Approvato un ordine del giorno che verrà inviato al Governo Italiano.
COMUNICATO STAMPA n. 498/04 C.C. del 01.12.04Il Consiglio Comunale, a maggioranza, esprime lo sdegno per l’attacco alla libertà di espressione nei confronti del diplomatico palestinese in Italia, Alì Rashid.
· Approvato un ordine del giorno.
Nella seduta del 29 novembre u.s., il Consiglio Comunale ha approvato un ordine del giorno nel quale l’Assemblea Civica impegna il Sindaco e la Giunta ad esprimere il proprio sdegno e l’appello a tutte le istituzioni, alle forze democratiche e alla comunità locale affinché respingano l’attacco alla libertà di espressione nei confronti del diplomatico palestinese in Italia e concittadino Alì Rashid del quale, proprio nei giorni scorsi, il vice capogruppo di Forza Italia alla Camera, On. Isabella Bertolini aveva chiesto l’espulsione dall’Italia a seguito delle opinioni da lui espresse in merito ad alcune affermazioni della giornalista Fiamma Nirenstein.
Il documento, che è stato proposto dai gruppi di maggioranza e condiviso dal gruppo consiliare “Altra Città” (Conticelli e Cortoni), è stato approvato con 13 voti favorevoli e 1 astenuto: Giardini (AN) presente in aula al momento del voto (gli altri membri della minoranza si erano precedentemente allontanati).
L’ordine del giorno sottolinea, così come il Papa ha già chiesto, che “le Istituzioni e la comunità civile lavorino per abbattere qualsiasi barriera tra i popoli, come quella razziale, creata dalla paura e dall’ignoranza, ed impegna il Sindaco e la Giunta a porre in essere tutte le iniziative possibili per dare speranza e fiducia a chi in questo momento vive le stesse condizioni di limitazione o negazione della libertà”.
“Orvieto è città di pace, rispettosa dei diritti e delle libertà sia individuali che collettive e da sempre la sua storia è caratterizzata da un profondo senso di civiltà e di antirazzismo. Il concittadino Alì Rashid – si afferma, tra l’altro, nel documento – è stato oggetto di una pesante aggressione razzista soltanto per aver espresso opinioni del tutto condivisibili sulla storia e sulle vicende che riguardano la Palestina esprimendo dubbi sulla serenità di un corrispondente da Gerusalemme in una trasmissione radiofonica. Il fatto che un membro del Parlamento, appartenete alla maggioranza di governo, ne abbia chiesto l’espulsione in quanto palestinese con l’aggravante che lo stesso è anche un diplomatico, nega un principio fondamentale non solo del rispetto ma anche del diritto internazionale”.
Il Cons. Giancarlo Imbastoni (RC) presentando l’ordine del giorno ha dichiarato “l’intento è quello di esprime solidarietà ad un nostro concittadino che la città conosce per il suo impegno, la pacatezza dei toni e la dialettica costruttiva. A fronte degli attacchi da lui subiti da un rappresentante del Parlamento nazionale, è importante che dal Consiglio Comunale di Orvieto giunga un’espressione politica largamente condivisa per riaffermare la stima della nostra comunità intera nei confronti di Alì Rashid e l’onore di averlo fra noi”.
Il Cons. Fabrizio Cortoni (Altra Città): “I toni pacati, equilibrati ma anche rassegnati di chi fa parte di un popolo emarginato da decenni dalle proprie terre e che trova difficoltà nel riconoscere la propria identità, con i quali, in questi giorni, Alì Rashid ha spiegato gli accadimenti che lo riguardano, la dicono lunga sull’animo di questo nostro concittadino e sulla sua reazione di fronte al dibattito radiofonico da cui è nato questo caso politico. Siamo ancora di fronte a personaggi che in mancanza di argomenti, non fanno altro che invocare la lesa maestà della propria professione, fino l’intervento del neo Ministero degli Esteri. Questa è una vergogna per la nostra nazione visto che parliamo di diritti civili e di libertà di espressione. Al concittadino Alì Rashid, va tutta la nostra solidarietà e partecipazione convinta contro questo attacco gratuito e fuori luogo”.
Il Cons. Massimo Gambetta (DS) ha espresso: “Questo è un attacco mirato. Oggi viviamo in un Paese sofferente per il clima inaudito di non rispetto: dalle ‘taglie’ da Far West sulle persone, alle epurazioni eccellenti per coloro i quali - se non la pensano come il padrone della Casa delle Libertà - se ne devono andare dalle televisioni o non possono più scrivere articoli sui giornali, pena il linciaggio pubblico. Alì Rashid, che mi onoro di conoscere, ha una saggezza e una profondità politica e umana particolare al punto che, francamente, è incredibile che la sua opinione in quella trasmissione radiofonica possa aver scatenato un attacco così subdolo e cinico da parte di un parlamentare. Se i nostri rappresentanti del governo non possono più sentir parlare un’autorità come Rashid della sua terra martoriata, allora significa che siamo di fronte ad una pagina di storia che non possiamo condividere. Esprimiamo a nome della comunità intera, il sentimento di grande solidarietà ad Alì Rashid, come atto distintivo di umanità e volontà di affrontare i problemi, stigmatizzando ogni forma di arroganza, prepotenza e razzismo. Chi non vuole discutere o abbandona la discussione sui temi della libertà non fa altro che appoggiare questa politica denigratoria e offensiva che fa male a tutto il Paese. Auspichiamo anche che il Governo ritorni sui suoi passi e chieda scusa ad Alì Rashid”.
Il Sindaco, Stefano Mocio ha affermato: “Il fatto che la minoranza non abbia la sensibilità istituzionale di rimanere a discutere di un tema così importante, sinceramente, in me, genera qualche dubbio anche perché tengo a sottolineare il fatto che, in questi anni, l’Amministrazione Comunale di Orvieto ha tenuto sempre una posizione per la Pace e per l’equilibrio nei territori palestinesi ritenendo che, non ci può essere la sopraffazione di una parte rispetto all’altra in quelle terre e che, quindi, la sola strada possibile è la pace. Stamani ho incontrato una delegazione di Gaza con un Sindaco che sta cercando di risolvere i problemi di sopravvivenza dei propri concittadini. Alì Rashid non può essere espulso perché già è stato espulso. E’ stata espulsa la sua comunità, la sua famiglia, sono stati espulsi gli affetti e la memoria in quei villaggi, così come sono state cambiate le denominazioni delle cittadine. Ho visto con i miei occhi, case abitate da tempo immemore da parte dei palestinesi con dei vistosi buchi sopra i tetti per evitare che quelle stesse case potessero essere rioccupate dai legittimi proprietari. Ho visto olivi strappati dalla terra per evitare che quei villaggi agricoli potessero avere il loro raccolto, ho visto bambini e ragazzi disperati ma con una grande dignità, quella di chi rivendica un proprio ruolo e qualcosa che gli appartiene. Ho partecipato, anche in passato, alle innumerevoli iniziative di incontro che la municipalità orvietana ha attivato con i rappresentanti di quel popolo grazie anche al ruolo di Alì Rashid, ma anche ai rapporti con alcune città israeliane”.
“Intendo con ciò sottolineare – ha proseguito il Sindaco - il principio della libertà che si dimostra anche nel rispetto dei diritti, nel rispetto di poter dire ciò che si pensa. Ho riletto ciò che Rashid ha affermato in quell’intervista, e credo che il suo pensiero non sia più offensivo di quello è stato rivolto a lui. Ritengo che la scelta fatta da Forza Italia di presentare un’interrogazione a risposta scritta dove si ventila anche la possibilità dell’espulsione, sia una cosa gravissima che lede la libertà e che dimostra solo che, quelle persone che si identificano sotto la denominazione di Casa delle Libertà, in realtà non garantiscono alcuna liberta, nemmeno le libertà minime che la Costituzione di un Paese civile come l’Italia, garantisce e regolamenta. Il mio non è solo un intervento verso l’amico personale Alì Rashid, ma verso un diplomatico che assolve una funzione importante e verso una persona che, in questi anni, ha sofferto e ha lavorato per la ricerca della Pace. Nelle tante occasioni in cui ho incontrato Alì Rashid, lui non mi ha mai parlato di guerra ma di pace, di ricerca di una convivenza in una terra che certamente non può essere rivendicata soltanto da una parte, ma soprattutto da chi, quella terra ha vissuto per tanti, tanti secoli. Faccio mio, come Giunta Comunale, l’ordine del giorno promosso dai gruppi consiliari ed auspico che questa pagina nera della democrazia italiana venga presto archiviata e si torni a ragionare in termini di rispetto, convivenza democratica e civile in un Paese come il nostro. Questa maggioranza non tiene posizioni intransigenti né strumentali, ed i rapporti che abbiamo con le città palestinesi ed israeliane, sono testimonianza della nostra buona fede. Invierò al Governo Italiano questo ordine del giorno insieme con una lettera nella quale spiegherò le nostre ragioni, invitandolo a ritirare l’azione posta in essere in sede parlamentare. Nei prossimi cinque anni continueremo a lavorare nell’ambito delle attività di gemellaggio con Betlemme; auspico, infine, che ad Orvieto possa essere organizzato, presto, un dibattito cittadino con Alì Rashid, non solo per rinnovare a lui la nostra solidarietà ma anche per dargli la possibilità di spiegare le cose che ha sempre spiegato e che abbiamo potuto constatare personalmente”.
Prima di passare alla votazione dell’ordine del giorno, anche il Presidente del Consiglio Comunale, Evasio Gialletti ha voluto sottolineare l’opportunità e la giustezza del dibattito consiliare su questa vicenda che ha dichiarato: “è il minimo atto che questa città poteva fare verso Alì Rashid, cittadino orvietano a pieno titolo”.