Il tema è: "Orvieto, l'Etruria meridionale interna e l'agro falisco". Il programma dei lavori che si terranno al Palazzo dei Congressi.
COMUNICATO STAMPA n. 504/04 G.M. del 04.12.0412° edizione dei Convegni Internazionali di Studi sulla Storia e l’Archeologia dell’Etruria, ad Orvieto dal 10 al 12 Dicembre 2004, al Palazzo dei Congressi.
· “Orvieto, l’Etruria meridionale interna e l’agro falisco” è il tema della discussione di storici e archeologi.
Dal 10 al 12 dicembre p.v. si terrà ad Orvieto presso la Sala dei Quattrocento del Palazzo dei Congressi, la 12^ edizione dei Convegni Internazionali di Studi sulla Storia e l’Archeologia dell’Etruria, organizzato dalla Fondazione per il Museo “Claudio Faina” in collaborazione con il Comune di Orvieto. La partecipazione è libera.
Il tema scelto per l’anno 2004 è Orvieto, l’Etruria meridionale interna e l’agro falisco. Si torna, cioè, ad esaminare esame aspetti territoriali affrontati in chiave storica. Al centro dell’attenzione vi è l’area intermedia tra le importanti poleis etrusche di Velzna (Orvieto) e di Tarquinia, considerata il cuore dell’Etruria nelle fonti letterarie antiche. Si pensi, in proposito, che Tarquinia è legata ai miti di fondazione della civiltà etrusca, attraverso le figure di Tagete e di Tarconte, mentre nei pressi di Velzna era situato probabilmente il Fanum Voltumnae il santuario federale della Dodecapoli. Inoltre verranno presi in esame i territori limitrofi controllati dai Falisci e dai Sabini.
I lavori del convegno si apriranno Venerdì 10 dicembre alle ore 16.00 con i saluti di Isidoro Galluccio, Presidente della Fondazione Faina, di S.E. Giovanni Scanavino, Vescovo di Orvieto-Todi, e di Stefano Mocio, Sindaco di Orvieto.
L’incontro proseguirà con un intervento di Giovanni Pugliese Carratelli (Accademia dei Lincei) e poi con le relazioni di Giovanni Colonna (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”) su: “Questioni tiberine: l’etnico dei fallisci in lingua sabina”, Adriano Maggiani (Università degli Studi di Venezia) su: “Il cippo di Larth Cupures Veiente e gli altri semata a testa umana da Orvieto”, e con le comunicazioni di Marisa Bonamici (Università degli Studi di Pisa) su “Scultori itineranti a Orvieto in età ellenistica” e Stephan Steingräber (Università degli Studi Roma Tre) su: “Testimonianze di pittura funeraria: quali rapporti tra Volsinii e Tarquinia?”.
La giornata di Sabato 11, divisa in due sessioni (con inizio rispettivamente alle ore 9.00 e alle ore 15.30), vedrà gli interventi dei protagonisti diretti delle ricerche.
Nella mattinata sono previste le comunicazioni di Donatella Gentili (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”) su “La produzione dei sarcofagi volsiniesi in pietra”, Enrico Pellegrini (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana) sui “Rapporti tra l’agro di Pitigliano e il distretto Volsiniese-Tiberino”, Armando Chierici su “Armi e armati nella società visentina”, e di Irene Berlingò (Direzione Generale Beni Archeologici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali) sui “Rinvenimento da Poggio Evangelista (Latera)”.
Seguiranno le relazioni di Maria Bonghi Jovino e Lucio G. Perego (Università degli Studi di Milano) su: “Tarquinia e il suo entroterra: appunti di topografia storica”, di Anna Maria Moretti e Laura Ricciardi (Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale) su “Tuscania e Orvieto”.
Nel pomeriggio interverranno Giovannangelo Camporeale (Università degli Studi di Firenze) sul tema: “Dall’agro falisco-capenate verso le valli del Fiora e dell’Albegna” e Paola Baglione (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”) su “L’orizzonte più antico di Falerii”. Seguiranno le comunicazioni di Claudia Carlucci su “Terrecotte architettoniche tardoarcaiche. Quale rapporto tra Volsinii e Falerii?”, di Laura Ambrosini (Istituto di studi sulle civiltà italiche e del Mediterraneo del CNR) su “circolazione della ceramica attica nell’agro volsiniese e falisco: un confronto”, di Maria Cristina Biella (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”) su “Ricontestualizzazione di epigrafi da Falerii Veteres”, Paola Moscati (Istituto di studi sulle civiltà italiche e del Mediterraneo del CNR) su “L’abitato di Falerii Veteres dalla documentazione di archivio alla cartografia moderna” e Stefano Bruni (Università degli Studi di Ferrara) su “Cavios Frenaios ceramista a Felerii”.
La mattinata di Domenica sarà caratterizzata dagli interventi dei ricercatori dell’Istituto di Studi sulle Civiltà Italiche e del Mediterraneo del Consiglio Nazionale delle Ricerche incentrati sui rapporti tra Orvieto e l’area sabina e di Mariarosaria Salvatore (Soprintendente Archeologo per l’Umbria) che presenterà una rassegna completa degli scavi in corso in Umbria.