorio.
Le Comunità di Pace – così si chiamano – sono comunità rurali che si impegnano a non intervenire a favore di alcun contendente in guerra, a non portare armi e a favorire qualsiasi iniziativa di pace portata avanti dai gruppi sociali più colpiti dal conflitto: donne, indigeni e contadini. Le Comunità di Pace sono cioè, comunità rurali che si sono dichiarate apertamente neutrali di fronte alla guerra, in un paese dove la neutralità è severamente punita da parte di tutti gli attori armati, i quali, peraltro, hanno iniziato nei confronti delle Comunità di Pace campagne di stigmatizzazione ed aggressione diretta che spiegano l’alto costo pagati da questi collettivi in termini di assassini, minacce permanenti, blocchi economici, persecuzioni. Nonostante questa ferrea opposizione, le comunità di pace continuano ferme nella loro lotta per la difesa della vita e del territorio.
Le Comunità di Pace,la loro tutela e moltiplicazione, costituiscono una reale opportunità per strutturare un supporto sociale per la pace.
La Comunità di Pace di San Josè de Apartadò ha subito accuse anche autorevoli da parte dello stato colombiano, aggressioni e minacce di deportazioni. Questa comunità è composta da 1.300persone di cui oltre 106 sono state assassinate all’indomani della costituzione come Comunità di Pace, e conta centinaia di violazioni dei Diritti Umani.
Nel 2003 in Italia, Enti Locali, istituzioni ed associazioni hanno costituito la Rete Italiana di Solidarietà a Sostegno delle Comunità della Pace del Chocò ed Urabà in Colombia con lo scopo di fornire sostegno politico al processo di legittimazione delle esperienze di resistenza civile nonviolenta alla guerra e allo sfollamento forzato, nel rispetto di diritti civili.